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l'empatia si impara a scuola - contro il bullismo

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L’unico motivo per mandare i figli alla scuola steineriana


Scritto il 08 marzo 2017

l'empatia si impara a scuola - contro il bullismo

Se state leggendo questo articolo è perchè ho usato un piccolo stratagemma retorico per irretirvi, non arrabbiatevi. Volete sapere l’unico motivo per cui ha senso mandare i figli in una scuola steineriana? Ebbene, sappiate che i motivi sono tanti e questo blog è il posto giusto per scoprirli.

Ma oggi voglio parlarvi del 2 aprile, giornata mondiale di consapevolezza sull’autismo. Leggevo su Per noi autistici l’articolo di una madre che chiede agli altri bambini di non fare atti di bullismo contro suo figlio autistico e ho pensato che i miei figli non hanno bisogno di leggere questo articolo.

Imparare a stare con gli altri

Alla scuola steineriana i bambini saranno stati poco scolarizzati ma di sicuro hanno imparato il rispetto degli altri, la cura, l’attenzione per i più deboli e il valore della diversità. Almeno questa è la nostra esperienza!

Potete anche obiettare che nella scuola steineriana i bambini gravemente disabili sono pochissimi e questo è vero (mi piacerebbe raccontarvi cosa fanno con i cosiddetti ADHD). Ma non basta avere un compagno disabile per imparare ad accettarlo, soprattutto se i docenti non sanno come relazionarsi e finiscono per essere i primi a metterlo involontariamente da parte perchè non dia fastidio.

Per imparare il rispetto dell’altro è necessario che gli insegnanti siano persone che tengono in conto l’essere umano non solo per sue competenze e che si prendano cura della sua socialità, che non può essere un ambito solo famigliare. Maestri che dedichino tempo a questo argomento e bambini che abbiano tempo per relazionarsi tra di loro, insomma che l’attenzione non sia solo ai programmi e ai compiti in classe ma anche alla socializzazione funzionale. Perchè imparare a stare con gli altri, con tutti gli altri, è un elemento fondativo della società e dell’essere umano.

Raccontare il valore della diversità

Per imparare il valore della diversità bisogna essere dei diversi forse e quelli della scuola steineriana lo sono. Per loro sono importanti prima di tutto l’empatia, le capacità relazionali dei bambini, la loro possibilità di diventare esseri umani virtuosi, rispettosi, degni di essere imitati. Solo dopo vengono le abilità cognitive, la performance, i bei voti. Per questo vengono presi in giro e vessati da tanti supponenti esperti che hanno certo altre priorità in mente.

Forse è per questo che in generale mi sento di dire che i bambini che provengono dalla scuola steineriana hanno rispetto e cura degli altri, proprio perchè sanno quando è difficile pensarla diversamente dalla massa e quanto si viene per questo costantemente attaccati.

Più attività per imparare a stare insieme

In queste pagine trovate la narrazione di tante attività che si fanno nella scuola steineriana: giocare, lavorare a maglia, fare arte che lavora sulla sfera emotiva (e che allena la nostra capacità di commuoverci), fare geometria usando il corpo, saltare la corda per imparare le tabelline. Ebbene, tutto ciò forse può sembrarvi fuori tema in questo articolo. Ma se andate un po’ sotto la superficie troverete nessi interessanti.

Ps: Ovviamente non è solo la scuola steineriana ad occuparsi dell’essere del bambino in tutta la sua integrità. Vi parlerò presto di un’altra scuola meravigliosa che ho conosciuto ma è una sorpresa per soli torinesi.

 

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CRESCERE SENZA PUNIZIONI

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Crescere senza punizioni nè minacce


Scritto il 07 gennaio 2016

CRESCERE SENZA PUNIZIONIPer i bambini spesso è difficile spiegare cosa provano, fare luce su quello che non va o manifestare le propri bisogni, spesso quello che il genitore nota è un’alterazione dell’umore o un’instabilità emotiva che non gli consente di essere sereni e in contatto con le persone che si prendono cura di lui. Ma come si può capire meglio il bambino?

Crescere senza punizioni nè minacce, liberi dalla violenza educativa è un libro semplice, che non promette ricette segrete ma che sa dare spunti fondamentali e necessari a chi si fa qualche domanda in più sull’educazione dei figli.

E’ un libro onesto, che si rivolge ai genitori che cercano di osservare in modo spregiucato i loro bambini, prima di tutto per capire i loro bisogni perchè ogni comportamento, capriccio, sfida è prima di tutto una richiesta di aiuto e a volte una manifestazione di disagio.

E’ un libro per chi crede che la condivisione di tematiche educative sia un’utile via per sostenersi a vicenda come genitori ed educatori, e capire meglio come orientare il proprio intervento secondo un orientamento positivo.

Questo libro non idealizza il bambino nè il genitore, come spesso accade in molti libri per mamme (che anche i papà dovrebbero leggere) che invece di essere incoraggiarci con consigli pratici rischiano solo di farci cadere  in depressioni vedendo con chiarezza quando rischiamo di essere inadeguati.

L’autrice è una mamma che racconta prima di tutto ciò che ha imparato a partire dai suoi fallimenti o dalle sue difficoltà e questo è molto confortante e coinvolgente. A volte i genitori consapevoli mettono tutto il loro impegno nell’essere migliori, nel capire i bisogni del bambino (trascurando a volte i loro bisogni) con il risultato che nel reprimere le proprie emozioni corrono il rischio di esplodere in una collera devastante. Tutti noi sappiamo di cosa parlo.

