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Promosso a giugno al liceo dopo la scuola steineriana: si può

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Promosso a giugno al liceo dopo la scuola steineriana: si può


Scritto il 16 giugno 2017

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Liceo: eccomi, sono pronto!

Essere promossi a giugno al liceo è una grandissima soddisfazione! Oggi il nostro figlio quindicenne ha concluso il primo anno di Liceo Scientifico, dopo gli otto di scuola steineriana. E  ce l’ha fatta nonostante tutti i gufi che in questi anni hanno pensato che questa scuola non preparasse, che fare arte, legno e disegno non servisse a niente, che era solo tempo perso.

La scuola steineriana prepara per il liceo

A tutti loro noi diciamo: vi siete sbagliati! La scuola steineriana prepara alla vita e al liceo e lo fa in maniera egregia. Lorenzo Pedro ha fatto un gran numero in meno di ore di scuola, di esercizi di matematica, grammatica e storia… e in quelle ore di fatiche risparmiate intanto si è innamorato della vita e del sapere senza voti e senza libri, ha sperimentato con le mani e con i sensi tutti i materiali, ha scritto un sacco di poesie, di versi, di rime, ha usato il pensiero laterale, imparato a farsi domande e a risolvere problemi.

E’ diventato un lettore forte, uno che non ha paura dei voti e che studia per sapere.
E ora è pronto per il liceo come tutti gli altri, è maturo per studiare, ha voglia di farlo, non gli pesa impegnarsi, non ha paura di essere rimasto indietro perchè sa tirarsi su le mani  e ha colto la sfida. Vincendola! E il liceo che ha fatto è anche considerato uno di quelli difficili, storicamente dicono di destra, il Kennedy.

Il Kennedy liceo all’altezza delle aspettative

A me sembra un liceo stupendo, dove gli insegnanti sono umani, ci tengono a non lasciarti indietro e ti tengono il fiato sul collo quanto basta per farti rigare dritto…

Stamattina si è alzato presto ed è andato davanti a scuola a vedere “i quadri” che uscivano alle 10 ma li non c’era nessuno. Erano tutti a casa a controllare i voti sul registro elettronico dai loro cellulari… Lui è tornato con una grande soddisfazione nel cuore e si è chiesto perchè non erano tutti li a festeggiare…

Ma sono tante le cose che ci siamo chiesti in questo bellissimo anno di scuola in cui lui ha tirato fuori tutta quella volontà che ha esercitato alla scuola steineriana.

Ecco alcune delle sue riflessioni ad alta voce che ho memorizzato:

  • in classe ognuno pensa per sè, perchè i ragazzi non si aiutano tra di loro nei compiti?
  • non capisco perchè alcune ragazze piangono dopo un voto mediocre, sembra quasi che studino solo per quello!
  • si, questa parte di matematica non l’ho fatta alla Steiner, ma ora me la studio, non c’è problema.
  • che figo in questa scuola non danno compiti (a settembre quando non aveva ancora scoperto che esisteva il registro elettronico e che doveva scaricarsi la app sul telefono per guardarli!)

Si è vero, un po’ marziano è, un po’ marziani siamo tutti noi che veniamo dalla scuola steineriana. Ma se prima pensavo solo che essere diversi fosse faticoso ora so che le soddisfazioni sono direttamente proporzionali alla fatica.
E la prof. di geostoria che lo ha rimandato nel primo quadrimestre e gli ha dato 7 nel secondo ci ha detto: “questo ragazzo è eccezionale, potrebbe anche non aprir libro perchè ascolta le lezioni come se fossero l’unica possibilità che ha di imparare, ma dove ha studiato… all’estero?”

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l'empatia si impara a scuola - contro il bullismo

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L’unico motivo per mandare i figli alla scuola steineriana


Scritto il 08 marzo 2017

l'empatia si impara a scuola - contro il bullismo

Se state leggendo questo articolo è perchè ho usato un piccolo stratagemma retorico per irretirvi, non arrabbiatevi. Volete sapere l’unico motivo per cui ha senso mandare i figli in una scuola steineriana? Ebbene, sappiate che i motivi sono tanti e questo blog è il posto giusto per scoprirli.

Ma oggi voglio parlarvi del 2 aprile, giornata mondiale di consapevolezza sull’autismo. Leggevo su Per noi autistici l’articolo di una madre che chiede agli altri bambini di non fare atti di bullismo contro suo figlio autistico e ho pensato che i miei figli non hanno bisogno di leggere questo articolo.

Imparare a stare con gli altri

Alla scuola steineriana i bambini saranno stati poco scolarizzati ma di sicuro hanno imparato il rispetto degli altri, la cura, l’attenzione per i più deboli e il valore della diversità. Almeno questa è la nostra esperienza!

Potete anche obiettare che nella scuola steineriana i bambini gravemente disabili sono pochissimi e questo è vero (mi piacerebbe raccontarvi cosa fanno con i cosiddetti ADHD). Ma non basta avere un compagno disabile per imparare ad accettarlo, soprattutto se i docenti non sanno come relazionarsi e finiscono per essere i primi a metterlo involontariamente da parte perchè non dia fastidio.

Per imparare il rispetto dell’altro è necessario che gli insegnanti siano persone che tengono in conto l’essere umano non solo per sue competenze e che si prendano cura della sua socialità, che non può essere un ambito solo famigliare. Maestri che dedichino tempo a questo argomento e bambini che abbiano tempo per relazionarsi tra di loro, insomma che l’attenzione non sia solo ai programmi e ai compiti in classe ma anche alla socializzazione funzionale. Perchè imparare a stare con gli altri, con tutti gli altri, è un elemento fondativo della società e dell’essere umano.

