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l'anonimato e l'autoregolazione del comportamento

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L’anonimato: un ottima occasione per…


Scritto il 18 gennaio 2017

Questa è la quarta puntata della recensione del libro geniale “Demenza Digitale” un libro che dovreste leggere per farvi un’idea più concreta del fatto che ben presto, sotto l’influsso di tutta questa tecnologia, invece di diventare più smart, più interattivi e multitasking diventeremo semplicemente più scemi e disadattati. L’autore sostiene questa posizione in modo meno polemico e più argomentato di quanto piace fare a me, ecco perchè mi sono la presa la briga di raccontarvelo. (le altre puntate le trovate in calce)

Sotto il potente veicolo dell’anonimato possiamo permetterci comportamenti criticabili senza subire conseguenze, senza il timore del controllo sociale: ecco perchè, aggiungo io, internet favorisce i comportamenti asociali, il bullismo e fomenta il terrorismo. 

Tutte le abilità dell’uomo sono il frutto dell’attività di determinate zone del cervello, per esempio la capacità di adattarsi alle situazioni sociali è regolata dall’attivazione della corteccia orbito-frontale, anche l’empatia sociale ovvero la capacità di immedesimarsi nel prossimo è frutto dell’attivazione della stessa area celebrale. Un’area le cui dimensioni sono connesse in modo direttamente proporzionale all’ampiezza della rete sociale reale di una persona. In pratica le dimensioni del tuo cervello variano a seconda delle dimensioni del gruppo di persone che frequenti. Non male no?

Ora parliamo di Facebook, la più diffusa e condivisa piattaforma di interazione sociale digitale. Occorre prima di tutto distinguere quanti anni hai: se hai più di 25 anni probabilmente tra le tue conoscenze online e gli amici reali c’è una stretta correlazione (hai tanti amici quanti amici virtuali o poco meno) ma tra i ragazzi più giovani esiste un rapporto negativo tra reti sociali e digitali: chi ha molti amici virtuali ne ha pochissimi in carne ed ossa perchè le amicizie su facebook vanno a detrimento di quelle reali anche solo per motivi di tempo (o ti dedichi ai primi o agli altri, il tempo non è mai molto). Ma non è possibile fare entrambe le cose?

Se sei già un adulto avrai avuto modo di coltivare i tuoi contatti nel mondo reale e potrai continuare a farlo anche sul web ma se sei troppo giovane questo tempo ti è mancato e la rete non potrà darti la stessa occasione: quelle esperienze che sono fondamentali per un sano sviluppo psicofisico, esperienze che possono essere fatte dal vero come la regolazione del comportamento sociale, vengono inibite dall’uso massiccio dei media digitali.

Ecco perchè occorre che i bambini e i ragazzi di tutte le età escano, vadano nel mondo, facciano sport, stiano insieme e tornino stanchi a casa senza tanta voglia di incollarsi agli schermi, o almeno senza il tempo di passarci 5 o 6 ore davanti. Per quanto mi riguarda poi sostegno che i ragazzi dovrebbero avere accesso ad internet sul telefonino solo dal wifi di casa o dai wifi che trovano in giro: troppo facile avere l’abbonamento all inclusive, per poter navigare su internet anche quando sono in classe, cosi gli facciamo un vero danno!

Altri articoli che parlano di Demenza Digitale

  1. Come tenere il cervello in allenamento (e perchè si modifica costantemente)
  2. Si può smettere di usare il cervello? Alcuni pensano che gli adulti del futuro saranno più stupidi di noi.
  3. Com-prendere la realtà per imparare
  4. Memorizzare nel cervello o archiviare nel cloud?

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meglio memorizzare o archiviare nel cloud?

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Memorizzare nel cervello o archiviare nel cloud?


Scritto il 30 agosto 2016

meglio memorizzare o archiviare nel cloud?
Continuando a parlare di memoria, cervello e bambini ci sono due tipi di azioni che difficilmente riusciamo a dimenticare:

  • le attività che non vengono portate a termine
  • le osservazioni o domande aperte che sollecitano una rielaborazione interiore.

Entrambe sono tecniche usate nella retorica e in pubblicità per mantenere alta l’attenzione: l’obiettivo è interrompere sul più bello e lasciare un implicito non detto.

Memorizzare nel cervello è fatica!

Anche il nostro cervello lavora cosi: è più utile cercare di ricordare qualcosa che non si ricorda (anche fallendo) piuttosto che archiviare un contenuto che si vorrebbe aver già introiettato. Esso finirà irreversibilmente nel dimenticatoio perchè quel semplice gesto di aver messo da parte fa dire al cervello: FATTO! Ho chiuso la faccenda, posso recuperare quando ne avrò bisogno, ora passiamo ad altro. Questo discorso vi fa venire in mente qualcosa? Per esempio tutte queste pagine internet che avete messo tra i preferiti cosi poi le leggerete… oppure quel pdf che avete messo su dropbox nella cartellina urgenti perchè prima o poi vi servirà…

Il cervello non ha attivato le procedure di memorizzazione le ha solo rimandate. A quando? Ci saremo ben presto dimenticati di averle dimenticate.

Per lo stesso motivo ciò che impariamo da uno scambio di idee su un forum o un consulto virtuale rimane molto meno impresso nella memoria che non se l’incontro avviene nella realtà. L’elaborazione è più superficiale meno governabile e il risultato non è sempre soddisfacente.

concentrazione

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  3. Com-prendere la realtà per imparare

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com-prendere per imparare

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Com-prendere la realtà per imparare


Scritto il 09 agosto 2016

com-prendere per imparare

Perchè la realtà è cosi importante per l’apprendimento? Il dottor. Spitzer nel suo libro Demenza digitale afferma che bisogna com-prendere con le mani per ricordare. Perchè?

Immaginate che il nostro cervello sia diviso in tre parti:

  • la prima si occupa delle percezioni (la vista in primis),
  • la seconda si occupa della pianificazione ed esecuzione motoria,
  • la terza pensa a tutto il resto.

