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Contratto d’uso per lo smartphone che ti regalo per i tuoi 12 anni

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Contratto d’uso per lo smartphone che ti regalo per i tuoi 12 anni


Scritto il 31 maggio 2014

Prendendo l’ispirazione da quella mamma americana che aveva regalato l’i phone a suo figlio 13enne, ho pensato di fare anch’io questa boiata idealista di allegare un contratto d’uso. E voi che ne pensate?

Buon compleanno Lorenzo Pedro! Sei padrone di un cellulare Samsung Galaxy ultimo modello. Complimenti!  Sei un ragazzo di 12 anni bravo e responsabile e ti sei meritato questo regalo.

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CONTRATTO DI USO

Il telefono è di papà e mamma:  te lo stiamo prestando. Se non rispetterai queste regole dovrai restituirlo:

1. Non chiedere quando lo puoi usare: usalo quando sai che è il momento giusto. Tu lo sai! Decidiamo insieme quanto tempo puoi usarlo per giocare e rispetta quella regola. Per adesso è mezz’ora al giorno e mai in presenza di Emilio. Più cresci più aumenterà.

2.    Sapremo sempre quale è la tua password. Non per controllarti, ma per sicurezza e fiducia.

3.    Il telefono non va nelle mani di Zeno. Quando avrà l’età giusta anche lui ne avrà uno. Se ti chiede di usarlo  puoi dirgli sempre di no. E’ un tuo diritto

4.    Il telefono verrà spento la sera alle 9 e riacceso alle 7 del mattino quando vai a scuola. I giorni in cui non si va a scuola il telefono rimane spento fino all’ora di pranzo per darti modo di iniziare la giornata pensando a fare altre cose.  Il telefono viene a scuola con te, ma sta nel cassetto del maestro, questo lo sai.

6.    Se si rompe o svanisce nel nulla devi essere pronto a ricomprarlo. Fai la spesa, fai la babysitter a tuo fratello, metti da parte i soldi che ti regalano al compleanno senza toccare il salvadanaio dei fratelli.

7.    Non usare la tecnologia per prendere in giro o ingannare un altro essere umano. So che non lo farai mai.  Se qualcuno lo farà con te escludilo dai tuoi gruppi, non rispondere mai, ignoralo. Se hai dei dubbi su come comportarti chiedici consiglio. Siamo qui per aiutarti a decidere da solo, non per dirti cosa devi fare.

8.    Non scrivere su un messaggio qualcosa che non potresti dire in presenza dei tuoi genitori, non fare lo sbruffone. Non guardare schifezze, violenze, porno o cose che possono spaventarti.  Sei tu che ci rimetti!

9.    Rendilo silenzioso, mettilo via quando sei in pubblico. Specialmente al ristorante, al cinema e mentre parli con un altro essere umano. Non sei una persona maleducata, non permettere al telefonino di trasformarti.

10.    Non ti fidare degli sconosciuti che conosci su internet,  non dare mai informazioni su di te o sulla tua famiglia a chi non conosci nella vita reale. Non dire la tua password neanche con gli amici.

11.    Ogni tanto scarica giochi, musica nuova o classica o diversa da quella dei tuoi amici. Hai accesso a milioni di cose diverse da vedere, imparare e scoprire in rete:  approfittane! Gioca a qualche gioco di parole o di logica o di inglese che stimoli la tua mente, ogni tanto.

12.    Non pensare sempre al telefono, ai giochi, alla tecnologia: usa la tua immaginazione anche senza Google o You Tube, altrimenti rischi di non riuscire più ad avere buone idee e pensieri tuoi e piano piano diventa una droga che non ti lascia più spazio per stare bene e divertirti.

Ti vogliamo bene. Goditi il tuo favoloso cellulare.

Mamma e papà

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photo credits: hi-res photos from Unsplash

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Senza tecnologia i ragazzi non possono più vivere


Scritto il 07 maggio 2014

photo credits: hi-res photos from Unsplash

Sempre più spesso si sente dire da chi ha figli grandicelli che è impossibile limitare la tecnologia in casa perché i ragazzi vogliono solo quella, si divertono solo con quella, non possono fare i compiti senza e sono soli, sconnessi dal mondo e senza amici se non hanno un telefonino con whatup.

Ah! Vorrei proprio fermarmi a ragionare con voi su questo tema.

Ammettiamo per un momento che tutto questo fosse vero: che danno faremmo ai nostri figli se li privassimo di qualcosa che è essenziale nel loro tempo?

