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Meno è meglio: come fare niente senza perdere tempo

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Meno è meglio: come fare niente senza perdere tempo


Scritto il 05 luglio 2013

Se togli qualcosa non rimane il vuoto, si crea uno spazio inedito da riempire con altro. Ho imparato a togliere aspettative e a vedere quello che c’è, nella giornata, nei figli, in me stessa. E mi stupisco di come ho fatto a non pensarci prima.

Sottrarre cose e aggiungere tempo, spazio, idee: ecco l’obiettivo di questo mese.
Non abbiamo bisogno di inutili dispensatrici di consigli per gli acquisti perchè siamo impegnati a liberarci di tutto ciò che abbiamo comprato in questi anni, usato una volta e messo via. La regola è semplice:

Non lo uso da almeno sei mesi: lo metto sul soppalco
Non lo uso da tanto, tantissimo tempo: lo regalo, lo butto, lo uso oggi (ultima chance)

I bambini hanno capito che siamo spietati verso gli oggetti che ci ingombrano la vita e si sono messi vicino al portone di casa a riparare i loro skateboard. Perchè se sono rotti vanno nella spazzatura.

A proposito, vi siete chiesti perchè gli skatepark pubblici li costruiscono solo nelle zone periferiche e disagiate delle città e non anche in zone meno a rischio? Perchè i bambini che abitano nei quartieri medio-ricchi non hanno bisogno di stare insieme?

Ah, si… la risposta è che i bambini ricchi non hanno bisogno dello skatepark perchè hanno internet e possono starsene tutto il giorno su Itube a rincoglionirsi.

skateboard in riparazione

Una mia amica mi ha chiesto: ma cosa fai tutto il giorno con i bambini? (in questo periodo non c’è neanche più la scusa di uscire per andare al lavoro, finito anche quello). NIENTE.

Ecco ci vuole coraggio a dire niente, stiamo a casa a non fare niente. Insieme. NIENTE è una parola per niente di moda.

stare a casa e non fare niente. insieme.

I bambini hanno smontato il divano e hanno creato una chaise longue che sembrava molto comoda. Poi si sono messi a gonfiare palloncini.

Se non mi credete leggete i post di Simplicity Parenting, loro sono certo molto più autorevoli della mamma sabrina e sapranno convincervi (se di questo avete bisogno) che fare meno (con i figli) è senz’altro meglio, per una serie infinita di ragioni.

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Organizzare una spedizione senza muoversi dalla città

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Organizzare una spedizione senza muoversi dalla città


Scritto il 31 ottobre 2012

I lettori di vivere semplice scalpitano, vogliono consigli pratici su come semplificare la vita dei loro figli (senza pensare che avrebbero bisogno di consigli su come semplificare la loro, prima di tutto).

Il momento della giornata che proviamo a semplificare è il pomeriggio. Quando i bambini escono da scuola scatta una certa concitazione perchè bisogna assolutamente fare qualcosa. Far niente non è contemplato. Intanto organizzatevi: mettete in macchina stivaletti, un maglione e per i bambini anche un paio di pantaloni impermeabili per i bambini e seguimi.

I bambini faranno un sacco di domande: lasciali parlare, sorridi e di si, ci pensiamo dopo. Ora partiamo per una missione. Cercate il più grande parco cittadino vicino a casa vostra, più grande è meglio è ma non puo' essere troppo lontano da casa, i bambini non vogliono stare in macchina appena usciti da scuola.

Copritevi, lasciate zaini, borse e ogni ingombro e cominciate la vostra lunga passeggiata nel bosco (diventerà presto il vostro rito pomeridiano ma per adesso non pensateci). Lasciate il sentiero appena potete e addentratevi la dove di solito vanno solo i padroni di cani di grossa taglia.

spedizione con i bambini

 

Silenzio, si cammina

Intanto silenzio, camminate e respirate, cercate di spegnere il cervello e accendere i sensi. I bambini continueranno a fare domande, se hanno meno di 6/7 anni dite loro che state andando a trovare qualcuno, se siamo più grandi dite semplicemente: sto facendo un'esperimento ma non posso dirti nulla.