Queste tre sfere sono connesse attraverso percorsi bidirezionali quindi le une hanno bisogno delle altre per istruirsi a vicenda. (è la mielina responsabile della comunicazione degli impulsi nervosi che viaggia ad una velocità che oscilla tra i 3 e i 120 metri al secondo)

Già agli inizia dell’800 il pedagogista svizzero Pestalozzi diceva che l’apprendimento si deve realizzare attraverso cuore, mente e mano. Oggi dagli studi svolti sappiamo che i bambini che hanno potuto giocare con le mani e soprattutto con le dita in seguito hanno presentato competenze matematiche più elevate.

Il motivo è che i numeri e le quantità astratte per poter entrare nel nostro cervello hanno bisogno di essere comprese con la funzione tattile, di essere quindi introiettate fisicamente, vissute con il corpo per esempio saltando la corda, battendo le mani o i piedi. Proprio come si è sempre fatto per imparare le conte e le tabelline!

Un altro punto fermo degli studi recenti dice che si imparano molto più velocemente i nomi degli oggetti se tali oggetti vengono manipolati perchè la manipolazione presenta un’attivazione precoce delle zone frontali motorie del cervello. Anche questo i bambini lo sanno da sempre, chissà perchè non li si lascia semplicemente fare, invece di ficcarli davanti alla tv.

Lasciate pasticciare i bambini

Provate ad andare in qualsiasi asilo nido cosiddetto “innovativo”, scoprirete che ultimamente hanno capito che i bambini da 0 a 3 anni hanno un fondamentale bisogno di usare i sensi di base quindi mordere, spiaccicare, pasticciare, manipolare e fare tutte quelle cose che noi adulti cerchiamo di evitare che facciano.

Perchè gli educatori non si mettono in testa che come si faceva una volta aveva un profondo senso e bisognerebbe continuare a farlo? Chi innova nella scuola dovrebbe conoscere il bambino nella sua essenza e studiare come funziona il cervello. In famiglia recuperare un po’ di buon senso sarebbe sufficiente!

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I bambini che escono da scuola hanno bisogno di camminare

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I bambini che escono da scuola hanno bisogno di camminare


Scritto il 14 novembre 2014

doposcuola cosa fare con i bambini

I bambini che vanno alla scuola materna (e anche fino in terza/quarta elementare) hanno un unico disperato bisogno quando escono da scuola: devono camminare.

Guardateli bene, osservateli da vicino: i bambini di quest’età escono da scuola come molle impazzite, hanno un bisogno impellente di muoversi e spintonarsi tra di loro. Soprattutto i maschi. Perchè? Non si sono scalmanati abbastanza tutto il giorno?

Il motivo è che in classe sono compressi: 20 in una stanza, spesso seduti a disegnare per gran parte della giornata, infarciti di regole e divieti (necessari alla sopravvivenza del gruppo) esposti a luci al neon (anche quando fuori c’è il sole) e lasciati pochissimo a scorazzare in giardino (perchè si perde tempo, si sporcano e si fanno male).

In una classe dove il maestro non sa che basterebbe un racconto orale o una routine del riposo, o una canzoncina per calmare le acque, o dove si ascolta musica a tutto volume mentre si fanno altre 3 o 4 cose contemporaneamente per tutto il giorno il bambino si adegua certo, ma perde il suo equilibrio. Comincia ad agitarsi. E’ normale!

Cosa fare dopo scuola?

Cosa possiamo fare noi per aiutarli a ritrovare tranquillità ed equilibrio dopo un’ordinaria giornata di scuola? Invece di aggiungere altro alla giornata possiamo scegliere una semplice passeggiata in un parco cittadino, che per loro è una vera spedizione,  dove ci sia abbastanza spazio per allungare la vita e vedere solo alberi all’orizzonte, non sentire il rumore delle auto e avere la percezioni di essere immersi in un ambiente naturale, con suoni, luci e colori veri.

Non parlare mamma. Respira e cammina. Cammina per almeno 10 minuti a passo veloce, il tuo bambino ti verrà dietro incuriosito se sarai stata capace di inventarti qualcosa che crei suspance: digli che andate a fare un picnic infondo a quella collina, là dove c’è una sorpresa…

Respira e cammina

Respirare ossigena il cervello, mette equilibrio e riallinea le emozioni. Camminare mette in modo il corpo in modo composto, sensato, camminare ti porta nel mondo, ti aiuta a scoprirlo. Nel camminare tutte le tensioni scendono negli arti ed escono dai piedi, nella terra. Camminare è un’attività evoluta, complessa e composta di tantissimi elementi che diamo per scontato.

Spegni il telefonino e concedetevi un tempo esclusivo per te e per il tuo bambino, dove è il niente quello che dovete trovare. Porta una coperta e qualcosa di sano e buono da mangiare, se vuoi stupirlo con effetti speciali porta un termos con la cioccolata calda se è inverno.

Fallo con regolarità, (tutti i giorni è l’ideale ma anche due pomeriggi a settimana sono ok) i primi tempi forse tuo figlio protesterà, abituato ai soliti cartoni animati o a passare un paio d’ore al parchetto sotto casa zeppo dei soliti 4 amici ma poi comincerà a rilassarsi, giocare con le pigne, scoprire quei tronchi laggiù dove può arrrampicarsi e con il tuo aiuto comincerà a dare dei nomi ai suoi alberi preferiti, a fermarsi sempre negli stessi angoli, a cercare di fare sempre lo stesso giro. Meno stimoli esterni riesci a mettere in questa esperienza e più proficua essa sarà.

Guardalo come torna a casa: più tranquillo, centrato, meno logorroico e più calmo. Stanco fisicamente e calmo interiormente esattamente il contrario di come lo avevi trovato: inarrestabile fisicamente e arido interiormente perchè troppo immerso nel mondo dei grandi, fatto di regole, di attento che ti fai male, di stai fermo e smetti di saltare e di tra poco arriva mamma..

 

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diritto all'ascolto di qualità per i bambini

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I diritti dei bambini: ascoltare per poter immaginare


Scritto il 07 novembre 2014

Il 20 novembre è la giornata Internazionale dei diritti dei bambini.

diritto all'ascolto di qualità per i bambini

In Italia c’è una radio web per bambini e ragazzi che si batte per far riconoscere l’ascolto di qualità come Diritto vero e proprio e ne ha fatto un Manifesto.

