Scorpacciate di cartoni, film, telefonate e videogiochi - Vivere semplice

Scorpacciate di cartoni, film, telefonate e videogiochi

 “Se non glieli fai guardare ora li guarderà quando è più grande”. Falso.

cellulare-videogiochi-televisione-computer-e-salute_27304.jpgHo trovato alla Tilopa (una libreria di qualità a Roma Monteverde) il libro Cellulare Videogiochi Televisione Computer… e Salute Istruzioni per l’uso di Edwin Hubner, matematico e fisico tedesco,  insegnante di Scuola Steineriana.
Questo bel libro dà un sacco di dritte per fare in modo che i bambini crescano con altro e che la tv e i videogame siano solo una delle cose che gli interessano non l’unica.

Sapete quanto io sia fanatica di questi argomenti, forse proprio perchè laureata in comunicazione e perchè ho lavorato più di 10 anni in Rai e ancora perchè i media sono il mio pane quotidiano. Credo che in fondo chi si occupa d’altro non abbia davvero il polso di quanto i media influenzano la nostra vita e quella dei nostri figli.

Questo libro che si distingue per pacatezza, equilibrio e scientificità delle tesi. Non il solito papello polemico ma un libro che vi darà argomentazioni-pilastro per difendere la tesi che meno tv, internet e videogiochi c’e’ nella vita dei nostri bambini piccoli e meglio è.

Ecco qualche spunto che spero invogli la lettura:

prima di tutto parliamo di apprendimento.
Esso viene compromesso più che facilitato da un eccesso di televisione, come avviene esattamente?
Studi neurologici dimostrano che tutto quello che si impara ha bisogno di un consolidamento attraverso il sonno, affinchè possa essere trattenuto dal cervello.
Se il pomeriggio il bambino si gioca con degli eccitanti videogiochi e la sera vede ancora un film d’azione che smuove la sua vita emozionale queste forti esperienze si sovrappongono e si sostituiscono a quello che la mattina si è imparato a scuola.
Durante la notte si elaborano le emozionanti esperienze artificiali piuttosto che quelle scolastiche, “pallide” al confronto. L’inevitabile effetto è che quello che si è imparato a scuola passa come acqua fresca. Interessante no? Ci avevate mai pensato?

Parliamo delle capacità sociali del bambino.
Lo sviluppo di queste capacità non hanno possibilità di progresso negli spazi virtuali perchè si possono apprendere solo nel reale incontro e confronto concreto  con altre persone. Inoltre in un ambiente caratterizzato dalla passività manca tutta quella sfera di esperienza corporeo-sensoriali che sono fondamentali per l’evoluzione infantile (un pugno in pancia mentre giochi a pallone è sempre più istruttivo di un cartone animato in cui un personaggio prende un pugno in pancia, non è difficile immaginarlo!)

Qui si parla di sostituire esperienze di vita reale con esperienze a cui il bambino assiste inerme!

La decadenza del linguaggio

Studi (documentati nel libro) dimostrano che nel 1950 i quattordicenni avevano mediamente a disposizione un vocabolario di circa 25mila parole. Alla fine del secolo la media è solo di circa 10mila parole.
Ciò è avvenuto con il progressivo “ammutolimento” ovvero l’incapacità di verbalizzare esperienze proprie, di articolare coscientemente insomma la propria vita interiore, sensazioni e sentimenti.
E venendo a mancare progressivamente la capacità di di affrontare un conflitto verbale (diciamo difendersi con le parole) resta solo la violenza fisica come alternativa.

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Chi non padroneggia il linguaggio è privo dello strumento per formulare e approfondire i propri pensieri sviluppando un pensiero coerente, mobile, critico.
Stiamo dicendo insomma che un consumo troppo anticipato e intenso di media compromettono lo sviluppo del pensiero tecnico e creativo, premessa irrinunciable per una crescita nel mondo moderno dove le capacità legate alla lettura veloce di testi difficili o la possibilità di lavorare in multitasking  richiede una capacità di concentrazione è condizione necessaria per poter entrare nel mondo del lavoro.
E queste capacità possono svilupparsi solo se avviene in età precoce una strutturazione interiore, una capacità di pensiero coerente e la formazione delle capacità di mettere in relazione eventi e avere uno sguardo d’insieme.