A seconda dell'età dei vostri figli saprete regolarvi come meglio intuite. Dopo un bel po' che camminate a passo veloce, intendo almeno 20 minuti, quando le bocche si sono tappate e i fiati hanno cominciato a farsi corti potete iniziare a raccontare.

Se i bambini non ce la fanno abbiate fiducia, il motivo è solo che non sono abituati. Portate una tavoletta di cioccolata, spezzatene un quadratino e metteteglielo in mano, dicendo solo una parola sottovoce nell'orecchio: tieni, questo ti darà la forza. Il clima che si crea deve essere da vera spedizione sull'Everest. Guardatevi intorno, è quasi inverno ed è quasi buoi e siete gli unici al parco, in un pomeriggio infrasettimanale, altro che Halloween, c'è da star seri…

passeggiata autunnale con i bambini

 

Immersione in natura

Cominciate con qualcosa del tipo: dobbiamo far piano perchè tutti gli animali stanno preparando le loro tane per andare in letargo, e anche gli gnomi del bosco cercano una sistemazione per l'inverno. Alcuni di loro non hanno riscaldamento nelle loro tane e preferiscono andare ad abitare in città a casa di qualche bambino che ha una bella cameretta calda per ospitarli. Altri invece vivono qui e certamente non vogliono farsi vedere dai bambini perchè hanno paura di essere calpestati o imprigionati. Non date spiegazioni razionali, portateli piano piano nel mondo dell'immaginazione dove il bosco è popolato da tanti esseri buoni, viventi, innoqui che possono tenerci compagnia in uno spazio di quiete interiore ed esterno. Respirate a pieni polmoni, fermatevi ad ascoltare i rumori, prendete in mano la terra, annusatene l'odore, muovete i sensi, lasciateli liberi.

Se sarete fortunati gia il primo giorno vedrete comparire la meraviglia sulla faccia dei vostri bambini. Altrimenti sentirete frasi come Io non sento niente, non vedo niente

Io non vedo niente

Non scoraggiatevi continuate cosi: Gli gnomi sanno cosa fanno i bambini spesso agli animaletti che trovano e non vogliono certo fare la stessa fine. Ecco perchè si nascondono. Ma con gli occhi del cuore, con l'udito fine, il calore della pazineza, con la coda dell'occhio a volte si intravvedono passare molto velocemente, gli gnomi.

Magari ci vorranno giorni e giorni, ma se avrete la costanza di continuare per un po' succederà una magia ma non voglio dir nulla adesso, provateci e capirete. 

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Un padre demodè

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Un padre demodè


Scritto il 09 ottobre 2012

Essere dei buoni genitori è fatica. Occuparsi del compito educativo è ancor più demodè di questi tempi,  sembra quasi che porsi delle domande su come crescere i propri figli o su come essere un buon insegnante sia qualcosa di ormai relegato a moralisti e bacchettoni.

 

Nell'epoca della libertà totale, dell'edonismo e della faciloneria ci si è ridotti a far quel che si vuole senza vincoli nè debiti e quindi a lasciar fare i propri figli, o alunni, nell'apparente pieno rispetto delle libertà individuali.

Risultato? Ci troviamo con ragazzini troppo giovani per fare gli adolescenti e adulti troppo vecchi per fare i ragazzotti, incapaci di dare una direzione alla loro vita ed essere modelli degni di imitazione da parte dei loro figli.

L'assenza di cura che genitori e spesso insegnanti manifestano verso le nuove generazioni non è dolo è incapacità: non serve affannarsi per il futuro dei figli; occorrerebbe meglio occuparsi del loro presente senza che questo fosse scambiato come repressivo nei confronti della loro libertà.

Non serve preoccuparsi di garantire loro maggiori stimoli possibili; servirebbe anzi sostenere la loro formazione prendendosi cura in prima persona, assumendosi la responsabilità dei faticosi no, facendo anche coraggiosamente da filtro se necessario nei confronti di un mondo che offrendo tutto rischia di non offrire nulla,  mostrando come si risolvono i problemi e non come si soccombe ad essi.

