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Perchè i bambini hanno bisogno del mare anche d’inverno


Scritto il 11 dicembre 2015

Passeggiare al mare e in generale nella natura è fondamentale per i bambini, a tutte le età e in tutti i periodi dell’anno. Gli ambienti non urbani hanno una loro funzione “psicomotoria” molto potente.  Fuori dalla città e dai percorsi obbligati delle strisce pedonali i bambini possono finalmente giocare, sperimentare percorsi ludici inediti dove esercitano l’equilibrio, l’attenzione, la consapevolezza motoria imparando a gestire le difficoltà e ad approcciare il problem solving (come posso arrampicarmi su quella roccia senza scivolare?).

bambini al mare d'invernoStare a contatto con la sabbia, costruire, sporcarsi e respirare a pieni polmoni in un ambiente aperto e libero dove far correre lo sguardo fino all’orizzonte è un bisogno primario che i bambini manifestano fin da piccoli. In particolare d’inverno, oserei dire, in cui l’ambiente marino è completamente diverso da quello estivo. Mentre d’estate la spiaggia diventa un luogo sociale, dove fare veri e propri bagni di folla e stare in compagnia d’inverno i luoghi balneari e le spiagge diventano quasi luoghi di meditazione. Ben si prestano a lunghe passeggiate di famiglia, ritmi lenti, la possibilità di giocare con calma, fermarsi sul bagno asciuga a scrivere con un bastoncino (magari le lettere che si sono appena imparate a scuola) o a costruire castelli decorati con i legnetti portati dalla marea.

Camminare al mare d’inverno è anche un’occasione d’oro per rifornirsi di iodio e respirare aria fresca e pulita creando una buona abitudine. E non fatevi convincere dai tanti che credono che il mare d’inverno sia inadeguato per un bambino piccolo: non conta quanto freddo fa, conta solo quanto bene siete vestiti! Questo è un detto tedesco, che ben si presta alla loro cultura e alle loro tradizioni, abituati come sono a non rinunciare alla natura anche quando il clima si fa davvero rigido, non per niente proprio la Germania è la patria degli asili nel bosco, dove i bambini hanno la possibilità di immergersi davvero nella natura e sfruttarne tutto il potenziale benefico.

Ecco perchè avere una casa al mare risponde ad un bisogno di tutta la famiglia: staccare la spina ed immergersi in un ambiente che rigenera, fa bene e nutre il buonumore.

Questo post è scritto grazie alla collaborazione con EuropaRE, l’Agenzia immobiliare che da quarant’anni garantisce affidabilità e sicurezza a chi sta cercando casa nella riviera adriatica, nella zona di Bibione e Lignano.

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portare i bambini - vivere semplice

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I benefici del portare i bambini: quando, come, perchè


Scritto il 27 giugno 2014

Portare i bambini -  vivere semplice

Perchè quando nasce un bambino tutti si affrettano a dare consigli, suggerimenti, ricette, soluzioni? Semplice: tutti credono che la mamma sia sprovveduta ed inesperta. Ma siamo sicuri che sia davvero cosi?

I consigli degli altri

Lascialo piangere, prende il vizio, non è fame quella, latte ogni tre ore, fallo dormire in cameretta da solo al buio, non lo cullare, non cantare per lui, se lo prendi ogni volta che frigna non te lo scolli più e bla bla bla. Invece di seguire il suo instinto la mamma stordita e sempre più confusa comincia a sentirsi davvero insicura.

Sta bene solo quando è in braccio: chissà perchè!

Se te ne sei accorta è segno che il fatto semplice e naturale che i bambini stiano bene tra le braccia di mamma e papà non ti lascia indifferente. Certo è fatica! E tu lo coccoli, lo allatti, lo cambi e per te nemmeno un minuto, una doccia, un pasto caldo, una dormita, un caffè con la tua amica che forse già ha dimenticato il tuo numero. Ma sai che non durerà per sempre, lo sai!

Quando finalmente si è addormentato senti un vuoto, come una solitudine, una piccola tristezza che ti avvolge.
Strano, non dovresti sentirti liberata?

portare i bambini - vivere semplice

Seguire il proprio istinto

Alcune di noi non osano  neanche ammetterlo ma si terrebbero il bambino  in braccio sempre… non sono loro quelle strane, perchè si fa da quando esistono le madri… una volta era prassi oggi si chiama “genitorialità ad alto contatto” o babywearing.

Babywearing (portare i bambini) significa letteralmente indossare i bambini, insomma portarli addosso con il sostegno di una fascia o altro supporto porta bebè. Ergonomico veramente sia chiaro, che rispetti cioè la fisiologia del neonato e del bambino più grande e non spezzi per sempre la schiena di chi lo porta.