Si chiama Radio Magica ed è una Fondazione che ha come obiettivo diffondere gratuitamente audio di qualità e mettere al lavoro bambini e ragazzi per produrre i loro contenuti di qualità: una radio tutta per loro.

Perchè nell’era degli schermi ascoltare è un’attività che si fa sempre meno: ci si ascolta meno, ci si capisce poco perchè tutti noi siamo impegnatissimi a guardare qualcosa che ci rende imbambolati e passivi. Ascoltare fa bene all’immaginazione ed immaginare fa benissimo alla creatività. Spegni la tv, accendi la radio.

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Manifesto

Ascoltare audio di qualità fa bene ai bambini perchè…

  • aiuta a crescere bambini svegli 
  • bambini intelligenti perchè l’ascolto di qualità stimola le capacità logiche
  • aiuta a crescere bambini che sanno comunicare perchè stimola le competenze linguistiche
  • aiuta a crescere bambini curiosi e ricettivi verso le esperienze di ogni giorno
  • aiuta a crescere bambini che si vogliono bene aumentando la capacità di elaborare gli stimoli esterni
  • aiuta a crescere bambini che si sanno raccontare e che sanno quello che vogliono aiutandoli ad essere selettivi e concentrati
  • aiuta a crescere bambini che se la sanno cavare, bambini resilienti perchè mobilita forze psichiche e capacità di reazione difronte ai traumi sviluppando un mondo simbolico che è anche rete di protezione.

Radio Magica onlus produce programmi originali di musica, lessico, cucina, ecc e offre oltre 400 letture interpretate di libri per bambini messi a disposizione da oltre 30 marchi editoriali italiani, storie a puntate ambientate in parchi, musei, luoghi e città d’arte, mini-serie che vedono i bambini e ragazzi protagonisti di testi e messa in audio. Gratis per tutti e fruibile dal web. E ha vinto anche il Premio Andersen 2014 come protagonista della promozione della cultura e della lettura.Andate ad ascoltarla online www.radiomagica.org

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Spegni la tv, accendi la radio!

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Spegni la tv, accendi la radio!


Scritto il 06 ottobre 2014

I lettori di Vivere semplice sanno perchè non abbiamo la tv e siamo dei grandi ascoltatori di Radio. Nel  post Perchè spegnere la tv ci sono tutti i motivi della nostra scelta e qui solo qualche cenno:

  • la tv spegne la fantasia, ti fornisce un immaginario visivo già pronto, immaginare non serve più
  • l’immaginazione è la benzina della creatività e della gioia di vivere
  • Non c’è gioia di vivere se c’è noia, se passi la giornata a fare zapping e incappi continuamente nella pubblicità che di induce ad aver bisogno di quello che non hai
  • la tv è un’inutile passatempo di bassa qualità. Ci sono troppe cose incredibilmente belle da fare, da vedere, da costruire, da scoprire, per passare anche solo 10 minuti al giorno di davanti. Qualche esempio? Una spedizione in città, accendere un fuoco nel bosco senza fiammiferi, commuoversi, fare qualcosa di eccezionale.

mostro

Noi preferiamo farci il nostro palinsesto sonoro oppure guardare al computer solo quello che ci va riducendo al minimo il nefasto zapping.

I podcast di RadioRai sono fantastici e ce n’è per tutti i gusti, ora puoi trovare facilmente sul sito i tuoi programmi preferiti di Radio1, Radio2 e Radio3 per ordine alfabetico.

Ecco quelli che preferisco:

Ad alta voce, letture di romanzi e classici fantastici per tutte le età, in qualità altissima e letti da attori e voci autorevoli. Ho riso moltissimo con le Sorelle Materassi o Gian Burrasca, abbiamo ascoltato come pazzi noi tutti insieme il libro Cuore, Mark Twain e tanti altri classici per bambini….

e domani, il 7 ottobre inizia la lettura di Le Metamorfosi di Ovidio, che in 12500 versi raccolgono e rielaborano più di 250 miti greci. Una vera e propria enciclopedia della mitologia classica che copre un arco temporale che inizia con il Caos e che culmina con la morte di Gaio Giulio Cesare e il suo catasterismo. Fichissimo!!!

Colta ma anche divertente l’offerta di RadioRai, sono orgogliosa che mio marito lavori in quella Radio che oggi compie 90 anni e che ha la potenzialità di crescere ancora tante generazioni di persone sensibili, attente, bisognose di qualità nella comunicazione.

Con tutti i pregi e difetti, se siete genitori attenti o appassionati di educazione vi dico solo una cosa: ascoltate il podcast di Radio3 su La scoperta del bambino di Maria Montessori. Io sono cosi fanatica di questo audio che faccio sessioni di ascolto condiviso nelle serate in cui invito amici a cena. Un altro modo di stare insieme.

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Il closlieu: molto più di un laboratorio di pittura

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Il closlieu: molto più di un laboratorio di pittura


Scritto il 23 ottobre 2013

Guestpost della cara amica Marta Dante:  l’attività che propone per i bambini di Roma è fantastica e innovativa. E voi cosa ne pensate?

Io e mio marito siamo, insieme ad altri, i creatori del primo condominio solidale di Roma. Un luogo un po’ magico appena dentro il raccordo. E visto che lo spazio a nostra disposizione è molto volevamo creare un ambiente  dove  i  bambini potessero esprimere artisticamente le loro emozioni… ma non sapevamo da dove partire.

Poi per caso abbiamo conosciuto Arno Stern  a Parigi e durante i dieci giorni d’incontro con lui abbiamo scoperto che stavamo per dare vita ad un closlieu.

Che cos’è un closieu?