Beh, quando ero ragazza i miei genitori mi hanno tolto una cosa essenziale: mi hanno proibito di andare a ballare e tornare alle tre di notte. Risultato? Io ci andavo lo stesso, ma invece di farlo tutti i venerdi lo facevo solo due volte l’anno, quando cambiamo nome, connotati e andavo a trovare la mia amica Cristina a Roma.

E per farlo dovevo farmi 600 km. Ed era epico. Ma non sono diventata un’asociale per questo. Anzi, ho fatto parecchio problem solving da allora e ho un ricordo fantastico di quelle serate.

Quello che voglio dire è che in realtà non gli togliamo niente, semmai gli diamo qualcosa! Anche se avere internet a 12 anni fosse essenziale, dargliene l’accesso tra qualche anno di sicuro non li farà rimanere indietro, non perderanno nulla di essenziale e si rimetteranno al passo in 2 minuti netti. Il danno non potremmo fare non sarebbe così grave. E cosa ci guadagneremmo noi e loro?

Cosa fa un ragazzo quando non naviga

I ragazzi che hanno dei limiti nell’uso della tecnologia hanno tempo in più per dormire e per vivere la loro vita offline, quella che noi abbiamo potuto sperimentare da ragazzi e che loro non conoscono più. Per esempio le seguenti impagabili cose:

  • avere la possibilità di chiacchierare con persone che la pensano diversamente, gente sorteggiata a caso e non proposta da un algoritmo di Google che valuta le affinità con te e con i tuoi amici
  • non avere l’urgenza di condividere via social quello che ti accade ma limitarti a godertela
  • non avere il dubbio che nessuno di ama solo perchè nessuno ti manda un sms o dice mi piace alle cose che condividi
  • non avere l’urgenza di correre a casa perchè il telefonino è scarico e senza di lui non vivi più
  • non avere bisogno di cambiare progetto ogni momento della giornata per adeguarti ai messaggi dei tuoi amici che ti invitano o che disdicono un invito
  • ecc… ecc..

Se solo resistiamo alla tentazione di accettare tutto quello che proviene dai loro umori (desideri indotti dagli amici o dalla pubblicità) o almeno scegliamo di limitare, metter qualche regola e dare qualche drizzata alla macchina che viaggia a mille forse non ce ne pentiremo per niente. O forse si, ma come amo dire sempre meglio rimorsi che rimpianti!

E’ tutta una questione di misura, come al solito. L’unico problema è che costa fatica.

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Meno severi con se stessi

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Meno severi con se stessi


Scritto il 10 gennaio 2013

Durante queste vacanze ho fatto un po' di digiuno tecnologico ne avevo bisogno. Come tutti i rimedi vecchi come il mondo vi assicuro che funziona. Purifica, resetta, rinfresca e rigenera. L'avevo gia fatto la scorsa primavera, e credo sia sensato farlo almeno due volte l'anno.

figli che si riposano

Ho anche pensato molto ai buoni propositi per l'anno nuovo e quest'anno le cose sono un po' cambiate. Ho scoperto che i buoni propositi sono diventati talmente quotidiani e sempre più privi di giudizio (spregiudicati siiiiiii) che non serve più fare quelli di fine anno. L'unica cosa che ho seriamente intenzione di fare è osservare i miei goffi tentativi per:

  1. Valorizzare ogni singolo centimetro della mia enorme fortuna

  2. Montare un faro che illumina i miei pregi e metter via da parte per un po' la mia valigia piena di difetti. ne ho fatto ampio sfoggio in questi anni

  3. Godermi ciò che di bene e di male mi arriva in seguito ai miei precedenti desideri espressi (compreso il mio famoso cavallo di battaglia di gioventu: preferisco avere rimorsi piuttosto che rimpianti)

Non mi stancherò mai di dirvi ATTENTI A CIO' CHE DESIDERATE PERCHE' POI SI AVVERA E SONO CAZ..

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Internet sta davvero cambiando i nostri cervelli?

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Internet sta davvero cambiando i nostri cervelli?