Far fonte a quel demone interiore che ci sorprende per il suo impeto cosi nefasto è uno dei temi ricorrenti del libro, perchè da un lato vogliamo dare spazio alle manifestazioni più vere della loro individualità e dall’altro sappiamo che dobbiamo educarli a stare al mondo anche nel rispetto dei bisogni degli altri.

Per farlo dobbiamo insegnargli a rispettare le regole e ad autoregolarsi progressivamente sempre più da soli. Ma come fare?

Imparare a fare delle scelte

Per esempio: dobbiamo dargli la possibilità di scegliere o lasciarli liberi di scegliere senza dare ulteriori indicazioni?

Beh, la risposta è entrambe le cose allo stesso tempo, perchè si tratta di 2 competenze diverse, tutte importanti da imparare. Ma non è facile e nel libro ci sono tante dritte per affrontare questo ed altri problemi.

Sono 2 le cose inedite eper nulla scontate che emergono nel libro:

  1. Non dobbiamo concentrarci solo su come risolvere i problemi ma su quale modello stiamo attivando per trovare sulle soluzioni possibili. Perchè nostro figlio sarà ispirato dal nostro modo di risolvere i problemi imitando il nostro atteggiamento verso i problemi e trovando le sue soluzioni. In pratica quello che conta di più è il processo, non il risultato.
  2. Essere genitori rispettosi e affettuosi ci rende felici: ecco un motivo in più per praticare l’educazione positiva.

Fatemi sapere che ne pensate se lo leggete, poi vi parlerò anche di altri libri di Natura e cultura editrice, questa casa editrice piccolina e preziosissima, con titoli che sono sicuramente in sintonia con chi mi legge da molto.

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terapia craniosacrale roma

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A cosa serve la terapia craniosacrale per mamme e bambini?


Scritto il 07 gennaio 2016

Cos’è un trattamento craniosacrale? Lo abbiamo chiesto ad Elsa, un’ amica esperta che ha curato il mio mal di schiena con ottimi risultati. Grazie Elsa!

terapia craniosacrale roma

Mal di schiena, tensione muscolare, affaticamento:  tutto sembra concentrato in noi e non volersi sciogliere, perchè? Immaginate di stare davanti al mare a guardare le onde o vicino un ruscello che scorre e ascoltarne il suono… Cosi è più rilassate vero? I malesseri che prima ci portanavo ad avere cattivo umore o irritabilità ora sembrano andare via insieme all’acqua, perchè respirando più profondamente  i muscoli si rilassano.

Il craniosacrale è questo: è come stare seduti sulla spiaggia, per un’ora ad ascoltare solo il mare (interiore) e il nostro respiro. Tutto l’affanno quotidiano e i dolori fisici scorrono via come fossero  onde e noi ci ritroviamo in una condizione di benessere profondo.

Anche il nostro corpo ha un respiro interno (come fosse il vento) e delle maree, entrambi hanno origine al momento stesso del concepimento e ci accompagnano tutta la vita. Le maree e il respiro assicurano il nostro benessere naturale, la loro regolarità ci segnala che tutto è a posto. Stress e dolore sono invece dighe che ostacolano la salute.

Perché craniosacrale alle mamme o in gravidanza?

Quando siamo in gravidanza la nostra marea si incontra con quella del bambino: fare in modo che i due ritmi si incontrino e si armonizzino favorisce la relazione mamma/bimbo prima e dopo la nascita e rende il parto più semplice.

Se poi il parto è stato un po’ complicato, se la schiena o l’osso sacro fanno male o, semplicemente, se la spina dorsale è troppo caricata o persino se il bimbo non dorme la notte o è nervoso, il craniosacrale  può essere di grande aiuto per ritrovare lo stato di salute naturale e anche il buon umore.

Di fatto quando la mamma si prende cura di sé e scioglie le proprie tensioni anche il bambino ne giova. (A me è capitato spesso di alleviare il mal di schiena alla mamma e, di riflesso, la stitichezza o l’insonnia al bambino!)

Certo l’ideale è concedersi un ciclo di trattamenti così da creare un equilibrio sia fisico che emotivo stabile e ottenere anche una maggiore serenità nel rapporto con il bambino.

Io, le mamme, i bambini

Da sempre ho avuto una particolare attenzione verso la  famiglia, per molti anni ho lavorato come maestra di nido e materna nelle scuole a indirizzo steineriano, poi ho ideato e realizzato con Paola Capitini il nido in casa Tutti giù per Terra che è tuttora attivo sulla Cassia a Roma e presso il quale offro consulenze pedagogiche per le famiglie.

Nei bellissimi anni vissuti come maestra, i bambini  mi hanno insegnato che il ritmo è una forza guaritrice, che il silenzio è d’oro e la calma un dono prezioso.

Dalle mamme ho imparato che non hanno bisogno di giudizio ma di comprensione, ascolto e di un po’ di tempo per se stesse.

Con il craniosacrale ho compreso che sia il bambino che la mamma hanno bisogno di contatto e di coccole, per questo durante ogni seduta pongo una particolare attenzione all’ essere donna e madre di ognuna di voi e alla relazione che  avete con vostro figlio.

Dopo  la seduta è bello prendersi un tempo di condivisione per parlare di ciò che è venuto alla luce durante il trattamento e anche dei vostri piccoli dubbi riguardo la vita in famiglia. Vedrete come il vostro punto di vista sarà diventato più chiaro e fluido. La mia esperienza come pedagogista e facilitatrice familiare vi sosterrà nelle scelte e soluzioni eventuali.