Quando pensiamo ad un laboratorio di pittura  siamo automaticamente portati ad indirizzare l’espressione grafica dei bambini dentro la logica comunicativa in cui l’adulto vuole capire, indagare, farsi raccontare (“cos’è questo?” si chiede inevitabilmente ad un bimbo che traccia divertito su un foglio con un qualunque oggetto scrivente) dal piccolo che ha di fronte il suo mondo inesplorato (forse inesplorabile!). Quando si elimina dal tracciare – disegnare o dipingere che sia- la finalità estetico-artistica e comunicativa quel che emerge è un’altra manifestazione dell’essere umano ed è l’espressione della memoria cellulare, di ciò che il nostro corpo registra della sua formazione organica, dalla vita embrionale in poi. Pazzesco!

credits: espaceabrite.blogspot.com

credits: espaceabrite.blogspot.com

I bimbi hanno voglia (e bisogno) come i grandi di entrare in relazione e allora si piegano alla necessità dell’adulto e dicono questo è un sole, questa è mamma, questo sono io….

Come trovare altri modi di comunicare con i bimbi?

Lasciandoli tracciare in pace ciò che viene loro dal profondo, davvero da un mondo inesplorabile ed inesplorato. Dipingere al riparo e fuori dalla necessità di produrre un oggetto di comunicazione è l’esperienza che si vive nel closlieu: giocare con i colori per il piacere di farlo, stando pienamente nel presente, godendo dell’abbandono a fare qualcosa “senza utile”, senza un secondo fine.

E questo, nel nostro mondo in cui ogni azione è orientata al prodotto ed ogni prodotto è sottoposto a valutazione, non può che avvenire in uno spazio protetto.

Cosa succede in pratica nel closlieu?

Il closlieu è uno spazio di 4 x 5 metri circa rivestito di carta che col tempo si colora dello sbordare delle pennellate dai fogli che vi vengono appesi per dipingere.

Al centro della stanza c’è una tavolozza con 18 colori e tre pennelli per ciascun colore che i partecipanti utilizzano tutti insieme: s’intinge il pennello nell’acqua, poi nel colore, si va al proprio foglio a dipingere, si riporta il pennello senza doverlo lavare, sciacquare o pulire.

tavolozza grani di coloreNon ci sono aperture nel closlieu ma solo una porta attraverso cui entra ed esce solo chi dipinge e da cui non escono i fogli dipinti. (foto entra solo chi dipinge)

Io che conduco il closlieu (la praticien) sono l’unica che vi partecipa senza dipingere: il mio ruolo è di servire chi dipinge.

Sono molto rigorosa nell’invitare ad un uso corretto del materiale (fogli, puntine, colori) e nell’indicare come si usano i pennelli (per non rovinarli e perché siano sempre disponibili e del colore giusto per tutti i partecipanti) ma non esprimo alcun giudizio su ciò che viene dipinto e garantisco che nessuno lo faccia sul proprio lavoro e su quello degli altri. Né durante le sessioni – della traccia lasciata sul foglio, nel closlieu, non si parla!- né dopo: non mostro ad alcuno (se non per motivi di studio) le tracce dipinte benché archivi con cura tutti i disegni.

So che il percorso di emersione della propria memoria organica è personalissimo, nei tempi e nei modi, e, nello stesso tempo, è certo, senza possibilità di insuccesso. Non c’è errore in questo gioco. Non c’è nulla da correggere, nulla da suggerire.

 

Si può dipingere nel closlieu “grani di colore” la domenica, il martedì o il mercoledì pomeriggio dalle 17 alle 18,30. Tutto il materiale è fornito da me. Chiedo 15€ di iscrizione annuale e 40€ al mese per dipingere una volta a settimana.

Vi aspettiamo!

Condominio Solidale “La Collina del Barbagianni”
via di Casal Boccone, 208 – 00137 Roma
Cell. 328 0842948
archmartadante@gmail.com
www.lacollinadelbarbagianni.it
www.m-art-a.it
fb: grani di colore
Skype:  marta.dante

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Com è fatto il cervello di un bambino? /2

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Com è fatto il cervello di un bambino? /2


Scritto il 16 luglio 2013

il cervello dei bambini

Mi è capitata tra le mani la spiegazione semplice, chiara e competetente di come è fatto il cervello di un bambino. L'autrice è una pediatra e ha tre figli. Il suo sito è un pozzo di saperi. Cosa serve al cervello di un bambino per svilupparsi al meglio? Come e perchè alcuni stimoli lo aiutano meglio di altri a crescere in armonia. Allora ho pensato di tradurlo e metterlo giu in queste mie pagine che sono sempre più un luogo di silenziosa riflessione sullo stato dell'arte della mia famiglia. Questa è la seconda parte. La prima la trovate qui.

Nel bambino piccolo il cervello si sviluppa per gradi. Ma la progressione è sempre la stessa. Si parte dal cervello più primitivo (chiamato reptiliano o comunemente il cervello dell'azione) a quello limbico (quello dei sentimenti) fino al più avanzato, la neocorteccia (o cervello del pensiero).

Ogni parte del cervello è organizzato per suddividersi i compiti di gestione della baracca…avevo promesso sarei entrata meglio nello specifico.

Il cervello reptiliano, il più antico, è preposto a gestire la sopravvivenza: i riflessi, il controllo del movimento, il monitoraggio delle funzioni del corpo e processa le informazioni che ci giungono dai sensi.

Il cervello limbico è quello che da senso e valore ai ricordi, che mette nei cassetti della memoria quello che impariamo, che influenza i comportamenti basati sulle emozioni. Ha una forte relazione con il sistema immunitario e sovrintende la nostra capacità di autoguarigione.

La parte più nuova del nostro cervello, la neocorteccia è 5 volte più grande degli altri due messi insieme e gestisce il pensiero. Gli serve più tempo per elaborare le informazioni, è la sede della consapevolezza di se ed è l'area celebrare più promettente, quella con il più alto potenziale di crescita e sviluppo in futuro. E' anche la sede del pensiero creativo, ragiona come un computer ma se sviluppato nella maniera adeguata è anche il luogo in cui si coltiva l'empatia e la compassione.

Se, abbiamo detto, lo sviluppo del cervello è direttamente proporzionale alla mielinizzazione delle stradine percorse dai nervi (passatemi il termine non proprio tecnico), è chiaro che più si lavora nella direzione di coltivare certe abitudini mentali e comportamenti appropriati più quelle diventeranno solide certezze. Finora avete trascurato di coltivare gratitudine, ottimismo e capacità di perdonare? Niente di male. La plasticità del cervello fa si che anche l'adulto possa sviluppare nuove connessioni dendridiche a patto che si lavori un po' più sodo. La strada non sarà facile da battere come quando avevamo tre anni.