Mi consolano le parole di Massimo Recalcati, neuropsichiatra infantile, lacaniano oltre che docente di filosofia morale che presenta il suo ultimo libro Cosa resta del padre per Cortina Editore. Non vedo l'ora di leggerlo.

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Nel gioco c’è il rispetto per la vita

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Nel gioco c’è il rispetto per la vita


Scritto il 02 ottobre 2012

Ho scoperto un libro bellissimo Earthways, simple environmental activities for young children edito da Gryphon House, inesistente in Italia:  90 giochi e attività semplici attività stagionali e legate alla natura da proporre ai bambini piccoli. Un piccolo tesoro.

earthways, simple environmental activities for young children - attività per bambini legate alla natura e al rispetto per la terra

L’obiettivo principale è incoraggiare i bambini a relazionarsi congli elementi costitutivi della vita: terra, fuoco, aria e acqua per sviluppare il rispetto della natura e delle creature viventi. Un rispetto per niente scontato, anche tra le famiglie attente e consapevoli.

L’uomo può scegliere se prendersi cura della terra permettendo che dia i suoi frutti oppure avere un atteggiamento di dominio e di superiorità che lo pone in grande pericolo. Perchè senza terra l’uomo non ha un posto dove vivere. Le attività che lo connettono con questa consapevolezza non sono altro che i prototipi di quello che da grande diventerà un sentimento di ecologia e rispetto per la vita che lo renderà un essere umano migliore.

lorenzo pedro gioca con i sassi

Quasi tutti i bambini hanno molta immaginazione

Spesso i bambini piccoli (fino a 6-7 anni) sono dotati di fervida immaginazione. Per loro giocare è un vero e proprio lavoro e attraverso il gioco imparano molto del mondo e di come relazionarsi con esso.  Noi adulti possiamo certo incoraggiare questa attitudine all’esplorazione mettendo a disposizione dei bambini giochi e materiali che possono evolversi insieme a loro.

Perchè proprio il sasso, la pigna,  la conchiglia…

Un cesto di pietre può essere usato per costruire un muro o una strada, le pietre possono essere mescolate in una zuppa nel gioco della cucina, possono essere usate come monete di scambio nel gioco del negozio, possono essere portate in giro su un autobus immaginario come fossero passeggeri, possono essere usate per qualsiasi necessità le circostanze del gioco richiedano. Il valore aggiunto è che si tratta di oggetti veri, pensati dalla terra per l’uomo.

fare un vulcano vero sulla sabbia? si puo’.

Oggetti difficili da rompere, unici, ognuno con il suo colore e forma, oggetti piacevoli da tenere in mano e da guardare. Queste sensazioni legate al vero sono chiare se si pensa al contrario ad oggetti progettati a tavolino, passati dall’approvazione del marketing vede in essi solo oggetti di lucro, usciti da una fabbrica chissà dove nel mondo, alcuni di questi anche imbevuti di coloranti magari tossici proibiti dalle leggi del primo mondo insomma.. non per essere esagerati però questa è la verità: cosa c’è di più green/local/politically correct/ di un sasso, una pigna, una conchiglia?

Il senso della verità

Alcuni di voi penseranno: figurati cosa gliene frega ad un bambino di questi concetti… certo che no. Ma questo è il nostro modo per instillare un senso di verità e apprezzamento per il bello e il buono, che da grande si trasformerà in gratitudine per la terra che alla lunga darà vita ad un essere umano che rispetta gli altri, la natura e se stesso. Non è un dettaglio. E’ un tassello del mosaico educativo nel quale ci riconosciamo.

zeno e la barca di legno e stoffa

Alcuni bambini no…..

Il problema è che non tutti i bambini hanno una fervida immaginazione. Se non sono stati abituati  a giocare con materiali  semplici la loro immaginazione creativa non è stata stimolata, nutrita e questi bambini hanno difficoltà ad aprirsi al gioco libero.

