Quando dicevo in giro che saremo andati a vivere a Ginevra molti mi dicevano: “un po’ noiosa, ma c’e’ una qualità della vita altissima!!!”, io non capivo. Non riuscivo proprio a capire cosa intendessero per “qualità della vita”. Si recicla ok, le strade sono pulite, va bene, alla posta non c’e’ la coda, poi?
Ho sempre pensato che la qualità della vita fosse qualcosa di soggettivamente determinato (forse perchè non ho mai spesso di pensare in cuor mio che ci autodeterminiamo per la gran parte della nostra biografia) . Perciò a qualcuno che mi viene a dire che la qualità della vita è alta mi vien da rispondere: “beh, sarà alta per te, perchè li ci stai bene, no?”
Invece pare che sia un dato oggettivo, almeno cosi tutti credono.
Sicuramente quello che ho capito è che qui è la quantità ad essere essenzialmente diversa: città più piccole, meno macchine, più prati, parchi giochi da campionato mondiale dei parchi giochi, montagne, lago, lungolago…. pensate che in questi giorni a Ginevra è partita una campagna divulgativa promossa dai comuni limitrofi dal titolo Petite vitesse grand plaisir, ovvero se vai ai 30 all’ora stai meglio tu e stanno meglio gli altri.
La chiamano circolazione zen.
Dove corri?
Se guidi piano nei quartieri residenziali vedi meglio gli altri utilizzatori della strada, ciclisti, bambini e pedoni.
Puoi meglio anticipare le loro mosse, muoverti senza perdere tempo per evitare possibili incidenti, sviste, ecc..
Inoltre la velocità ridotta limita notevolmente l’inquinamento dell’aria e quello sonoro perchè le strade di quartiere sono luoghi di vita prima ancora che luoghi di transito. Semplice no?
Ma dietro cose cosi semplici ci sono ragionamenti molto più complessi: se vai ai 30 all’ora nelle vie del quartiere vuol dire che non hai fretta, se non hai fretta vuol dire
1. che ti sei autoeducato per gestire il tuo tempo in modo sensato e senza strozzarti riempiendo la tua agenda di mille inutili incombenze
2. oppure hai abitato tutta la vita in un luogo o con delle persone che non ti hanno messo fretta, che non ti hanno chiesto di sbrigarti o che non ti hanno giudicato male se facevi qualcosa con calma e godendotela
3. oppure abiti in un luogo dove tutto e’ vicino, tutto è facile e ci metti talmente poco per andare dove stai andando che non ti serve correre….

Non è possibile fare bene mille cose, o scegli la quantità o ti dedichi alla qualità. Io ho pensato che in questa parte della mia vita farò la seconda, visto che ho passato la vita a correre.
E non crediate sia facile.
Mi devo mettere le zavorre ai piedi per non correre, e mi devo dare i pizzicotti per ricordarmi continuamente che non c’è fretta.
E’ un esercizio come un altro, chi ha voglia di farlo ci provi, e poi mi dica per favore.
E chi pensa di non avere il tempo, lasci perdere, questo esercizio non è per lui.

A proposito abbiamo gia parlato di lentezza qui (febbraio 2008) e qui (novembre 2007)
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