Raccontare il valore della diversità

Per imparare il valore della diversità bisogna essere dei diversi forse e quelli della scuola steineriana lo sono. Per loro sono importanti prima di tutto l’empatia, le capacità relazionali dei bambini, la loro possibilità di diventare esseri umani virtuosi, rispettosi, degni di essere imitati. Solo dopo vengono le abilità cognitive, la performance, i bei voti. Per questo vengono presi in giro e vessati da tanti supponenti esperti che hanno certo altre priorità in mente.

Forse è per questo che in generale mi sento di dire che i bambini che provengono dalla scuola steineriana hanno rispetto e cura degli altri, proprio perchè sanno quando è difficile pensarla diversamente dalla massa e quanto si viene per questo costantemente attaccati.

Più attività per imparare a stare insieme

In queste pagine trovate la narrazione di tante attività che si fanno nella scuola steineriana: giocare, lavorare a maglia, fare arte che lavora sulla sfera emotiva (e che allena la nostra capacità di commuoverci), fare geometria usando il corpo, saltare la corda per imparare le tabelline. Ebbene, tutto ciò forse può sembrarvi fuori tema in questo articolo. Ma se andate un po’ sotto la superficie troverete nessi interessanti.

Ps: Ovviamente non è solo la scuola steineriana ad occuparsi dell’essere del bambino in tutta la sua integrità. Vi parlerò presto di un’altra scuola meravigliosa che ho conosciuto ma è una sorpresa per soli torinesi.

 

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E’ ora di lasciare la scuola steineriana

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E’ ora di lasciare la scuola steineriana


Scritto il 11 settembre 2016

Sono passati un po’ di anni da quando vi raccontavamo quotidianamente l’avventura della nostra famiglia che aveva scoperto la scuola steineriana e aveva avuto il coraggio (oltre che la possibilità) di buttarsi a capofitto in questa meravigliosa avventura. Era una gioia condividere con voi questa scoperta che ha portato senso e una direzione necessaria nel nostro modo di crescere questi tre bei maschi che ora hanno 6, 12 e 14 anni.

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Siamo ad un punto di svolta: Lorenzo Pedro ha finito l’ottava classe alla scuola steineriana ed è pronto per cominciare il liceo, dove peraltro è entrato per merito avendo preso 9 agli esami. (prima escluso dal liceo prescelto è stato ripescato poche settimane fa e ha avuto accesso alla sua scuola d’elezione). Lorenzo lascia la scuola steineriana con grande nostalgia e con profondo senso di gratitudine per l’esperienza che ha avuto modo di concludere e di coronare con la grande recita di ottava classe, dove insieme alla sua classe ha messo in scena un’opera di Shakespeare. Che emozione!

Zeno, con l’esame di quinta elementare ha deciso di dire addio alla scuola steineriana: dopo tanti anni in cui la scuola è stato il suo mondo caldo e avvolgente ora dodicenne scalpita per andare alla scuola pubblica e dopo una lunga osservazione abbiamo deciso di accontentarlo. Vuole i voti, non vede l’ora di studiare sui libri, brama un po’ più di anonimato e di indipendenza, forse la scuola steineriana e il ciclo di otto anni non sono per tutti, e forse ora possiamo dirlo.

E’ strano e divertente però ascoltare i discorsi dei fratelli che quando si confrontano sembrano andati in due scuole diverse: il primo stende le lodi del metodo di studio che ha imparato, di come gli insegnanti si relazionano ai ragazzi, di quanto ha imparato a stare al mondo, mentre Zeno è più critico, scettico e a volte ci accusa di aver scelto per lui una scuola troppo facile e allo stesso tempo troppo rigida. Che dire…

fratelloni

Emilio che andava già alla scuola pubblica farà seconda elementare. Nonostante un’amica abbia avuto un’esperienza poco felice nella stessa scuola, noi siamo stati fortunati: i maestri sono quelli giusti. Impegnati, presenti, costanti, con un progetto.

Per quanto mi riguarda, orfana della scuola steineriana, dove ogni anno noi genitori abbiamo ridipinto le aule, mi sono buttata proprio in questi giorni nell’organizzare lo stesso lavoro anche nella classe di Emilio e sono stata felice di riscontrare che la preside ha accolto con gioia il nostro impegno e ci ha aiutato a realizzarlo.

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Domani primo giorno di scuola comincia una nuova avventura e voglio dire a tutti coloro che mi seguono da anni e da anni mi chiedono consigli su scuola steineriana si o no, che la risposta non c’è.

Come abbiamo avuto modo di sperimentare sulla nostra pelle e su quella dei nostri figli questa scuola è stata un’esperienza fondamentale per tutti noi, un’occasione per compiere un enorme esercizio di democrazia (i genitori gestiscono la scuola con gli insegnanti), per capire quanto è importante l’atteggiamento degli adulti nei confronti dei bambini e per sperimentare che ogni bambino è diverso dall’altro e ha bisogno di un trattamento personalizzato. Gli insegnanti, forse ancor più dei genitori, devono essere persone equilibrate, devono guardare il bambino con la giusta dose di amore/cura e lucidità/distacco per poterli aiutare a crescere da soli, a non aver paura di sbagliare e a sapersela cavare.