Scritto il 22 ottobre 2012

Mentre leggevo Internet ci rende pazzi? Ho seriamente pensato di chiudere battenti, spegnere la spina, dire addio a Vivere semplice, cambiare lavoro e lasciar perdere tutto. Devo confessarlo: sono dipendente da internet. Mi ritrovo in almeno due delle condizioni per cui si è ufficialmente considerati, in base alle ultime ricerche mediche e scientifiche, affetti da sindrome di dipendenza da internet.  Pare che dopo circa un ventennio di esposizione massiccia di un numero sempre crescente di persone a questa tecnologia si sia ora in grado di portare delle evidenze cliniche e scientifiche:

(photo courtesy of  craft-ish.tumblr.com/post/20872604971/oliphillips-travel-posters-for-lazy-people from pinterest)

internet

internet come la conosciamo oggi, ovvero portatile, sociale, accelerata e omnipervasiva, potrebbe renderci non solo più stupidi e soli, ma – cito, anche più depressi e ansioni, tendenti a disordini ossessivo- compulsivi e al disturbo da deficit di attenzione, e perfino psicotici.

Ecco i miei campanelli d’allarme:

  • vi è mai capitato di sentire il telefonino che vibra come se fosse arrivata un’email e invece non è vero? si tratta della “sindrome della vibrazione fantasma” ed è strettamente connessa al fatto che in ogni minuto della nostra vita ci aspettiamo ci ricevere l’email che ci cambierà la vita, o almeno quella che ci gratifica, ci fa star bene e per questo motivo arriviamo fino ad immaginarcela, se questa non arriva.
  • avete mai pensato che era ora di mangiarsi una bella tavoletta di cioccolato per premiarsi del bel lavoro appena finito costatoci circa 6 ore ininterrotte di lavoro sul computer o di ricerca spasmodica di qualcosa su internet, durante i quali non ci siamo alzati dalla scrivania neanche per mangiare o fare pipi? si, infatti sono sicura che sia vero che internet spinge a compotamente che sappaimo essere negativi e che ci rendono ansiosi, facendoci agire in modo compulsivo.

E’ il potenziale di gratificazioni a breve termine che ci frega di più: internet ci fa l’effetto cocaina proprio per questo. Ogni email potrebbe essere un’occasione sociale o professionale e quando controlliamo la posta e rispondiamo agli stimoli che riceviamo otteniamo una minigratificazione, un rapido rilascio di dopamina.

Inoltre chi naviga per tante ore al giorno (con la scusa del lavoro come me o anche se scuse come tanti) secondo un recente studio sulle anomalie strutturali della materia grigia vede il suo cervello modificarsi nel seguente modo: una riduzione dal 10 al 20 per cento nell’area del cervello responsabile della parola, della memoria, del controllo motorio, delle emozioni, dell’informazione sensoriale  e un aumento di cellule nevose che servono alla velocità, nelle aree preposte all’attenzione, al controllo e alle funzioni esecutive: stiamo diventando macchine che reagiscono velocemente ad impulsi, in pratica stiamo diventando delle macchine molto potenti.

La ADHD e gli altri problemi di attenzione e concentrazione stanno crescendo del 66 per cento nell’ultimo decennio, avete ancora dei dubbi sul fatto che i bambini dovrebbero stare lontani da internet come cerchiamo di tenerli alla larga da un precipizio?

C’è molto molto altro da dire sull’argomento, ma vi basti sapere che anche gli studiosi più ottimisti ed entusiasti stanno cambiando idea: come Sherry Turkle, famosa in passato per aver scritto libri favorevoli allo sviluppo di internet e guadagnandosi anche la copertina di Wired, oggi parla di persone tristi e stressate chiuse in un rapporto distopico con le loro macchine.

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I problemi del nativo digitale

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I problemi del nativo digitale


Scritto il 06 settembre 2012

Lo sapete già che i ragazzi hanno la corteggia pre-frontale ancora non completamente sviluppata, vero?  Bene, ora vi dico di più: l'ho letto sull'Huffington Post, la sezione parenting molto ben fatta anche se alcune volte ci scrivono delle mamme blogger davvero imbarazzanti. Ma di questo parliamo un'altra volta.

I ricercatori rilevano che negli ultimi anni si sta manifestando in maniera sempre più massiccia negli adolescenti una sindrome connessa all'uso dei telefonini.
Michelle Hackman, diciassettenne vincitrice della borsa di studio Intel per talenti, su progetti relativi alle scienze sociali, ha svolto una ricerca sui potenziali effetti assuefativi connessi all'uso del cellulare.
Per alcuni mesi Michelle ha messo in una stanza 150 studenti (uno per volta) alcuni con i loro cellulari e altri no. L'obiettivo era testare quello che succede quando un adolescente viene privato del suo cellulare.

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Cosa ha scoperto? 