A stimolo dato risponde riflesso: veloce veloce, dai dai, dai!!

Il tipo di comportamento meccanico-riflessi che propone e incoraggia in particolare l’uso dei videogiochi attacca in prima linea la salute dell’anima e dello spirito dei bambini perchè sufferisce una risposta automatica ad una sollecitazione. A stimolo esterno corrisponde risposta, reazione di riflesso, che non ha nulla a che fare con l’intelligenza del pensiero o la prontezza di riflessi, riguarda solo ed esclusivamente abiturare il bambino a reagire con l’istinto e non con la riflessione. E la reazione d’instinto cos’e’ se non un progressivo allenamento all’utilizzo delle parti meno nobili dell’essere umano? La rabbia, la violenza sono istinti. Essi sono il contrario esatto della razionalità.

Allora, stiamo abituando i nostri figli ad usare l’istinto quando invece pensiamo che li stiamo stimolando nelle capacità cognitive. Ecco quello che fa un genitore che compra i videogame “educativi”.
Non dico che non deve farlo, ma almeno che lo sappia.

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Inutile parlare poi della condizione di sovrappeso tipiche dei bambini che si nutrono di tanta tecnologia, (che se protratta oltre il 12esimo anno permane con grande probabilità anche da adulti, con gravi richi per la salute). Lo sapevate che i bambini malati di obesità hanno un’autocoscienza scarsa e si danno con più facilità alla nicotina e all’alcool oltre che soffrire di problemi quali l’isolamento e la tendenza al suicidio? Per non parlare delle difficoltà respiratorie, disturbi affettivi, ecc…

Non vogliamo condannare, ma almeno, per favore, non venite a dirci che la tv è educativa e che i bambini davanti ai videogame educativi imparano tanto, perchè allora siete proprio sulla strada sbagliata!!

Ps: parliamo di bambini piccoli e per piccoli intendiamo fino ai 6 anni.

PER APPROFONDIRE:
Butta via la tv

Sempre a proposito della tv

Bimbi e tv

Bimbi e memoria

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Originariamente scritto il 22 ottobre 2009

15 Commenti per questo post

  1. Sara ha scritto:

    davvero interessante. Pensa che l’anno scorso sono stata a sentire il filosofo Galimberti in una conferenza in cui parlava della società e dei giovani e ha detto le stesse identiche cose in merito alla decadenza del linguaggio…

  2. piattinicinesi ha scritto:

    i media sono anche il mio pane quotidiano (anche io tanta tele per lavoro), e per questo li…evito. per natura non sono estremista quindi mai e poi mai proibirò del tutto un mezzo ai miei figli (anche perchè ho già provato l’effetto devastante dell’assoluto no ai videogiochi, sbavavano dietro a quegli degli altri) ma con controllo e consapevolezza. credo che il segreto sia sempre quello di proporre delle alternative ai propri figli, alternative fatte soprattutto di tempo e di attenzione. la storia la sera (o adesso mafalda) piuttosto che il cartone fa sì che preferiscano la storia e mafalda, non c’è storia. disegnare con la mama o giocare al parco è mille volte neglio che starsene davanti a un videogioco. ma spesso i bambini non hanno alternative, e dopo un po’ perdono la capacità di appassionarsi ad altro, vengono risucchiati da quel mondo. lo dico per esperienza.