I bambini portati vedono soddisfatti in un solo gesto tutti i loro bisogni / riflessi primari, quelli che sono necessari alla sopravvivenza stessa (prensione palmare, suzione, calore, protezione).

Il nutrimento, il calore, il contenimento, la presenza “filtro” della mamma, essere con lei sempre e uscire nel mondo gradualmente, senza traumi, dopo aver lasciato che lo sviluppo delle risorse necessarie ad affrontare il mondo sia completato in armonia e serenità.

 

Le madri portatrici non sono schiave, sono regine.
E anche i papà

Portare i bambini -  vivere sempliceLe mamme portatrici imparano ad ascoltare il loro bambino, a interpretarne i segnali e a comunicare con lui in modo profondo, hanno le braccia libere per fare molte cose mentre il bebè se la dorme sulla loro pancia. Riscoprono in una parola la loro competenza che ora può essere ascoltata e seguita perché è la giusta risposta ad ogni domanda… e questo genera un circolo virtuoso in barba a tutti i bla bla bla!

L’antichissima pratica del portare i bambini cresce e si modifica mentre il bambino sviluppa le sue competenze motorie, emotive, relazionali e aumenta in lui la curiosità nei confronti del mondo, accompagnandolo gradualmente verso la sua strada.

Questo non è un post sponsorizzato, non è una pubblicità. Voglio presentarvi la mia cara amica Marika Cazzaniga (la trovi su FB) consulente del portare®  certificata presso la Scuola del portare®. Se cercate una persona a Roma che possa aiutarvi rivolgetevi a lei: 347.9431937 marika.cazzaniga at gmail.com

Per cercare consulenti in giro per l’Italia consultate la scuoladelportare

Portare i bambini -  vivere semplice

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Coltiva la tua aria fresca

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Coltiva la tua aria fresca


Scritto il 22 settembre 2013

Possibile che le cose più semplici, quelle meno costose, quelle più ovvie anche, sono sempre le più sconosciute? Vi racconto una storia.

Un matto indiano scoprendo di essere allergico ad alcune sostanze presenti nell’aria ha capito che doveva fabbricarsi in casa dell’aria fresca da respirare se non voleva lasciarci la pelle.

Impossibile direte: invece no, uno studio recentissimo della Nasa afferma che ci sono tre piante in grado di immettere aria fresca direttamente nella stanza dove sono posizionate.Addirittura, dice il signore indiano, potreste vivere dentro ad una bottiglia chiusa e non morireste soffocati se aveste queste piante!!!

Nel video (in inglese) spiega esattamente quante piante per persona occorre sistemare e di che grandezza, e afferma che questo sarà il metodo che verrà usato in futuro nei grandi uffici dove le persone trascorrono gran parte della giornata, proprio per rimediare  al cattivo ricambio di aria pulita e ai problemi di salute connessi.

E queste tre piante non sono neanche particolarmente rare: anzi mia nonna ne aveva la casa piena, sarà per quello che è campata 80 anni. Sono la Areca Palm, la Mother-in-law tongue e la Money plant.   Nel video i nomi sono in inglese ma andandomi a documentare meglio ho scoperto che …

piante.jpg

La prima, l’Areca, la vende persino l’Ikea a 24 euro, tanto è comune. E’ una palma del Madagascar che vive in ambiente temperato, per questo motivo la conosciamo bene. Consigli su come coltivarla qui.

Della seconda (Sansevieria) potete sapere tutto qui, io non l’ho mai amata molto perchè come dico mi ricorda la mia nonna paterna non troppo simpatica, e poi ha un po’ la forma di un’insalata. Ma è molto resistente, mia nonna che aveva un pessimo pollice verde non è mai riuscita a farne morire una. Penso che quando sia passata a miglior vita le abbiamo gettate tutte dalla finestra.

La terza l’Epipremnum c’e’ l’ho addirittura in casa e non lo sapevo. Inoltre ne ho ricevuta una enorme in regalo poco tempo fa da una sconosciuta con cui ho fatto amicizia al mercato delle pulci, una rasta woman (che dovrei mettere nella lista delle persone improbabili conosciute qui) che stava partendo per andare in una missione in Africa e che mi ha invitato a casa sua per darmi un po’ delle sue cose, visto che io ero appena arrivata a Ginevra.

