Andare a vivere all'estero con tutta la famiglia? Noi l'abbiamo fatto. A Ginevra

Cosa c’e’ che non ci piace di Ginevra

Ginevra è una citta perfetta. Ci sono parchi enormi, una natura perfettamente governata, ci sono marciapiedi enormi e nessuna macchina o motorino si sognerebbe mai di parcheggiarci sopra, neanche con due ruote. Ha stile, è moderna ma ha un'anima retrò fenomenale, mercatini delle pulci ovunque a prezzi stracciati, anche i centri sociali hanno i fiori alle finestre e le sedie in tinta con le scritte sui muri…

lakehike2.jpg

Ginevra è ricca, non vedi barboni o mendicanti in giro, solo donne ben vestite con i passeggini alla moda e le borse dello shopping. Il lungolago è pieno di signore che fanno jogging e signori che portano a spasso il cane con la doggy bag pronta per l'uso. Ginevra è nel cuore dell'Europa.

Puoi andare a sciare tutto l'inverno, le più esclusive piste sui ghiacciai svizzeri sono a 20 minuti dal centro, senza contare le terme, i viaggi low-cost per tutte le capitali, i laghi dove fare il bagno tutta l'estate, le spiaggette esclusive con il prato inglese curato da schiere di giardinieri in livrea. Ginevra è maledettamente noiosa, prevedibile e fredda.

Ginevra è silenziosa, deserta, finta, non c'e' vociare di venditori di frutta e verdura per la strada, non c'è il lavavetri al semaforo (che anche se non hai voglia di dargli i soldi almeno sta li apposta per ricordarti che la vita difficile è un'altra), non c'è odore di vita, puzza di ascelle sugli autobus, pomeriggi passati a tirar tardi al parco giochi tanto chissenefrega se stasera si cena alle 8. Qui i parchigiochi si svuotano alle 6, tutte le mammine corrono a casina a fare le loro cenette per i loro pargoletti perchè alle 7 si va a nanna.E lo dico proprio io, che sapete come la penso sul sonno dei bambini.

A Ginevra i negozi chiudono alle 18.30, il sabato e la domenica è tutto sigillato, se vuoi comprare il latte vai al supermercato dell'aereoporto. A Ginevra la gente sente la necessità di evadere dalla Svizzera (anche gli svizzeri) e spesso il sabato pomeriggio si va a fare una passeggiata nella vicina Alta Savoia, dove almeno una pizzeria aperta o un kebabbaro si trova sempre. Nella Svizzera tutta, i locali si sentono in dovere di scusarsi perchè il segreto bancario è la più grande presa in giro e falsità della terra, che arricchisce loro (che sono gia straricchi) e contribuisce ad alimentare il riciclo di denaro sporco in tutto il mondo. Vergogna!

andare a vivere all'estero con la famiglia: Ginevra

Ginevra è prevedibile, tutti si dicono bonjour tremila volte al giorno, e la cassiera alla coop quando paghi dice: buonjour madame, merci madame, a votre service madame, e quando stai per uscire ti dice ancora bon fin de journee madame, che ti verrebbe voglia di dirle crepa! Cioe' i primi giorni ti sembrano tutti cosi cortesi, poi alla fine non ne puoi più. E lo dico proprio io che quando sono arrivata a Roma (da Torino) sono rimasta schifata dal fatto che i baristi romani non salutano nè quando entri nè quando esci…. ma insomma c'e' anche una via di mezzo. Insomma un paradosso dietro l'altro.

E non dico che Ginevra non sia una pacchia, semplicemente non lo è per noi. Conosciamo parecchi italiani che vivono qui da un po' e non tornerebbero mai più a Roma, beati loro. Ma se gli chiedi perchè ti rispondono nell'ordine:

1) perchè se ho bisogno di un ospedale non devo fare la coda al pronto-soccorso

2) perchè qui almeno almeno non c'e' Berlusconi

3) perchè le scuole sono fenomenali

4) perchè poi quando mi stufo un giro a Roma posso sempre farlo Insomma a me non sembrano proprio delle ragioni sufficienti. All'ospedale spero di non andarci mai, Berlusconi pazienza almeno abbiamo qualcosa di cui lamentarci, le scuole fenomenali si è vero ma che palle (e noi adulti non abbiamo diritto ad una vita fenomenale?) e poi se ti stufi continuamente di stare qui e ogni weekend parti per le vacanze non pensi che ci sia qualcosa che non va?