Elsa Fiumara 333 7269698
elsa.fiumara@gmail.com
Facebook: Elsa Fiumara Benessere
La mia base è a Roma in zona Garbatella – Tor Marancia ma posso venire anche a casa tua

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trovare il tempo di stare con le persone che amiamo

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Non ho tempo per quello che non mi va


Scritto il 11 maggio 2015

La fretta è una malattia, se sei sempre di corsa forse c’è qualcosa che non va. Me ne rendo conto sempre di più osservando le persone intorno a me e se ne parla tanto anche in rete (dall Huffingtonpost Parent al Corriere della Sera Bambini).
Avere fretta è il nuovo fenomeno di costume, una moda. Se hai fretta vuol dire che hai un lavoro, quindi poco tempo, quindi vali qualcosa.

Tutti vorrebbero avere il diritto di essere impegnati (e quindi di valere qualcosa). Perchè se sei troppo libero vuol dire che non hai niente da fare=il tuo fare non vale niente= sei una nullità. Ecco.

Autostima=zero? Auto-stress=1000

Mamme e bambini

Forse quello che ci stiamo nascondendo pero’ è altro: in realtà nascondiamo quello che non abbiamo voglia di fare dietro a mille impegni. Ecco perchè non c’è mai tempo per giocare con i bambini, per portarli a camminare nel bosco dopo scuola o per mettere una toppa ai pantaloni. Perchè non ci va di farlo.

Oltre al diritto di essere impegnati vogliamo anche il diritto di fare solo quello che ci va.

Anche quando incontriamo un amico che ci invita per un caffè forse non abbiamo voglia di dedicargli 5 minuti. Ecco perchè gli diciamo che siamo super-impegnati. Davvero alcuni di noi si sono ridotti cosi?

Cosa abbiamo voglia di fare?

Vi propongo un esercizio: guardate nella vostra giornata o settimana le cose che trovate sempre il tempo di fare e capirete meglio chi siete. Ma attenzione, potreste scoprirvi troppo e finire per bruciarvi. Immaginate che osservando bene vediate cose del genere:

  • trovo sempre il tempo per fare la spesa al supermercato (anche se la dispensa è piena e nel frigo c’è qualcosa da buttare via perchè aspetta da giorni di essere cucinato)
  • trovo il tempo per fare un salto al centro commerciale per quella cosa che mi serve, anche se so benissimo di non risparmiare, perchè una volta li comprerò mille altre cose
  • trovo sempre il tempo di andare a comprarmi un nuovo ….  con la scusa che ne ho proprio bisogno (senza neanche avere il coraggio di dirci che lo compriamo perchè ci va e non perchè serve)
  • trovo sempre il tempo di prendere il caffè con quell’amica che ha ….. (un fisico impeccabile, un lavoro fighissimo, un marito di successo, un figlio genio ecc.. ecc.)

Mentre caso strano:

  • non trovo il tempo di fare una sorpresa alla mia amica depressa e portargli il pranzo pronto
  • non trovo il tempo di riparare qualcosa che si è rotto, prendere appuntamento dal medico, mettere ordine nel cervello nella scrivania e in cucina
  • non trovo mai il tempo di ascoltare mio figlio che ripete storia e geografia, sedermi accanto a lui e aspettare che scriva senza errori di grammatica con i suoi tempi (anche quando questi tempi si allungano un pochino)

Insomma, capito cosa intendo no?

trovare il tempo di stare con le persone che amiamo

Abbiamo il dovere di aver tempo per gli altri

E abbiamo diritto di chiedere agli altri di dedicarci il loro tempo, se ci vogliono bene. Altrimenti che ce lo dicano che non gli importa, è più semplice e onesto, il messaggio arriva forte e chiaro. Dobbiamo solo saperci far coraggio.

Ah, ancora una cosa: abbiamo il diritto di non mettere fretta agli altri, soprattutto ai nostri bambini: questo crea solo ansia e quando crescono risentimento. Perchè mai dovremmo farlo?

Stare con gli altri

N.B: Ho scritto questo post dopo aver trascorso del buon tempo con qualche amico/a che ha trovato modo di liberarsi dai suoi impegni per stare in mia compagnia. Grazie. Ecco cosa conta davvero per me.

N.B: Ho imparato a trasformare le immagini in forme consultando questo utilissimo sito.

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disegno di forme

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Accettare di essere complicati


Scritto il 04 marzo 2015

disegno di forme

Solo perchè ho un sito che si chiama Vivere semplice molte persone credono che io abbia una vita estremamente semplice, che sia in grado di gestire le cose nel massimo della trasparenza, che sia sempre felice, serena e risolta.

Non è cosi.

In effetti tendo ad essere abbastanza complicata, stressata e ansiosa. Metto tutto in discussione e spesso non vedo il bicchiere mezzo pieno ma solo cosa dovrei fare per riempirlo. Mi sento pressata dal fatto che semplificare è maledettamente faticoso.

“Ma non eri tu quella che insegna agli altri a vivere semplice?” mi dice un’amico forse volendo infierire su di me o forse solo scherzando. Eggià penso io. Proprio cosi!

Rileggendo le prime pagine di Vivere semplice mi ricordo che non ho mai voluto insegnare niente a nessuno: anzi ho voluto imparare tanto dagli altri, e poi è nata l’esigenza di condividere le cose più utili!

Era stato prezioso per me vedere cosa facevamo le altre mamme, come reagivano alle tempeste, come affrontavano le difficoltà dei figli e le proprie, i problemi al lavoro e come semplificando spesso si trovavano risposte inedite.

Semplificare significa accettare di essere complicati

Trovare qualcosa di positivo in ogni situazione non è obbligatorio. Possiamo anche goderci qualche momento in cui il positivo non lo vediamo, (attenzione non ho detto che non c’è).

Semplificarci la vita non è una cosa che possiamo fare sempre, tutti i giorni. A volte è proprio il contrario. Nel tentativo di andare al sodo di quel che conta davvero troviamo dei vuoti, delle zone buie, degli errori fatti. Troviamo dolore, tristezza, frustrazione.