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Nel gioco c’è il rispetto per la vita

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Nel gioco c’è il rispetto per la vita


Scritto il 02 ottobre 2012

Ho scoperto un libro bellissimo Earthways, simple environmental activities for young children edito da Gryphon House, inesistente in Italia:  90 giochi e attività semplici attività stagionali e legate alla natura da proporre ai bambini piccoli. Un piccolo tesoro.

earthways, simple environmental activities for young children - attività per bambini legate alla natura e al rispetto per la terra

L’obiettivo principale è incoraggiare i bambini a relazionarsi congli elementi costitutivi della vita: terra, fuoco, aria e acqua per sviluppare il rispetto della natura e delle creature viventi. Un rispetto per niente scontato, anche tra le famiglie attente e consapevoli.

L’uomo può scegliere se prendersi cura della terra permettendo che dia i suoi frutti oppure avere un atteggiamento di dominio e di superiorità che lo pone in grande pericolo. Perchè senza terra l’uomo non ha un posto dove vivere. Le attività che lo connettono con questa consapevolezza non sono altro che i prototipi di quello che da grande diventerà un sentimento di ecologia e rispetto per la vita che lo renderà un essere umano migliore.

lorenzo pedro gioca con i sassi

Quasi tutti i bambini hanno molta immaginazione

Spesso i bambini piccoli (fino a 6-7 anni) sono dotati di fervida immaginazione. Per loro giocare è un vero e proprio lavoro e attraverso il gioco imparano molto del mondo e di come relazionarsi con esso.  Noi adulti possiamo certo incoraggiare questa attitudine all’esplorazione mettendo a disposizione dei bambini giochi e materiali che possono evolversi insieme a loro.

Perchè proprio il sasso, la pigna,  la conchiglia…

Un cesto di pietre può essere usato per costruire un muro o una strada, le pietre possono essere mescolate in una zuppa nel gioco della cucina, possono essere usate come monete di scambio nel gioco del negozio, possono essere portate in giro su un autobus immaginario come fossero passeggeri, possono essere usate per qualsiasi necessità le circostanze del gioco richiedano. Il valore aggiunto è che si tratta di oggetti veri, pensati dalla terra per l’uomo.

fare un vulcano vero sulla sabbia? si puo’.

Oggetti difficili da rompere, unici, ognuno con il suo colore e forma, oggetti piacevoli da tenere in mano e da guardare. Queste sensazioni legate al vero sono chiare se si pensa al contrario ad oggetti progettati a tavolino, passati dall’approvazione del marketing vede in essi solo oggetti di lucro, usciti da una fabbrica chissà dove nel mondo, alcuni di questi anche imbevuti di coloranti magari tossici proibiti dalle leggi del primo mondo insomma.. non per essere esagerati però questa è la verità: cosa c’è di più green/local/politically correct/ di un sasso, una pigna, una conchiglia?

Il senso della verità

Alcuni di voi penseranno: figurati cosa gliene frega ad un bambino di questi concetti… certo che no. Ma questo è il nostro modo per instillare un senso di verità e apprezzamento per il bello e il buono, che da grande si trasformerà in gratitudine per la terra che alla lunga darà vita ad un essere umano che rispetta gli altri, la natura e se stesso. Non è un dettaglio. E’ un tassello del mosaico educativo nel quale ci riconosciamo.

zeno e la barca di legno e stoffa

Alcuni bambini no…..

Il problema è che non tutti i bambini hanno una fervida immaginazione. Se non sono stati abituati  a giocare con materiali  semplici la loro immaginazione creativa non è stata stimolata, nutrita e questi bambini hanno difficoltà ad aprirsi al gioco libero.

Quando un bambino ha passato tutti i suoi pomeriggi davanti alla tele e tutte le sue mattina all’asilo a riempire forme prestampate senza fare delle vere esperienza del colore la passività si insinua come deterrente inimmaginabile e lascia una traccia indelebile.

Spesso si sente dire dai genitori: Beh, cosa cambia, il legno è solo più bello esteticamente, e fa più piacere per i genitori circondarsi di cose carine… ma i bambini preferiscono la plastica…

In realtà i bambini che hanno poca fantasia a volte sono attratti da altre cose, come il movimento (arrampicarsi sugli alberi o saltare sul letto) oppure giocare con le cose vive (e questo ha risposto a molti dei miei interrogativi) come  l’acqua e il fuoco.

Leggi anche

A proposito di cose vive leggi: accendere il fuoco con i bambini e Bambini con le mani in pasta la recensione di un prezioso libro degli anni 70 sull’uso dei materiali naturali (legno, creta e colori) nella scuola dell’Infanzia Preparazione del Natale e più in generale le attività stagionali e i giochi legati al ciclo dell’anno come Giochi d’autunno e Riti d’inverno.