E poi, se non vi bastano queste motivazioni vi consiglio una cosa: venite e provate.

C'e' un sacco di lavoro qui a Ginevra, lavoro a catinelle. Venite e poi ne parliamo ok?

Spero che le care persone che ho conosciuto a Ginevra, gli italiani specialmente, non se ne abbiano a male della mia franchezza. sono felice di averli conosciuti, rispetto le loro scelte perchè vivaddio non siamo tutti uguali e soprattutto grazie alla vita che mi dato la possibilità di scoprire ciò di cui ho (e per fortuna abbiamo) bisogno per essere felici.

Per chi non ha capito nulla di cosa siamo andati a fare a Ginevra e del perchè ecco qui tutta la storia.

Originariamente scritto il 04 giugno 2009

62 Commenti per questo post

  1. VaBo (Vale) ha scritto:

    Mamma mia! Da come la descrivi Ginevra sembra il set di DesperateHousewifes! :))
    Comunque il viaggio non finisce a Ginevra, dai…avete fatto una nuova esperienza, conosciuto gente e forse, vivere in un posto così maledettamente perfetto ti ha fatto capire quali sono le cose che veramente contano( e non parlo delle ascelle puzzolenti in tram!)
    Saluti dalla Bassa Padovana!

  2. Claudia ha scritto:

    Accidenti che ritratto spietato!

    Come dici tu, non siamo tutti uguali. Io credo che i tuoi amici che scelgono di restare a Ginevra lo facciano perché ci stanno bene e non per l\’ospedale o per la scuola (che hanno sicuramente il loro peso).

    Ma capisco anche che per dei romani (seppur di adozione) Ginevra sia una noia mortale.

    Almeno vi sarà servito ad apprezzare di più Roma, per non parlare dei bambini che hanno imparato il francese alla perfezione…

  3. Heidi ha scritto:

    Io ci ho fatto un giro quest’estate a Ginevra e non mi è piaciuta affatto. Traffico, fintume, cara. Chissà come mai tutte le persone che abbiamo conosciuto (Noi eravamo vicino ad Annecy) vivevano ad Annecy o in alta savoia e lavoravano a Ginevra.Insomma ci siamo trovati imbottigliati anche nel traffico dei pendolari di ritorno a casa il venerdì. Meglio i francesi, più spontanei!!

  4. Igra ha scritto:

    Sul Berlusconi pazienza, non mi sento molto convinta. Ci sta facendo a pezzi. Certo, chi è ricco con Berlusca diventa sempre più ricco e impunito. Ma la simpatica classe media?

  5. Daniela B. ha scritto:

    Ciao,sono stata a Ginevra nel capodanno 2007/08 e mi é sembrata una città molto distaccata,troppo “perfettina” e rigida x essere vera.Ci sono andata per il capodanno dei giovani di Taizè (una comunità ecumenica francese,molto bello..magari ti interessa vedere il loro sito..).Il bello di questi capodanni é che si dorme dove capita,si viaggia tutti insieme in treno,sono capodanni molto molto spartani..arrivati a Ginevra invece, eravamo controllati ovunque,soprattutto in stazione dove gli agenti ci imponevano di prendere un treno piuttosto che un altro..certo per evitare code etc..ma spariva tutta la semplicità e l avventura di cercarsi il treno e l itinerario da soli!!che delusione..!vabbè!ciao Daniela B.

  6. Federica ha scritto:

    Ti avevo scritto nel post sui cambi di rotta pedagogici, siccome mi sembra in linea anche con queste motivazioni, se hai voglia di rispondere, mi interessa davvero.
    Ciao
    Federica

  7. Federica ha scritto:

    Ginevra a parte, trovo una gran bella cosa che voi abbiate potuto provare e che ora possiate di nuovo scegliere. E\’ un privilegio da apprezzare.