E’ l’abilità e l’intenzione di apprezzare quello di buono che riusciamo a fare che conta. E anche la libertà che ci concediamo  di stare dentro i momenti bui e osservarli finchè non arriva un raggio di sole. Non distogliere lo sguardo.

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control freak

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Come imparare ad accettare le idee degli altri


Scritto il 22 febbraio 2015

Lo sapete che accettare deriva da ricevere? L’etimologia di una parola non tradisce. Chi non accetta le idee degli altri non vuole niente, perchè pensa di avere già tutto.

Se non so accettare significa che non gradisco quello che puoi darmi perchè so gia che è sbagliato, che non mi piace.

Stiamo ipervalutando: siamo degli asmatici mentali.

control freak

Interveniamo continuamente sulle azioni dei nostri figli o dei nostri mariti o colleghi. E’ come se fossimo dei coach in costante  training di formazione personale mentre dovremmo fare esattamente il contrario: imparare a non fare.

Invece di essere una persona direttiva, autoritaria, centrata sul compito e sul controllo dell’efficienza produttiva dovrei essere una persona che promuove l’espressione dei bisogni, delle idee e delle emozioni e si libera della paura di perdere il controllo.
Parlo del controllo dei dipendenti ma anche dei  figli o della classe (se sono un’insegnante).

C’è un metodo per farlo

Non sono parole mie, sono parole di Thomas Gordon, l’inventore del metodo dell’Ascolto attivo (i suoi libri più famosi sono Genitori efficaci e Insegnanti efficaci, che non americanate ma una vera e propria teoria che affonda le sue origini nella Psicologia Umanistica di Maslow (1962) a metà tra comportamentismo e psicoanalisi. Un approccio che vuole liberare la persona dai vincoli della nevrosi attraverso la crescita e il cambiamento che comportano il lavoro su se stessi. Credo che Rudolf Steiner lo avrebbe apprezzato.

piramide di bisogni maslow rivisitata da alfacod.blogspot.it

 

Tra i bisogni degli esseri umani c’è quello di trovare il tempo per ascoltarsi, instaurare un rapporto corretto e una relazione di reciproco rispetto.

Gordon si propone di insegnare ad impostare una relazione efficace con gli studenti, ed a gestire le dinamiche interne di una scolaresca attraverso:
• procedimenti che portano l’insegnante a “trasformare se stesso” nel modo di trattare con gli allievi;
• insegnare ai docenti ad incoraggiare e stimolare maggiori responsabilità nei giovani a loro affidati.

Come?

Saper ascoltare, comunicare sincera approvazione per le azioni, i pensieri e i ragionamenti dell’altro, mettere in atto il linguaggio dell’accettazione, che vuol dire anche banalmente stare in silenzio quando parla, accettare di ascoltare senza ribattere, incoraggiare al dialogo senza frapporre le famose 12 barriere della comunicazione che vi consiglio assolutamente di leggere perchè le mettiamo in pratica tutte, tutti i giorni.

In pratica per imparare ad accettare le idee degli altri dobbiamo imparare a ricevere, e chi l’avrebbe mai detto!

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Vivere nel presente

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Vivere nel presente


Scritto il 01 ottobre 2014

Vivere nel presente, 16 pagine di dritte, consigli, esperiimenti

Vivere nel presente è un quadernino di 16 pagine, il primo di una serie in preparazione, che ha come obiettivo dare strumenti, consigli, dritte e idee per tutti coloro che vogliono vivere meglio ed essere più felici. Genitori che vogliono vivere al meglio la relazione con i loro figli, persone che cercano un cammino per semplificare la loro vita, riducendo al minimo le dinamiche conflittuali, gli scontri e i problemi per trovare una calma, una quiete e una centratura di base della propria vita.

Il presente è complicato!

Viviamo una vita estremamente indaffarata e frenetica. Siamo sempre impegnati a fare qualcosa e quando crediamo di riposarci in realtà ci mettiamo a pianificare il futuro, recriminare il passato, rimanere delusi dal comportamento degli altri. E siamo cosi distratti che non ci accorgiamo neanche che stiamo vivendo in apnea, a meno che qualche malanno o qualche guaio non venga a ricordarci quanto eravamo fortunati prima.

Perchè siamo diventati cosi?

I motivi li conosciamo, certamente non è colpa nostra, stiamo solo trovando un modo per adattarci alla realtà che ci circonda. E di cosa avremmo bisogno per ritrovare il nostro equilibrio? Dovremmo trovare un modo per non farci travolgerci da tutto, un punto di quiete, una zona neutra.

Quel punto di chiama presente. Ce l’abbiamo davanti al naso e non lo vediamo neanche (come la maggior parte delle nostre opportunità).  E’ uno spazio-tempo talmente inafferrabile che non sappiamo neanche dove cercarlo. Se lo trovassimo o imparassimo a rinoscerlo ci darebbe proprio quello che ci manca, quel senso di pace e benessere che ci sfugge ogni giorno. Quella forza per affrontare tutto.

Non si tratta di mettersi in posizione yoga circondati da incensi, parlo di azioni pratiche e materiali, da svolgere nella routine quotidiana. Una bella sfida, se sappiamo coglierla.

