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l'empatia si impara a scuola - contro il bullismo

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L’unico motivo per mandare i figli alla scuola steineriana


Scritto il 08 marzo 2017

l'empatia si impara a scuola - contro il bullismo

Se state leggendo questo articolo è perchè ho usato un piccolo stratagemma retorico per irretirvi, non arrabbiatevi. Volete sapere l’unico motivo per cui ha senso mandare i figli in una scuola steineriana? Ebbene, sappiate che i motivi sono tanti e questo blog è il posto giusto per scoprirli.

Ma oggi voglio parlarvi del 2 aprile, giornata mondiale di consapevolezza sull’autismo. Leggevo su Per noi autistici l’articolo di una madre che chiede agli altri bambini di non fare atti di bullismo contro suo figlio autistico e ho pensato che i miei figli non hanno bisogno di leggere questo articolo.

Imparare a stare con gli altri

Alla scuola steineriana i bambini saranno stati poco scolarizzati ma di sicuro hanno imparato il rispetto degli altri, la cura, l’attenzione per i più deboli e il valore della diversità. Almeno questa è la nostra esperienza!

Potete anche obiettare che nella scuola steineriana i bambini gravemente disabili sono pochissimi e questo è vero (mi piacerebbe raccontarvi cosa fanno con i cosiddetti ADHD). Ma non basta avere un compagno disabile per imparare ad accettarlo, soprattutto se i docenti non sanno come relazionarsi e finiscono per essere i primi a metterlo involontariamente da parte perchè non dia fastidio.

Per imparare il rispetto dell’altro è necessario che gli insegnanti siano persone che tengono in conto l’essere umano non solo per sue competenze e che si prendano cura della sua socialità, che non può essere un ambito solo famigliare. Maestri che dedichino tempo a questo argomento e bambini che abbiano tempo per relazionarsi tra di loro, insomma che l’attenzione non sia solo ai programmi e ai compiti in classe ma anche alla socializzazione funzionale. Perchè imparare a stare con gli altri, con tutti gli altri, è un elemento fondativo della società e dell’essere umano.

Raccontare il valore della diversità

Per imparare il valore della diversità bisogna essere dei diversi forse e quelli della scuola steineriana lo sono. Per loro sono importanti prima di tutto l’empatia, le capacità relazionali dei bambini, la loro possibilità di diventare esseri umani virtuosi, rispettosi, degni di essere imitati. Solo dopo vengono le abilità cognitive, la performance, i bei voti. Per questo vengono presi in giro e vessati da tanti supponenti esperti che hanno certo altre priorità in mente.

Forse è per questo che in generale mi sento di dire che i bambini che provengono dalla scuola steineriana hanno rispetto e cura degli altri, proprio perchè sanno quando è difficile pensarla diversamente dalla massa e quanto si viene per questo costantemente attaccati.

Più attività per imparare a stare insieme

In queste pagine trovate la narrazione di tante attività che si fanno nella scuola steineriana: giocare, lavorare a maglia, fare arte che lavora sulla sfera emotiva (e che allena la nostra capacità di commuoverci), fare geometria usando il corpo, saltare la corda per imparare le tabelline. Ebbene, tutto ciò forse può sembrarvi fuori tema in questo articolo. Ma se andate un po’ sotto la superficie troverete nessi interessanti.

Ps: Ovviamente non è solo la scuola steineriana ad occuparsi dell’essere del bambino in tutta la sua integrità. Vi parlerò presto di un’altra scuola meravigliosa che ho conosciuto ma è una sorpresa per soli torinesi.

 

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Cannabis, un’unica risorsa per innumerevoli usi

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Cannabis, un’unica risorsa per innumerevoli usi


Scritto il 11 febbraio 2014

Molti di noi avranno sentito parlare di cannabis soltanto nei telegiornali, menzionata tra le notizie di cronaca per fatti legati alla criminalità organizzata, allo spaccio, o alla detenzione illegale.

Eppure, grazie alle sue molteplici proprietà, questa sostanza naturale ha conquistato un ruolo fondamentale in moltissimi settori, da quello medicinale a quello legato alla bioedilizia.