Che cos'è la mielinizzazione? Essa ha un ruolo centrale: consiste nel ricoprire i nervi axon e i dedriti con una pellicola proteica protettiva. Questo meccanismo avviene utilizzando al massimo le connessioni neuronali ovvero facendo parlare tra loro le cellule nervose. 

Ripetizione, movimento, stimolazione multisensoriale sono i fondamento per lo sviluppo del linguaggio e del pensiero

Quale tipo di stimolo è più appropriato? Non per essere ripetitivi ma di certo non la tv, caratterizzata dalla deprivazione sensoriale a vari livelli. Soprattutto perchèquesti mezzi parlano esclusivamente a udito e vista. E lo fanno a bassa qualità, visto che il tubo catodico non fa altro che sparare in faccia luce pulsata negli occhi. Ma del perchè la tv proprio non va parlo meglio qui.

 

Lasciamo perdere quello che non va e pensiamo a cosa serve davvero

Per la formazione del sistema senso-motorio la ripetizione e il movimento ritmico sono fondamentali. Le esperienze legate ai sensi sono molto importanti ma qui il problema è opposto: al giorno d'oggi vista, tatto, odorato e udito devono essere protetti dalla sovrastimolazione, visto che i bambini sono letteralmente spugne e rischiano di assorbire più di ciò che è appropriato viste le loro basse capacità di discriminare e filtrare. Scoprire poi che sono proprio gli stimoli rivolti ai 5 sensi quelli responsabili dello sviluppo del RAS (Reticular activating system) ovvero della capacità di focalizzare la nostra attenzione non sembra molto strano, in un epoca in cui è esploso il famoso deficit dell'attenzione chiamato ADHD. Ma non finiremo mai di dirlo abbastanza! 

Infine parliamo degli emisferi: sapete che il RAS è il portone tra l'emisfero destro e quello sinistro? Ecco perchè la stimolazione sensoriale è cosi importante (e con essa l'educazione sensoriale), ecco perchè i sensi hanno qualcosa a che vedere con lo sviluppo dell'intelligenza, del pensiero e del benessere di tutto l'essere umano. 

E' uscito da poco in libreria un libro che parla proprio di questo argomento, qualcuno di voi lo ha visto?

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Perchè il ritmo della vita è importante

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Perchè il ritmo della vita è importante


Scritto il 14 febbraio 2013

Che noia queste giornate sempre uguali!!

I bambini hanno bisogno di regolarità, di routine, di un ritmo da cui traggono sicurezza e lo spunto per prendere buone abitudini. Lo abbiamo imparato a forza di chiederci perchè i bambini facevano i capricci ed affinando un po’ l’osservazione sulle nostre giornate. Spesso i bambini piangono solo perchè sono stanchi e hanno semplicemente voglia di sottrarsi dalla giornata, andare a dormire e magari sono le sei e mezza di sera. Ma i genitori vorrebbero ancora uscire, ancora leggergli un libro, ancora averli intorno calmi e tranquilli, che giocano mentre si prepara la cena e quindi scoppiano i capricci è come se il bambino andasse fuori di se, non si ritrovasse più.

Il nostro compito è fermarci un attimo accanto a lui, dargli calore, riportarlo in uno stato di quiete e poi assecondare quello di cui ha bisogno. Che non significa dargliela vinta ma capire che forse le sue esigenze sono diverse dalle nostre e più di tanto non possiamo forzarle se non vogliamo fargli del male.

La cosa paradossale è che gli adulti spesso non capiscono proprio il linguaggio dei bambini e  associano la regolarità alla routine (ma come vuoi far cena alle sei e mezza? non siamo mica in ospedale!!)  a qualcosa di noioso e ripetitivo. Il motivo è che abbiamo perso il senso e il significato che il ritmo ha per i bambini.

ritmo

Ma che cos’è veramente il ritmo della vita?

La più importante funzione vitale del nostro corpo è il respiro. Un infinito alternarsi di inspirazioni e espirazioni sono paragonabili ad una pompa che svuota e riempie il nostro corpo di aria.Non potremmo rinunciare a questo ritmo neanche per pochi minuti, in tutta la nostra vita.
Il respiro è anche l’unico strumento che abbiamo a disposizione per controllare la nostra mente. Attraverso il controllo del respiro e la conduzione di esso verso un ritmo ben preciso scelto da noi, possiamo ottenere enormi risultati sulle nostre emozioni e il nostro benessere. questa è una delle cose più importanti che ho imparato facendo yoga. E funziona!!!

Il flusso della circolazione sanguigna è un costituisce un altro ritmo fondamentale e infinito del nostro corpocircolazione sanguigna
. Si serve della pompa del cuore che, ad un ritmo abbastanza stabile (4 pulsazioni per ogni respiro quando raggiungiamo l’età adulta) mantiene il sangue in circolazione costante.

Infine il ritmo che alterna il sonno e la veglia è una costante della nostra vita alla quale non possiamo rinunciare. Una delle più crudeli torture impartite in passato era proprio la deprivazione del sonno.

Perchè il ritmo è tanto importante nella nostra vita?

Cosa distingue un sano e consapevole ritmo condotto in modo armonioso da una noiosa e banale ripetitività della ruotine quotidiana? L’attitudine, l’intenzione e la coscienza con cui facciamo nostro qualcosa che naturalmente ci appartiene già. Essere sicuri di noi, sentirci all’altezza di ciò che siamo, avere piena padronanza delle nostre emozioni.

Il problema, semmai, è che occorre operare accanto al bambino nel rispetto del suo proprio ritmo e questo non e’ mai facile, visto che sempre più i ritmi degli esseri umani sono diversi gli uni dagli altri a causa della progressiva individualizzazione.

Ecco perchè è molto difficile trovare il passo giusto. Ecco perchè non si usa più farlo! Ma gli strumenti per esercitarsi sono sempre gli stessi: osservazione e pazienza.