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Dove vanno a finire le bolle di sapone, mamma? Guida ai detersivi naturali


Scritto il 17 marzo 2008

zeno fa il bagno

Non so bene il perchè sta di fatto che la mia sensibilità verso l’ambiente sta aumentando. Forse è solo perchè penso di più al futuro (in quanto mamma) o forse sto imparando a dar sempre più ascolto al mio buon senso, e mi capita di sentire sempre di più la necessità di compiere delle azioni quotidiane in accordo con il mondo che mi circonda, nel rispetto della natura e in un atteggiamento di maggior rispetto e gratitudine.

Questo mi dice il buon senso, quando mi sveglio la mattina.Escludendo o cercando di ridurre al minino ormai da anni i detersivi industriali, fino ad ora avevo usato detersivo ecologico comprato con il gruppo di acquisto solidale, ma in questo periodo ho scoperto un metodo nuovo, l’ho testato e funziona. Inquina ancora meno, ingrombra poco e lava meglio.

Comprare due volte l’anno con il GAS per abbattere i costi di trasporto del distributore che viene da Ancona significava riempirsi la casa di detersivi per 6 mesi: alquanto scomodo. Inoltre i prodotti ecologici, ovvero quelli privi di petro-derivati e di tensioattivi chimici hanno un piccolo inconveniente: non sbiancano molto il bucato, con il risultato che mia mamma mi ha sempre detto che il mio bucato non era un gran che. Che nervi!! Hai voglia a spiegarle che Dash e le altre solite marche da supermercato usano gli sbiancanti ottici.

Il bianco è più bianco perchè TU lo vedi più bianco.

Funziona cosi:

la luce che colpisce un vestito riflette verso il nostro occhio una parte di radiazione visibile e una parte invisibile (ultravioletto). Gli sbiancanti ottici modificano la lunghezza d’onda della radiazione ultravioletta rendendola visibile e quindi, aumentando artificialmente la luce riflessa, il capo diventa “illuminato” di un bianco azzurrognolo.) Il fatto è che lo voglio anche io il bucato bianco e profumato.

Allora ho scoperto i detersivi naturali: le noci lavatutto

noci lavatuttoLe Noci sono i frutti dell’albero della saponaria “Sapindus Mukorossi” che cresce nell’India settentrionale ed in Nepal.

Il guscio di queste noci è pieno di una sostanza che si chiama saponina dall’eccellente azione detergente. Pare che le industrie che producono detersivi usino come base dei loro detersivi proprio questa saponina, mica schemi!!

Funziona cosi: al posto del detersivo si mettono nel cestello della lavatrice 4-5 gusci di Noci racchiuse in un sacchettino di stoffa oppure in un calzino leggero legato.

Et voilà, funziona. Non occorre aggiungere altro, io comunque metto qualche goccia di olio essenziale di lavanda, perchè amo il bucato profumato. Dopo il lavaggio con le Noci-detergenti la biancheria è piacevolmente morbida perciò non è necessario aggiungere un ammorbidente

Le noci non si utilizzano soltanto come detersivo, si puo’ facilmente fare lo shampo o si puo’ usare per lavare i pavimenti.

Come preparare in casa le noci lavatutto

Per preparare un decotto di Noce, riempi una pentola da cucina piccola con un po’ d’acqua e alcune Noci-Detergenti e lascia bollire il tutto per cinque minuti. Durante la bollitura, la Saponina contenuta nel guscio delle Noci-Detergenti si scioglie e passa nell’acqua.

Quando il tutto si è raffreddato, il decotto è pronto per l’uso. A seconda dello scopo e delle preferenze personali può variare la concentrazione del decotto, variando il rapporto gusci/acqua.

Con un decotto di Noci si può pulire teoricamente “tutto” – il decotto è perfino adatto per lavare la Sua autovettura in modo non inquinante. Le Noci offrono numerosi vantaggi rispetto al detersivo tradizionale: non sono irritanti, perché sono al 100% naturali e senza additivi chimici, sono pià convenienti rispetto ai detersivi tradizionali. I gusci possono essere utilizzati anche per tre volte di seguito. Un kg di Noci può durare anche per 100 lavaggi. E’ efficace ma è anche delicato e conserva i colori brillanti. E non inquina. Anzi, essedo un prodotto totalmente vegetale che cresce sugli alberi contribuisce ad assorbire l’ anidride carbonica per rilasciare ossigeno.

