
Se hai un figlio di 3-4-5 anni sai di cosa parlo.I gormiti sono dei personaggini di plastica alti circa 4 centimetri che si possono comprare in edicola e sono accompagnati da una carta che riporta le caratteristiche del personaggio e l'appartenenza ad uno dei 7 "popoli" di cui fanno parte. Ero curiosa di capire perchè mio figlio fosse cosi attratto dai gormiti e come lui tutti i suoi compagni di classe e tutti i bambini in età prescolare che conosco al punto da diventare un vero e proprio fenomeno da osservare. I bambini sembrano impazziti per questi pupazzetti, caricature anche bruttine di qualcosa che chiaramente evoca loro qualcosa di molto attraente. Ma cosa?
Andando ad indagare su wiki ho scoperto che il mito (non quello vero ma quello inventato dalla Preziosi Collection della famosa Panini quella delle figurine) dice che i gormiti (sito ufficiale) vivono sull’isola di Gorm e appartengono a 7 popoli diversi:
1) Terra, comandato da Kolossus e Gheos
2) Foresta, (Tasarau e Barbataus)
3) Mare, con a capo Poivrons e Carrapax
4) Aria, capitanato da Noctis e Elios
5) Vulcano, comandato da Orrore Profondo (comprende anche Vulcano-Magma e Vulcano-Lava)
6) Luce comandato da il Sommo Lucente, Signore della Luce
7) Tenebre comandato da Obscurio il Signore delle Tenebre.
Questi popoli mi ricordano qualcosa… li ho gia sentiti… non mi sembrano nuovi…
sembrano quelli che esistono già in natura. Saranno gli stessi o saranno di plastica??
Concita De Gregori nel suo recente articolo su Repubblica (clicca qui e scaricati il pdf. l’articolo è a pagina otto) fa un’analisi approfondita del fenomeno Gormiti.
Parla di inadeguatezza dell’adulto che si affanna a procurare ai figli l’intera collezione di mostri, di circolari ministeriali in cui si fa divieto di consentire ai figli di portare Gormiti in classe (come se servisse la circolare e non bastasse il buon senso di genitori e di insegnanti incapaci anche di imporre una regola piccola come questa….) e di maestri di religione che fanno lezione paragonando il Vecchio Saggio a Dio su suggerimento di un bambino ( e viva dio!!!).
Sarei felice di sapere cosa ne pensa la De Gregori di un punto di vista un po’ meno meccanicistico e intellettuale e più legato all’osservazione delle reazione dei bambini di fronte alla realtà in cui vivono.
Perchè il suo articolo mi è piaciuto e spero lo leggano molti genitori, ma mi dà la misura del livello di indagine a cui si trova gli opinionisti/i pedagogisti/gli esperti, anche quelli colti.
Ci si interroga su dove si andrà a finire di questo passo, si punta il dito sulla nostra società in preda a crisi di identità e ansie da prestazione, si giudica moltissimo e si osserva pochissimo. Gli adulti di oggi non riescono a guardarsi allo specchio, nessuno escluso.
Siamo noi adulti che confezioniamo tutto per i nostri figli, dai prodotti di consumo, al modo in cui ci rivolgiamo loro, alle scelte che facciamo per loro.
Basta guardarsi intorno per vedere che tutto è pensato nella nostra società per creare dei bulletti e delle cretine, dai programmi tv alle pubblicità fino ad una certa letteratura per l’infanzia.
I Gormiti in questo contesto non sono altro che un-altro-buon-modo di spellare-i-genitori e di svilire la realtà della natura cui si ispirano apertamente.
Impedendoci di guardare a ciò che davvero conta, che è poi ciò che conta anche per i bambini.
OSSERVIAMO LA NATURA
Gli elementi che compongono la materia assumono varie forme:
la forma solida (terra) dove le molecole si attraggono e hanno capacità di coesione reciproca
la forma liquida (acqua) dove hanno libertà di movimento
la forma del gas (aria) dove si respingono reciprocamente e quindi si disperdono.
Questi elementi si manifestano e mutano di stato attraverso l’azione del fuoco la cui proprietà (il calore) è proprio quella della trasformazione.
Nella storia della conoscenza, nelle tradizioni popolari di tutto il mondo, in un epoca in cui le società vivevano ancora in una fase animista, a questi elementi erano stati associati gli spiriti della natura detti anche esseri elementali (non elementari, la parola si riferisce a elemento).
Gli gnomi per la terra, le silfidi per l’aria, le salamandre per il fuoco e le ondine per l’acqua, ma anche le fati, gli elfi e altri popoli che vivono tra i boschi, le montagne e i corsi d’acqua.
Si tratta di credenze che sono sopravvissute allo scorrere dei secoli e delle generazioni e come tali sono degne di considerazione perchè portano una qualche verità che esiste al di la della sua comprensibilità.
