Elastici venduti come braccialetti - Vivere semplice

Un elastico chiamato braccialetto

E’ l’ultima moda del momento. Sono braccialetti, ma lo slogan recita: non chiamateli braccialetti, alludendo al fatto che sono qualcosa di più perchè veicolano un simbolo, rappresentano un trend, e se li metti al braccio sei un/a ragazzino/a alla moda.

Se li chiamassi semplicemente braccialetti, forse ti verrebbe voglia di metterti dei braccialetti più carini, invece che un semplice elastico. no?

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Inoltre se fossero braccialetti i maschietti li snobberebbero. Invece sono bravi questi di Gedis Edicola, devo ammetterlo. Hanno scavallato una delle più difficili sfide che la Panini non era riuscita a scardinare con i Gormiti. La differenza di genere. D’altronde il mestiere lo conoscono, non sono semplici venditori, sono giornalai.

Infatti Gedis è un editore italiano di proprietà dello S.N.A.G. – Confcommercio – il più importante sindacato dei giornalai italiani. Riesce quindi ad essere presente in modo massiccio nelle circa 40mila edicole del paese, distribuendo attraverso le sue testate i più importanti giochi di carte collezionabili come Pokèmon, Magic, YuGiOh!, Bella Sara. Dei professionisti nel settore, che nonostante si parli di un business di oltre 100 milioni di dollari in America, sono molto preoccupati di perdere qualche fetta di torta, visto che qualcuno ha cominciato ad imitarli!!

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Si, perchè i Shokky Bandz piacciono a tutti, bambini e bambine, ragazzini e ragazzine e la fascia di utenza è più ampia, andiamo dai 5 ai 15 anni.  Diventeranno miliardari. Tanto di cappello.
Mi rammarico un pochino solo per quelle mamme e quei papà che hanno gia speso un capitale per i Gormiti (e le altre mille stupidate) e ora si ritrovano ad iniziare la nuova collezione: 1,99 euro a bustina, considerando che è appena uscita la nuova seria composta da 108 nuovi soggetti in 16 differenti colori per un totale di 1728 Bandz. Ce n’e’ da spendere!!

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Anche voi, da quando li avete comprati, avete figli che non si lavano più i polsi?
Noi questa volta abbiamo aspettato il giro della pagina del calendario e poi siamo corsi in edicola. I miei bambini “hanno diritto” ad una stupidata da edicola una volta al mese, al cambio del mese. Mi sembra di aver trovato un  buon modo per insegnare ai bambini ad aspettare e nel frattempo rendersi conto di quanto dura un mese e impararne i nomi. Ovviamente il vero motivo è  dare un limite alla loro irrefrenabile voglia di comprare.

Sicuramente una soluzione migliore al no categorico che utilizzavo anni fa, e che aveva fatto scattare una vera e propria gormiti-mania nella nostra casa. (a proposito dei gormiti)

Se vi interessano le altre diaboliche produzioni accalappia-bambini cliccate qui

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Originariamente scritto il 04 ottobre 2010

17 Commenti per questo post

  1. mammamichi ha scritto:

    Mia figlia, 3 anni, asilo Waldorf. Torna a casa da scuola con questo braccialettino regalatole da una nuova amichetta. Mio marito lo scambia (giustamente) per un elastico e lo infila nel cassetto delle cianfrusaglie…:-\

  2. valentina ha scritto:

    ah che tristezza, non mi sei alleata in questa battaglia! Ma io invasa da Paciocchini ora di NOO No no! Vuoi un braccialetto? Ok in che materiael? E poi deve essere costosissimo e pezzo unico! Sì perchè se compri solo una bustina di quei mangiasoldi non puoi ottenere l’unico effimero effetto estetico che essi possono avere, quello del colore. Eh sì questi gli affari li sanno fare bene! Ma cavolo la maggior parte dei bambini al mondo muore di fame! Sarà anche un luogo comune, ma mi viene solo una parola in mente, non so se si può fIaInIcIuIlIoO

  3. Daniela ha scritto:

    Da non non mamma che lavora nella comunicazione, mi ha colpito uno spot tv visto durante le vacanze che credo fosse proprio di questi braccialetti. A memoria diceva qualcosa del tipo “ci sono in tantissime forme: animali… simboli religiosi… auto…”
    Simboli religiosi?!? Non sono particolarmente devota ma mi urta parecchio