    Ciao
    Federica

  8. cristina ha scritto:

    Come dici tu ci vorrebbe una sana via di mezzo. Ma tra la perfezione preferisco anche io l\’imperfezione!! Vi aspettiamo a braccia aperte… c\’è tanto da fare. baci

  9. kosenrufu mama ha scritto:

    sicuramente la sincerità è totale e da apprezzare, in bocca al lupo allora per il rientro… sicuramente Berlusconi è meglio osservarlo e critcarlo da lonatano, da vicino inzia a fare un pò paura!
    un abbraccio

  10. nadia ha scritto:

    Mi piace il tuo aspetto critico delle cose. lo trovo semplice. le cose non devono essere per forza perfette o funzionare sempre bene. anche l’imperfezione e la disorganizzazione possono essere costruttive nel tempo.Hai vissuto a Ginevra, è stata comunque un’esperienza. pronti per affrontarne altre.Buon viaggio

  11. barbara ha scritto:

    mi ricordo la sensazione di ufff e di essere circondata da una bolla di aria che ti fa compagnia. Grande solitudine anche se tutti sono gentilisssiiimi ma per circostanza, come in US dove i commessi che recitano la parte li ucciderei. E poi lo stress per non sporcare, non urlare, non agitarti troppo, non fare questo e quello…AIuuTTTOOOOO “ciao Zio in Svizzera, stacci tu vai… ciaociao!!

  12. Laura ha scritto:

    Anch’io penso, come ha già detto qualcuno, che la virtù stia nel mezzo. Ginevra sarà anche noiosa e prevedibile, ma penso che vi abbia fatto bene staccare per un po’ dal chiasso, la sporcizia e la maleducazione di una città come Roma. Io a Roma ci vivo, e ci sono cose che tollero a fatica. Ma poichè, d’altro canto, le cose che amo di questa città non sono poche, ci rimango. Anche perchè penso che “il luogo perfetto in cui vivere” non esista.
    E alla fine, nessuno vieta di prendere il volo verso un’altra direzione quando non se ne può davvero più…

  13. melanele ha scritto:

    Solo per la motivazione n.2 io a Ginevra ci resterei. Guarda che qui è un delirio… E la n.1 (mai chiamarsi la sfiga!) e la n.3 sono validissime.
    Roma è una città bellissima, un gioiello, piena di vita e di cose da fare, ma sull\’onda della nostalgia non identificare, ti prego, la sporcizia, la maleducazione, il casino, le disfunzioni pubbliche con la \"libertà\" e il calore umano. E te lo dice una che ha metà famiglia romana, e che a Roma ci ha vissuto 4 anni + 3 a Civitavecchia (ma non so se vale). Beh, Roma è uno splendido posto per i weekend e le vacanze, ma per tornare a viverci dovrebbe essere un po\’ più \"ginevrina\". Forse a Roma vivevi in buon quartiere, ma io stavo in periferia… non c\’è altro da aggiungere. :-DDD
    Comunque sia, un grande in bocca al lupo!

  14. Paola ha scritto:

    chissa’ se prima che voi ripartiate alla volta dell’Italia riusciremo ad incontrarci…
    Concordo pienamente con la tua descrizione della citta’. Come famiglia, il nostro equilibrio lo stiamo cercando nella vicina Francia, che e’ un po’ “dormitorio” ma ha un profumo un po’ piu’ vero.
    Nonostante questo, il rumore dell’Italia, i suoi profumi, il “caos disorganizzato”, il calore della gente (che magari non dice buongiorno…) credo continueranno a mancarci molto!

