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Testo e disegno M. Alessia Bressanin

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Ha senso una scuola di ispirazione steineriana?


Scritto il 09 agosto 2021

Due dei miei tre figli sono andati alla scuola steineriana, questo blog esiste da oltre 17 anni per documentare come l’approccio di Rudolf Steiner ha ispirato la nostra famiglia e la passione per la pedagogia mi abbia trasformato in un’insegnante.

Qual’è il metodo più efficace?

Tra il maestro unico della scuola steineriana che insegna tutte le materie per 8 anni e il supplente che cambia ogni mese ci sarà ben una via di mezzo?

Tra l’assenza di libri della scuola steineriana e un libro di 386 pagine solo per il programma storia (in seconda media) ci sarà ben una via di mezzo?

Tra l’assenza totale di valutazione e voti della scuola steineriana e verifiche sovrapposte (perchè tra insegnanti spesso non ci si parla), senza possibilità di recupero (sempre per motivi di tempo, mica per cattiveria) ci sarà ben una via di mezzo?

La via maestra è la via di mezzo

grammatica in seconda media. perchè rinunciare a disegnare alle medie? visualizzare modi e tempi con un disegno aiuta a memorizzare

Più che una scuola steineriana ovecchio stampo, serve una scuola semplice, dove la supplenza sia un’eccezione e non la regola.
Gli insegnanti devono sapere che materie insegneranno a settembre (ecco perchè sono pagati d’estate, per lavorare e prepararsi) e devono conoscere i ragazzi che avranno e le condizione in cui lavoreranno. (quali difficoltà hanno, come affrontarle, cosa inventarsi per risolvere i problemi)

Serve libertà d’insegnamento non sui programmi ma sulle modalità.

Se in classe hai:

  • 3 ragazzi che non leggono (dislessici)
  • 4 ragazzi che hanno difficoltà a scrivere (disgrafici)
  • 1 ragazzo che non imparerà mai a memoria i modi e i tempi verbali (dislessico)
  • altri 2 che non riescono a stare seduti (iperattivi)

l’unica soluzione è saperlo prima e avere il tempo di organizzare il lavoro. Trovare soluzioni:

Didattica inclusiva for dummies!

Sarebbe meglio usare il volumetto di storia facile per tutti  e non solo per i ragazzi speciali.

  • costa 6 euro e non 28. La scuola provvede un testo completo in consultazione in classe per i talentuosi e gli iperdotati che giustamente chiedono di più. E intanto le famiglie risparmiano!
  • è più leggero e contiene un programma fattibile
  • usa termini più facili e un vocabolario adatto anche ai ragazzi stranieri.

Meglio fare tutto il programma senza troppi dettagli che non rimanere sei settimane sulla Guerra dei Trent’anni e poi arrivare all’Illuminismo senza toccare la Rivoluzione Francese e Napoleone perchè non c’era più tempo.

la storia in seconda media si approfondisce troppo. poi ci lamentiamo che i ragazzi dormono in classe o diventano iperattivi!

Contro una scuola della banalità

Sento già le voci di chi dice che così si banalizza l’insegnamento.

Per chi può e quindi deve approfondire gli argomenti diventa l’occasione per fargli fare la ricerca su “la pace di Cateau-Cambrésis” e magari il momento per sfoggiare la loro competenza con una scenetta o un cartellone. Ad ognuno secondo i suoi bisogni. Non a tutti il volumone e agli sfigati la versione ridotta. Non ha senso. E’ uno spreco di carta, di buon senso e di autostima.

Una scuola che si lasci ispirare

Vedo sempre più con chiarezza che serve una scuola steineriana non steineriana, una scuola del buon senso, della via di mezzo.

Testo e disegno M. Alessia Bressanin

Testo e disegno M. Alessia Bressanin per gentile concessione della pagina fb Educare Waldorf -scuola steineriana

Portare il cosiddetto approccio steineriano (o qualsiasi altro approccio efficace e valido) nei programmi ministeriali (dove vige una pericolosa anarchia chiamata libertà d’insegnamento) mi sembra una sfida sensata che voglio cogliere.

Non si tratta (come pensano i maligni) di fare un minestrone di vari metodi ma di cogliere il meglio che ogni approccio pedagogico offre mettendo responsabilità là dove occorre risolvere i problemi e le criticità delle singole classi.

Ma chi sei tu? Che ne sai?

Sono un’insegnante della scuola secondaria di primo grado e tutor dell’apprendimento per bambini con Bisogni Educativi Speciali.

Chi mi segue da anni in questo blog coglie un cambio di prospettive e di idee pedagogiche. Cambiare idea è sano, ritornare alle vecchie idee non è reato, ricambiare ancora idea è indice del fatto che siamo vivi e abbiamo ancora voglia di migliorare noi stessi e il mondo. Non bisogna aver paura.

Rileggendo un vecchio post una scuola “per tutti” mi sono chiesta ancora: può esistere una scuola davvero centrata solo sui bisogni degli alunni e non su questioni dialettiche, politiche o di principio?