I ragazzi che erano sprovvisti di cellulare hanno manifestato un senso di straniamento, deprivazione e noia in una parola ASTINENZA.
Ma la cosa più grave è che la maggior parte di loro ha riportato una diminuzione della capacità di intrattenersi e di  interessarsi a qualsiasi altro stimolo proveniente dall'ambiente circostante.

In pratica, essendo il cellulare e le altre tecnologie come Ipad, wii e smartphone altamente e intrinsecamente stimolanti, in assenza di esse gli adolescenti si ritrovavano letteralmente "understimulated".Ecco come rappresenta lexipedia  il concetto di sotto-stimolazione: (lexipedia è un'applicazione web che permette di trovare sinonimi e contrari e di correlarli in maniera visiva)

Riflettendoci mi viene in mente che al concetto di understimulated brain si contrappone un altro concetto difficilmente traducibile in italiano: overwhelmed espressione che si usa per descrivere uno stato di oppressione data dalle troppe cose da fare.
Ricordate la decrescita felice?  Perchè il "troppo" rischia di schiacciarci, opprimerci, confonderci creando un disagio simile al suo opposto: la deprivazione.

bambini e cellulari

Questa sindrome in America  ha già un nome "nomophobia" (No Mobile-Phone Phobia ovvero "la paura di stare senza cellulare") e una percentuale di casistica agghiacciante: la popolazione tra i 18 e i 24 anni soffre di nomophobia nel 77 per cento dei casi mentre la fascia superiore (dai 25 ai 34 anni) ne è affetta SOLO  il 67 per cento.

Cosa possono fare i genitori?

Non lo so, ma vi chiedo di considerare questo: una ricerca inglese (svolta dalla Leapfrog, un'aziena produttrice di "giocattoli educativi digitali") afferma che in media i bambini al di sotto dei 10 anni passano gia quasi un'ora al giorno (58 minuti) usando varie forme di tecnologia . I due terzi di loro possiede già una macchina fotografica digitale o un device portatile. Il6 per cento un Ipad, il 16 per cento ha il computer personale e il 70 per cento naviga insieme ai genitori.

Voi (genitori di bambini piccoli) cosa avete intenzione di fare: stare a guardare? 

Ne parlo ancora su…

Ho scritto un articolo su l'argomento" Bambini e media" su KIDS settembre ottobre 2012 che potete trovare in edicola proprio in questi giorni, o che potete leggere in formato ridotto qui. Per non arrivare a svegliarvi una mattina e scoprire che i vostri figli adolescenti hanno un solo dio: il telefono, si possono prendere alcune precauzioni quando sono piccolo. Basta saperlo!!

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Il multitasking fa male!

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Il multitasking fa male!


Scritto il 10 agosto 2012

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Il multitasking fa male, non ci appartiene, non è una cosa umana. Il multitasking in realtà non esiste.

Gli esseri umani non possono fare (bene) più di una cosa alla volta. Lavorare o vivere in multitasking è solo un’illusione. In realtà quello che stiamo facendo è passare ipervelocemente da una cosa all’altra pensando di risparmiare tempo, fulminando quella lampadina che è il nostro cervello.

La mia maestra di yoga dice che siamo come uno scaldabagno: accendere e spegnere il cervello continuamente non fa altro che stancarci mortalmente, consumare un sacco di batterie, salvo poi fulminarci pietosamente come una lampadina, o come uno scaldabagno.

Ma oggi lo conferma anche Matt Richtel, Tecnology Report del New York Times, che afferma: fare più cose nello stesso tempo non si puo’.

Si puo’ passare di palo in frasca continuamente con il risultato che il livello di stress aumenta sensibilmente e si rischia di andare in stato di overload. Ascolta l’intevista (in inglese, 13 minuti ben spesi). Se vuoi approfondire leggi e ascolta il suo intervento su “The price of putting your brain on computers
sullo stesso argomento approfondisci sul canale tecnologia del NYT

Perchè lo facciamo quindi?

Tendiamo a fare più cose contemporaneamente perchè siamo sotto l’effetto del dopamine score una risposta neurochimica del nostro cervello alle molteplici stimolazioni che fronteggiamo durante la nostra vita diurna.

In pratica ci cerchiamo sempre ulteriori stimoli perchè ne abbiamo bisogno, perchè gli stimoli creano dipendenza celebrale. Interessante no? Ora tocca capire come si sviluppa il cervello dei nativi digitali, a questo proposito Richtel sta facendo interessanti scoperte di cui vi parlerò.