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Lavorare a maglia insegna a pensare

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Lavorare a maglia insegna a pensare


Scritto il 03 dicembre 2012

Lavorare a maglia e in generale tutti i lavori manuali sviluppano del bambino competenze delle quali si è persa davvero memoria. Non si tratta di un semplice passatempo per bambine, ma di qualcosa di molto più sensato e importante.

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Sappiamo che l’intelletto non viene formato affrontando direttamente la sua formazione. Se qualcuno usa in modo maldestro le dita ha anche idee e pensiero poco malleabile; al contrario colui che muove in modo preciso le sue dita, sa penetrare l’essenza delle cose, questa frase è di Rudolf Steiner.

Vi immaginate quanto può essere utile per un bambino come Lorenzo Pedro imparare a farsi una sciarpa intera, tutta da solo (all’epoca di questa foto aveva 8 anni)? Un bambino ancora tutto nel movimento, che a 10 anni per Natale a chiesto lo skateboard e un elicottero telecomandato, un bambino che dir che non sta mai fermo è dir poco.

Beh, a scuola gia un paio di anni fa si è costruito i ferri, li ha affilati, scartavetrati, incerati. Poi ha cominciato, trama e ordito, un ferro avanti, 10 errori, due ferri indietro, monta, rismonta.

Un vero esercizio di pazienza per un bambino abituato a correre sempre, fare tutto infretta nella gioia del fare più che nell’interesse a vedere un risultato finito. E’ stato un vero esercizio anche per la mamma che lo ha incoraggiato, aiutato e a volte anche sgridato perchè le mani sui ferri erano sempre troppo approssimative.. E quest’anno in quinta classe si ricama!!

Piano piano lui ha cominciato a seguire il filo del lavoro, il filo del discorso, il filo del pensiero. Fare a maglia significa percepire il tempo che scorre appeso a un filo. E oggi quando si mette a fare il lavoro manuale si siede composto, respira, lavora. E il fratello con lui.

La sciarpa è finita. Cosa c’e’ da fare ora?

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Tu non sei il tuo cervello, tu non sei il tuo corpo

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Tu non sei il tuo cervello, tu non sei il tuo corpo


Scritto il 21 novembre 2012

parti del cervello

Con quale parte del cervello gridiamo a nostri figli? Con quale cantiamo una canzone o chiediamo scusa o cambiamo discorso?
Perchè c’è chi riesce a darsi a mantenere la calma e chi sbraita dalla mattina alla sera?

Le nostre reazioni non  dipendono dal mondo esterno, dalle situazioni, tutto dipende esclusivamente da noi e in particolare dalle parti del cervello preposte a queste attività.

Il nostro cervello non è un organo interno come un altro. Se lo si osserva con sguardo clinico si scopre che alcune parti di esso sono molto antiche ed altre sono relativamente giovani. Il cervello è come il suolo, in cui ogni strato corrisponde ad un’era geologica diversa. E in quanto tale rappresenta perfettamente la nostra evoluzione come esseri umani.

Le varie parti del cervello

Il cervello reptiliano si trova nel mesencefalo e che risale a circa 300 milioni di anni fa.
Esso sovrintende alle nostre reazioni in caso di pericolo producendo adrenalina, cortisolo e molte altre sostanze tossiche che ci servono per reagire velocemente rispondendo con reazioni tipo la lotta o la fuga. Quando ci sentiamo in trappola (fisicamente o emotivamente) si attiva questa parte del nostro cervello che ci fa agire spesso in modo istintivo ma crea squilibri nel corpo che possono portare a fenomeni di stress o a malattie.

Il cervello limbico ha circa 100 milioni di anni e controlla le emozioni producendo molecole chiamate immunomodulatorie ovvero capaci di guarirci e di farci sentire protetti e al sicuro. Questa parte del cervello si è sviluppata in origine nei mammiferi, prima specie animale che ha imparato a vivere in gruppo proteggendo e prendendosi cura dei cuccioli, allattandoli,  nutrendoli e coccolandoli.

4 milioni di anni fa è comparsi il cervello corticale, che nonostante sia uno dei più giovani è anche il più sviluppato nel cervello umano: esso è crescito rapidamento con l’uso del linguaggio orale. Il cervello corticale viene attivato quando siamo entusiasti, ispirati, quando siamo coinvolti in attività artistiche o creative.

Se pensiamo che 6mila anni fa è intervenuta nella nostra evoluzione la lingua scritta, e poi la stampa 500 anni fa e ancora internet circa 20 anni fa possiamo immaginare come il nostro cervello si sia ulteriormente evoluto e come sia probabilmente sottoposto anche oggi ad una certa mutazione.

Il nostro cervello, sede dei nostri pensieri, non è una struttura ma è un’attività in continuo movimento.

In pratica ciò che noi tendiamo comunemente a considerare l’essenza del nostro essere ovvero l’unione di pensieri, ricordi, desideri residenti soprattutto all’interno del nostro cervello è in realtà una complessa struttura non fisica, non materiale che Deepak Chopra identifica con l’anima. Deepak Chopra è un medico indiano diventato famoso per aver promosso la meditazione in tutto il mondo identifica con l’anima.

Tu non sei il tuo cervello, tu non sei il tuo corpo.

La mente è un processo relazionale che regola il flusso di informazioni ed energia ma la soluzione dei nostri problemi non si trova allo stesso livello della nostra, non è ragionando che possiamo trovare delle soluzioni. Il livello dell’anima è più profondo e sconosciuto

L’anima ha un potenziale infinito, e’ un campo di correlazioni sincronico quindi non lineare nè consequenziale, e’ la fonte della nostra creatività. è un ambiente intenzionale ma non controllabile. Un po’ come il respiro, che non possiamo governare più di qualche istante, anche l’anima ha una sua fuzionalità indipendente dalla nostra volontà.

Nell’anima risiede la nostra consapevolezza, ovvero l’unico vero strumento a nostra disposizione per governare le nostre emozioni e trovare uno stato di benessere che ci permette di vivere in armonia.

Ma questa e’ un’altra puntata….