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I bambini pensano grande

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I bambini pensano grande


Scritto il 04 luglio 2018

Quando uscì I bambini pensano grande Ed. Sellerio il titolo mi piacque moltissimo, lo trovavo affine ai libri di pedagogia che leggevo. L’autore riconosceva ai bambini la loro dignità, era attento a non giudicarli, autenticamente curioso ed entusiasta di stare con loro.

Lo apprezzai moltissimo, le sue idee mi erano molto affini e lo invidiai, anche, perchè io ero solo una mamma mentre lui era un maestro della scuola pubblica. Cosa avrei potuto fare io per contribuire ad una società dove genitori ed insegnanti potessero lavorare insieme per il bene dei bambini?

I bambini pensano grande - Lonrezoni

Un maestro dell’ascolto

Quando andai ad ascoltarlo al Festival della Mente ero già diventata una sua fan (il suo intervento è riascoltabile qui). Parlava di silenzio, di curiosità e di ascoltare i bambini ancora prima di pretendere di insegnare loro qualcosa perchè l’obiettivo ultimo dell’insegnamento, come della genitorialità (aggiungo io) non è insegnare ma è raccogliere i frutti preziosi della relazione, crescere insieme e alla fine imparare moltissimo, sia i bambini che i grandi, senza sforzo e senza costrizioni. 

Non c’è un solo modo per imparare

In questi anni ho parlato spesso di quanto conoscere la pedagogia steineriana mi abbia illuminato: ci sono tanti modi diversi per imparare  e i miei figli ed io abbiamo avuto l’occasione di  imparare a pensare,  scoprire il teorema di Pitagora con la geometria sacra delle forme oppure studiare storia a partire dalle fiabe passando per l’antico testamento e la mitologia nordica.

Credo sia stata una delle esperienze più belle della mia vita, mi ha dato coraggio, mi ha fatto scoprire la bellezza degli errori e la forma della conoscenza. Ma negli anni ho scoperto che la bellezza non si trova solo li per fortuna, ma in molti altri luoghi, in molte scuole sgarrupate, in molte persone apparentemente anonime e poi, in fondo, piene di tesori da regalare ai loro studenti.

Anche alla scuola pubblica si può fare

Quello di cui parla Lorenzoni mi risuona come qualcosa di vero e di bello e non è detto che alla scuola pubblica non si possa fare, anzi lui ne dà un esempio illuminante.

Lorenzoni dice, citando Panikkar, che fino a quando chi parla non ha incarnato personalmente in se stesso quello che dice le parole non hanno forza. E’ lo stesso Lorenzoni che già nelle prime pagine del libro cita Janusz Korczak, molto amato anche nelle scuole Steiner. Il buon senso e la sensibilità umana non sono figli di un metodo, sono di tutti e per tutti.

Fare didattica con Raffaello

A partire dal dipinto di Raffaello (La scuola di Atene) l’autore intraprende e governa una corrispondenza tra i suoi 16 alunni di quinta elmentare e i 16 filosofi greci che popolano il quadro: da Eraclito con le sembianze di Michelangelo che appoggia il gomito su un grande blocco a Euclide, con i tratti del Bramante, che disegna a terra. Un’opera d’arte che racchiude al suo interno cosi tanti enigmi e segreti da appassionare chiunque gli si accosti con la voglia di fare una caccia al tesoro.

La scuola di Atene Raffaello

Provo gratitudine per un’insegnante come lui, che non ha paura di fare domande a cui non ha già la risposta pronta, che non nasconde le asperità del suo carattere e anzi le mette in gioco per provare a disfarle catarticamente all’interno di uno spettacolo teatrale, che non si tira indietro quando le cose si fanno difficili e faticose e lui si ritrova all’alba a sostare sui testi classici per approfondire i temi che in classe suscitano altre domande.

La fiducia nell’era delle fake news

Insegnanti come lui e tutti gli insegnanti in generale meritano la nostra fiducia di genitori, meritano che teniamo fede al patto scuola-famiglia e non ci sottraiamo alle nostre responsabilità di comunità educante, dove il cerchio intorno al bambino deve stringersi per non farli sentire soli.
Dialoghiamo se non siamo d’accordo, certo, ma è cosi importante riporre fiducia, mostrare le proprie vulnerabilità e accettare quelle degli altri. Anche se dovessimo sbagliarci avremmo comunque fatto un dono ai nostri figli, avremmo mostrato che degli altri è necessario fidarsi.

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vivere semplice - scegliere la scuola steineriana

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Perchè il nostro terzo figlio non va alla scuola steineriana


Scritto il 26 gennaio 2014

vivere semplice - scegliere la scuola steineriana

Parlo sempre del mio primogenito, perchè con lui faccio qualsiasi cosa per la prima volta, parlo meno del mio secondo, che mi stupisce per come scrive e descrive il mondo e i suoi stati d’animo, del terzo figlio parlo pochissimo. Perchè?