Quando un bambino ha passato tutti i suoi pomeriggi davanti alla tele e tutte le sue mattina all’asilo a riempire forme prestampate senza fare delle vere esperienza del colore la passività si insinua come deterrente inimmaginabile e lascia una traccia indelebile.

Spesso si sente dire dai genitori: Beh, cosa cambia, il legno è solo più bello esteticamente, e fa più piacere per i genitori circondarsi di cose carine… ma i bambini preferiscono la plastica…

In realtà i bambini che hanno poca fantasia a volte sono attratti da altre cose, come il movimento (arrampicarsi sugli alberi o saltare sul letto) oppure giocare con le cose vive (e questo ha risposto a molti dei miei interrogativi) come  l’acqua e il fuoco.

Leggi anche

A proposito di cose vive leggi: accendere il fuoco con i bambini e Bambini con le mani in pasta la recensione di un prezioso libro degli anni 70 sull’uso dei materiali naturali (legno, creta e colori) nella scuola dell’Infanzia Preparazione del Natale e più in generale le attività stagionali e i giochi legati al ciclo dell’anno come Giochi d’autunno e Riti d’inverno.

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Lasciami in pace sto giocando

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Lasciami in pace sto giocando


Scritto il 30 settembre 2012

Molti genitori pensano a tutto, proprio a tutto. Si preoccupano della scuola, degli sport e della qualità delle relazioni sociali, si preoccupano tantissimo. Peccato che i figli non siano in grado di bloccare tutta la loro ansia con un sano: Lasciami in pace sto giocando.
Ma spesso di perdono una cosa fondamentale: non capiscono cosa capita ad un bambino che non è stato lasciato in pace a giocare.

lasciami in pace sto giocando

Un bambino eccessivamente stimolato nel raziocinio fin dai primi anni di vita e poco incoraggiato a giocare è un bambino danneggiato.

I ricercatori (n.d) hanno scoperto che i bambini cui è stato negato il gioco sono cresciuti con una neo-coteccia meno sviluppata cioè quella porzione del cervello che governa funzioni come la percezione sensoriale, il ragionamento spaziale, i movimenti volontari e (nell’uomo) il linguaggio.

E non pensate solo ai bambini di Gaza o a quelli con serie difficoltà famigliari. Pensate ai vostri figli. Quanto giocano al giorno? Dieci minuti, un’ora o tre ore? (per gioco intendo il gioco solitario o di gruppo, inventato da loro, con le loro regole, senza moderazione e intromissione di un adulto)

I bambini a cui è stata diagnosticata la Sindrome da definicit di attenzione e iperattività manifestano sintomi simili. Se neghi a un bambino piccolo la possibilità di giocare e lo mandi direttamente a scuola a 5 anni, proprio quando comincia a strutturare il suo gioco, ad inventare giochi complessi e godere veramente di ciò che crea. (leggi giocare quando piove)

Il risultato potrebbe essere paura e insicurezza a causa di una precoce esposizione alla competizione e alla valutazione che si traduce in riluttanza a correre dei rischi. Alla fine – dice l’autore del libro Genitori slow, Carl Honoré – ti ritrovi con degli adulti molto noiosi.

Che cos’è il gioco?

Il gioco non è altro che una versione naturale dei processi di apprendimento più strutturati che si verificano in classe e getta le basi per costruire le capacità di leggere scrivere e contare. Il principale inconveniente del gioco è che agli occhi dei adulti assomiglia troppo ad una perdita di tempo.

tutti i diritti riservati sabrina d'orsi www.vivere-semplice.org

Il tipo di educazione a tappe forzate molto di moda in tutto il mondo (valutazioni precoci, esami, competizione ecc) è soggetto alla legge dei rendimenti decrescenti, menzionando anche un’interessante studio sul multitasking secondo il quale anche uno scaldabagno che venisse acceso e spento per molte volte al giorno finirebbe prima o poi per cortocircuitare.