Imparare a vivere nel presente

Vorremmo imparare a vivere nel presente e insegnarlo ai nostri figli, ma viviamo anche una contraddizione: se mi concentro sul qui e ora perdo di vista qualcosa? Abbiamo sempre paura di perderci qualcosa ed è scientificamente provato: non puoi fare tutto (anche se con il multitasking ci hanno insegnato che si puo’). Quindi se scegli di fare una cosa necessariamente ne perderai un’altra. Come facciamo?

corso in PDF: 3 euro

Vivere nel presente
Vivere nel presente
PDF di 16 pagine da stampare con esercitazioni, consigli ed esperimenti per tutti coloro che vogliono essere calmi, centrati, pazienti e trovare la giusta direzione della loro vita
€3.00

Come usare al meglio queste pagine

Il pdf di 16 pagine da stampare contiene tanti consigli e punti di partenza per iniziare fin da oggi a vivere nel presente. Non devi metterli in pratica tutti allo stesso tempo! Procurati un quadernino e metti nero su bianco quando e come vuoi provare ad adottare le tecniche che ti suggerisco. Tenere un diario dei tuoi progressi (o un blog perchè no!) ti aiuterà a concretizzare il tuo percorso di crescita.

Sostieni il mio lavoro! Compra il mio quadernino te lo offro ad un prezzo ridicolo frutto di tanto lavoro e di tante riflesssioni.  Il mio entusiasmo è animato dal fatto che io stessa sono cambiata molto in questi anni, grazie ai pensieri che riporto proprio qui. Si puo’ fare molto materialmente con i bambini e con se stessi per migliorare la propria vita e semplificarsela un po’.

corso in PDF: 3 euro

Vivere nel presente
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Non hai un conto paypal, scrivimi e ti manderò le coordinate per fare il pagamento. Il tuo corso verrà spedito direttamente nella tua casella email nell’arco di poche ore. Grazie

ATTENZIONE: Se qualcosa non funziona scrivimi e troverò il modo di risolvere il problema al più presto mandandoti in più un omaggio per la tua pazienza e il tuo aiuto. Grazie

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vacanze semplici

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Vacanza semplice per famiglie semplici


Scritto il 07 settembre 2014

Ridete si, ridiamo insieme. Può sembrare ridicolo pensare a fare delle vacanze semplici insieme ad altre persone che hanno bisogno delle stesse cose di cui hai bisogno tu. Come trovo queste persone? Dove le cerco? Cosa gli dico?

Eppure in questi giorni mi è successa una cosa inaspettata e piacevole: un lettore di Vivere semplice ha invitato me e la mia famiglia ad unirci ad un gruppo di famiglie che si è auto-organizzato per dare vita ad una vacanza semplice. Tende da campo, cucina spartana, docce all’aperto e un grande spazio verde ai piedi del Gran Paradiso sono state il teatro di una vero e proprio esperimento di semplicità volontaria.

In pratica l’idea era quella di mettere insieme una bel gruppo di persone, più della metà bambini di tutte le età per fare passeggiate, escursioni, giochi, canti e falò sotto lo stesso cielo, per passare del tempo insieme e per condividere qualcosa di immateriale e prezioso: il valore della semplicità.

vacanze semplici

Quello che ho imparato

La semplicità richiede motivazione perchè non è sempre facile dormire al freddo se in tasca hai una carta di credito che ti permette di rifugiarti nell’hotel più vicino.

La semplicità richiede organizzazione se vuoi fare la spesa e cucinare per tante persone senza sprecare, senza esagerare ma senza che manchi nulla per nessuno

La semplicità richiede tolleranza se vuoi condividere un’esperienza con gli altri e imparare da loro devi aspettarti anche che abbiano modi diversi dal tuo e devi darti il tempo per capire le loro motivazioni

La semplicità richiede coraggio perchè è molto più facile rinchiudersi nei soliti schemi che non affrontare discorsi seri con degli sconosciuti sui valori, sulle cose che contano e sull’essenziale

Non conoscevamo nessuno ma abbiamo riconosciuto intenti e obiettivi affini e la stessa voglia autentica di mettersi alla prova nella vita comunitaria ed essenziale. Abbiamo conosciuto persone simili a noi e altre molto diverse, abbiamo resettato i nostri orari, tempi e routine per adeguarci al gruppo, abbiamo osservato le dinamiche famigliari degli altri e imparato delle cose e capito che alcuni modi vanno bene per gli altri e non per noi e viceversa. Sono stati pochi giorni ma molto intensi.

E’ stato utilissimo e commovente vedere che non siamo soli nella ricerca di quello che conta davvero. La cosa più importante di questa esperienza è stata l’esperienza in sè, quello che mi sono portata a casa è stata la consapevolezza che l’unico tempo di qualità da passare con i nostri figli è ora, che il libro più bello del mondo è quello che sto leggendo ora e che oggi è l’unico giorno a mia disposizione per giocarmi le mie carte.

Ecco perchè ho scritto Vivere nel presente, un piccolo quadernino di 16 pagine, il primo di una serie che sto preparando, e che ha come obiettivo dare strumenti, consigli, dritte e idee per i genitori che vogliono vivere al meglio la relazione con i loro figli e per tutti coloro che cercano un cammino per semplificare la loro vita, riducendo al minimo le dinamiche conflittuali, gli scontri e i problemi per trovare una calma, una quiete e una centratura di base della propria vita.

Tra pochi giorni sarà disponibile per voi.

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perchè vivere in una casa piccola è una liberazione

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Vivere in una casa piccola è una liberazione


Scritto il 04 settembre 2014

Vendi le tue cianfrusaglie, estingui i tuoi debiti e vai a vivere in una casa piccola! Non è un sogno, è realta: cosi puoi ritrovare la tua libertà.

E’ questo lo slogan del movimento Small House Society che sta prendendo sempre più piede in America e in giro per il mondo. 