E io che pensavo che fossero i nuovi stimoli a venire a cercarmi. Forse invece di dirci bombardati dagli stimoli dovremmo cominciare e riflettere sul perchè non ci proteggiamo.
Ci piace forse cosi? Anche al tossicomane piace cosi, a parte gli effetti collaterali…

Possibili soluzioni?

Fai l’uncinetto, rallenta, digital-disintossicati. Buona lettura (in multitasking)

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La mamma più rompiXXglioni della terra

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La mamma più rompiXXglioni della terra


Scritto il 14 aprile 2012

La TV è davvero dannosa per i bambini piccoli: l’autrice dell’articolo che ne parla sull’Huffington Post ha tre figli, uno piccolo e due grandini (come noi) e come noi sta cercando di dire no a tv e tecnologia fino ai tre anni. Perchè?

C’è chi fa finta di non sapere ma ormai è appurato che:

  1. guardare la tv rallenta lo sviluppo cognitivo dei bambini piccoli
    (sul New York Times salute un articolo che argomenta bene la questione)
  2. la tv accesa disturba i piccoli anche quando sembra che loro continuino indisturbati a fare i loro giochi
    (il Time afferma che i programmi per bambini non sono fatti per i loro cervellini in crescita, sono solo una fantastica invenzione per aggredire il settore di mercato 0-3 anni)
  3. insomma NO TV sotto i due anni: l’Associazione Americana Pediatri lo dice dal 1999, ma il 90%  dei genitori fa orecchie da mercante.

L’autrice sta impazzendo (come noi)
I figli grandi sono in perenne astinenza da intrattenimento digitale: sembra che non ci sia scampo.
I nostri figli leggono tanto, giocano tanto, si arrampicano tanto sugli alberi ma vogliono anche tanta tecnologia. Sembra che le giornate durino 50 ore.

L’intrattenimento non basta mai. Perchè?

Quando Zeno, 7 anni, mi ha detto: “Mamma, noi siamo figli di questa epoca. Come pensi che potremmo fare senza tecnologia?”

Lui ha ragione. Io – ve lo dico – devo davvero darmi una regolata o rischierò di vincere l’oscar come la mamma più rompicoglioni della Terra.

La mia soluzione

Mentre rifletto su questi temi faccio la vignarola.. e loro senza dir niente si avvicinano al tavolo e cominciano a spisellar piselli. Che gioia, forse pensare troppo serve davvero a niente!


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La nostra personale quaresima


Scritto il 22 febbraio 2012

Lasciatemi dire la mia, andare in chiesa mi costa fatica: un signore vestito da prete mi dice che devo lasciare tutte le mie certezze e seguire Dio.

Io Dio lo vedo e lo sento forte e chiaro, e lui mi dice di tenermi salda alle mie certezze, di credere in me e avere fiducia negli altri, di vivere con consapevolezza e di partecipare alla creazione di un mondo più vero, più buono e più bello, per noi e per i nostri figli.

E quella voce interiore che ora chiamo Dio mi dice anche che dopo tutto il gran mangiare di frappe sento il bisogno di un tempo di purificazione, una quaresima diciamo (sarà un caso?)

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Sane contraddizioni

Mia madre mi chiede come faccio a tenere la Madonna Sistina in camera dei bambini e il Ganesh in cucina. E’ cosi che siamo noi. E non ci tacciate d’incoerenza, abbiamo i nostri motivi.

Come è gia successo per la candelora si sa che la tradizione  cristiana ha attinto da sapienze antiche per compilare il suo calendario di festività sul quale ha preteso di mettere il copyright.

Prendere contatto con noi stessi

E allora volevo dirvelo, se sentite la necessità di un po’ di pausa dai bagordi culinari del carnevale, se prendete l’occasione per soffermarvi a respirare dieci minuti al giorno, a centrarvi su voi stessi,  a limitare il caffè non perchè ve l’ha detto il medico ma perchè sentite che state meglio… beh, non abbiate paura di esservi trasformati in pii religiosi. State solo prendendo contatto con la parte più intima di voi stessi (religiosa per natura) e questo non puo’ che farvi bene.

Scusate la predica.

Io per i prossimi 40 giorni (mi son detta per giocare, ma cercherò di rispettare) riduco caffè, cioccolata e gelati, intensifico la mia pratica yoga, le passeggiate e comincio a quantificare meglio le ore del giorno che passo davanti al computer: non più di due.
Perchè un po’ d’astinenza non può che disintossicarmi e far spazio agli altri mille progetti in cantiere. D’altronde ogni anno in questo periodo mi vengo i pruriti di disintossicazione. Vi ricordate il detox week? Lo faro’ anche quest’anno

questo post è stato scritto negli anni passati ma rileggendolo ho pensato che valeva tutto, intero e senza correzioni, anche quest’anno. ho voluto anche mantenere i commenti che erano stati fatti e se qualcuno vuole aggiungerne altri è il benvenuto.