Quello che chiamiamo multitasking con aria tronfia corrisponde solo ad un piano sequenziale di smetti-comincia qualcos’altro-smetti-comincia qualcos’altro. quindi vostro figlio adolescente (o voi stessi) sta davanti al computer con 5 diverse finestre aperte sullo schermo e digita qualcosa al cellulare guardando allo stesso tempo la tv in realtà fa avanti e indietro tra compiti diversi, commettendo più errori, mettendoci più tempo però sentendosi a pieno titolo un figlio del suo tempo.

Non è detto che sia meglio. Questo è il punto. Non vorrei farvi passare la voglia di leggerlo menzionando i punti salienti che sono moltissimi: vi dirò ancora che c’e’ un capitolo eccezionale sulla gestione della disciplina, sul consumismo e sulla pessima abitudine che hanno molti genitori di oggi di mettere i propri figli su un piedistallo, una frase per tutte è questa:  un bambino iper-viziato con gli anni può diventare un adulto finanziariamente incontinente.

disegni e scarabocchi

In Genitori slow c’è un’illuminante parte sui compiti a casa, le attività extra-curriculari e sullo sport, tutte attività che hanno, per riassumere, come principale scopo quello di ingozzare i nostri figli di impegni che li rendono precocemente sottoposti a orari, prestazioni e impegni di cui non solo non hanno bisogno ma che intralciano il loro sacrosanto bisogno di riposo, tempo e spazio.

Insomma, come sapete io sono di parte, ma lui è molto più neutrale di me e porta argomentazioni che condividerete e apprezzerete. Ve lo consiglio e non lo faccio perchè Rizzoli mi offre la cena. Questa non è una pubblicità.

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Fare figli è sbagliato

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Fare figli è sbagliato


Scritto il 05 settembre 2012

Quelli dell'Internazionale sono proprio dei geni: proprio dopo 12 settimane di full-time-genitoriale sul numero di questa settimana c'è un articolo che si intitola Fare figli è sbagliato, che racconta tutti i motivi per cui fare i figli non è solo immorale, stancante e inutile ma è anche controproducente. In più secondo una statistica i quarantenni senza figli sono molto più felici di noi. Eh no, on puoi venirmi a dire una cosa del genere, perchè o mi fai incazzare oppure mi abbono.

La mia prima reazione è stata la rabbia e l'indignazione: in questi giorni i miei figli mi tolgono l'aria, sono a corto di strategie sottoltavolo e a dir la verità vorrei avere u un ufficio in cui tornare, come fa mio marito al rientro dalle vacanze. La seconda reazione è l'analisi: il mio pallino, il mio vizio.

Per esempio, l'idea che mettere al mondo un figlio sia immorale questa proprio non la bevo. Sentiamo con che coraggio si permette di parlare di immoralita: l' argomentazione tanto insensata che viene citata è quella dell'autore di un libro folle come Better neve to have been, The Harm of Coming into Existence (Meglio non essere mai esistiti: i danni del divenire al mondo) che afferma che anche un'unica puntura di spillo, nonostante una vita di assoluta beatitudine è comunque peggiore dell'assenza di vita e che nessuno di noi ha diritto di infliggere "una sofferenza" ad un essere che non ha potere di esprimere la sua opinione. Follia pura! Ma si sa, i giornalisti farebbero qualsiasi cosa pur di stupire.

L'argomento è comunque trattato in modo provocatorio fin da subito perchè il tema qui non è avere o non avere figli (come recita il titolo del libro sopra citato), che non sono sicuramente una proprietà privata che vale la pena di acquistare o meno in base ad un calcolo di costi e benefici semmai si tratta di capire se si ha la voglia, l'umiltà, la pazienza e il coraggio di mettere al mondo (e mettersi in casa) creature indipendenti da noi, che avranno gusti, bisogni e interessi diversi da quelli che possiamo prevedere o auspicare. E che magari saranno più intelligenti, capaci e abili di noi.