Intanto è un terzo maschio e i maschi, diciamolo, sono prevedibili. Inoltre fortunatamente è molto in gamba e non mi dà pensieri. Vorrebbe fare i graffiti a 4 anni e se potesse andrebbe a scuola da solo.

Emilio è gia al secondo anno di scuola materna e ancora non vi ho detto perchè abbiamo scelto di non mandarlo alla scuola steineriana.

Ma visto che tutti me lo chiedono ho pensato che forse interessa anche a voi. E che può essere un elemento in più da valutare per coloro che tra queste righe cercano un motivo per scegliere la scuola steineriana.

vivere semplice - scegliere la scuola steineriana

Siamo dei fan di questa pedagogia, si sa. Siamo anche dei fan della nostra scuola steineriana. E ora che ci bazzichiamo attivamente da 8 anni abbiamo qualche elemento in più per dire cosa ne pensiamo.

Prima di tutto devo dire che senza questa scuola la nostra famiglia non sarebbe quello che è, i nostri figli neanche e la nostra vita sarebbe più ordinaria, affondata nelle banalità della quotidianità. Credo che Vivere Semplice non esisterebbe neanche.

Dare valore alla quotidianità

Scoprire questa pedagogia ci ha permesso di dare valore a tante cose che di solito non vengono considerate:

vivere semplice - scegliere la scuola steineriana

A questa scuola possiamo solo dire grazie. Un grazie enorme. Ogni giorno abbiamo un motivo per credere che i nostri sforzi, economici e logistici, siano ricompensati e che le nostre intuizioni di genitori curiosi andassero nella giusta direzione. Cercavamo un modo di vivere e un’educazione per i nostri figli più umana e sensata e l’abbiamo trovata.

Allora perchè non continuare su questa strada?

Emilio è nato in una famiglia dove questo processo è già avvenuto. Grazie a questa scuola ci siamo tutti trasformati cosi tanto che ormai quello che davvero conta c’è gia e lui vivendo con noi può beneficiarne. C’è attenzione, gratitudine per tutto quello che arriva, c’è la volontà di osservare senza giudicare, c’è accettazione delle differenze, voglia di stupirsi e di meravigliarsi per ogni piccolo processo in corso. C’è una gioia smisurata, un piacere nel vivere ogni singolo momento, difficoltà comprese.

Quello che ci perdiamo

Emilio non avrà l’onore di avere una pagella in forma di poesia, non studierà storia in quel meraviglioso modo, ma potrò sempre insegnargli a lavorare a maglia e a fare la tessitura a casa, aiutarlo ad imparare le tabelline con la geometria sacra, e soprattutto lasciarlo giocare senza giochi strutturati cercando di portare a casa il meglio di quello che tutti noi abbiamo imparato.

Non so perchè ma sento che possiamo farcela.

Siamo cambiati cosi tanto che ora amiamo tutto del mondo che circonda questo bambino: la scuola pubblica con la maestra che racconta la storia dell’Omino di Niente, il maestro di educazione fisica che gli fa fare le capriole in una stanzetta che chiamano palestra e il maestro di canto che gli insegna la canzone sui dinosauri facendogli battere i piedini.

Emilio vive felicemente la sua ordinaria esperienza nella scuola pubblica e io mi ritrovo a volte a difendere le maestre dall’invadenza di certi genitori che vorrebbero che i bambini facessero più attività o da altri che sanno solo lamentarsi e non vedono tanta buona volontà.

vivere semplice - scegliere la scuola steineriana

Quelli che hanno bisogno della scuola steineriana siamo noi genitori!

Noi avevamo bisogno di capire come e dove si trovavano i valori da passare ai nostri figli, cosa scegliere per loro, come proteggerli da maestri che fanno il proprio orario di lavoro senza amore, senza stima e considerazione per i piccoli.

Certo è sicuro che siamo capitati bene alla pubblica e che le maestre di Emilio sono persone bellissime, ma non posso dirvi con certezza che non lo fossero anche le maestre della scuola pubblica di Lorenzo Pedro da cui fuggimmo.

Semplicemente noi non eravamo pronti per assumerci la responsabilità di proteggere, consolare, aiutare e sostenere i nostri figli. Per questo avevamo bisogno di una scuola che ci aiutasse in questo.

E la scuola steineriana è tutto questo. Anche se fuori c’è molto altro che vale la pena di apprezzare e ora è tempo di conoscerlo.

vivere semplice - scegliere la scuola steineriana

Vivere semplice, il libro

Da tutte queste esperienze e riflessioni è nato un libro, si chiama Vivere Semplice, proprio come questo blog, e racconta di intuizioni e fallimenti e del perchè, alla fine, non smetto ancora oggi di essere grata alla scuola steineriana.

Vivere Semplice il libro di Sabrina D'Orsi

Il libro si può ordinare i qualsiasi libreria o sul sito della casa editrice

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