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Perchè spegnere la tv

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Perchè spegnere la tv


Scritto il 25 settembre 2011

telebimbiLa tv piace quasi a tutti e il motivo è fin troppo chiaro: ce l’hanno propinata in tutti i modi e alla fine ci hanno convinto. Non c’è dubbio che la televisione sia un passatempo a costo zero, una babysitter dalle poche pretese, e un sottofondo per tappare i vari buchi che la vita ci presenta. E’ un aggeggio ad uso e consumo di chi non ha voglia di fare altro. Non so cosa fare? Guardo un po’ di tele. Benissimo. Ma se siamo genitori, se siamo sensibili ai temi della libertà, della motivazione personale, se vogliamo prendere il meglio dalla vita di certo la televisione è una delle prime cose che buttiamo dalla finestra. Vediamo il perchè:

Le ricerchè dicono che…

In un articolo apparso già nel  2007 su un quotidiano online scozzese (scotsman.com) sono stati pubblicati i risultati di una ricerca svolta dal dottot. Sigman sullo stretto collegamento tra ore di tv somministrata ai bambini e malattie come l’autismo e il morbo di Alzheimer, senza contare altre malattie per le quali la connessione anche indiretta rispetto all’abuso del mezzo televisivo è ormai assodato come obesità, sindrome da deficit dell’attenzione e danni alla vista. Ecco la traduzione in italiano dell’articolo. Dal sito punto-informativo.it arriva un’altra conferma, attraverso l’articolo La tv? Fa male ai giovani

Bambini e tv, costi e benefici

Per creare un ambiente sano e armonioso intorno alla nostra famiglia abbiamo ritenuto importante eliminare la tv. Stiamo parlando di una famiglia dove ci sonobambini al di sotto dei tre anni, ancora incapaci di discernere tra cio’ che è racconto, pubblicità, intrattenimento e evangelizzazione.

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Con lo stesso intento con cui scegliamo con cura una dieta per i nostri figli che preveda l’inserimento graduale dei cibi, cosi la tv sarà qualcosa che i bambini impareranno a digerire quando avranno sviluppato le capacità critiche per farlo. turnoffA questo proposito leggi l’articolo sull‘impatto della televisione sui bambini sul Media Education (l’American Academy of Pediatrics dà addirittura dei consigli su come introdurre la tv in casa con degli step di avanzamento che permettono ai ragazzi di capire l’influenza che la tv ha su di loro, vabbè loro sono americani!!) Una tv accesa è una porta aperta sui programmi che banalizzano e sviliscono il senso della vita e che umiliano la qualità del tempo oltre che sulle pessime notizie dei tg.

Tenersi in casa quell’oggetto brutto e invadente equivale a farsi del male da soli. E’ un ricettacolo di pubblicità, un incubatore artificiale di desideri, un passatempo-perditempo per chi non ha neanche vagamente intravisto la bellezza della vita. Non si tratta di snobismo è solo la nostra via. Una scelta arrivata in modo istintivo, senza neanche starci a pensare. Era qualcosa di cui avevamo bisogno.

Il potere dei messaggi tv

Alcune volte è possibile vedere l’impatto dei media sui nostri figli immediatamente altre volte l’influenza che i media hanno sui nostri piccoli è meno ovvio. Avete per esempio fatto caso al fatto che in tv la violenza e l’aggressività fisica, morale e verbale viene usata come normale strumento per la gestione dei conflitti? Ma non è affatto detto che questi siano gli unici mezzi a disposizione di una persona o di un bambino che deve affrontare le piccole dispute quotidiane!! Inoltre sigarette e superalcolici appaiono spesso in film visti anche dai ragazzi, come strumenti per essere più attraenti e cool e molto raramente si parla in tv di quanto le abitudini a fumare e bere siano molto pericolose per la salute.

turnoff2

E poi ci rammarichiamo se la maggior parte degli adolescenti fumano e bevono. E qui vogliamo essere blandi, perchè a dirla tutta potremmo anche parlare di tutto il sesso, le perversioni, l’istigazione al vojerismo e alla violenza che ogni giorno si palesa in televisione e nelle pubblicità. Poi ci stupiamo che gli adolescenti fanno sesso in classe, oppure girano video porno con i telefonini e se li scambiano. Forse semplicemente non hanno la misura della gravità di ciò che stanno facendo .