E’ completamente bio-degradabile e se mai dovesse capitarvi di fare la raccolta differenziata anche per l’umido potete gettare le noci usate nell’organico oppure fare il compost e contribuire a concimare le piante del giardino condominiale. I vicini vi ringrazieranno, se capiranno cosa starete facendo.

Ovviamente trovare questi prodotti non è facile.  Su internet lo vendono qui.

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Riciclare è molto più che un dovere


Scritto il 20 febbraio 2008

Ho sempre pensato che non ci sia niente di male negli oggetti di seconda mano. Anzi le cose degli altri spesso mi affascinano più delle mie. Penso capiti a molte persone che frequentano i flea market, i mercatini delle pulci, alla ricerca di oggetti particolari, di cose che hanno una storia.

Quando questo è diventato anche di moda, beh, ci sono andata a nozze.

Per fortuna sempre più persone nel mondo si sono rese conto che reciclare gli oggetti degli altri (i mobili, i vestiti, le macchine, i giocattoli, i libri, ecc..) non è solo divertente e intrigante, ma è anche un modo molto intelligente per salvare il mondo dal collasso delle merci. Produciamo produciamo e il tempo di utilizzo degli oggetti è sempre più breve perchè le cose ci annoiano. E la fine delle merci è più o meno sempre la stessa: spazzatura, discariche, inceneritori (e il relativo costo di smaltimento in termini ambientali).
E internet ha raccolto molte di queste persone e le ha aiutate ad organizzarsi per fare in modo che l’incontro della domanda e dell’offerta sia più facile e veloce.

Da circa un anno è nata Barattopolis che conta a Roma circa 150 iscritti: tutte le persone che vi partecipano hanno questa sana abitudine: prima di buttare via le cose che non gli servono più chiedere agli altri se le vogliono. In regalo. Poi per caso proprio in questi giorni ho scoperto di un altro circuito simile (cui anche Barattopoli fa parte) che si chiama Freecycle. E’ un’ampia organizzazione mondiale di persone che preferiscono dar via i propri oggetti invece che buttarli e che non hanno alcun problema a riciclare gli oggetti degli altri, se questi sono utili e in buone condizioni.

L’obiettivo primario del freecycling è semplice: diminuire i rifiuti e i consumi, rimettere in circolo le merci, non acquistare cose nuove se si possono utilizzare oggetti già prodotti, non consumare, non inquinare, non contribuire alla folle corsa del consumismo.

Roma Freecycle esiste dal 2006 in Italia e dal 2003 nel resto del mondo. Conta solo a Roma più di 700 iscritti e fa parte del Freecycle Network, che raccoglie tutte le organizzazioni locali in giro per il mondo. Lo slogan di questa organizzazione composta da più di 4000 gruppi sparsi per il mondo con circa 4 milioni e mezzo di persone che vi partecipano è: “cambiamo il mondo, un regalo alla volta!”.
Non vi sembra meraviglioso?

il divano in regalo con il freecycling

Noi il nostro primo regalo lo abbiamo ricevuto: un divano vintage meraviglioso (il miglior regalo che potevamo fare ai nostri figli che ci giocano tutto il giorno trasformandolo in casetta dei 3 porcellini e in cuccia) . Sono andata a prenderlo in una lussuosa casa di prati a casa di un giovane signore distinto che mi ha detto che quel divano apparteneva a suo padre. (ed io me lo sono immaginato con gli occhiali sul naso, sotto una lampada a leggere mille libri).

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E’ una poltrona consumata come può essere la poltrona di un anziano lettore, di un uomo che ha letto tanto. Questo oggetto mi è sembrato avesse una buona anima, e cosi me lo sono caricato in macchina (non ci stava) e me lo sono portato a casa a passo d’uomo sulla nostra opel con il portellone aperto dietro e le doppie frecce (stile trasporti eccezionali).Che soddisfazione, ora tocca a noi donare il nostro primo regalo!!!Leggendo in lista ho anche scoperto che esiste da pochissimo il “Libero Mercato di PiazzaVittorio”: prendi gratis quello che vuoi e dai gratis quello che vuoi. Un’iniziativa di un gruppo di persone che il sabato pomeriggio si incontrano, mettono in piazza le loro cose tra lo scompiglio e l’incredulità di molti che non possono crederci, e stanno a vedere quello che succede.
Perchè anche donare o ricevere un dono non è sempre facile…. a volte si è scambiati per pazzi, ma leggetevi il racconto del giorno 1 al mercato di piazza vittorio. E’ molto divertente clicca qui >> (sito esterno)

Leggi anche su viveresemplice:
Ti pago per riciclare, fallo però.

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