Siamo grati alla Scuola Steineriana Giardino dei Cedri, ai maestri e a tutta la comunità perchè in questi 10 anni siamo cresciuti insieme e abbiamo fatto tantissima strada (in tutti i sensi!). Senza questa esperienza questo blog non esisterebbe.

Per approfondire

Perchè il nostro terzo figlio non va alla scuola steineriana

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vivere semplice - scegliere la scuola steineriana

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Perchè il nostro terzo figlio non va alla scuola steineriana


Scritto il 26 gennaio 2014

vivere semplice - scegliere la scuola steineriana

Parlo sempre molto del mio primogenito, perchè con lui faccio qualsiasi cosa per la prima volta, parlo decisamente meno ma molto orgogliosamente del mio secondo, che mi stupisce per come scrive e descrive il mondo e i suoi stati d’animo, del terzo figlio parlo pochissimo. Perchè? Intanto è un terzo maschio e i maschi, diciamolo, sono prevedibili. Inoltre fortunatamente è molto in gamba e non mi da pensieri. Va in batteria con gli altri due, vorrebbe fare i graffiti a 4 anni, indossare gli occhiali come il padre e se potesse andrebbe a scuola da solo. E’ indipendente lui!

Emilio è gia al secondo anno di scuola materna e ancora non vi ho detto perchè abbiamo scelto di non mandarlo alla scuola steineriana. Ma visto che tutti me lo chiedono ho pensato che forse interessa anche a voi. E che può essere un elemento in più da valutare per coloro che tra queste righe cercano un motivo per scegliere la scuola steineriana o meno.

vivere semplice - scegliere la scuola steineriana

Siamo dei fan di questa pedagogia, si sa. Siamo anche dei fan della nostra scuola steineriana. Ma ora che ci bazzichiamo attivamente da 8 anni abbiamo qualche elemento in più per dire cosa ne pensiamo.

Prima di tutto devo dire che senza questa scuola la nostra famiglia non sarebbe quello che è, i nostri figli neanche e la nostra vita sarebbe diversa: più ordinaria, oserei dire, e affondata nelle banalità della quotidianità. Credo che Vivere Semplice non esisterebbe neanche.

Scoprire questa pedagogia ci ha permesso di dare valore a tante cose che normalmente non vengono considerate troppo importanti: lasciare spazio al gioco, dare tempo ai bambini di imparare con ritmi più umani, smettere di sovrastimare voti e performance scolastiche, guardare solo al risultato e perdersi l’importanza del processo, del tentativo, valorizzare l’errore, osservare in silenzio i comportamenti dei bambini che non capiamo, offrire loro la bellezza, costruire con loro, lasciarli lavorare con il colore e con tutti i materiali, osare. Avere paura, anche, paura di fare qualcosa di troppo diverso dagli altri.

vivere semplice - scegliere la scuola steineriana

A questa scuola possiamo solo dire grazie. Un grazie enorme. Ogni giorno abbiamo un motivo per credere che i nostri sforzi, economici e logistici, siano ricompensati e che le nostre intuizioni di genitori curiosi andassero nella giusta direzione. Cercavamo un modo di vivere e un’educazione per i nostri figli più umana e sensata e l’abbiamo trovata.

Allora perchè non continuare su questa strada?

Perchè Emilio è nato in una famiglia dove questo processo è già avvenuto. Grazie a questa scuola ci siamo tutti trasformati cosi tanto che ormai quello che davvero conta c’è gia e lui vivendo con noi può beneficiarne. C’è l’attenzione, la gratitudine per tutto quello che arriva, c’è la volontà di osservare senza giudicare, c’è l’accettazione delle differenze, la voglia di stupirsi e di meravigliarsi per ogni piccolo processo in corso. C’è una gioia smisurata, un piacere nel vivere ogni singolo momento, difficoltà comprese.

Certo a scuola non leggeranno Momo a La storia infinita (lo sapevate che Michael Ende è un antroposofo?), Emilio non avrà l’onore di avere una pagella in forma di poesia, non studierà storia in quel meraviglioso modo, ma potrò sempre insegnargli a lavorare a maglia e a fare la tessitura a casa, aiutarlo ad imparare le tabelline con la geometria sacra, e soprattutto lasciarlo giocare senza giochi strutturati cercando di portare a casa il meglio di quello che tutti noi abbiamo imparato. Non so perchè ma sento che possiamo farcela.

Siamo cambiati cosi tanto che ora amiamo tutto del mondo che circonda questo bambino: la scuoletta pubblica con la maestra che racconta la storia dell’Omino di Niente, il maestro di educazione fisica che gli fa fare le capriole in una stanzetta che chiamano palestra e il maestro di canto che gli insegna la canzone sui dinosauri facendogli battere i piedini. Emilio vive felicemente la sua ordinaria esperienza nella scuola pubblica e io mi ritrovo a volte a difendere le maestre dall’invadenza di certi genitori che vorrebbero che i bambini facessero più attività o da altri che sanno solo lamentarsi e non vedono tanta buona volontà.

vivere semplice - scegliere la scuola steineriana

Quelli che avevano bisogno della scuola steineriana eravamo noi genitori, che avevamo bisogno di capire come e dove si trovavano i valori da passare ai nostri figli, cosa scegliere per loro, come proteggerli da maestri che fanno il proprio orario di lavoro senza amore, senza stima e considerazione per i piccoli. Certo è sicuro che siamo capitati bene e che le maestre di Emilio sono persone bellissime, ma non posso dirvi con certezza che non lo fossero anche le maestre della scuola pubblica di Lorenzo Pedro da cui fuggimmo.