Gli stili di vita stanno cambiando rapidamente e i bisogni delle persone con un certo grado di consapevolezza definiscono nuove mode, nuovi consumi. Questa volta si tratta di conquistare sempre più libertà dalle oppressioni della quotidinità: vivere in una casa piccola ti restituisce libertà perchè smetterai di avere il mutuo da pagare o potrai ridurlo, le bollette scenderanno drasticamente cosi come le spese fisse (condominio, ICI, etc).

Inoltre, avere meno spazio per tenere gli oggetti sarà un gran buon motivo per tenere solo quello che ti serve davvero, per smettere di comprare cose che gratificano solo apparentemente il tuo ego, smettere di desiderare oggetti che non ci servono e per tenere più in ordine gli spazi con un chiaro beneficio anche per il tuo ordine mentale interiore.

Vivere una casa piccola con tre figli  vuol dire decidere di fare delle scelte: non si puo’ tenere tutto, si devono organizzare e condividere degli spazi, imparare a fare i compiti nella stessa stanza, leggere in silenzio quando gli altri dormono. In pratica significa imparare a misurarsi con alcuni limiti.

perchè vivere in una casa piccola è una liberazione

Foto: Jay Austin

 

Una macchina nuova? costa solo 19 euro al mese.

Avete notato che ultimamente tutto si vende a 19 euro al mese, 9 euro al mese, 1 euro al giorno? Sembrano solo pochi spicci che ci possiamo permettere in realtà ci stiamo indebitando come non mai nella storia della società contemporanea.

Il movimento delle case piccole (the tiny house movement) è cresciuto negli USA proprio per combattere la tendenza che abbiamo nello scegliere case grandi e comode e riempirle di oggetti che non ci servono, con il risultato che il peso economico delle nostre scelte rischia di schiacciarci o di riempirci di debiti e di motivi per cui non dormire la notte.

Avere case grandi sta rapidamente smettendo di essere un cliché per trasformarsi in un vetusto status symbol che non interessa di certo alle persone che hanno a cuore quello che conta davvero.

E voi che ne pensate?

Rientrate tra quelli che hanno case piccole e non hanno il mutuo da pagare (in America sono il 68%) oppure avete fatto follie per avere una casa meravigliosamente comoda e spaziosa (29% degli abitanti USA) e ora siete felicissimi di lavorare un po’ di più per pagare le spese? Avete fatto una scelta sbagliata e volete rimediare? L’importante è guardare diritto sulla nostra strada, non avere paura, individuare quello che non va e mettersi sulla strada del cambiamento. Quello che occorre fare è vivere nel presente e fronteggiare le scelte fatte in passato che è arrivato il momento di cambiare.

Dell‘imparare a vivere nel presente vi parlerò prestissimo, per ora guardate l’infografica riportata nell’articolo che mi ha ispirato per parlare di questo argomento.

TinyHouses-Infographic

 

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viveresemplice - 3 cose che puoi fare per migliorare abitudini

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3 cose semplici da fare per migliorare le tue abitudini


Scritto il 23 agosto 2014

viveresemplice - 3 cose che puoi fare per migliorare abitudini

Alla base del vivere semplice ci sono poche ed essenziali cose: le buone abitudini sono una di queste. Saperle gestire senza rimanere intrappolati dalla routine è una delle competenze più utili che puoi costruirti per semplificarti la vita. Ovviamente devi valutare i pro e i contro delle abitudini per capire se questa strada è percorribile per te.

Se senti la necessità di semplificare probabilmente è perchè consideri la tua vita caotica o faticosa e vuoi migliorare le tue abitudini (di salute, lavoro o più in generale di vita). Il problema è che può essere più difficile di quanto immaginavi.

Ecco qualche dritta per creare migliori abitudini, eliminare quelle cattive ed occuparti degli obiettivi che ti sei dato o stai tentando di darti senza distrazioni

1. Scegli un obiettivo piccolo

L’impegno è la parte più importante nella costruzione di una nuova abitudine: non importa quanto bene riesci a portare a termine ogni giorno quello che ti sei ripromesso di fare, l’importante è che trovi il tempo di farlo. Meglio che puoi.

Perchè nell’incorporare all’interno della propria giornata una nuova piccola routine c’è sempre quella parte di noi che dice: “adesso non posso, lo faccio dopo“. Datti un’obiettivo piccolo e mantienilo inesorabilmente. Per esempio:

  • Vuoi costruire l’abitudine di fare esercizio fisico? Il tuo obiettivo è quello di esercitarti oggi per un minuto
  • Vuoi iniziare un’abitudine scrittura? Il tuo obiettivo è quello di scrivere tre frasi al giorno solo per oggi.
  • Vuoi creare l’abitudine di mangiare sano? Il tuo obiettivo è quello di mangiare un pasto sano questa settimana.

Non darti obiettivi troppo ambiziosi, non devi iscriverti in palestra, scrivere un libro, o cambiare completamente dieta.

Alcuni pensano che sia utile parlare a qualcuno della tua piccola impresa: raccontare quello che stai facendo ti farà sentire più responsabilizzato nei confronti degli altri e quindi di te stesso. Ma io penso esattamente il contrario: non dire a nessuno che hai smesso di fumare o che hai iniziato a fare yoga 10 minuti al giorno: infondo non devi dimostrare niente a nessuno. Parlane con gli altri (se ti fa piacere) solo quando sai di avercela fatta. E’ più facile e non ti sentirai addosso il peso delle aspettative e dei giudizi altrui.

2. Guarda in faccia gli ostacoli

Hai scelto di creare una piccola nuova routine nella tua vita, che ti rende felice e ti rende consapevole di quanto vali e di quanto è importante essere presente a se stessi: ti fa sentire più calmo e più stabile. Ma sono molti gli ostacoli che si frappongono tra te e la tua nuova abitudine.