  15. fabio ha scritto:

    vivo a ginevra e ogni giorno vedo zingari ai semafori di Quai du Mont Blanc, mercatini spartani di frutta e verdura tipo quello di plainpalais, ragazzacci che fanno l\’elemosina in boulevard du pont d\’arve, persone veramente poco raccomandabili in route des acacias…

    Madame sembra che parliate di Bernex o di Cologny non del centro città di Genève…

    La verità è che per essere una grande metropoli è accudita come un paesino di montagna… ma non è cosi\’ perfetta come si dice… per chi cerca questo tipo di città consiglio vivamente losanna o neuchatel che sono a tutti gli effetti città gioello vista lago… 🙂

    mi piace molto il tuo blog, lo leggo spesso!
    ho scritto questo commento solo perchè mi sembra dai commenti che tutti abbiano pensato a ginevra come una città perfetta, dove tutti vestono burberry e si dicono bonjour bonjour…

    non è solo questo!

    provare per credere come hai detto tu!

    😉

  16. Emy ha scritto:

    Io pagherei oro per tutto questo al momento…..
    Mi ha colpito molto il commento di Fabio, se non ti dispiace volevo chiederti alcuni particolari sulla tua vita a Ginevra, sono una universitaria e vorrei trasferirmi lì al più presto.
    Quanto puoi contattami grazie XD!

  17. Laura ha scritto:

    Ho letto in una notte di sabato le riflessioi sulla città di Ginevra, andando a gitare “io vivo a Ginevra”, sì proprio così perché avrei vogia di andar via da Roma da casa mia e penso che Ginevra sarebbe la meta giustaper trovare un po’ di pace. L’ho vista tanti anni fa e ne sono rimasta affascinata. Bellissima, elegante, misteriosa. Per me trasferirmi là rimane al momento un bel sogno, anche se non del tutto impossibile.
    Sono contenta, anche se non vi conosco, che qualcuno per me l’ha potuto realizzare.

  18. fabio ha scritto:

    Ciao Emy anch’io studio all’università non so se lo rileggerai ma se vuoi sapere qualcosa in più ti lascio l’e-mail: tonymontanaimpexp@hotmail.com

    tralaltro ai problemi che vengono meticolosamente e svizzeramente nascosti al mondo aggiungerei la giornataccia di un sabato di qualche mese fa in cui parecchi black block unitisi a una manifestazione pacifica hanno distrutto le vetrine delle banche, incendiato macchine e lanciato lacrimogeni dentro la stazione piena di civili e bambini…

    vedere per credere perché detta così sembra niente di che…

    http://www.youtube.com/watch?v=vUQ_kguI49M

    quel giorno sono passato da bel-air e visto un sacco di violenza gratuita…

    era un po vecchio quel commento magari tu habites dejà Genève 🙂

    Ciauuu a tutti!!!

  19. il Dio denaro ha scritto:

    Ginevra, già dal nome sa di Romantico un pò come Parigi..ma alla “perfezione svizzera” preferisco un pò di sano odore metropolitano milanese giusto perchè mi ricorda di stare con i piedi per terra..
    Abbiamo lo smog..la criminalità..gli affitti e i sub-affitti ma in questo piccolo big -bang dell’eccesso non si sta malaccio..vite storte e gatti svelti …

  20. ghirigori ha scritto:

    gran bel post! sembra una fotografia. però, a cercare il pelo nell’uovo, io, di macchine parcheggiate con due ruote in strada e due sul marciapiede, ne ho viste tante.
    e i centri sociali li hanno praticamente chiusi tutti, inclusa rue de l’industrie…
    se posso aggiungere un parere, è anche una città in cui non puoi fare un minimo di casino in casa tua che i vicini ti denunciano (e a me, ‘sto fatto di vivere con il terrore dei vicini… pare di stare nell’unione sovietica della guerra fredda). è una città che, come il resto del paese, mostra un volto gentile a chiunque ma è profondamente xenofoba, tant’è vero che qualche settimana fa lessi su un giornale locale le istruzioni sul referendum sugli stranieri, e su una delle pagine campeggiava un: “che tipo di stranieri vogliamo?”, che proprio il massimo della tolleranza non mi sembra.
    se la metà di quanto guadagni la devi spendere in psichiatra (esagero, ovviamente, ma è per capirsi), io dico no grazie,
    preferisco parigi. dove infatti sto per tornare.

    enjoy!

