Ritrovare se stessi

Scritto il 18 marzo

 

Ci sono stati momenti in passato, durati anche mesi, in cui i bambini si erano trasformati in quella tipologia di "demanding kids" che proprio non ci aspettavamo. Avevamo fatto di tutto per farli crescere "in un certo modo" ed ora ci ritrovavamo con bambini che ciondolavano per casa annoiati, alla ricerca spasmodica di nuove attrazioni commerciali da accaparrarsi, un po' con il ricatto, un po' con il sempreverde metodo dello sfiancamento.

E' stato un periodo e poi e' passato. L'antidoto usato è stato aspettare, curare il clima familiare con la presenza silenziosa e operosa. Gli adulti che parlano, sgridano, spiegano, promettono e poi cedono sono fumo negli occhi per i bambini. E' la presenza animica che conta.

Parolone? Ok, si puo' dire anche cosi: sono le intenzioni quelle che contano, avere un progetto, sapere qual è la direzione (almeno la direzione) dell'educazione che vogliamo dare ai nostri figli e poi avere degli strumenti per esercitarla. 

travestimenti

E' passato di colpo, ed è bastata una piccola occasione: un vestito di carnevale. Era un pomeriggio dei nostri sempre uguali, scanditi da un ritmo risanatore, quello del fare poco e bene, una cosa al giorno, senza fretta e senza scadenze. 

Bevande zuccherate, cibi processati, palinsesti televisivi: tutto questo rimane fuori dalla porta, scegliamo il nostro cibo semplice fatto di pane e latte (presto vi racconterò della conferenza del dott. Giannattasio  sulla sana alimentazione e sul collegamento con allergie, intolleranze e ipercinesi: a proposito l'alimentazione e lo stile di vita sono un essenziale strumento a disposizione dei genitori)  e teniamo a portata di mano tanti libri della biblioteca che parlano degli argomenti che ci sono cari momento per momento.

Ora siamo immersi nel mondo della scrittura, perchè in quarta si parte dalla piuma d'oca per arrivare alla conquista della penna stilografica (Lorenzo Pedro è tornato a casa con la manica del maglione tutta blu dicendo: "che grande esperienza mamma, scrivere con pennino e calamaio!!"), e allora è un'ottima occasione per passare in rassegna un'importante parte della storia dell'uomo, quando è arrivata questa fantastica tecnologia che ha cambiato per sempre la vita dell'umanità.

Sempre di più l'identità della nostra famiglia si fa chiara: i bambini hanno il permesso di giocare alla play o di guardare i cartoni, mangiare le Fiesta o imbottirsi di popcorn quando vanno dagli amici, dai nonni, in vacanza e tornati a casa possono ritrovare la base sicura da cui attingere per costruire mattone per mattone la loro salute mentale e fisica. 

E negli anni vedo i miei figli approdare a casa dopo un pomeriggio fuori con gli amichetti come ad un rifugio sicuro, ritrovare le loro abitudini fatte di cose semplici e di ritmi conosciuti e tirare un respiro di sollievo. Nel ritmo il bambino si riposa, nell'assenza di regole il bambino si stressa moltissimo, si chiede continuamente cosa deve… cosa dovrebbe preferire, cosa scegliere tra più opzioni. La libertà è una grossa patata bollente da saper gestire, occorre tempo per prendere dimestichezza con questa grande opportunità.

Potrà sembrare edulcorato questo piccolo pezzetto di intimità che abbiamo conquistato, ma è vero e prezioso e per questo lo voglio condividere. Scaturisce da osservazione, perchè il comportamento umano è complesso e ingannevole, e per me osservarlo con sguardo spregiudicato  è diventata una vera passione.

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5 Commenti per questo post

  1. La casetta delle idee ha scritto:

    Io non penso sia edulcorato, e in questa tua frase mi ci sono sentita dentro come quando a noi chiedono "ma davvero siete così calmi?" come se uno avesse un qualche interesse ad apparire per come non è, o almeno noi non lo abbiamo e sono certa neanche voi. È bella l'immagine del rifugio sicuro, anche io vedo la nostra famiglia così per i nostri cuccioli. 

  2. ifruttirossi ha scritto:

    noi ogni tanto ci diciamo che l'importante è attivare dei circoli virtuosi e poi il più è fatto (inutile dire che attivare circoli virtuosi è una roba che richiede passione dedizione e anche un pò di disciplina…), il progetto noi non ce l'abbiamo sempre avuto chiaro nella testa ma in qualche modo era chiaro alla nostre pancie e oggi riconosco una notevole coerenza. I nostri figli sono i nostri compagni di viaggio e confrontarci con loro (anche nei momenti in cui  sembrano gli " anti-noi") ci ha sempre aiutato e ci aiuta a stare dentro il nostro progetto. Mi piace molto il tuo blog
    a presto

  3. Nella mia soffitta... ha scritto:

    Grazie per questo post che mi ha chiarito le idee e permesso di visualizzare meglio il tipo di famiglia che vorremmo essere…
    :-)

  4. Tiziana ha scritto:

    Bello, ma da dove si comincia? Aiuto!!!!! Io in questo periodo sono scontenta e frustrata. Non mi piace nulla di quello che faccio e di come mi comporto in primis con i mei figli, ma mi sembra di essere in un vicolo cieco, non riesco a venirne fuori. Qualche consiglio? Grazie di cuore.

  5. Valentina ha scritto:

    Leggo sempre tuoi post preziosi, ma oggi è un giorno particolarmente amaro… sono in attesa, però da troppo e mi pare di oggi di non venirne fuori e di non avere più tempo per aspettare…
    Le critiche delle insegnanti, i troppi capricci, la difficoltà a fare ogni cosa… oggi non vedo uscita!
    ti capita mai?

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