ala di stura

L'errore principale che fanno tutti i genitori, come dice saggiamente Bryan Caplan, autore di Selfish Reasons to Have More Kids: Why Being a Great Parent is Less Work and More Fun Than You Think (Ragioni egoistiche per avere più figli: perchè essere un ottimo genitore è meno faticoso e più divertente di quanto si creda) è quello di sopravvalutare il presente: le coppie dovrebbero pensare non a quanti figli possono volere ora, quando hanno di meglio da fare che passare il tempo a scaldare latte in polvere, ma di quanti ne vorranno accanto quando saranno vecchi e soli davanti alla tv. Non è uno scherzo, questo autore si occupa di tendenze demografiche e di statistiche sulla crescita della popolazione mondiale, ovvero di argomenti estremamente seri (come potete ascoltare in questa conferenza). 

ala di stura

In ogni caso se anche voi siete esausti dopo questa lunga estate fatta di mamma cosa facciamo e di oggi non me lo compri il gelato? andatevi a cercare su internet un reality show della tv pubblica inglese che si intitola 15 Kids and counting, storie vere più o meno spassose di famiglie numerose. Vi passerà di certo il malumore! Io stasera ne ho vista una puntata e vado a letto più serena!

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La qualità è oggettiva?


Scritto il 04 novembre 2010

Stai per uscire dall'ospedale con il tuo neonato e lo hai già vestito con una salopette di jeans? Stai gia pianificando di andare all'Ikea con lui (di una settimana) o di metterti in coda al ristorante con il tuo poppante perchè tanto dorme sempre e non gli danno fastidio i rumori?

Non te la prendere ma secondo me hai bisogno urgente di un corso di riacquisto del buon senso: eccone uno, a cura di un gruppo di donne meravigliose.  Si lo so sono la solita rompiballe. Non vedi perchè il jeans per il neonato non vada bene (infondo lo usano tutti), e non ti sembra niente di male portare all'Ikea un bimbo di pochi giorni.

Se hai tempo un momento te lo spiego in poche parole. E se ti interessa avrai modo di approfondire. Il tatto per un bambino appena nato è vitale. Lui percepisce il mondo attraverso la pelle, perchè non ha altro modo per adesso. Le sue percezioni sensoriali sono tutto ciò che ha, perchè vuoi offrire a tuo figlio il jeans come benvenuto sulla terra invece di un tessuto morbido,  naturale,  che veicoli accoglienza, calore e delicatezza come la lana o la seta per esempio?

Credi che lui stia comodo in un paio di jeans? Solo perchè dorme la maggior parte delle ore del giorno pensi che sia uguale lasciarlo nella quiete della casa, con luce e musica soffusa piuttosto del dlin dlon si comunica che da questo momento il ristorante ikea è aperto ecc.. che rimbomba non solo nelle orecchie ma fa vibrare tutte le viscere di questa creaturina che è appena uscita da un guscio ovattato dove ha vissuto 9 mesi….? NON E' UGUALE.

Poi ognuno è libero di scegliere, ma non è uguale. C' è una qualità diversa. E anche se tutti dicono che vogliono il meglio per i loro figli forse hanno perso di vista qual'è. Se questa cosa vi suona sensata sappiate che molte scuole steineriane in giro per l'Italia organizzano incontri  dedicati in particolar modo a gravidanza, nascita e primi 3 anni del bambino.

Gli incontri sono aperti a tutti, anche alle famiglie che non frequentano la scuola, e hanno come obiettivo condividere conoscenze su questa fase delicata della vita, capirne il valore e il senso, osservarne lo sviluppo, vivere in modo consapevole i primi giorni,  oltre che ricevere preziose indicazioni pratiche sulla pappa, il sonno, il cambio, la cura del bambino.

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Qualche approfondimento (fatto e da fare)  su:

– Perchè i primi 3 anni di vita del bambino sono i più importanti della vita? E cosa fare per preservarli al meglio? – L'educazione sensoriale come base per una sana vita delle emozioni e dei sentimenti – L' importanza del movimento nel bambino piccolo – L' infanzia sonno della ragione

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