Grazie a My Life, ente organizzatore del convegno di Deepak Chopra, per avermi invitata alla giornata di presentazione del suo ultimo libro “Spiritual solutions”. Approfondisci qui

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Organizzare una spedizione senza muoversi dalla città

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Organizzare una spedizione senza muoversi dalla città


Scritto il 31 ottobre 2012

I lettori di vivere semplice scalpitano, vogliono consigli pratici su come semplificare la vita dei loro figli (senza pensare che avrebbero bisogno di consigli su come semplificare la loro, prima di tutto).

Il momento della giornata che proviamo a semplificare è il pomeriggio. Quando i bambini escono da scuola scatta una certa concitazione perchè bisogna assolutamente fare qualcosa. Far niente non è contemplato. Intanto organizzatevi: mettete in macchina stivaletti, un maglione e per i bambini anche un paio di pantaloni impermeabili per i bambini e seguimi.

I bambini faranno un sacco di domande: lasciali parlare, sorridi e di si, ci pensiamo dopo. Ora partiamo per una missione. Cercate il più grande parco cittadino vicino a casa vostra, più grande è meglio è ma non puo' essere troppo lontano da casa, i bambini non vogliono stare in macchina appena usciti da scuola.

Copritevi, lasciate zaini, borse e ogni ingombro e cominciate la vostra lunga passeggiata nel bosco (diventerà presto il vostro rito pomeridiano ma per adesso non pensateci). Lasciate il sentiero appena potete e addentratevi la dove di solito vanno solo i padroni di cani di grossa taglia.

spedizione con i bambini

 

Silenzio, si cammina

Intanto silenzio, camminate e respirate, cercate di spegnere il cervello e accendere i sensi. I bambini continueranno a fare domande, se hanno meno di 6/7 anni dite loro che state andando a trovare qualcuno, se siamo più grandi dite semplicemente: sto facendo un'esperimento ma non posso dirti nulla.

A seconda dell'età dei vostri figli saprete regolarvi come meglio intuite. Dopo un bel po' che camminate a passo veloce, intendo almeno 20 minuti, quando le bocche si sono tappate e i fiati hanno cominciato a farsi corti potete iniziare a raccontare.

Se i bambini non ce la fanno abbiate fiducia, il motivo è solo che non sono abituati. Portate una tavoletta di cioccolata, spezzatene un quadratino e metteteglielo in mano, dicendo solo una parola sottovoce nell'orecchio: tieni, questo ti darà la forza. Il clima che si crea deve essere da vera spedizione sull'Everest. Guardatevi intorno, è quasi inverno ed è quasi buoi e siete gli unici al parco, in un pomeriggio infrasettimanale, altro che Halloween, c'è da star seri…

passeggiata autunnale con i bambini

 

Immersione in natura

Cominciate con qualcosa del tipo: dobbiamo far piano perchè tutti gli animali stanno preparando le loro tane per andare in letargo, e anche gli gnomi del bosco cercano una sistemazione per l'inverno. Alcuni di loro non hanno riscaldamento nelle loro tane e preferiscono andare ad abitare in città a casa di qualche bambino che ha una bella cameretta calda per ospitarli. Altri invece vivono qui e certamente non vogliono farsi vedere dai bambini perchè hanno paura di essere calpestati o imprigionati. Non date spiegazioni razionali, portateli piano piano nel mondo dell'immaginazione dove il bosco è popolato da tanti esseri buoni, viventi, innoqui che possono tenerci compagnia in uno spazio di quiete interiore ed esterno. Respirate a pieni polmoni, fermatevi ad ascoltare i rumori, prendete in mano la terra, annusatene l'odore, muovete i sensi, lasciateli liberi.

Se sarete fortunati gia il primo giorno vedrete comparire la meraviglia sulla faccia dei vostri bambini. Altrimenti sentirete frasi come Io non sento niente, non vedo niente

Io non vedo niente

Non scoraggiatevi continuate cosi: Gli gnomi sanno cosa fanno i bambini spesso agli animaletti che trovano e non vogliono certo fare la stessa fine. Ecco perchè si nascondono. Ma con gli occhi del cuore, con l'udito fine, il calore della pazineza, con la coda dell'occhio a volte si intravvedono passare molto velocemente, gli gnomi.

Magari ci vorranno giorni e giorni, ma se avrete la costanza di continuare per un po' succederà una magia ma non voglio dir nulla adesso, provateci e capirete. 

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Nel gioco c’è il rispetto per la vita

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Nel gioco c’è il rispetto per la vita


Scritto il 02 ottobre 2012

Ho scoperto un libro bellissimo Earthways, simple environmental activities for young children edito da Gryphon House, inesistente in Italia:  90 giochi e attività semplici attività stagionali e legate alla natura da proporre ai bambini piccoli. Un piccolo tesoro.

earthways, simple environmental activities for young children - attività per bambini legate alla natura e al rispetto per la terra

L’obiettivo principale è incoraggiare i bambini a relazionarsi congli elementi costitutivi della vita: terra, fuoco, aria e acqua per sviluppare il rispetto della natura e delle creature viventi. Un rispetto per niente scontato, anche tra le famiglie attente e consapevoli.

L’uomo può scegliere se prendersi cura della terra permettendo che dia i suoi frutti oppure avere un atteggiamento di dominio e di superiorità che lo pone in grande pericolo. Perchè senza terra l’uomo non ha un posto dove vivere. Le attività che lo connettono con questa consapevolezza non sono altro che i prototipi di quello che da grande diventerà un sentimento di ecologia e rispetto per la vita che lo renderà un essere umano migliore.

lorenzo pedro gioca con i sassi

Quasi tutti i bambini hanno molta immaginazione

Spesso i bambini piccoli (fino a 6-7 anni) sono dotati di fervida immaginazione. Per loro giocare è un vero e proprio lavoro e attraverso il gioco imparano molto del mondo e di come relazionarsi con esso.  Noi adulti possiamo certo incoraggiare questa attitudine all’esplorazione mettendo a disposizione dei bambini giochi e materiali che possono evolversi insieme a loro.

Perchè proprio il sasso, la pigna,  la conchiglia…

Un cesto di pietre può essere usato per costruire un muro o una strada, le pietre possono essere mescolate in una zuppa nel gioco della cucina, possono essere usate come monete di scambio nel gioco del negozio, possono essere portate in giro su un autobus immaginario come fossero passeggeri, possono essere usate per qualsiasi necessità le circostanze del gioco richiedano. Il valore aggiunto è che si tratta di oggetti veri, pensati dalla terra per l’uomo.

fare un vulcano vero sulla sabbia? si puo’.