  21. creamy ha scritto:

    ciao!ho letto il tuo commento e mi hai incuriosita tanto.
    se c'e' davvero cosi' tanto lavoro ho mia mamma da poco in ticino e vorrebbe spostarsi in quella zona potresti esserci d'aiuto?grazie A.Rossi :-)))

  22. sabrina ha scritto:

    aiuto non saprei, incoraggiamento tanto!!! dipende da troppe cose…che lavoro fa, quanto parla il francese, cosa vuole fare….

  23. jo ha scritto:

    Ciao! eppure chissa cosa farei per andarci a vivvere…è proprio vero nn ci acontentiamo mai ..:)

  24. vanessa ha scritto:

    Carissima, per fortuna sono riuscita a trovare qualcuno che ha messo nero su bianco esattamente ciò che penso! personalmente non mi sento viva e sarà anche brutto da dire ma vedere un barbone che ti riporta alla realtà non fa male, tanto la povertà esiste ed esisterà sempre! la cosa che mi fa + male è l'ipocrisia della sua neutralità a scapito delle leggi infrante negli altri 194 Paesi nel Mondo! Ed è vero: questa finta perfezione cela la noia mortale che serpeggia in questa città! Viverla mi fa venir voglia di tornare in Italia e fare la rivoluzione per riappropriarmi di un Paese che mi ha costretto a fuggire ma che in fondo non cambierei per nessun motivo al mondo!

  25. silvia ha scritto:

    Salve a tutti, spero che qualcuno mi legga, sono un'attrice che studia a Milano e sogna un futuro umano. Chi sa dirmi qual'è la situazione artistica della città? Movimento culturale ce n'è? e più in generale, qualcuno che ci vive sa qual'è la situazione "lavoro" attuale? Grazie 🙂

  26. sabrina ha scritto:

    ciao silvia, ti leggo ma non so aiutarti. Da quel poco che ho potuto capire non mi sembra una città particolarmente viva anche culturalmente. Ma potrei anche sbagliarmi, infondo sono stata solo un anno!!

  27. Anna ha scritto:

    Movimento culturale a Milano? Ce n'è fin che vuoi….ad esempio partiamo dalle scuole steineriane, a Milano ce ne sono 3 ognuna delle quali propone un bel programma culturale, cioè conferenze completamente gratuite alle quali chiunque interessato può parteciparvi….a tal proposito se vuoi farti un'idea ti consiglio la conferenza presso la scuola Cometa  in Via Bussola (zona Romolo – Navigli) del 5 novembre sulla personalità di Steiner. Ti informo anche che a Milano c'è in Via Vasto la sede della società antroposofica anche questa con un'agenda ricca di appuntamenti.
    Per quanto riguarda la parte " artistica" della città ti invito a fare due passi sui Navigli la domenica ultima di ogni mese in occasione del mercato dell'antiquariato e nell'occasione si aprono ai visitatori i cortili e lo spettacolo per gli occhi è assicurato…..altro consiglio che posso darti è di frequentare le bellissime e ben fornite librerie della città prime fra tutte Feltrinelli e Mondadori e anche qui ci sono molte occasioni culturalmente invitanti ed interessanti (chiedi il programma).
    Settimana scorsa ad esempio un famoso giornalista d'arte faceva da "cicerone" alla visita al Duomo di Milano….compra il Corriere della Sera il sabato e guarda quante iniziative offre la città.
    Spero di essere stata utile a qualcuno in special modo a Silvia e Sabrina.
    Un saluto!

  28. Lucia ha scritto:

    Ciao, mi intrometto per dare un suggerimento a Silvia, che vorrebbe fare l'attrice a Ginevra.
    Ti sconsiglio di venire qui. A parte le isituzioni culturali ufficiali, decisamente impostate, il resto credo non ci sia.
    Sono qui solo da un mese ma mi sento di affermare che la città in effetti è noiosa. Vengo da 5 anni di Roma. Caos, scarsezza di lavoro e degrado mi hanno spinta a cercare una meta all'estero. Ma un confronto sull' offerta culturale non si può neanche pensare. Temo perciò di avere sbagliato. Credo andrò alla ricerca di una città più viva culturalmente e socialmente.
    E sul fatto che nel week end Ginevra si svuota….è vero. Segno che la città da sola non basta.