Scegli non farti scegliere

E ti vuoi informare su quali sono i danni che arreca la televispegni la tvsione ai bambini nei primi anni di vita allora c’e’ solo da divertirsi. Come d’incanto abbiamo scoperto che la nostra scelta istintiva di gettare la tele fuori dalla finestra proveniva da un luogo molto profondo del nostro cuore. Che neanche sapevamo di possedere. A chi dice stupidaggini, la tv è solo intrattenimento (pdf) proponiamo di leggere questo e questo articolo trovato sul sito dell’Media . Sempre su quel sito ci sono altri interessanti articoli alla voce bambini e media. Leggeteli! Non stiamo parlando di impedire ai nostri figli di guardare la tv. Si tratta solo di temporeggiare un po’. E vale la stessa cosa per il cinema, i cartoni animati da quattordicenne dati in pasto ad un bimbo di 4 ecc… ecc… Per chi non ha voglia di leggere in inglese ho trovato anche questo in italiano. Recentemente ho anche inserito un articolo su un conferenza tenuta da un medico sulla stimolazione precoce della memoria nel bambino piccolo. Leggi anche Adbusters: socio-semiotica del subvertising un saggio sulla pubblicità pubblicato da Ocula, l’osservatorio sui media e sulla società della comunicazione

Turn off week (tutto l’anno)

Spegnere la tv puo’ diventare piano piano un’abitudine: comincia a piccoli passi. Partecipa alla settimana di astensione di protesta dalla televisione, proposta ormai da molti anni da adbusters.org un sito di attivismo controculturale, che tra le altre cose organizza anche il Buy nothing day e molte azioni a livello internazionale di sensibilizzazione sull’effetto che i media e la pubblicità hanno sulla nostra vita. Se hai dei dubbi guarda intanto questo video, più in giu in questa pagina troverai anche delle fonti su cui documentarti sull’effetto della televisione sui bambini piccoli.

Approfondisci sempre a proposito della tv e dei suoi effetti sui bambini piccoli

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DD (digital detox): le prime reazioni


Scritto il 21 aprile 2010

Presi dal panico da astinenza quelli di adbusters danno qualche consiglio su come gestire la situazione (molto divertente, un po’ agghiacciante forse, ma tutto vero)

Trova un posto affollato e stai li per dieci minuti ad osservare quello che succede con te o senza di te. Mettiti davanti ad uno specchio e stai cinque minuti a guardarti, poi togliti i vestiti e stai altri cinque minuti a guardarti.
Prima di mangiare tua cena osserva per tre minuti quello che hai nel piatto poi mangialo senza posate.
Cammina per un’ora ma rigorosamente senza sapere dove stai andando.

Credi di farcela? Loro l’hanno chiamato IZen, ma non e’ altro che yoga.

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In attesa del digital detox week


Scritto il 20 aprile 2010

Vi ricordate l’esperimento dell’anno scorso? Una settimana senza usare il cellulare. Un’esperienza surreale, al limite dell’anormale. Non avrei mai detto che fosse cosi difficile e disintossicante, un vero e proprio digiuno.

Quest’anno quei matti di adbusters propongono una settimana di disintossicazione da internet. Si perchè ormai il computer significa internet ed e’ la nuova (nuova?) dipendenza del momento. Non mi verrebbe mai in mente di accenderlo se non fosse collegato in rete. E voi?

La settimana sperimentale dovrebbe essere questa (dal 19 al 25 aprile), ma visto che per ogni scelta importante ci vuole un momento di preparazione ho deciso che questa settimana mi dedicherò a prepararmi psicologicamente per il digiuno continuando la quaresima digitale iniziata qualche mese fa (non più di due ore di internet al giorno). E la prossima settimana stacchero’ la spina. Giuro.

courtesi of il pasto nudo

Tra l’altro questa settimana internet mi è più che necessario, visto che sto preparando per la festa di primavera della scuola un tavolo di leccornie primaverili da vendere e sto cucinando per l’occasione scorzette di arancio candite in cioccolato, croccantini, lecca-lecca,  marmellate … e se non avessi le ricette de il pasto nudo e di cavoletto (oltre di molti altri) come farei?

courtesi of il pasto nudo

per le foto di questo post ho usato senza permesso il genio e la bravura della mia nuova amica izn, de il pasto nudo. grazie.