E il fatto che ancora oggi il marketing dell’infanzia attinga da quelle fonti per inventare e vendere giocattoli ne è a mio parere la conferma. Anche il motivo per cui questi esserini sono cosi attraenti trova una sua risposta.
IL BAMBINO COME PROTOTIPO DELL’EVOLUZIONE DELL’UMANITA’
Secondo il punto di vista antroposofico per esempio, gli esseri umani nella loro vita ripercorrono le fasi dell’umanità.
Un po’ come nel grembo materno il feto umano ripercorre tutti i passaggi dell’evoluzione naturale, l’uomo nella prima fase della vita, l’infanzia, potrebbe essere paragonato all’uomo primitivo, un uomo animico, che riconosce nelle forze della natura il suo contatto con il divino. Anche senza ricorrere alle riflessioni di Steiner, è sapere comune che l’uomo ha attraversato fasi evolutive diverse:
>>>il primo stadio è quello dell’uomo teologico, è lo stato dell’uomo che spiega l’inconoscibile attribuendo le cause di tutto a divinità superiori spesso impersonate dagli forze della natura
>>>il secondo è lo stadio metafisico, è lo stato dell’uomo che rifiuta la spiegazione divina e cerca nell’essenza dei fenomeni la spiegazione a tutto (si potrebbe paragonare all’adolescenza)
>>> la terza è la fase del positivismo, è lo stato dell’uomo moderno che spiega i fenomeni studiando le leggi derivanti dai fatti, dalla sperimentazione empirica (la maturità) in questa fase l’uomo capisce che è impossibile riconoscere verità assolute e rinuncia a domandarsi l’origine e il destino dell’universo. Gli strumenti per comprendere le leggi e i fenomeni del mondo sono il ragionamento e l’osservazione.
In base a questo ragionamento risulta chiaro come i pupazzetti che rappresentano delle piccole divinità rispondano perfettamente ai bisogni del bambino di ritrovare nella natura le forze che plasmano il bene e il male.
GNOMI, SILFIDI E SALAMANDRE: GLI SPIRITI ELEMENTALI DALLA TRADIZIONE PRELETTERARIA AD OGGI
Il potere della natura ha sempre affascinato l’uomo. Perchè?
Qualche parola in più su questi esseri:
L’etimologia della parola gnomo deriva molto probabilmente dal latino umanistico gnomus, termine che a sua volta deriva dal greco gnwmh che significa giudizio, intelligenza. Essi sono descritti come timide creature che abitano nelle viscere delle montagne, nelle caverne, nel sottosuolo, e sono abili forgiatori di metalli e ottimi guardiani di tesori inoltre sono destinati a suscitare nell’animo umano il piacere, la tristezza, l’odio e la gioia, l’amore e la noia.Le ondine sono esseri femminili dotate di grande bellezza e fascino che popolano le acque; le salamandre non sono da confondere con gli animali che portano lo stesso nome, vivono in prossimità dei vulcani attivi e hanno l’aspetto di lingue di fuoco mentre le silfidi vivono nel vento, si spostano con le correnti aeree.
Rotolarsi sul prato, correre sotto la pioggia, osservare lo scoppiettare di un fuoco, odorare i profumi della natura, giocare con l’acqua sono tutte attività che i bambini adorano fare. E più piccoli sono e più sentono questo legame istintivo con gli elementi della natura. Ecco perchè amano i Gorniti, perchè essi veicolano parte di quel bagaglio di sensazioni che li portano inesorabilmente a sentirsi piu vicini a quegli elementi.
I bambini dei nostri tempi che solitamente non hanno la possibilità di fare lunghe passeggiate nella natura compensano questa necessità giocando con i gormiti, meglio che niente. Non c’è nulla di male. Certo che no.
Il problema è che i gormiti non sono evocativi ma sono caricaturali.
Attingono a quel sapere saggio e ricco di fonti di ispirazione ma lo fanno con il ghigno di chi deride, con la sagacia di chi sfrutta qualcosa a suo vantaggio. Fare la caricatura di qualcosa è un po’ come svilirla e riderci sopra. Ma questo i bambini non lo vedono, non hanno la capacità di discernere tra il vero e la copia farlocca, soprattutto se hanno modo di vedere solo la seconda. L’unico modo per dar loro gli strumenti è fargli vedere anche l’originale, dar loro la possibilità di immergersi nella natura e di sperimentare ciò che di vivo parla loro, direttamente al cuore e all’immaginazione. (parleremo un’altra volta della vitale differenza tra fantasia e fantasticheria).
(articolo scritto originariamente il 14 maggio 2007 e aggiornato l'11 dicembre 2007)


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