  29. fedinsky ha scritto:

    Ciao a tutti, mi hanno da poco offerto un lavoro a Losanna e, dopo aver letto questa discussione sono ancora più in crisi … non parlo il francese e mi rendo conto che all'inizio sarà difficile. Dovrei lasciare il mio compagno a Milano e sperare di poter tornare a casa quasi tutti i fine settimana…dite che è una pazzia?

  30. fabrilus ha scritto:

    ciao fedinsky , io cerco lavoro a losanna o ginevra , vivo a milano , hai possibilita' di consigliarmi o indicarmi qualche realta' dove si assume , anche io  non parlo bene il francese , ma ho la mia fidanzata francese e mi arrangio un po !!! .Ti ringrazio

  31. Giuseppe ha scritto:

    Salve,
    Posso chiederle il suo contatto e-mail? Grazie!
    Cordialità,
    G.

  32. sabrina ha scritto:

    e’ sul sito. nella parte contatti in alto

  33. La verità fa male ha scritto:

    Finta, razzista, violenta dietro un sorriso ostentato.
    Multano chi chiede la carità!!

    Piena di organizzazioni internazionali che servono solo a pagare stipendi altissimi per chi vi lavora in modo da distribuirli in giro per ostentare ricchezza.
    Alla fine si trova veramente lavoro “normale” solo tramite conoscenze, come in italia.

    Credono di mangiare bene solo se quello che gli viene dato costa tanto.

    Il traffico nelle ore di punta è come quello di qualsiasi altra città.

    Se guidi e devi girare da una parte ti devi incanalare 200 metri prima altrimenti sei un pirata… Alla faccia della città della tolleranza.

    Il dio denaro impera su tutto e le famiglie “medie” vanno a fare la spesa in francia o alla migros comprando tutto della linea budget perchè costa meno.

    La sanità? Vai al pronto soccorso e ti fanno aspettare per ore..per poi giocare a scaricabarile

    La vita sociale?
    Per uscire devi conoscere una persona da almeno un anno e devi fissarti un appuntamento due o tre settimane prima.
    Quasi tutti vanno da psichiatri o psicologi e non mi stupisce perchè ne vedi molti che vanno a cena fuori…. DA SOLI!!
    La prostituzione notturna o…quella strisciante…negli uffici è niente rispetto al migliore dei bunga bunga.

    Le feste di ginevra e la lake parade sono gli eventi dell’estate e assomigliano alle giostre dei bambini e ai carri in maschera.. Con tutto il rispetto per i carri.

    Cosa ho tralasciato? Ah… Il jet d’eau..andatelo a vedere..quello per loro è il simbolo della città. Un idrante in mezzo al lago

    Ah dimenticavo…Si è vero i trasporti funzionano!

  34. Claudia ha scritto:

    Uno degli articoli più cretini e qualinquisti mai letti nel web. Cordialmente.

  35. claudia ha scritto:

    Come ti capisco! Siamo molto simili in questa esperienze da emigranti! Anche io blogger, anche io con le bimbe all’asilo steineriano…. anche io fuori posto!
    Noi dalla Toscana siamo emigrati 3 anni fa in Ticino a Bellinzona. Siamo ancora nostalgici, lo siamo sia della Toscana sia della Romagna, la mia terra. Il Ticino è ancora piu’ svizzero di Ginevra dove la gente per omologarsi alla svizzera interna ha dimenticato la sua italianità per sostituirla con la precisione e la chiusura rigida delle montagne. Hai fatto bene a scegliere Roma, la conosco abbastanza bene e posso immaginare che vi mancasse molto!

    ti ho scoperta solo oggi, mi piacciono i tuoi post, se ti va fai un salto da me, scrivo di arte, di spirito e parlo del mio mondo culinario-antroposofico.
    ciao ciao Claudia/Acquaviva

