
Chi mi segue da un po’ sa che i compleanni dei miei primi due figli (nati lo stesso giorno il primo giugno a distanza di due anni) sono uno degli eventi dell’anno, paragonabili al natale e al capodanno, per me. Normalmente la preparazione della festa comincia mesi prima, questa volta me la sono cavata con meno. (Guarda qui le feste dei 5 e 7 anni, 4 e 6 anni, 3 e 5 anni, 2 e 4 anni, 1 e 3 anni, 0 e 2 ann1)
Ma amo le cose semplici e non voglio far celebrazioni della celebrazione. Quello che più mi importa è fare il punto mentale della situazione: guardare quello che sono riuscita a fare bene, quello che mi è venuto cosi cosi, quello che ogni anno è da rifare, da zero. Ho imparato che questo è il mio modo per crescere, per diventare un essere umano migliore, per avvicinarmi anche solo un po’ alle mete che mi prefiggo, per corrispondermi.

Con i giochi non me la cavo male: ogni anno i bambini crescono ed e’ sempre più facile coinvolgerli in giochi di squadra, gare, staffette creative. Quest’anno abbiamo fatto la corsa con le caviglie legate (a coppie), il morso al biscotto appeso agli alberi e un esperimento in squadre : come fare eruttare un vulcano.

ingredienti: bicarbonato, detersivo per i piatti, aceto, colorante alimentare, cartoncino per fare il vulcano e 2 bottigliette per squadra. Tratto da un libro sugli esperimenti scientifici che ha preso Lorenzo Pedro in biblioteca.

E infine l’immancabile tiro con la fune, che in passato avevo gia provato ma erano troppo piccoli, quest’anno se la sono proprio goduta…

E anche io…
Un altra cosa che sono riuscita a fare bene sono anche le torte di compleanno. Pan di spagna al cioccolato fatto in casa, glassa al miele cosi solida che sembrava cemento, buona, non troppo dolce. Perfetta; da manuale. Per le istruzioni leggi qui
Quello su cui ho ancora tanto da lavorare è la famosa mitezza. Il passo è ancora troppo veloce, l’incedere troppo da comandante, l’indole da maestrina/animatrice che odio ancora mi risuona dentro, il tono della voce troppo pronto, il volume da abbassare, la cura dei particolari si trasforma in fanatismo, senza contare che mi godo solo l’idea della festa e poi la festa mi passa un po’ troppo infretta, senza aver bevuto neanche un bicchier d’acqua. Sono la donna delle performance, non c’e’ niente da fare. Potro’ mai imparare la mitezza?



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