Una delle principali applicazioni della canapa è sicuramente quella relativa al suo utilizzo come strumento terapeutico. Negli ultimi anni le più prestigiose università internazionali e numerosi centri di ricerca sparsi in tutto il mondo hanno dimostrato come i principi della marijuana possano essere sfruttati per creare nuove terapie con le quali curare malattie gravi, come la sclerosi multipla, la leucemia o l’epilessia, ma anche altri disturbi più comuni come la depressione, il mal di testa, l’asma o l’artrite, fino ad arrivare all’autismo.

credits: www.globalist.it
credits: www.globalist.it

A seguito di questi numerosi studi, grazie ai quali i ricercatori stanno ottenendo risultati molto positivi, molti Paesi dell’Europa e degli Stati Uniti hanno introdotto di recente nuove leggi che consentono l’utilizzo della marijuana – e dei farmaci da essa derivati – a livello terapeutico. In Italia si continua a scendere in piazza per chiedere la liberalizzazione, ma in alcune regioni l’uso di farmaci a base di cannabinoidi è già consentito.

Un’altra importante applicazione piuttosto comune della cannabis è legata all’estrazione dalla pianta di diverse materie prime, quali tessuto, carta e legno.

Grazie alla struttura particolarmente fibrosa del suo fusto, il tessuto derivante dalla pianta della canapa è particolarmente resistente e durevole e può senza dubbio sostituire il cotone. Una curiosità rispetto a questo impiego: in passato, le vele delle imbarcazioni erano prodotte al 90% con fibre di canapa, poiché appunto più robuste, ma anche perché la loro coltivazione è più semplice e rapida, richiede poca acqua, e non è soggetta a particolari attacchi parassitari.

Anche la carta prodotta con la pianta di cannabis è resistente e di ottima qualità: la bassa concentrazione di lignina e il colore particolarmente chiaro della fibra rendono la lavorazione della carta di canapa meno inquinante poiché non necessita delle lavorazioni chimiche richieste invece per produrre la stessa materia estratta dai comuni pioppi.

Infine, la cannabis si è rivelata una delle materie prime naturali per eccellenza nel settore della bioedilizia. Non solo come ottimo sostituto del legno nei prodotti di falegnameria, ma anche nella costruzione di pannelli isolanti e blocchi prefabbricati, già di uso comune in Italia. Le proprietà isolanti termoacustiche delle fibre di canapa sono da tempo note, ma questo particolare impiego nell’edilizia ha tanti altri benefici e vantaggi: basti pensare alla capacità delle fibre di canapa di assorbire Co2 e quindi di ridurre l’inquinamento, oppure alla loro capacità ignifuga, alla traspirabilità e alla resistenza ai parassiti.

Dal punto di vista alimentare, la canapa costituisce una preziosa risorsa di vitamine, grassi polinsaturi essenziali per il corretto funzionamento dell’organismo, e proteine, presenti in elevate quantità nei semi. Se consumati crudi, i semi possono essere considerati come un valido integratore alimentare naturale, ma si prestano anche ai più svariati utilizzi in cucina, dalla preparazione del pane alla decorazione dei dolci.

Ottenuto dalla spremitura dei semi, anche l’olio di canapa è stato oggetto di recenti studi scientifici che ne hanno dimostrato le elevate proprietà benefiche, tanto da ritenerlo un prezioso alleato dal punto di vista nutrizionale.  Grazie alle sua ricchezza di vitamine, alla consistente presenza di Omega-3 e Omega-6 e alla capacità di contrastare l’invecchiamento, l’olio di canapa è molto utilizzato anche dall’ industria della cosmesi: creme, saponi e maschere per viso e corpo a base di olio di canapa sono in grado di idratare e prevenire arrossamenti e irritazioni, oltre a non ungere e ad ammorbidire e nutrire la pelle.

La cannabis, quindi, merita certamente di essere rivalutata, per poter essere considerata una risorsa naturale da sfruttare, grazie alle sue proprietà benefiche e al suo minimo impatto ambientale. Tra i molteplici impieghi è infatti da considerare anche la produzione di combustibili da biomassa, che potrebbero sostituire il petrolio, o la fabbricazione di imballaggi e materiali isolanti a base di canapa completamente biodegradabili, che potrebbero sostituire gli inquinanti sacchetti di plastica.

Articolo redatto da Marco Righetti, appassionato ed esperto del mondo della canapa.

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