    Daniela (osservatrice silenziosa e ammirata di questo blog)

  4. sicampeggia ha scritto:

    Ah, ecco cosa sono quegli aggeggi al polso di mio nipote. Pensare che sembrano oggettini così insignificanti.
    Tremo al pensiero di quando il gigantino inizierà ad accorgersi dell\’esistenza del superfluo e della sua paradossale necessità e mi pare un compromesso intelligente quello che suggerisci.
    Comunque leggendo questo post mi è venuto il mente il MUAC, il braccialetto che Medici Senza Frontiere utilizza per avere una indicazione rapida dello stato di malnutrizione dei bambini http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/news.asp?id=729
    Bisogna averlo in mano per avere un\’idea dell\’effetto che fa; se riesco a trovarlo lo regalo a mio nipote così, tanto per ampliare il suo concetto di braccialetto.
    Brrrr! che zia cattiva!

  5. Palmy ha scritto:

    Anch’io mi sono chiesta cosa siano questi fili di plastica se non braccialetti, mia figlia ne possiede due che le sono stati regalati, non ho alcuna intenzione di comprarli… in quanto a pervasività e capillarità della proposta il consumismo mi fa paura…

  6. elena ha scritto:

    La maestra di mio figlio ha vietato di portarli a scuola; questo ha convinto mio figlio che sono proprio schifezze

  7. kosenrufu mama ha scritto:

    i miei ce li hanno, inizialmente comprati dalla nonna, poi li perdono li regalano li rompono, alla fine anche mio marito ne ha comprati a volte per loro, io non sapevo neanche che si vendessero dal giornalaio, ma finchè ogni tanto è un paio di euro lo possiamo anche fare, la richiesta viene soddisfatta 1 volta su 10, fosse di più inizierebbero i No categorici. è anche vero però che i miei non escono molto, cioè non hanno neanche l’occasione della tentazione. Ecco quest’estate al mare è stato un inferno. ogni 10 metri un angolo ricco di roba potenzialmente comprabile, tutta altezza bambino…

  8. Emanuela ha scritto:

    I miei figli possono spendere qualche euro una sola volta al mese, e rigorosamente coi loro soldi della paghetta mensile dei nonni. La settimana scorsa la grande ha comprato uno di questi sacchetti, all’edicola ha impiegato circa 10 minuti a scegliere, frugando tra tutte le confezioni, poi finalmente … paga: 1 euro e 99.
    Esce, li apre e … erano di una serie che non le piaceva. Si è arrabbiata tantissimo al pensiero dei SUOI soldi spesi male, dell’opportunità mensile sprecata, del fatto che nessuno avrebbe mai fatto scambio con lei (perchè il bello è scambiarli questi “braccialetti”), si è sentita ingannata perchè sulla confezione non è scritto cosa contiene, ed è praticamente impossibile distinguere il contenuto prima di aprirlo (ottima trovata). Conclusione: direi che ha capito che sono tecniche di mercato mangia-soldi … vedremo il mese prossimo se la lezione è stata assimilata!

  9. Heidi ha scritto:

    Eccoci, abbiamo passato anche la fase braccialetti!!
    Quest’estate la zia ne aveva regalato un pacchetto ciascuno alle mie figlie. Sono veramente insignificanti, non servono neppure come laccetti x i capelli e dunque dopo un po’ che li trovavo in giro inutilizzati li ho buttati.
    Inizia la scuola e la grande mi dice “dove sono finiti i braccialetti….?” Perché li doveva scambiare con le amichette, ovvio. Le ho risposto che siccome prima non le erano piaciuti, non vedo perché dovrebbero interessarle ora e l’ho convinta a portare a scuola degli altri braccialetti in gomma molto più carini e resistenti che aveva vinto ad una pesca quest’estate, morale della favola: alle amichette sono piaciuti molto e non abbiamo più riaperto il discorso 🙂

  10. ikka ha scritto:

    Lavorando come educatrice in diverse scuole e con bimbi più o meno piccoli devo dire che questi braccialetti sono un must sia tra i bimbi delle elementari e sia tra i ragazzi delle medie…me li ritrovo ovunque!!

