Non vi dirò chi mi ha donato queste parole, ma vi dico che se c'è qualcuno che mi porge un biglietto con queste parole scritte sopra, allora tutto quello che io cerco sta arrivando. A modo suo.
In Autunno, quando i frutti abbandonano gli alberi che li
hanno fatti nascere e cadono a terra …
In Autunno, quando le foglie verdi perdono il loro rigoglìo
e non nutrono più la pianta con il loro metabolismo di nettare etereo
delle radiazioni solari, e l'abbandonano…
In Autunno, quando gli uccellini migrano verso nuovi lidi,
lasciando il silenzio e la tristezza intorno agli alberi che li hanno
accolti durante le buone stagioni, solamente per ascoltare il loro canto
allegro e festoso, senza mai chiedere nulla…
In Autunno, quando la stessa terra, che ha beneficiato della
sua ombra rinfrescante, diventa secca e arida, negando la linfa …
In Autunno, quando tutti coloro che l'hanno ammirato e hanno
approfittato della sua bellezza, l'abbandonano, l'albero si mantiene
vivo e sereno. Non si perde d'animo e aspetta. Conosce la sua missione
e non si dispera. Non odia e non si vendica. Sa che all'umiliazione
seguirà l'esaltazione e, perciò, aspetta con superbo Coraggio l'inverno
che verrà a coprirlo con nubi grigie e cariche di umiliazione, nel
tentativo finale di distruggerlo.
Ma nella sua linfa scorre lo Spirito dell'Eterno, e questo lui
lo sa bene, ne ha coscienza. E, in un atteggiamento passivo e rassegnato,
comprende la transitorietà dei tempi.
Allora, trascorsi questi , vede nascere sul suo ramo più distante
un germoglio, come gli stesse annunciando la ricompensa per tanto
Coraggio È la Primavera che sorge.
E, di nuovo, la terra ricomincia a fornirgli alimento, le foglie
spuntano ancora con il loro verde della Speranza. Gli uccellini
costruiscono i nidi tra le sue fronde, i fiori e i frutti lo adornano e,
finalmente, le persone lo ammirano. È la gloria, sia pur passeggera,
ma troppo nobile per essere disprezzata.
Nelle stagioni d'Autunno, sappi imitare l'albero.
C.Charuri

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