Seconda settimana a Ginevra

La prima settimana non abbiamo quasi messo fuori il naso di casa, se non per fare la spesa e comprare lampadine. Ora è il momento di capire dove siamo.
Confignon è un comune nel cantone di Ginevra, ci abitano circa 3mila anime. Dista 10 minuti di macchina da Geneve-centre-de-la-ville. Ora capisco perchè la signora dell’agenzia ci disse: andiamo a la campagne, riferendosi alla casa che voleva farci vedere…
In effetti per andare a scuola (in bici) percorriamo una strada dove ci sono solo ville, filari di vite e pecore.. incredibile. E solo perchè abbiamo scelto la Steiner, altrimenti la pubblica sarebbe stata ancora più vicina: un isolato.

Se penso che a Roma per andare a scuola (in macchina) dovevo attraversare prati e inoltrarmi sulla trionfale sperando di non trovare ingorghi davanti al gemelli … o in alternativa potevo percorrere la pinetasacchetti… ah! bel cambio di vita!
Inoltre qui nei centri abitati le macchine vanno ai venti all’ora, fisso. Ad ogni angolo di strada ci sono cartelli con scritto: “Pensez a nos enfants“, robe che dai noi ci prenderebbero per matti. E chissenefrega dei tuoi figli, basta che stiano bene i miei!! (si, daccordo, esagero)

Tutto ciò mi crea un senso di irrealtà profondo, non mi sembra possibile che la quotidianità possa essere facile.

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Sperimentiamo la vita lontano dal casino, il mercato rionale nella piazzetta che ha un banco dei formaggi da cappottarsi, la vicina di casa americana che va a correre tutte le mattine e io, che ancora non ho ben capito come passare il tempo.
C’e’ la chiesetta protestante, il calzolaio italiano, il mini-supermercato che chiude la sera alle 7, la posta e il bar. Ah c’e’ anche la parrucchiera, sto pensando di farci un giro domani, per una spuntatina di capelli. La mia amica Francesca mi ha detto che mi devo sforzare di parlare il francese, la parrucchiera è perfetta per me.
Vi siete chiesti come mai in queste foto satellitari che ho scroccato da live search maps non si vedono persone? il fatto è che la densità umana è bassissima.. c’e’ spazio, silenzio, un orizzonte più ampio.

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Per la gioia delle mie amiche ho fatto qualche altra foto alla casa, ma giuro che presto smetterò di raccontare gli affari miei su viversemplice e ricomincerò a fare quello che facevo prima.

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Questi fiori me li ha portati un’amichetta che ho invitato a pranzo. E’ la seconda volta che mi capita, in vita mia, che una donna che invito a pranzo mi porti dei fiori.
La prima volta mi è capitato con un’amica che poi non è mai più venuta a casa mia, speriamo non capiti di nuovo.
Questa volta non ci voglio mettere 6 anni a farmi delle amicizie (come a Roma).

 

Altre conoscenze della settimana: una mamma tedesca che ha fatto la formazione per diventare maestra di scuola nel bosco che mi ha detto se voglio andare ad aiutarla un giorno a settimana visto che la sua socia è incinta, una donna inglese che canta nel coro della scuola e mi ha invitato a partecipare, un papà brasiliano che mi ha detto che a Ginevra piove il 70 per cento dell’anno e che lui ha voglia di tornarsene a casa e un po’ di italiani compresa la gia mitica nicoletta con la piscina in cima al condominio e il suo figliolo nicolas che fa il cubo di rubick in 10 minuti a 16 anni.

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I bambini continuano a tenere alto l’umore della casa e qui finalmente non c’e’ più il signor-dichio che rompe che scatole. (per chi non lo sa il signor-dichio era il simpatico vicino di casa romano che non ci accusava di essere la famiglia più rumorosa della terra.) Qui possiamo gridare battere i piedi, martellare il pavimento e fare qualsiasi cosa. Abbiamo dei vicini ma sembrano molto tolleranti. Speriamo di non esserci sbagliati!!!

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Originariamente scritto il 07 settembre 2008

6 Commenti per questo post

  1. theitalianmom ha scritto:

    ciao!
    wow che bel sito! sono venuta subito a trovarti.

    penso che la cosa che ti invidio di più è la bassa concentrazione di gente, qui in italia davvero siamo troppo schiacciati gli uni sugli altri. torno a trovarti presto.

  2. claudia ha scritto:

    Bene, bene, vedo che stai ingranando…

    La mamma tedesca è forse Alexandra? Ti ricordi che avevo parlato di lei sul mio blog? Ops… ti avevo anche promesso delle foto mai spedite…

  3. Heidi ha scritto:

    Volevo avvisarti che nel mio ultimo post ti ho menzionata, per correttezza! A presto!

  4. ceci ha scritto:

    sabri che bello…sono proprio contenta di vedere questi frammenti di vita piena di nuove sorprese e presenze. ti penso mille(come dice Luba)

  5. alessia ha scritto:

    La casa è stupenda… il paese pure…. che vita ragazzi!! Ti volevo dire di non preoccuparti se Peo non vuole andare a scuola, anche Edoardo mi faceva gli stessi capricci i primi mesi della sua prima classe, ma poi tutto si sistema. Un forte abbraccio a tutti voi da tutti noi!
    A presto

  6. chiara ha scritto:

    No perchè vuoi smettere di scrivere “gli affari tuoi”sul tuo blog?
    E io chi vado a leggere di interessante?

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