“La vita non è mica tutta rose e fiori” me lo diceva sempre mia madre, portandomi una sfiga incredibile.
In effetti anche se abbiamo cominciato con i migliori auspici questa esperienza ginevrina, diciamo che ora accusiamo i primi colpi: peo ha gia deciso che non vuole più andare a scuola e venerdi si è attaccato alla mia gonna e si è messo a piangere come una fontana davanti alla porta della classe (chi lo conosce credo che non possa neanche immaginarselo).
Zeno si è settato in modalità “lagna-nonstop” e si lamenta per qualsiasi cosa (tranne che per la scuola, che gli piace un casino… ci credo la sua maestra è italiana!!).
A me è gia venuto lo spleen da “oddio adesso cosa faccio“, con picchi umorali oscillanti tra il “voglio tornare a roma” e il “sarebbe bello vivere qui per sempre“.
Ma visto che per adesso non ho voglia di tediarvi con i miei pensieri uggiosi/esibizionisti posterò solo alcune foto dei rari momenti in cui i bambini hanno giocato per conto loro lasciandoci un po’ tranquilli.

A proposito, come potete vedere abbiamo deciso di portarci una televisione (ereditata dallo zio d’america che ci ha donato tutti i suoi mobili).
Abbiamo pensato che infondo non sarebbe stato cosi male per loro vedersi qualche cartone in francese.
Risultato, ci eravamo sbagliati: i cartoni di Cartoon Network fanno schifo, sono agghiccianti, i documentari sugli animali sono pallosissimi e loro non li vogliono vedere, i bambini chiedono continuamente di smanettare con il telecomando urtandomi tantissimo i nervi. Credo che uno di questi giorni trasformerò la televisione in un lancio alle freccette… Che dite, scoppierà?

Qui i bambini hanno fatto una trappola per ladri. Gli abbiamo detto che i ladri a Ginevra non ci sono e che possono lasciare la bici davanti a scuola senza legarle e la porta di casa aperta (ci hanno detto che qui si fa cosi…) ma loro non sono convinti pare….


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