Oggetti difficili da rompere, unici, ognuno con il suo colore e forma, oggetti piacevoli da tenere in mano e da guardare. Queste sensazioni legate al vero sono chiare se si pensa al contrario ad oggetti progettati a tavolino, passati dall’approvazione del marketing vede in essi solo oggetti di lucro, usciti da una fabbrica chissà dove nel mondo, alcuni di questi anche imbevuti di coloranti magari tossici proibiti dalle leggi del primo mondo insomma.. non per essere esagerati però questa è la verità: cosa c’è di più green/local/politically correct/ di un sasso, una pigna, una conchiglia?

Il senso della verità

Alcuni di voi penseranno: figurati cosa gliene frega ad un bambino di questi concetti… certo che no. Ma questo è il nostro modo per instillare un senso di verità e apprezzamento per il bello e il buono, che da grande si trasformerà in gratitudine per la terra che alla lunga darà vita ad un essere umano che rispetta gli altri, la natura e se stesso. Non è un dettaglio. E’ un tassello del mosaico educativo nel quale ci riconosciamo.

zeno e la barca di legno e stoffa

Alcuni bambini no…..

Il problema è che non tutti i bambini hanno una fervida immaginazione. Se non sono stati abituati  a giocare con materiali  semplici la loro immaginazione creativa non è stata stimolata, nutrita e questi bambini hanno difficoltà ad aprirsi al gioco libero.

Quando un bambino ha passato tutti i suoi pomeriggi davanti alla tele e tutte le sue mattina all’asilo a riempire forme prestampate senza fare delle vere esperienza del colore la passività si insinua come deterrente inimmaginabile e lascia una traccia indelebile.

Spesso si sente dire dai genitori: Beh, cosa cambia, il legno è solo più bello esteticamente, e fa più piacere per i genitori circondarsi di cose carine… ma i bambini preferiscono la plastica…

In realtà i bambini che hanno poca fantasia a volte sono attratti da altre cose, come il movimento (arrampicarsi sugli alberi o saltare sul letto) oppure giocare con le cose vive (e questo ha risposto a molti dei miei interrogativi) come  l’acqua e il fuoco.

Leggi anche

A proposito di cose vive leggi: accendere il fuoco con i bambini e Bambini con le mani in pasta la recensione di un prezioso libro degli anni 70 sull’uso dei materiali naturali (legno, creta e colori) nella scuola dell’Infanzia Preparazione del Natale e più in generale le attività stagionali e i giochi legati al ciclo dell’anno come Giochi d’autunno e Riti d’inverno.

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Il coraggio di sottrarre stimoli

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Il coraggio di sottrarre stimoli


Scritto il 09 settembre 2012

I bambini piccoli non hanno bisogno di stimoli. Dico sul serio, non è una provocazione: il loro più grande stimolo è essere al mondo, respirare il profumo del sugo che fa la mamma (o la tata, basta che di sugo fatto in casa si tratti e non di barattoli riscaldati), guardare fuori dalla finestra, mettere le mani dentro il cesto del bucato profumato e strofinarsi lo spazzolino da denti sui capelli facendo finta di pettinarsi. Non vi sembra abbastanza? State a sentire.

giocare con le cose vere

A ben pensarci noi adulti siamo tutti molto occupati a fare le nostre cose. L'idea di poter tenere i bambini impegnati con una moltitudine di attività ci alletta moltissimo, soprattutto se ci convinciamo (o se ci convincono) che tali attività stimoleranno le capacità di apprendimento, la sfera creativa o la manualità fine. 

In realtà quello che facciamo continuamente e proponiamo ai nostri bambini piccoli è pura distrazione: tendiamo a creare situazioni che distolgono l'attenzione del bambino su qualcos'altro, che lo tengono lontano da se stesso e dal suo reale primario obiettivo: crescere e scoprire il mondo attraverso le cose più vere che hanno intorno a se..

Questo è il motivo per cui vi dico che semmai doveste trovare un asilo in cui le maestre invece di inventarsi qualunque attività creativa, dalla più appariscente alla più finalizzata verso un preciso obiettivo, si occupassero "semplicemente" di creare un ambiente sensato, pregno di senso intorno al bambino allora avreste trovato un tesoro. (io  ve ne consiglio uno, ma è solo per chi abita a Roma Nord)

Vi parlo di una situazione quasi impossibile da incontrare e forse solo tra molti anni si giungerà a questa rivoluzione copernicana: togliere finzione e aggiungere realtà. Perchè i bambini hanno bisogno solo di questo: invece di pasticciare con la farina con l'idea che la manipolazione sia una trovata geniale non sarebbe meglio fare i biscotti e poi mangiarli a merenda o giocare con gli avanzi, per esempio i fondi del caffè, i gusci d'uovo e altre cose che finirebbero comunque nella spazzatura? (anche se come vi dirò poi si potrebbe cucinare anche con gli avanzi, e con ottimi risultati).

giocare con i fondi del caffe

Il motivo per cui si fa manipolare e poi si butta via tutto è che è molto più facile e meno faticoso. Che poi passi implicitamente il messaggio che la farina si puo' anche sprecare non importa. Tanto la farina si compra per pochi centesimi al supermercato quindi ci possiamo anche permettere il lusso di usarla con cosi poco rispetto, giusto?

Invece quello che davvero i bambini avrebbero bisogno di imparare fin da piccoli è che la farina è frutto del duro lavoro del contadino, è dono della terra, è attesa, maturazione, lavoro dal chicco di grano alla tavola. Perchè tutto cio' non viene tenuto in considerazione? Non vogliamo che i nostri figli imparino a rispettare la terra e il lavoro dell'uomo.

I bambini hanno bisogno di altro: di cura delle loro autonomie (che in pratica consiste "solo" nel dargli tempo.

Per approfondire

I sensi e l'educazione sensoriale

Da dove viene la capacità di commuoverci

Come è fatto il cervello di un bambino? L'importanza degli stimoli

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