E’ venuto il momento di guardarli uno per uno e cercare di eliminarli. Devi capire come rimuovere gli ostacoli che ti infastidiscono scomponendo in piccoli pezzi le tue azioni e guardando quali sono quelle che pongono degli ostacoli oppure guardare come si comportano le persone che riescono a mantenere le loro abitudini a lungo.

3. Sviluppare una exit strategy

Se il tuo obiettivo è diventare un genitore calmo, paziente e gentile dovresti iniziare a leggere le mie strategie per genitori. Se perdi la pazienza ho gia parlato della exit strategy, ovvero di una soluzione pronta all’uso per quando perdi cosi tanto la pazienza che non sai che altro fare se non urlare e sbraitare.

Se l’abitudine che vuoi creare è di altro genere ti consiglio di crearti comunque una strategia d’emergenza per quando le cose cominciano ad andare male e la tua nuova abitudine sta per andare a farsi benedire. Una di queste è mettere in conto il fallimento temporaneo, sappi che capita a tutti. Puoi mollare un giorno ma il giorno dopo deve suonarti un campanello cosi forte da svegliare tutto il vicinato.  La exit strategy è proprio questa: perdonati per non essere un automa, una perfetta macchina da guerra.

Sei solo una persona che sta imparando a migliorarsi.

Questa è la traduzione, rivista e ampliata, di un post trovato sul blog di James Clear (un membro della corrente mi

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Prepararsi per gli imprevisti: come essere pronti a tutto

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Prepararsi per gli imprevisti: come essere pronti a tutto


Scritto il 07 agosto 2014

I giorni di vacanza sono anche un momento per fare il punto della situazione: vedere cosa c’è nella mia vita, eliminare l’inutile, capire quali sono le zavorre e le perdite di tempo, creare un piccolo spazio mattiniero solo per me di cui vi parlerò presto e prepararmi ad accogliere il nuovo.

Le domande sembrano semplici come al solito ma non lo sono.
Cosa è inutile? Lo è davvero? E se mi serve domani? Dove lo metto?

vento

Raffiche di vento sulla pericolosissima Scala dei Turchi

Ci sono vari modi per prepararsi ad accogliere (o affrontare) il nuovo e l’imprevedibile (un nuovo progetto, un lavoro, la crisi, una perdita, una discussione con una persona cara, o l’apocalisse).

Un modo è quello di organizzarsi e tenere tutto pronto per qualsiasi evenienza, ma questo implica uno sforzo enorme perchè non puoi prevedere cosa arriverà e rischi di passare la vita a prepararti per tutto e non essere mai davvero pronto.

Un altro modo è imparare alcune abilità di base che ti fanno sentire pronto a tutto: una specie di kit di sopravvivenza agli imprevisti.

KIT

Il kit di sopravvivenza

La base. Prima di tutto dobbiamo occuparci di un paio di dettagli fondamentali sistemati i quali possiamo allungare lo sguardo e il respiro: se hai dei debiti devi trovare il modo di estinguerli o creare un piano per rientrare  il più presto possibile, avere un fondo di emergenza, spendere meno di quanto guadagni, investire i risparmi.
Se hai dei problemi di salute te ne devi occupare subito, non rimandare. Investi parte del tuo tempo nel mangiare più cibi integrali e meno elaborati e dedica un po’ di tempo tutti i giorni per  tenerti in forma. Se ti occupi di cose pratiche relative al tuo benessere ti sentirai subito meglio.

Consapevolezza. Inizia con una piccola meditazione quotidiana – concentrati sul respiro per pochi minuti ogni mattina e comincerai a sviluppare una nuova attenzione, sarai più presente, più vigile e più capace di influenzare positivamente il tuo umore. Saprai governare meglio stress, ansia, rancore e avrai più potere decisionale su te stesso perchè saprai riconoscere meglio i tuoi sentimenti e vederli per quello che sono realmente. Trova il tuo modo, puo’ anche non essere yoga, ma deve essere un’attività che risveglia la tua consapevolezza.

Lasciar andare. Impara ad accettare le cose che succedono senza prenderle come un accanimento personale. Non  sempre è possibile fare quello che vorremmo o a farci considerare per quello che realmente siamo. Pazienza! Saper accettare le situazioni difficili è frutto di grande pace interiore. Al contrario non essere in grado di accettare porta a grande sofferenza.

Rimanere dentro le situazioni difficili. Accettare la realtà per quello che è in quel momento non significa rimanere inermi. Significa accettare anche il dolore che proviene dalla delusione  e poi capire come rispondere  senza la rabbia, frustrazione, ansia, risentimento. Non scappare dalle situazioni difficile ma fermasi a guardarle con il maggior distacco possibile, e darsi tempo per reagire senza rabbia o frustrazione ma con calma e compassione.

Gratitudine. La realtà può essere davvero dura in certi momenti, possiamo lottare per cambiarla o accettarla per quello che è, ed essere grati per questo. Certo questo shift mentale richiede pratica, perché è difficile essere grati quando senti che sei stato trattato male, o hai perso un lavoro, o hai perso una persona cara, o stai combattendo una malattia. Questa è la realtà che hai in questo momento, non l’ideale che avresti voluto. Ed è una realtà che contiene bellezza, se scegli di vederla.

Questa è la traduzione, rivista e ampliata, di un post che Leo Babauta ha scritto sul suo blog Zenhabits.org che, se leggete l’inglese vi invito a leggervi tutto d’un fiato. E’ meraviglioso.

