Io, come ero nel 2008 - Vivere semplice

Io, come ero nel 2008

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Chissà come guarderò queste foto tra 20 anni. Una persona saggia che conosco dice sempre che bisognerebbe smetterla di fare foto ai bambini e cominicare a farle a se stessi. A 36 anni ero cosi. I tratti del viso rasserenati da una finalmente sopraggiunta maturità emotiva, una forza di volontà rinnovata anche dai bagni di sole e di luce che per il mio temperamento sono pura medicina e un fatalismo apparentemente infantile che mi ha donato il passare del tempo.

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Prima dei 30 ero una povera pazza, mi verrebbe da dire anche se so che è cosi solo in parte. Ed ora chi sei? Ora sono una ricca pazza. Ho guadagnato tantissimo in questi anni: ho scoperto di avere pazienza e di poterla esercitare, ho trovato la mia direzione e ho finalmente accettato che essere ortodiretti non è male: dritto, esatto, giusto, ben fatto, sono parole di cui non avere paura ma concetti di cui servirsi con la giusta elasticità.

Fateci caso: sono ortodontica (ho i denti dritti), ortoepica (mi piace parlare senza una forte cadenza dialettale -ho anche fatto dizione ad un certo punto della vita), ortofonica (ho una voce squillante), ortogonale (amo gli angoli retti anche se imperfetti) e sono ortottica (ho 10decimi).

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Per non dire poi che sono “ortografica” adoro la bella scrittura, mi sono detta per anni font-fanatica. (a proposito leggi la mia rivista autoprodotta nel 1998 proprio sui temi del font-fanatismo. E leggi anche il manifesto “crazy for font” scritto da me in un momento di delirio post-adolescenziale).

urban_homesteadsmall.jpgD’altronde, come dice il mio oroscopo, sono del TORO, e toro è anagramma di orto.
Presto mi darò anche all’orticultura, sarebbe il coronamento di ogni sogno di “homegrown revolution” (ecco il prossimo libro che voglio leggere: è un manuale che insegna a sfruttare ogni piccolo angolo di balcone, giardino o spazio urbano per piantare un piccolo orto e cibarsi delle proprie autoproduzioni…) proprio l’ideale per il nostro trasferimento a Ginevra, dovremo un terrazzo, un balcone e un enorme giardino condominiale dove convincere il vicinato ad avvicinarsi all’arte della coltivazione urbana…
Poi vi sarò sapere se riesco a convincere qualcuno….

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Originariamente scritto il 14 agosto 2008

1 Commenti per questo post

  1. ceci ha scritto:

    o mamma ma quelli della copertina del libro sembrate voi due…promette bene!!!!

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