  36. Alessandra Cantu ha scritto:

    Sto per trasferirmi in Svizzera (Lugano) dopo 10 anni passati in UK e 1 anno in Svezia (mio marito e’ svedese). Onestamente io nel caos italiano non riuscirei piu’ a vivere, non so come andra’ in Svizzera, ma so per certo che l’Italia non e’ nella nostra lista. Trovo onestamente che un po’ di apertura mentale quando si va all’estero e’ necessaria per far fruttare al meglio le esperienze che si fanno. Noi viviamo una vita molto nord europea (sia io che mio marito abbiamo carriere molto impegnative), avere gli orari spostati verso il presto ci aiuta molto a conciliare lavoro e famiglia. In Italia non sarebbe possibile, vuoi per la scarsa flessibilita’ sul lavoro e per il maschilismo imperante. Non vedo nemmeno cosa ci sia di strano a mandare i bambini a letto presto, nostra figlia e’ una bambina felice e allegra ed ha sempre avuto una routine molto strutturata, va a letto alle 7.30 come tutti i bambini in UK. Noi ci alziamo prima delle 6 e con questi orari abbiamo anche un po’ di tempo per noi due. Sara’ che vivo all’estero da tanti anni e che mio marito e’ svedese, ma faccio davvero fatica a riconoscermi nei commenti di questo post…
    Claudia mi rincuori molto, io sono terrorizzata di trovare la mentalita’ italiana in Ticino, se mi dici che non e’ cosi’, arrivo un po’ piu’ tranquilla.
    Alessandra

  37. Ivana S. ha scritto:

    Mi sono imbattuta in questo articolo quasi per caso. La cosa sconvolgente è che condividio ogni singola virgola e ho provato ogni singola parola da te descritta.
    Concordo veramente su tutto!!

    Un piccolo particolare pero: nel mio caso l’articolo l’avrei scritto per Zurigo, dove vivo da quasi 5 anni.

    E speriamo di andarcene prima del sesto…incrociamo le dita!!!
    Ma è tutta cosi la svizzera?!

  38. Giuseppe ha scritto:

    Salve,attualmente lavoro in Auchan,ma vorrei trasferirmi a Ginevra per potermi fare una vita migliore…

  39. alba ha scritto:

    ma quanti luoghi comuni e banalità.cosa significa dire che una città è finta?che è popolata da manichini?ogni posto è vero e reale nella propria unicità e diversità,vivaddio.

  40. Francesca ha scritto:

    Vorrei dire a tutti gli stranieri che vengono nella FANTASTICA SVIZZERA e ne sparlano ogni secondo: tornatevene da dove siete venuti, ne abbiamo già abbastanza di persone che sputano nel piatto dove mangiano tutti i giorni!!

  41. Vale ha scritto:

    Recensione del tutto scadente e priva di pregiudizi soprattutto.
    Meglio volte una città “finta” come Ginevra che vivere nello schifo e nella confusione in cui ci troviamo oggi, ormai senza più regole e rispetto.

  42. paola ha scritto:

    La coda al pronto si fa…eccome! Proprio ieri mia figlia, ha portato il bambino, ed ha dovuto attendere più di quattro ore e il bambino aveva bisogno di tre punti di sutura al mento!

  43. Sergio ha scritto:

    Sono nato a Ginevra, mi hanno portato al sud a 11 anni. Quanto ti sbagli, Ginevra e’ viva, basta sapere dove andare..

  44. Luisa ha scritto:

    Carissimi ma io così semplici non vi vedo!! Siete tremendamente complicati!

  45. cristina ha scritto:

    Sarà perchè non ho ancora provato ma a me a Ginevra piacerebbe tantissimo viverci. Proprio perchè (per come sono fatta io) amo la tranquillità, la cortesia nelle persone, la pulizia, l’ordine e la routine, sì la routine! E soprattutto il rispetto delle regole del vivere civile.
    Farò volentieri a meno del vociare (urlare) confuso dei mercati, dei locali affollati, del puzzo di ascelle sui tram (affollatissimi!), dell’odiosissima anarchia che popola le nostre città italiane piene di maleducati, se non arroganti trogloditi, parcheggi in seconda fila, cacche di cane sui marciapiedi, sporcizia ovunque, ignoranti al volante ecc.
    Non vedo l’ora di rinnovare in meglio la qualità della mia vita!