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La cosa più importante che hai è gratis ed è illimitata

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La cosa più importante che hai è gratis ed è illimitata


Scritto il 04 agosto 2014

attenzione: l'unica risorsa gratis e illimitata che possiedi

La cosa più importante che hai è la tua attenzione.
E’ gratis ed è illimitata se sai gestirla nel modo giusto. Puoi produrla a zero costi, puoi regalarla agli altri e puoi anche decidere di sprecarla.
L’unico problema è che hai un tempo limitato per usare tutta la tua l’attenzione: è la tua giornata.

Ogni giorno ci facciamo incastrare da un sacco di distrazioni, alcune sono maledettamente cool, ma riuscire a tenere l’attenzione su ciò che conta davvero (almeno per 10, 20, 40 minuti al giorno, a seconda del livello in cui sei) rende la mia vita più semplice, gioiosa e soddisfacente. E’ proprio il mio obiettivo! Lo vivo come il mio personale videogame.

distrazioni

Non si tratta di lottare contro le distrazioni: quello che voglio è riconoscere le cose per quello che sono veramente e dar loro il giusto peso.

Ho pochissima memoria, forse proprio perchè do retta a troppe distrazioni ed ultimamente ho le idee anche più confuse. Ho ragionato molto sul perchè e ho capito che tendo a credere che le principali risorse siano le cose che posseggo, i libri che ho appena acquistato e che voglio leggere, i vestiti nuovi che aspettano di essere indossati per la prima volta, o ancora l’efficienza e la produttività che riesco a mettere in campo ogni giorno: sbagliato.

La mia risorsa più importante è l’attenzione e la uso bene quando riesco a calarmi dentro l’attività che sto svolgendo per godermela appieno, qui e ora. Ma è più difficile di quello che sembra: sono come una formichina sempre alla ricerca di qualcosa, che rimanda l’approfondimento per cercare ancora, che scarica e salva pdf per una lettura futura, che accumula materiali da studiare, progetti da realizzare, lavori da finire..

Non vi capita mai di andare in biblioteca ed essere pervasi da una smania di lettura che vi fa prendere 20 libri tutti insieme e poi tornare a casa e scoprire che non avrete il tempo di leggerne neanche mezzo e che comunque infondo quei titoli non sono cosi interessanti come vi sembravano? O passare 4 ore su internet e avere la sensazione di non avere letto nè imparato nulla? Le distrazioni sono una droga.

Avere fiducia in me stessa e nelle mie capacità: ecco l’esercizio che voglio fare oggi. Convincermi del fatto che posso e devo dirigere la mia attenzione verso un numero limitato di cose (che sono quelle che hanno più importanza per me). Ad esse posso dedicare risorse illimitate perchè sono piena di energia, di entuasiamo e di voglia di gustarmi la vita.

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non tergiversare: cosa è davvero importante per te?

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Cosa è davvero importante per te? Un modo per non tergiversare


Scritto il 19 giugno 2014

non tergiversare: cosa è davvero importante per te?

Avere una vita più semplice non vuol dire nulla: dipende da cosa ti sta stretto, cosa vuoi semplificare e come intendi farlo. Per me Vivere Semplice ruota intorno a 3 punti fondamentali:

  • eliminare oggetti, pensieri, rapporti: tutto ciò che non è essenziale
  • evitare il caos e cercare la quiete, stare in armonia con gli altri
  • impegnare tempo ed energie facendo ciò che è più importante per me.

>>>>>>>Si, ma cosa è davvero importante per me? Questa è la domanda fondamentale che prima o poi dobbiamo sederci e affrontare. Non posso continuare ad essere vaga, a parlare di strategie senza mai arrivare al core business: devo dirlo a me stessa cosa è importante.

Tutto è importante equivale a nulla è importante.

Sono molte le cose che voglio ottenere semplificandomi la vita? Troppo vago: tutto = nulla. Devo avere il coraggio di scegliere.

Vorrei sbarazzarmi degli impegni che mi annoiano e mi frustrano e avere molto più tempo per fare quello che mi piace.

>>>>>>Si, ma cosa mi piace fare?

Ho capito una cosa essenziale: bisogna fare spazio perchè le cose che amiamo fare, quelle che sono importanti per noi, si manifestino. Ecco perchè sbarazzarsi di impegni, oggetti, pensieri e scadenze è cosi importante: ho bisogno di fare spazio per trovare quello che c’è là dietro.

Ecco perchè la noia, il vuoto, il niente sono cosi importanti. Non sono parole, sono fatti! Come fai a fare spazio se hai sempre qualcos’altro da fare, da dire, da imparare?

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Io lo so benissimo quello che faccio

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Io lo so benissimo quello che faccio


Scritto il 07 maggio 2014

Prendo spunto dal post egregio di Enrica Crivello su come spiegare agli altri quello fai. Quella ragazza scrive bene!

Descrivo il mio lavoro

Io faccio felice il mio lavoro nell’ambito della comunicazione, sono consulente per internet a Radio Vaticana e contribuisco al piano editoriale online della radio.

Ma per passione curo questo blog in cui parlo di come vedere con occhi nuovi quello che si ha o che si puo’ conquistare e mettere un po’ di Consapevolezza (=strategia) + Benessere nel far funzionare la vita e la famiglia.

Ecco perchè sono una felice C+B come spero molte di voi. Se non sapete cosa vi perdete leggete quante cose vorrei fare

istambul

Insieme alle altre mamas

Poi quando ho conosciuto le Network Mamas che mi hanno invitano a partecipare al loro progetto imprenditoriale di consulenze professioni online ho detto subito di si.
Il mio “prodotto”, la mia competenza, la mia esperienza, la voglio vendere a euro 0 con chi vuole.

Quindi vi aspetto da lunedi 11 maggio, prenotatevi per un talk di 50 minuti, ci facciamo quattro chiacchiere. E testiamo le nostre capacità via video!

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