Il tema dell'autoeducazione mi è particolarmente caro. Ne ho parlato nelle prime pagine di vivere semplice e ritorna come un pilastro nella mia vita. Ne parlerò ancora in maniera più diffuso.
Oggi rifletto sul tema dell'attesa e mi sento tanto laica quanto religiosa. L'attesa è universale e muove sentimenti di pazienza, cura, minuzioso lavoro dietro alle file, muove sentimenti di coraggio che sono invisibili ai più. Non perchè gli altri non possano capire o vedere, forse perchè come tutte le silenti attività passa inosservata anche quando è degna di nota.
Un po' come il lavoro che fa il fegato, che filtra e metabolizza tutto quello che ingeriamo, che silenziosamente svolge una mansione degna di cuore e cervello senza che nessuno gliene riconosca il merito. Che addirittura non si fa sentire anche quando si affatica e si ammala. Il fegato, anticamente associato al coraggio è un organo umile, silente, attento ai dettagli e troppo spesso trascurato.
Mi sono messa all'opera quest'anno con le parole di San Michele, sfidando la corsa al tempo e imponendomi la forza della dedizione. Rimedio omeopatico: uso la forza per trovare la forza. Non è battaglia è sfida, non è competizione è contemplazione.
Ho dorato 24 più 24 più 24 mezzi gusci di noce (tutto si fa per tre d'ora ormai in questa casa), ho comprato tanta fettuccia colorata alta 4 cm di raso, preziosa e con i caldi colori del Natale e ho incollato con la colla a caldo i gusci sulla fettuccia con dentro un piccolo pensiero in ognuno. Andrà appeso in verticale, il calendario, e ogni giorno si scoprirà un piccolo tesoro. Ho trovato lo spazio per questo dono ai miei figli, nonostante i preparativi per il Bazar di Natale e nonostante la mia silente, paziente e fiduciosa ricerca di un nuovo lavoro.
Non ho rete di salvataggio, sappiatelo, sono disoccupata come molte di voi, e se mi vedete molto attiva sulla rete è perchè collaboro gratuitamente con i siti che reputo degni come Decrescita felice o Bambino naturale o su Le funky mamas e non ne faccio mistero. Non ho paura dell'austerità forzata anzi a dir la verità la cercavo da un po' e credo che non possa che farmi bene.
Per quanto riguarda i banner che avete visto spuntare su Vivere semplice sappiate che si tratta di food per view e toys per view, ovvero scambi, baratti e visibilità reciproca, non soldi, non pubblicità occulta.
Ma torniamo al nostro calendario d'avvento: la difficoltà di questo modello è che i gusci di noce sono cosi piccoli che è quasi impossibile trovare qualcosa da metterci dentro. Io ho messo bigiettini di gioia, caramelline, piccoli oggetti di lana infeltrita fatti con le mie mani, come coccinelle e coniglietti, minicioccolatini e ancora bigliettini. Ho anche trovato in rete dei bellissimi mimimandala dedicati alle notti sante e li ho stampati e inseriti. Infine ho confezionato con la macchina da cucire dei minilibricini grandi come un'unghia e dentro ci ho messo dei messaggini d'amore.










novembre 29th, 2012 at 12:26 pm
Che lavoro certosino, poi per 3! Quante idee carine da mettere all'interno! Io mi ci dedico questa sera…sono quasi furi tempo! Per il lavoro… anche io sono alla ricerca… il mese prossimo partirà la cassa integrazione e poi chissà…. ma non si molla e si guarda avanti! un abbraccio grande! Vale
novembre 29th, 2012 at 2:05 pm
Ma che idea originale, complimenti!
novembre 29th, 2012 at 6:27 pm
che bella poesia sabri
novembre 29th, 2012 at 11:27 pm
Mah, beata te Sabrina che hai questo equilibrio così ben strutturato, che cercavi l'austerità e che ora che ce l'hai l'apprezzi anche se è forzata. Ti invidio: sei sempre lì a metterti alla prova e sfidarti. E cresci, continuamente. In bocca al lupo per il lavoro e buona attesa…
dicembre 2nd, 2012 at 10:48 pm