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Bambini: storia del primo anno di vita di 4 bambini


Scritto il 05 gennaio 2010

Tra le belle cose che succederanno nel 2010, eccone una. Uscirà nelle sale Babies, un film documentario che racconta in immagini la storia del primo anno di vita di 4 bambini. Uno in Mongolia, uno a Tokyo, uno in Namibia e uno in California. Guardate il trailer, è stupendo.

 

Un altro gustosissimo trailer trovato in giro (swiss miss): il potere della tentazione sui bambini.

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Digital detox: una settimana per provarci


Scritto il 18 aprile 2008

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Quest’anno voglio fare di più del solito “Turn-off  TV weekend“: voglio sconnettermi da tutto! E lo voglio fare come metodo disintossicante non-farmaceutico contro la tecno-mania che ci ha preso tutti quanti come pazzi.

Come molti ormai sanno da più di 10 anni in America si celebra la settimana senza tv ora pare che si stia parlando del bisogno di disintossicarsi, almeno una volta ogni tanto, non solo dalla tv ma anche dal computer, dal DVD player, dall’ipod e dagli smartphone.

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The American Journal of Psychiatry afferma che siano 2 su 3 gli americani che soffrono di forme d’ansia e stress legate all’astinenza da aggeggi tecnologici che li tengono costantemente connessi a fonti d’informazioni o impegnati in giochi, navigazione di siti, email e messaggerie varie.

Senza contare le vere e proprie schiavitù che danno dipendenza come:

  • vedere video su You Tube
  • comprare stupidaggini ingombranti su Ebay
  • riassortire la libreria facendo esercizio con le lingue straniere su Amazon
  • andarsi a fare gli affari degli altri su Flickr.

Io personalmente vado pazza per subito.it dove ho trovato la meravigliosa casa in campagna che affittiamo tutti gli anni e non posso rinunciare a dare una sbirciatina quotidiana al gruppo Roma-Freecycle, una specie di mercato delle pulci gratis.

Leggendo su Adbusters, i promotori del geniale Buy Noting Day, scopro che hanno fatto una vera e propria guida per chi vuole intraprendere l’esperimento. Ecco qualche dritta iniziale:

Non preoccupatevi se i primi giorni date di matto abbiate fiducia, potrete accusare irritabilità, sudore e agitazione, proprio come durante una disintossicazione da sostanza stupefacente, ma presto il vostro cervello sovra-stimolato comincerà ad auto-pulirsi e vi sentirete più calmi e rilassati

lo sapevate che all’acquisto è dato in dotazione un sistema di autopulizia che si attiva in automatico se stiamo più di un tot di ore senza pungolare il cervello con telefonate, email? E’  incluso nel prezzo ma in pochissimo sanno di averlo

lorenzino

Mi sto divertendo moltissimo solo a pensarci. E anche ad andare i cercare nei miei archivi di foto qualcosa che riguardi i miei figli e le tecnologie (per adesso ci sono solo foto di bimbi che annusano la radio di papà, non sarà certo cosi per sempre…)

Non credo riusciro’ a stare lontana dal computer per quella settimana, visto che con il computer ci lavoro (a meno che non riesca a farmi venire l’influenza proprio allora) … ma almeno voglio fare uno sforzo: tenere spento il cellulare per tutta la settimana. Chi mi cerca conosce il mio numero di casa.

Prime prove di disintossicazione

L’avevo fatto già quando ero incinta di spegnere il cellulare. Avevo lasciato un messaggio sul cellulare che diceva: il mio cellulare è spento perchè sono incinta, non vorrei friggere il pupo prima del tempo, quindi chi mi vuole sa dove trovarmi. Ero rimasta sola per un paio di settimane, nessuno chiamava a casa ed io passavo i pomeriggi al parco ad annoiarmi a morte. Poi avevo riacceso il cellulare. Mi ero accorta che molte amiche decidevano di andare al parco all’ultimo momento e mi chiamavano per dirmi: “sei al parco? allora vengo” incredibile!.

Comunque se partite da lontano (ovvero dovete disintossicarvi da 2 ore al giorno di cartoni animati ) allora vi consiglio il sito Unplug your kids, dove ci sono anche un sacco di consigli su come fare per non far si che i vostri figli si annoino a morte

Inoltre vi consiglio di leggere il nostro butta via la tele, ma questo dopo il detox week, una cosa alla volta, senno’ rischiate lo shock anafilattico.

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