  3. bombamagagna ha scritto:

    lascio quasi tutto il giorno mio figlio (28mesi e mezzo) davanti alla tv per un\’overdose di cartoni.
    so di sbagliare, ma ho troppa paura di … non so di cosa ma mi sento più a mio agio se faccio così.
    a chi devo rivolgermi per esser curata?? 🙁

  4. lasimo ha scritto:

    sono d\\\’accordo con piattini. nessun divieto estremo ma semplicemente delle alternative più allettanti.
    la televisione in realtà non mi crea problemi perchè siamo ormai disabituati ad accenderla ma i videogiochi son stati un bel tormentone ! mia figlia sulla scia dell\\\’imitazione dei compagni ha pestato i piedi per un sacco di tempo affinchè le regalassimo la famosa ds. gliel\\\’abbiamo presa perchè conoscendola sapevamo come sarebbe finita…e in effetti la malefica consolle giace inerme da mesi dentro un cassetto. soldi buttati, certo, ma intanto si è creato un valido precedente educativo di cui probabilmente si ricorderà la prossima volta che verrà attratta dalle cose che hanno tutti !!

  5. roberta ha scritto:

    questo post è proprio la risposta al mio commento di qualche giorno fa sul post io non compro!Ne farò tesoro, grazie e speriamo bene!
    Quindi lasimo,anch’io ho lo stesso problema con mia figlia, dici che è meglio comprare?io pensavo piuttosto di farmela prestare e dimostrarle che non è questo granchè.

  6. Ilaria ha scritto:

    Post pieno di spunti interessanti. Grazie, come al solito 🙂

  7. Daniela B. ha scritto:

    Questo tuo articolo é stato alla base di una bella chiacchierata di ieri sera con il moroso..appassionato di videogiochi!spunti molto interessanti,ne é venuto fuori un dibattito arricchente!grazie 🙂
    Daniela

  8. kosenrufu mama ha scritto:

    grazie per le fonti che condividi ogni volta, noi di tv adesso zero, il bello è che prima ce n’era poca, ma non sapevamo come fare a non farli appassionare ai cartoni, il risultato era che li cercavano comunque. Ora, specialmente dopo l’inizio alla scuola steineriana, non li cercano più, sia perchè vedo che la loro attenzione è tutta centrata su altro, giochi, capanne, storie, libri, pezzi di stoffa, vestiti da provare ecc. sia perchè alle 20.00 già dormono e non hanno il tempo per vederla, inoltre non la vedono mai accesa. Noi genitori raramente l’accendiamo, a volte per qualche film e comunqe sempre dopo che sono andati a letto. In questo modo non c’è divieto, ma semplicemente un nuovo corso delle cose. Se ci troviamo a casa di altri e ci sono i cartoni, non vietiamo niente ,ma ci accorgiamo che dopo un paio di minuti loro già si annoiano e passano ad altro. Questo per dire che ci si riesce, senza eccessiva fatica.
    un abbraccio a voi tutti e al pancione!

  9. Mamma F ha scritto:

    Concordo pienamente! Anche noi accendiamo la tv SOLO dopo che Simo (25 mesi) dorme e, durante il giorno, facciamo mille altre cose tutti insieme… Certo che è MOLTO più faticoso, ma anche mille volte più entusiasmante! Ti ringrazio ancora per il tuo illuminante spunto di DOWNSHIFTING che è entrato nelle nostre vite da poco e che ha cambiato ogni equilibrio in meglio!

  10. Stefania ha scritto:

    sono daccordo , ma sai che fatica mantenere questa posizione qui , dove credo di essere una fra le pochissime che evitano che i propri figli guardino tv e abbiano videogiochi vari… Devo dire che i miei non ne soffrono per nulla e non chiedono quasi mai di accendere la tv… si organizzano giochi vari e seguono le attività della casa molto serenamente… ma quando dico che non guardano tv o quando non sono preparati su nuovi giochini o cartoni le mamme mi guardano stupite come se volessi privare i bimbi di una importante attività didattico.ricreativa … A volte mi soffermo a spiegare da cosa parte tutto a volte capisco che non è il caso e mi limito a dire …si , non guardano la tv… certe scelte son dure da portare avanti ..ma con la mia determinazione…si fa… un abbraccio!

