Anche quello che non hai è tuo - Vivere semplice

Anche quello che non hai è tuo

Ho sentito questa frase di Sant'Agostino l'altro giorno alla radio e mi sono fermata immobile a pensare, ah quant'è azzeccata per me.

"Nelle avversità desidero la prosperità, nella prosperita temo le avversità".

Si, perchè mi capita sempre più spesso di osservarmi mentre desidero qualcosa che non ho (la calma) e mentre mi lamento di qualcosa che mi manca (la calma).

L'altro giorno mentre impacchettavo un regalo o spezzato con i denti un pezzettino di scotch proprio mentre un figlio mi chiamava, l'altro mi chiedeva una cosa e il terzo mi correva incontro piangendo con un bozzo sulla fronte. Nella disattenzione e nel trambusto ho inghiottito quel pezzetto di scotch ma me ne sono accorta quando era gia troppo tardi, ormai lo sentivo in gola, li fermo, proprio dove c'è quel punto in cui inizia la trachea.

Mi sono fatta prendere dal panico, ho iniziato a pensare che sarei morta soffocata da un momento all'altro (tra l'altro io sono gia una persona che ha problemi ad inghiottire qualsiasi cosa anche una capsulina minuscola) e poi ho fatto finta di niente per non spaventare i bambini.

Allora siamo andati al parco, ho pensato che passeggiando magari il panico di passava, e se non ero ancora morta allora bisognava che la giornata proseguisse.

La paura mi è durata 3 giorni. 3 giorni nei quali avevo questo fastidio in gola e non ne parlavo con nessuno perchè il solo pensiero mi faceva tornare il panico. Poi ho deciso di andare al pronto soccorso e per tagliar corto dopo varie peripezie un otorino mi ha detto che sono solo una fobica, e che in gola non ho niente, solo un po' di faringite.

Forse ha ragione la mia maestra di yoga quando dice che "mi tengo troppi rospi in gola". Dovrei forse vuotare il sacco prima o poi.

Questo ve lo racconto per dire una cosa: in quei tre giorni mi sono ripetuta mille volte che se "non" fossi morta soffocata allora non mi sarei mai più lamentata in tutta la vita, non avrei mai più voluto quello che non ho, non sarei mai più stata arrabbiata/triste/annoiata.

Ho promesso, infatti è cosi. Però c'è una cosa nuova che mi capita di provare spesso in questi ultimi tempi: ho paura. E' la stessa paura con cui mi sono trovata a tu per tu tutte le volte che stavo per partorire. La stessa paura di cui parlo in "la salute è non avere paura", e forse mi tocca andare a rileggermelo bene quel post, perchè non so se sto invecchiando oppure se c'è qualcosa che mi attanaglia, ma la paura mi è molto presente.

Sarà che ho Emilio nell'altra stanza con la febbre…. e questa volta la febbre mi spaventa davvero.

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Originariamente scritto il 08 marzo 2012

10 Commenti per questo post

  1. mammamichi ha scritto:

    Io ci convivo da un po' con la paura. Sarà che di momeni brutti ne abbiamo davvero passati. Quando arriva penso: ecco ci siamo è arrivato il momento. Poi tutto passa e io mi riprometto di non fare più la pazza isterica la prossima volta,  ma non ci sono ancora riuscita…
    un caro saluto!

  2. simplymamma ha scritto:

    che bello questo post. io credo che sei riuscita a descrivere cose che proviamo tutte. chi più chi meno. e io ultimamente sono una che si lamenta giustamente per una situazione pesante che non tollero più dico che domani sarò positiva ma non lo faccio. ammiro le ottimiste, le coraggiose e tutte coloro che sanno vivere la vita ogni giorno. ma dove si imparano tutte queste cose?
    un abbraccio

  3. Laura ha scritto:

    .. La paura e' parte di noi: non vogliamo sentirla e la scacciamo giù in cantina appena possiamo. La paura e' una bimba che ha bisogno di essere accolta , rassicurata ed ascoltata..  Io la visualizzo e la abbraccio. La guardo e le sorrido dolcemente..

  4. La solita mamma S. ha scritto:

    Credo, ma è un'opinione squisitamente personale, che spesso alcune emozioni ci spaventino, non tanto per sé stesse ma per la loro (dal nostro punto di vista) inutilità. Paura, rabbia, ansia non hanno senso "razionalmente" e quindi le consideriamo prive di importanza. Invece ogni tanto dovremmo accettarle per quelle che sono loro e per quello che siamo noi. Fanno anche loro parte di noi. Qualche volta di più. qualche volta di meno. Ti sono vicina in queste tue bellissime riflessioni.

  5. Lizzina ha scritto:

    Ti capisco, hai descritto esattamente quello che provo io, troppo spesso direi… Dico solo che mi tremano le mani ogni volta che apro gli esiti di qualsiasi esame io faccia, anche del più semplice esame del sangue di controllo. Uff… Ed anch'io ogni volta mi riprometto di godermi tutto quello che ho, senza lamentarmi, di godermi la nostra quotidianità, invece ripiombo sempre nelle mie brutte abitudini. Però la volontà di cambiare ce l'ho, devo solo ricordarmela!

  6. kosenrufu mama ha scritto:

    la paura è la paura della morte. Allora approfondisco la mia vita, per renderla forte ed essere pronta a tutto, anche alla morte. E' sulla forza che bisogna concentrarsi, per una vita forte e serena. Allora sparisce anche la paura.

  7. kosenrufu mama ha scritto:

    in questa foto sei bellissima.

  8. Mammamsterdam ha scritto:

    Sasà, è molto bello e interessante il tipo di riflessione che stai facendo. Intanto chiedi ai tuoi rospi in gola cosa potete fare perchè smettano di darti fastidio e senti che ti dicono.
     
    Un abbraccio.

  9. sicampeggia ha scritto:

    Scusa Sabrina ma rileggendo questa frase
    "in quei tre giorni mi sono ripetuta mille volte che se fossi morta soffocata allora non mi sarei mai più lamentata in tutta la vita, non avrei mai più voluto quello che non ho, non sarei mai più stata arrabbiata/triste/annoiata."
    mi sono domandata se tu volessi dire proprio quello che hai detto, non è che manca un "non", non è che volevi dire:"se non fossi morta", perché in questo caso sarebbe un lapsus molto preoccupante, e davvero quella calma di cui senti il bisogno ti è necessaria adesso, non tra tre mesi. 
    Fammi sapere per favore, un bacio

  10. sabrina ha scritto:

    si gia e’ vero…. meno male che manca il “non”

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