Semplicemente noi non eravamo pronti per assumerci la responsabilità di proteggere, consolare, aiutare e sostenere i nostri figli. Per questo avevamo bisogno di una scuola che ci aiutasse in questo.

E la scuola steineriana è tutto questo. Anche se fuori c’è molto altro che vale la pena di apprezzare e ora è tempo di conoscerlo.

vivere semplice - scegliere la scuola steineriana

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foto: chalkboarddrawing.org

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Come posso aiutare mio figlio ad amare la geometria?


Scritto il 05 novembre 2013

I ragazzi di oggi hanno bisogno di essere stupiti e noi adulti brancoliamo nel buio, è un dato di fatto. E forse è sempre stato cosi di generazione in generazione! Io voglio tentare di raccontarvi come si fa geometria nella scuola fantastica di cui sempre vi parlo, quella steineriana, pensando di fornirvi una  fonte di ispirazione e qualche idea da mettere in atto con i vostri ragazzi.

Sfida n.1

Cosa succede se costruisci un poligono di 18 lati e congiungi ogni angolo con tutti gli altri?

Hai mai provato a chiedere una cosa del genere a tuo figlio di prima media? La geometria potrebbe essere un’ottima occasione per esplorare insieme il mondo delle forme che avevamo provato ad indagare negli anni passati scarabocchiando insieme ai bambini. Loro vedrebbero gli adulti che non sanno altro che dire fai i compiti sotto un’altra luce se gli proponessimo sfide del genere. 

Sfida n.2

Che succede se su una circonferenza si riporta per 6 volte il raggio e si disegnano, attorno ai sei punti di intersezione, dei cerchi aventi il medesimo raggio?

Proviamo a soffermarci sulla sperimentazione delle forme geometriche, (ricordate quando abbiamo provato a disegnare e meditare con  i mandala?) Divertiamoci a costruire forme geometrice insieme a loro prima ancora di pretendere che sappiano dimostrare qualche teorema o formulare aree o volumi. Possibile che non sappiamo più divertirci con nulla noi adulti? E come pensiamo che possano divertirsi i ragazzi allora?

foto: chalkboarddrawing.org

Dategli tempo: l’esigenza di trovare un nesso causale (= conosco la misura dei lati del triangolo quindi ora voglio scoprire l’area) arriva insieme ad una competenza specifica che i ragazzi stanno per conquistare:  l’astrazione.

La capacità di astrarre

Una volta conquistata  la capacità di usare un pensiero astratto quello non ci abbandonerà mai più, a meno che non siamo artisti o geni. Possiamo provare il gusto di astrarre  perchè ci siamo arrivati con le nostre forze oppure possiamo semplicemente astrarre perchè ce lo chiede il prof. Voi cosa preferireste?

Se siete daccordo con me a concedere ancora un po’ di tempo a questi ragazzi per lasciarli nel brodo della sperimentazione, della scoperta del bello e proponetegli giochetti come questo:

Vivere semplice ha come unico obiettivo quello di restituire un po’ dell’ispirazione che abbiamo ricevuto. Pensate se ognuno di noi facesse lo stesso con ciò che lo ha ispirato. In effetti ora che ci penso internet è proprio questo: condivisione di ispirazioni!

disegni by pinterest – disegno alla lavagna by www.chalkboarddrawing.org

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La_storia_infinita

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La storia infinita e il potere salvifico della fantasia anche nella vita


Scritto il 03 novembre 2013

Siamo in sesta classe, prima media. Continuiamo a percorrere la strada della scuola steineriana che è organizzata in un ciclo completo di otto anni dalla prima elementare alla terza media.  Ci siamo chiesti se fosse il caso di interrompere questo ciclo, perchè la retta pesa sulla famiglia e in alcuni momenti si fa pressante la sensazione che i bambini debbano avere sempre più competenze, a scapito della qualità delle cose.

geometria classe sesta - courtesty of alabama waldorf school

Ma questa pedagogia è una scuola di vita per tutta la famiglia, che impreziosisce e rende speciale ogni giorno di scuola ed è foriera di scoperte fondamentali per la nostra vita animica. Vera e propria resistenza etica contro il nulla che circonda noi e i nostri figli.

Si avvicina il momento di rientrare nei ranghi della scuola pubblica, tra poco più di due anni. Ma ci penseremo al liceo, ci siamo detti. E se non sarà facile pazienza, ne è comunque valsa la pena. I bambini avranno le valigie piene di verità, del gusto dell’apprendere, del piacere di sperimentare. Speriamo che quell’eredità gli basti per un po’.

Ormai ci è chiaro che nella scuola steineriana si impara in modo diverso e forse non si impara nulla di quello che la società di oggi richiede, ma tanto meglio! Faremo scorpacciate di ricerche su internet quando saremo più grandi, c’è sempre tempo per avvizzirsi davanti ad uno schermo.

Ne ho avuto un ulteriore conferma proprio in questi giorni, addentrandomi nella lettura de La storia infinita.

La_storia_infinita

Mi chiedevo perchè la maestra, durante l’epoca di geometria che dura circa 3 settimane, avesse scelto come lettura da proporre ai ragazzi prima Momo e poi La storia infinita, due romanzi dello stesso autore: Michael Ende. Beh, io non avevo mai letto il libro, impegnata come sono nella lettura di saggistica e manualistica sul social networking e sono grata che sia arrivato il momento per immergermi in un mondo dove la fantasia è creatrice, salvifica,  soluzione di ogni problema e difficoltà.