  11. admin ha scritto:

    PER TUTTE:
    Care mamme, avete colto nel segno: a parte tutto non far guardare cartoni, tv e videogame ai nostri figli E’ FATICA! E’ ovvio che se fosse più facile saremmo in molti di più a fare questa scelta, perchè intuitivamente tutti ci arrivano a capire che la tv in età precoce fa male, non siamo noi ad aver scoperto l’acqua calda.
    Comunque volevo dirvi che il motivo per cui leggo e recensisco libri di questo genere e’ per incoraggiarmi e incoraggiarvi che siamo sulla buona strada, che la nostra fatica vale qualcosa e che i nostri sforzi daranno dei risultati, magari subito o tra tanti anni, ma li daranno.
    Quindi lasciate perdere l’idea di convincere gli altri che avete ragione, semmai concentratevi sul fatto del perchè avete ragione e quali sono le vostre ragioni. Ma fatelo per voi, non per saper dare migliori spiegazioni.
    Tanto “gli altri” troveranno sempre qualcosa per cui vale la pena criticarvi!!

  12. Lisa ha scritto:

    post interessante. solo su una cosa non concordo, cioè il riferimento alla reazione istintiva prodotta dal videogame come reazione generata dalle parti meno nobili dell’essere umano. Perchè mai meno nobili? In certi casi – per esempio al volante – la reazione meccanica ti può salvare la vita, mentre la risposta su base razionale può risultare fatale (per esempio frenare non sempre è la cosa migliore…). Se pensiamo che i simulatori servono proprio a questo, cioè a rendere automatiche (istintive) certe risposte in occasione di determinati stimoli/situazioni, possiamo immaginare che anche un videogioco possa essere utile. Come sempre, secondo me, bisogna trovare il giusto mezzo, in modo che tutte le abilità del bambino (motorie, cognitive, sia mediate che automatiche)vengano opportunamente aiutate a svilupparsi, ma non ne esiste una superiore alle altre. sono tutte fondamentali.
    ciao!
    Lisa

  13. Tati ha scritto:

    Ho da poco letto il libro “Bambini psico-programmati;essere consapevoli dell’influenza della pubblicità, della TV, dei videogiochi” edito da Il Leone Verde di Antonella Randazzo. Se leggete questo libro non farete più passare neanche mezz’ora davanti alla TV ai vostri figli per proteggerli da un sistema dannoso allo sviluppo delle potenzialità dei bambini.

  14. Graziano ha scritto:

    concordo sulla tv, non sui videogiochi.

    Secondo molti studi scientifici giocare a un videogioco (non 24h ovviamente) sviluppa i riflessi e allena il colpo d’occhio.

  15. anonymous ha scritto:

    Ho avuto la fortuna di iniziare dai videogiochi fine 70, stilizzati, dove la giocabilita’ era tutto.

    Volevo solo dirvi: non considerate i videogiochi nel loro insieme. Considerate il singolo titolo. Ci sono videogiochi utili, giocati per poco tempo al giorno. Ci sono videogiochi con messaggi negativi. Fate attenzione ai messaggi impliciti. Lo stesso meccanismo che vale per i programmi tv.

    Esempio: il supereroe. Si insegna implicitamente che il singolo prevale sui molti grazie alle sue doti, che il bene viene premiato in tempi brevi, che le cattive scelte hanno sempre un rimedio.
    Nella realta’ invece l’unione fa la forza, le buone azioni si fanno per il puro gusto di farle perche’ difficilmente daranno vantaggi pratici sui disonesti, le scelte sbagliate possono fare entrare in circoli di altre scelte con conseguenze anche fatali.

    Siamo la terza o quarta generazione cresciuta con la pappetta di hollywood. Non dimentichiamocelo.

    Consiglio di limitare i videogiochi, di privilegiare quelli con elementi multiplayer e di spingere il ragazzino a confrontarsi con altri. Almeno si abitua a relazionarsi, a prendere batoste dai piu’ bravi e ad imparare da loro.

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