Chi mi legge da tempo lo sa: ho fatto per un vita un altro mestiere ma tutti i libri di pedagogia scritti, letti e divorati mi avevano trasformata in un’appassionata di infanzia e adolescenza.
Allora mi ero licenziata dal posto di funzionaria in Rai, avevo studiato 5 anni come una pazza, dato esami per l’insegnamento, poi mi ero presentata al Concorso docenti con una polverosa laurea in Lettere presa vent’anni prima e lo avevo vinto.
Poi avevo rifiutato il ruolo, per rimanere nella mia scuoletta paritaria, nella quale nel frattempo avevo cominciato a lavorare, ma quella è un’altra storia.
In classe con i pre-adolescenti
Risultato? Mi trovavo ad insegnare ai ragazzini delle medie: quelli che si credono grandi ma poi si tirano la frutta in corridoio.
Amo moltissimo i pre-adolescenti, mi piacciono proprio perchè sono tutti strani, alcuni hanno orecchie grandi e nasi piccoli, altri si credono dei geni e altri lo sono ma non lo sanno ancora.
Sta di fatto che….
Hanno quasi tutti una cosa in comune: sono viziati e hanno spesso troppi soldi in tasca. Questo li rende spesso nervosi e annoiati, incapaci di capire cosa vogliono davvero, preoccupati di non sapersela cavare e prepotenti.
Probabilmente a casa sono abituati ad avere qualcuno che raccoglie tutto ciò che gettano a terra e che ricompra ciò che perdono senza battere ciglio.
Spesso sono ragazzi che non attraversano sulle strisce perchè è da sfigati. Sono quelli non fanno la fila perchè si sentono più furbi degli altri. Sono quelli che non pagano il biglietto della metro perchè “tanto nessuno controlla”.
A volte mi chiedo se i genitori si rendano conto che i loro figli li osservano e li ascoltano continuamente! E in classe ripetono intere frasi che sentono dire a casa facendo fare loro delle figuracce da manuale.
Il gelato prima di pranzo
Ero in gita con loro una volta, era quasi ora di pranzo e stavamo per andare al ristorante ma passando davanti ad una gelateria uno di loro mi aveva chiesto: “posso comprare un gelato?”. Quando avevo risposto che non avrebbe più avuto fame mi aveva risposto: “pazienza prof, non devo mangiare per forza!”.
Allora gli avevo chiesto: “i tuoi genitori sarebbero d’accordo se mangiassi un gelato ora e saltassi il pasto?” – “si certo, i miei genitori mi fanno fare tutto quello che voglio, sempre”.
Avevo sperato che quel ragazzino avesse solo un buon senso dell’umorismo o che fosse un caso isolato (e disperato).
“E voi ragazzi: avete il permesso di comprare un gelato subito prima di pranzo?”
Inutile dirvi che si era alzato un coro di si.
Ci sono volte in cui penso che questa mia stravagante idea di educare, dare delle regole, incoraggiare le buone abitudini, aiutarli a capire il valore dei soldi, scoraggiare lo shopping compulsivo, l’abuso di zuccheri, lo spreco di carta, ecc.. ecc.. sia proprio tempo perso, meglio che mi limiti a insegnare i verbi e alle subordinate.
Non credo che smetterò comunque, era solo che volevo dirlo a qualcuno.