Perchè è proprio questo il messaggio che ci sta passando la scuola steineriana: prima di tutto occorre imparare a vedere qualcosa attraverso le maglie del racconto, goderla e apprezzarla. Poi potremmo passare ad analizzarla, scomporla, segmentarla e infine saremo in grado di ricostruirla. La conoscenza è qualcosa che deve passare attraverso l’esperienza.

E pensare che io ho sempre altezzosamente detto che non ero interessata alle storie di fantasia, preferendo solo biografie e saggi, perchè almeno imparo qualcosa! Che stolta.

La differenza tra il sapere e la conoscenza

A cosa serve saper fare la descrizione di una mela se non ci si è mai fermati a mangiarne una? A chi giova essere abili nell’analisi grammaticale o logica o del periodo di un testo se non si è mai patito, sudato e passato una notte insonne sopra un testo che ci ha fatto piangere, ridere e soffrire?

Lorenzo Pedro si nasconde in casa per leggere, non vuole essere disturbato mentre è immerso nelle sue 400 pagine e aspetta devotamente di aver finito il libro perchè vedere il film ora gli rovinerebbe la festa. Io lo invidio!

Ora scusate ma torno ad immergermi ne La storia infinita, che più lo leggo e più capisco perchè Michael Ende era un cultore di Steiner e dell’antroposofia. E più capisco anche perchè questa lettura mi è arrivata proprio nel fine settimana dei morti.

fatto con recitethis.com/

fatto con recitethis.com

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Serviranno a qualcosa le malattie esantematiche?

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Serviranno a qualcosa le malattie esantematiche?


Scritto il 08 ottobre 2013

Una volta quando un bambino aveva il morbillo gli amichetti lo andavano a trovare, cosi ci si prendeva la malattia infettiva e non se ne parlava più. Perchè era meglio farle da piccoli, dicevano…

Parliamo delle malattie esantematiche, una vera sfiga nella vita della mamma che lavora. Oddio la varicella!! E adesso come facciamo? Ragioniamo con calma: se esistono da sempre ci sarà una ragione? Che senso hanno per la crescita e l’evoluzione dei bambini e che senso fare di tutto per evitarle se un senso c’e’ in queste malattie?

Secondo Rudolf Steiner le malattie dell’infanzia sono molto importanti per l’evoluzione dell’essere umano: sono il modo in cui il bambino espelle il modello corporeo ereditato alla nascita dai suoi genitori e afferma il proprio individuale modello (per approfondire leggi un articolo di disinformazione.it ). Una vera e propria emancipazione dal bagaglio genetico che avviene in parte anche attraverso la perdita o meglio l’espulsione dei denti da latte.

****Fermi tutti: stiamo per esprimere alcuni concetti astrusi e strani paroloni come incarnazione e livello animico-spirituale. Questo è il nostro grosso limite lo so, ad un certo punto prendiamo questa strada impervia. Certo non per tutti. Chi sente a pelle che non stiamo dicendo cazzate può continuare a leggere.  Per gli altri, scusate, è tempo di continuare il vostro zapping altrove, di mamme blogger ce ne sono tante….

Sappiamo che quando il bambino nasce il suo corpo è la somma dei due modelli ereditati da padre e madre e se livello animico-spirituale il bambino crescendo sente l’impulso a superare questo modello un simile processo avviene anche a livello corporeo.

Le caratteristiche delle malattie dell’infanzia come febbre ed eruzione sulla pelle rappresentano proprio la necessità di espellere qualcosa che è tempo di rifiutare, per poter far spazio alla propria corporeità ovvero all’insieme di minerali, grassi e proteine che ci costituiscono. E’ noto infatti che le eruzioni cutanee non sono pericolose, anzi più si manifestano e più correttamente viene superata la malattia.

Con i vaccini invece la risposta immunitaria è solo accennata, ciò significa che non c’e’ modo per il bambino di fare le grandi pulizie di fine infanzia cosi il suo sistema immunitario rimane immaturo  e il bambino si accontenterà per tutta la vita di conservare un modello corporeo ereditato senza potersi incarnare fino all’ultimo stadio, cioè nel ricambio, che costituisce la base corporea della nostra volontà.

Questo in senso antroposofico si traduce in scarsa volontà, scarsa voglia di vivere, mancanza di motivazioni e ridotto coordinamento motorio (avete sentito parlare del bambino goffo?)

il settimo annoSe avete un figlio che si appresta ad entrare nel  settimo anno vi consiglio questa lettura. Se volete farvi anche solo una vaga, vaghissima idea di come si affrontano materie come il calcolo o la scrittura in una prima classe alla scuola steineriana  leggetevi questo libro gustoso: il settimo anno di Hermann Koepke. Sapete bene che il mio obiettivo non è dirvi quanto sono bravi quelli della scuola Steiner ma sono mossa dal desiderio di capire e imparare,  verificare sul campo quello che funziona e quello che non funziona con i bambini. E voi che ne pensate?

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Ci sono tanti modi per studiare la storia: eccone uno

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Ci sono tanti modi per studiare la storia: eccone uno


Scritto il 16 ottobre 2012

Siamo abituati a studiare la storia come si faceva ai nostri tempi, dagli Assiri e Babilonesi in poi, passando per il Tigri e l'Eufrate, i papiri e tutto il resto. Ma a voi cosa è rimasto di tutto ciò? Io mi sono sempre chiesta perchè si studiava la storia, a cosa serviva e se non c'era qualcosa di meglio da imparare che non una sfilza infinita di date e accadimenti.

