Crescere senza punizioni nè minacce

Scritto il 07 gennaio 2016

CRESCERE SENZA PUNIZIONIPer i bambini spesso è difficile spiegare cosa provano, fare luce su quello che non va o manifestare le propri bisogni, spesso quello che il genitore nota è un’alterazione dell’umore o un’instabilità emotiva che non gli consente di essere sereni e in contatto con le persone che si prendono cura di lui. Ma come si può capire meglio il bambino?

Crescere senza punizioni nè minacce, liberi dalla violenza educativa è un libro semplice, che non promette ricette segrete ma che sa dare spunti fondamentali e necessari a chi si fa qualche domanda in più sull’educazione dei figli.

E’ un libro onesto, che si rivolge ai genitori che cercano di osservare in modo spregiucato i loro bambini, prima di tutto per capire i loro bisogni perchè ogni comportamento, capriccio, sfida è prima di tutto una richiesta di aiuto e a volte una manifestazione di disagio.

E’ un libro per chi crede che la condivisione di tematiche educative sia un’utile via per sostenersi a vicenda come genitori ed educatori, e capire meglio come orientare il proprio intervento secondo un orientamento positivo.

Questo libro non idealizza il bambino nè il genitore, come spesso accade in molti libri per mamme (che anche i papà dovrebbero leggere) che invece di essere incoraggiarci con consigli pratici rischiano solo di farci cadere  in depressioni vedendo con chiarezza quando rischiamo di essere inadeguati.

L’autrice è una mamma che racconta prima di tutto ciò che ha imparato a partire dai suoi fallimenti o dalle sue difficoltà e questo è molto confortante e coinvolgente. A volte i genitori consapevoli mettono tutto il loro impegno nell’essere migliori, nel capire i bisogni del bambino (trascurando a volte i loro bisogni) con il risultato che nel reprimere le proprie emozioni corrono il rischio di esplodere in una collera devastante. Tutti noi sappiamo di cosa parlo.

Far fonte a quel demone interiore che ci sorprende per il suo impeto cosi nefasto è uno dei temi ricorrenti del libro, perchè da un lato vogliamo dare spazio alle manifestazioni più vere della loro individualità e dall’altro sappiamo che dobbiamo educarli a stare al mondo anche nel rispetto dei bisogni degli altri.

Per farlo dobbiamo insegnargli a rispettare le regole e ad autoregolarsi progressivamente sempre più da soli. Ma come fare?

Imparare a fare delle scelte

Per esempio: dobbiamo dargli la possibilità di scegliere o lasciarli liberi di scegliere senza dare ulteriori indicazioni?

Beh, la risposta è entrambe le cose allo stesso tempo, perchè si tratta di 2 competenze diverse, tutte importanti da imparare. Ma non è facile e nel libro ci sono tante dritte per affrontare questo ed altri problemi.

Sono 2 le cose inedite eper nulla scontate che emergono nel libro:

  1. Non dobbiamo concentrarci solo su come risolvere i problemi ma su quale modello stiamo attivando per trovare sulle soluzioni possibili. Perchè nostro figlio sarà ispirato dal nostro modo di risolvere i problemi imitando il nostro atteggiamento verso i problemi e trovando le sue soluzioni. In pratica quello che conta di più è il processo, non il risultato.
  2. Essere genitori rispettosi e affettuosi ci rende felici: ecco un motivo in più per praticare l’educazione positiva.

Fatemi sapere che ne pensate se lo leggete, poi vi parlerò anche di altri libri di Natura e cultura editrice, questa casa editrice piccolina e preziosissima, con titoli che sono sicuramente in sintonia con chi mi legge da molto.

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2 Commenti per questo post

  1. Myriam ha scritto:

    Buongiorno, approfitto di questo articolo per segnalarti che conduco in esclusiva in Italia i laboratori per genitori “Vivere e crescere insieme” di Catherine Dumonteil Kremer. I prossimi cicli di incontri partono a gennaio a Milano e Brescia e altre date e luoghi in Italia sono invase di organizzazione. Tutte le info sul mio sito http://www.myriam-nordemann.com. Sono stata formata all’accompagnamento alla genitorialità in Francia direttamente dall’autrice di questo libro.

  2. Michele ha scritto:

    Ma è vero? Cioè, veramente anche i bambini più impegnativi possono essere cresciuti senza punizioni oppure funziona solo con quelli predisposti?
    Domande lievemente sarcastiche, ma approfitterò della lettura consigliata per continuare la mia ricerca della formula ideale.
    Grazie

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