  11. chiara ha scritto:

    Non capisco, perchè vi giustificate tutte per aver comprato questi braccialetti?
    I quali a parte una grafica orribile e un messaggio con un brutto italiano “un pò sfigghy!”????
    Mi sembrano gadgets qualsiasi, di sicuro divenuti comuni perchè a scuola all’intervallo saranno il veicolo con cui i bambini si avvicinano e fanno amicizia…

  12. adriana ha scritto:

    lo abbiamo comprati anche noi…ma dopo averli messi,scambiati , rotti,lanciati …ssssshhhhh….li ho io al polso…!

  13. ele ha scritto:

    Il giorno prima dell’inizio della scuola ignoravamo beatamente l’esistenza di questi oggetti. Già il primo giorno di 1° elementare il mio bimbo è tornato a casa con 3-4 braccialini. E pur non avendogliene io mai comprati, ora ne ha decine. Se li fa regalare, li scambia, li moltiplica. E se stessimo allevando un piccolo presidente del consiglio? 🙂

  14. Barbapapa' ha scritto:

    heheeheh proprio questa mattina mentre portavo la nana alla materna una mamma davanti a me gridava al figliolo: “Voglio vedere quante mamma fanno tardi al lavoro per andare a comperarti prima questi bracialetti!” – ha esclamato tenendo in mano la preziosa bustina.
    Moda del momento. E che ci voi fare!

  15. Federica De Santis ha scritto:

    In effetti anche io rimasi pensierosa davanti a quella frase. Ah ecco, non sono braccialetti! mi son detta. In effetti io mi ero stupita del fatto che i bimbi se li mettessero al polso, mi sembravano più delle formine con cui giocare a non so cosa… Anche mia figlia è tornata a casa con uno di questi cosi al polso e poi con due e poi con tre. e alla fine il papà gliene ha comprata una bustina e basta, non li ha più chiesti ma ne ha sempre 4-5 al polso, un po’ alla volta si rompono e via! Non è ancora immagino, nella fase del “li voglio tutti”, della collezione insomma. Anche se in cuor mio spero che sia anche perchè non è fatta così. Mi chiede davvero tante cose, al supermercato, se passiamo accanto a un’edicola o davanti a quelle macchinette sputa palline ripiene di cose plasticose ed inutili. E ingenuamente forse, spero che siano funzionate delle piccole regole che le ho imposto fin da piccola e su non ho mai e dico davvero mai sgarrato. innanzi tutto: non si comprano le cose “della pubblicità”! Poi: non si comprano i giochi dell’edicola! E anche: io palline e simili non te ne compro. Poi magari ogni tanto le palline gliele compra il nonno. Ma l’importante è che lei abbia capito quali sono le regole per la mamma! Ciao a tutti

  16. estrellazul ha scritto:

    anche qui in Perú c’è la moda bracciletto di plastica, ma questi sono meno belli di quelli della tua foto e qui i bambini piccoli non li usano, solo quelli dagli 8 fino ai 15. La super rigida scuola peruviana almeno aiuta in questo: non si possono portare a scuola oggetti che non siano quelli di uso scolastico e per andare a scuola, ci sono le uniformi, sia che le scuole siano pubbliche o private. un bacio sabri e tieni duro !!!

  17. Francesca ha scritto:

    ….i miei fetentoni credo non sappiano ancora cosa siano; il grande passa i pomeriggi a studiare e poi alla play station (lo perdono dato che studia tanto), il secondo è ancora nella fase di innamoramento e scambio gormiti. Mi piace il ragionamento “una stupidata al mese in edicola”; io quando esco con Stefano pontifico: oggi mamma ti può prendere una cosa sola, una soltanto”…in genere risolviamo ancora con le caramelle.
    Fr

1 Trackbacks per questo post

  1. Dal finger skate allo skateboard : Vivere semplice e spregiudicato ha scritto:

    […] E sempre ad opera di quei maledetti della Gedis Edicola, gli stessi produttori degli elastici-braccialetti. Prima hanno partorito lo skate evolution, uno skateboardino che si comanda con le mani (in america […]

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