Ora con i figli alle elementari sto a guardare come studiano storia alla scuola steineriana. Intanto la storia vera e propria arriva molto tardi perchè prima il racconto verte su altri contenuti, prima della storia ci sono le storie e sono storie raccontate che diventano l'espressione esteriore di ciò che il bambino sta vivendo in quel momento della sua crescita.

  • In prima si raccontano le fiabe
  • in seconda le favole con gli animali come protagonisti e le storie dei Santi
  • in terza si racconta l'Antico Testamento
  • in quarta la mitologia nordica
  • In quinta le epoche antiche e si arriva fino alla Grecia.

C'è un motivo preciso per cui si segue questo programma per ogni anno ma la cosa che mi interessa raccontarvi è perchè in quinta si comincia dall'India e cosa si fa. 

L'uomo nel passare attraverso le diverse epoche storiche, sia fisicamente che animicamente non è stato sempre lo stesso: il suo modo di pensare, sentire e volere ha subito grandi mutamenti nel corso dell'evoluzione. In epoche antiche la coscienza umana era molto diversa da quella attuale e probabilmente in futuro evolverà in stati ancora diversi rispetto al presente.

mandala

Guardare alla storia come una semplice concatenazione temporale di fatti che non hanno nulla a che fare con noi è sminuente. Ciò che conta davvero è comprendere i reali nessi che scorrono tra passato, presente e futuro, risvegliando la coscienza sulla nostra natura di esseri umani in evoluzione, sulla comprensione delle disposizioni animiche di oggi come frutto dell'evoluzione passata. La storia dell'uomo non è altro che la storia di una trasformazione della coscienza, esattamente come quella in corso presso i bambini in questo momento.

In quinta classe i bambini vivono proprio un equilibrio tra l'essere bambino e l'essere nella fase della pubertà,  tra le forze di pensiero intellettuale che iniziano a destarsi e quelle di un pensiero immaginativo ancora vivo che tendono a sopirsi. Anche da un punto di vista fisico esiste a quest'età un particolare equilibrio prima dell'allungamento accelerato delle ossa intorno ai 12 anni:  i bambini vivono un periodo in cui si sentono bene nel loro corpo. Come si sentivano gli uomini al tempo delle civiltà antiche? Da quali forze, saperi e conoscenze attingevano per vivere e operare nella loro epoca?

dipingere

In quinta classe il bambino è pronto per indagare le antiche civiltà l'India, la Persia, l'Egitto e prendere da ogni cultura la speciale energia che solo da quell'epoca specifica è possibile attingere, andando a vedere cosa facevano e perchè, come si relazionavano tra di loro e con le forze divine ancora molto presenti intorno a loro. Si arriverà fino ad abbeverarsi dell'armonia tra le forze spirituali e quelle del proprio Io riprendendo i miti greci e la storia greca vera e propria, approfittando per incontrarsi con tutti gli altri bambini delle quinte classi delle scuole steineriane in Italia per dare vita alle consuete Olimpiadi.

Non so perchè sto qui a spiegarvi tutto questo, voglio solo dire che ha molto senso per me, e che forse a tutti i bambini potrebbe essere portato un po' di questo sentire anche senza scuola steineriana. Per entrare in un'epoca storica e capirci qualcosa occorre farlo con tutti i sensi, l'intelletto è troppo poco e poi si dimentica tutto. Allora se avete la fortuna di avere dei figli che stanno iniziando a studiare storia coltivate con loro questo spirito di scoperta, sarà una bella esperienza per tutta la famiglia.

Per l'India potreste imparare dei mantra, fare yoga insieme, disegnare i mandala o fare degli esercizi di forme e sentire quello che succede nella vostra famiglia se fate queste attività con un po' di costanza, prendendovi del tempo, ogni giorno un po', creando un piccolo rituale per assaporare quello che vive la nostra interiorità se nutrita di questo tipo di cibo. E' sorprendente, lo vedrete benissimo sul comportamento dei vostri figli o alunni. In Persia potreste sfruttare quel clima molto più operoso e meno mistico per portare i bambini a lavorare nei campi, raccogliere le olive o seguire un gregge di pecore in cima ad una collina e quando sarete in Egitto potreste studiare insieme un po' di numerologia o leggere insieme Quadrivium. Secondo e non c'è una cosa giusta e una sbagliata da fare, c'è solo la vostra sensibilità e la vostra voglia di crescere con loro.

Per il medioevo leggete questo post della mia cara amica Daniela su Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda nella Letteratura per ragazzi.

Oppure potreste procurarvi "Miti Antichi" raccontati da Charles Kowacks edizione Educazione Waldorf, dove attraverso la storia di Indra, il dio della guerra o i figli di Pandu, o la storia di Krishna o la Persia di Zaratustra, o ancora Gilgamesh per la Babilonia e Iside e Osiride per l'Egitto si porta in casa una storia altra, che scaldi un po' la didattica di scuola e che lasci qualche traccia nella memoria insieme a tutto quello che è li pronto per essere dimenticato.

A proposito di India, nella biblioteca per ragazzi mi è capitato tra le mani questo libro e ho deciso di darci una lettura. A scuola ai miei tempi si parlava di tutto tranne che di altre religioni e mi sono scoperta molto ignorante. Induismo, buddhismo, universismo cinese, ebraismo, cristianesimo, islamismo, ogni religione ha talmente tante connessioni e similianze  con le altre che c'è da rimanere senza parole. 

E i conflitti nascono proprio da interpretazioni sbagliate e tanta ignoranza.


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Benvenuti in prima classe

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Benvenuti in prima classe


Scritto il 13 settembre 2012

Ovunque vadano i vostri figli, scuola pubblica o privata, steineriana o montessoriana, non importa. Quello che conta davvero è  l’attitudine e altre alcune cose fondamentali

  • sottrarre ansia e giudizio
  • contenere gli stimoli
  • evitare di inzeppare l’agenda di impegni
  • aggiungere cura, curiosità, pazienza
  • ascolto

Se noi genitori avessimo tutto questo credo che ogni scuola potrebbe andare bene.

Ecco cosa fanno in prima elementare alla scuola steineriana, ve lo racconto perchè è affascinante e forse ognuno di noi avrebbe voluto fare una prima cosi.

Proviamo ad immaginare una linea retta verticale dritta  – dice la maestra, una signora distinta con gli occhiali e il tacchetto – proveniente da un punto indefinito sulla nostra testa che ci attraversa, percorrendo la colonna vertebrale dal cranio all’osso sacro ed uscendo dal nostro corpo al centro dei piedi.
Immaginiamola proseguire nella terra finchè, incurvandosi, possa tornare da dove è venuta e ricongiungersi in un’ideale circonferenza che abbraccia tutto l’universo. Questo ci da la misura di come noi siamo una piccolissima porzione di quella retta infinita. Siamo in una dimensione dove alla retta si alternano solo curve che definiscono delle forme. Le forme del nostro mondo e di noi stessi.

il disegno di forme
Autore: Rudolf Kutzli
Editore: Natura e cultura

In una prima classe nella scuola steineriana si comincia per alcune settimane tracciando linee rette e curve su fogli bianchi senza righe. Si chiama disegno di forme, ed è considerata una delle materie didattiche più importanti insieme al calcolo. Ma perché tanta importanza?

Il disegno di forme viene riproposto, a progressivi livelli di difficoltà fino all’ottava classe perché è considerato un esercizio terapeutico e formativo sorprendentemente efficace. Dalla traccia delle forme primarie si passa a tutte le possibili trasformazioni di una forma semplice, per arrivare alle simmetrie, ai nodi e agli intrecci longobardi (>>) in quarta classe, alla geometria in quinta.

(Hai mai disegnato o colorato un mandala per più di dieci minuti? Ne conosci gli effetti?  Leggi qui)

Una cosa inedita e un po’ complessa da spiegare che rende questa pedagogia oggetto di  fraintendimenti è che il disegno di forme (l’ars lineandi medievale) è stato spiegato da Steiner come l’espressione di una saggezza antichissima che si è tramandata nell’evoluzione dell’essere umano e che aveva e ha come obiettivo la ricerca della consapevolezza del sè. Cosa siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?

La linea a la curva esistevano prima dell’essere umano e prima ancora della creazione del mondo.

Attraverso l’esercizio della linea retta come archetipo della forma e della curva come primo fondamentale movimento, prendiamo posto con coscienza nel mondo, acquisiamo razionalmente i concetti di collocazione nello spazio e nel tempo secondo un prima e un dopo, un alto e un basso esercitando le lateralità. Questi elementi nelle classi successive si trasformano in  simmetrie, trasformazioni delle forme,  geometria, astronomia ecc…

Se, dice Steiner,  nella linea retta è racchiusa la sfera del pensiero mentre nella curva si aprono le infinite possibilità di metamorfosi proprie della sfera del sentimento allora capiamo come l’esercizio del disegno di forme eserciti il pensiero organico vivente, un pensiero in continuo movimento, corroborato da quell’elemento prettamente umano che è il sentire e le emozioni. Un pensiero che altrimenti tende a sclerotizzarsi  nell’eccessiva intellettualizzazione di ogni conoscenza.

Mettere continuamente in metamorfosi una forma significa fare in modo che l’animo del bambino trovi un equilibrio, conformi le lateralità che sono alla base della destrezza, dell’elasticità mentale, della capacità critica e autocritica…

Per un approfondimento sul tema scaricate il pdf della studiosa Maria Angela Padoa Schioppa

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Essere diversi costa….


Scritto il 17 dicembre 2010

Non so se lo avete percepito nei miei post un po’ criptici a volte.  Ma ho l’ansia, perchè mio figlio in terza ancora legge male scrive male e fa male un po’ tutto. Male? Cosa vuol dire male? Male per chi? In base a quale standard?

Beh, il bene e il male esistono. Non sono mica soggettivi. Se ti dico che scrive come il cardiologo settantenne (citazione) e non azzecca neanche una doppia, possiamo mica dire che scrive bene giusto? Il fatto è che quando mandi i tuoi figli ad una scuola steineriana quelli investono un sacco di ore in incredibili attività che neanche ti immagini e imparano altro da ciò che ti aspetti, mentre sulle cose di base ovvie scontate tipo il leggere e lo scrivere rimangono un po’ indietro.

Rimangono indietro anche perchè (questo me lo diceva la maestra) non vengono corretti appositamente perchè il tipo di errore che reiterano (per esempio nel nostro caso le doppie) dice qualcosa di importante sul bambino e sui suoi lati deboli, che occorre rinforzare, curare e seguire con attenzione. acquadolce Ho riflettuto molto su quanto è faticoso scegliere un’educazione alternativa ed essere esposti al pubblico ludibrio.

Abbiamo amici che ridono di noi (forse dovrei interrogarmi su che tipo di amicizia è mai questa…) e altri che osservano e tacciono, rincuorati dal fatto che i loro figli più piccoli scrivono e leggono gia correntemente come se questo fosse l’unica cosa importante che devono fare dei bambini in età scolare…

Poi ho conosciuto una pedagoga (una volta si diceva cosi non e’ un errore, ed io lo preferisco), non della scuola steineriana ma che capisce e apprezza il metodo,  che mi ha fatto notare una serie incredibile di capacità che i nostri figli stanno acquisendo e ho pensato che dovrei smetterla di sforzarmi di pensare come tutti gli altri e cominciare a ragionare con il mio cervello.

Ho trovato conforto, sostegno e calore, sorriso e condivisione d’intenti in questo libro bellissimo e semplice che vi suggerisco: si intitola Acqua dolce, e in realtà è un libro per bambini non per adulti scritto da Andrea Bouchard maestro elementare.  Io l’ho letto a 4occhi con mio figlio,   abbiamo letto 3 pagine per uno, ad alta voce, la sera prima di andare a letto… e la lettura migliora sta migliorando migliorerà che follia affannarsi per questo…

Il piccolo libro con una carta, una grafica e un’illustrazione accurata, parla di una famiglia diversa in cui i genitori all’inizio annaspano nei dubbi e nella paura di non essere adeguati alla creatura che hanno avuto mentre in seguito trovano insieme la loro strada, fatta di ascolto, di mediazione, di osservazione. Non è un libro sulla diversità nel senso della disabilità  o dell’handicap perchè non occorre essere diversamente abili per sentirsi diversi dagli altri…

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Le intuizioni della pedagogia steineriana

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Le intuizioni della pedagogia steineriana


Scritto il 16 marzo 2007

serena insegna ai bambini della scuola pubblica

La pedagogia steineriana si fonda sull’osservazione spregiudicata  del bambino (in assenza di giudizio) e sull’autoeducazione dell’insegnante e del genitore.

Le basi

L’empatia, lintelligenza emotiva, la forza di volontà e il sentire del cuore sono alla base di questa pedagogia, forze insite in ognuno di noi, di sentimenti oltre che di competenze. Anche la didattica segue questa strada.

Non è prassi comune appellarsi a queste forze perchè pochi di noi hanno avuto la fortuna di essere stati educati a riconoscerle.

Si tratta di forze molto ben riconoscibili ad uno sguardo aperto e attento.

L’essenziale è invisibile agli occhi

Scoprire un lato della nostra esistenza chemaestra serena porta la manualità alle elementari normalmente è addormentato. Parliamo di temi impalpabili si, ma anche la coscienza lo è e lo è anche l’amore. O c’è forse qualcuno disposto ad affermare che visto che non si vedono allora non esistono?

(le foto inserite qui si riferisco al progetto Arthmòs che ha portato in alcune scuole elementari pubbliche romane le materie artistiche della Scuola Waldorf – o scuola steineriana-. In particolare la mia cara amica Serena  in una classe di manualitàsta facendo fare un ponpon.)

Allenare la coscienza

Facciamo un esempio: siete a letto stanchi e non vedete l’ora di addormentarvi. Vi capita di stare sdraiati sul fianco sinistro.
Decidete di non lasciarvi sfuggire il momento in cui vi girerete sul fianco destro.
Fate il massimo sforzo possibile per osservare coscientemente il movimento. Se la vostra capacità di attenzione èun bimbo della scuola pubblica scopre il valore della manualità. che gioia!! sufficientemente forte ciò che accade è …. niente. La concentrazione di coscienza blocca, inibisce la vostra volontà.

Fortunatamente, non siete abbastanza forti da tener pienamente desta la vostra coscienza a tempo indeterminato, e improvvisamente vi ritrovate sdraiati sul fianco dentro.

C’è stato un vuoto nella vostra coscienza e non avete colto l’attimo in cui il movimento si è effettivamente verificato. E’ un punto di vista interessante perchè fornisce nuovi strumenti, che non avevamo l’ardire di credere nostri e che si rivelano ogni giorno più efficaci per avere una chiara visione del nostro ruolo di educatori.

Fonti per approfondire

articoli introduttivi sull’antroposofia tratti dal sito lifegate :

1. che cos’ è la pedagogia steineriana

2. perchè bisogna andare a scuola?

3. perchè ai bimbi piacciono tanto le fiabe

4. il ruolo della tv

5. usare la volontà

6. libertà, creatività e responsabilità

articoli di approfondimento tratti dal sito in italiano rudolfsteiner.it:

1. la pedagogia steineriana corrisponde alle esigenze del nostro tempo

2. dalla scienza dello spirito all’arte dell’educazione

3. autoeducazione e risveglio della volontà

Altri miei articoli li trovate anche su educazione.
Il punto di vista steineriano è spesso oggetto di critiche da parte di chi, fraintendendone intenti e presupposti, ha intravisto un approccio settario, dogmatico. Openwaldorf è un ottimo sito (in inglese) che illustra le critiche più comuni.
Un valido aiuto tra i molti presenti in rete per chi vuole chiarirsi le idee e formarsi una propria opinione

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