  46. Luca ha scritto:

    Aoh ma che stai addi … :o)

    E’ che in italia va tutto cosi male che certe cose semplicemente non le tolleriamo perché non ci vengono insegnate e vanno al di fuori del nostro limitatissimo senso civico.
    Sono basso scuro di capelli e carnagione ma assolutamente nessun problema ad integrarmi.
    Non so che gente frequenti ma io ho fatto amicizia subito con un sacco di persone che sono anche colleghi ed anche se non sapevo il francese.
    Almeno due volte alla settimana si esce e ci si diverte parecchio.

    p.s.
    Io adoro Ginevra anche per quelli che per te sono punti negativi… Sorry né!

  47. sabrina ha scritto:

    grazie per la tua opinione Luca: è proprio vero quello che dico sempre ai miei bambini, ogni persona è una persona diversa!

  48. Mara ha scritto:

    Mi sono trasferita a Ginevra quattro mesi fa. In estate, capirai, la stagione migliore. Sto letteralmente aspettando la scadenza del mio contratto per darmela a gambe. Detesto questo buco-giardino di Barbie! Io vengo dalla civilissima alta Toscana, ho vissuto a Washington DC, Buenos Aires e Londra. Ma solo da quando sto qua ho il costante desiderio di farmi prescrivere antidepressivi (e dire che ho il padre svizzero). Ginevra e’ un gioiello falso, una mera, finta, noiosa rottura di palle. Se domani venisse risucchiata nel lago festeggerei alla grande.

  49. Ihategenev ha scritto:

    Concordo pienamente con quanto scritto nell’articolo. Ginevra è il posto più noioso e meno interessante della crosta terrestre

  50. Alessandra ha scritto:

    Nella perfetta Ginevra, dove non ci sono neppure i lavavetri ai semafori, dove le mammine passaggiano indisturbate spingendo passeggini alla moda e dove tutto funziona come un orologio, svizzero appunto, è arrivato il lupo cattivo.
    Valentina aveva 29 anni, era simpatica, allegra, profondamente buona, dolce.
    In tutta la sua breve vita non aveva mai fatto nulla che non fosse onesto e sano.
    Era stata una grande gioia per lei essere ammessa a un dottorato di ricerca a Ginevra: aveva coronato il sogno della sua vita.
    Lunedì sera usciva dal lavoro, un predatore l’ha puntata, l’ha aggredita: voleva la sua borsa. Era un suo diritto avere quella borsa perchè era più alto, più forte e maschio e questa è la legge della jungla.
    Valentina ha reagito, forse più per istinto che per convinzione, lui era pronto e armato, si era procurato una sbarra di ferro e l’ha usata.
    Un atto di pura volontà, non un caso, non un incidente: lui voleva uccidere e ci è riuscito.
    L’ha abbandonata come una cosa vuota, annegata nel suo sangue su un ampio, pulitissimo marciapiedi della inappuntabile Ginevra.
    Speriamo che il sangue di Valentina non disturbi la sensibilità de les monsieurs che passaggiano con i cani.

  51. Federico ha scritto:

    Mah… avendo attentamente letto la vostra esperienza elvetica, mi viene un po’ da ridere onestamente scusate.
    Io da romano trentenne non vedo l’ora di andarmene da questa Capitale impigrita, impoverita e rozza (e calcolate che ho la fortuna di vivere a Corso Trieste, non chissà dove…).
    Obiettivamente mi sembrate, senza offesa alcuna per carità, la classica famiglia di romani-italiani inadattabile, che baratterebbe l’abitudinaria caciara per l’ordine ecc…
    Che i negozi chiudano un’oretta prima di quelli italiani è cosa che succede in tutto il resto dell’Europa nordica… 18.30 vs 19.30 sai che differenza!
    Ad ogni modo, perdonatemi, ma penso che, probabilmente, stareste male anche a Vienna e Parigi… contenti voi di ritornare a Roma, città finita, senza futuro, gonfia di mafia e maleducazione.
    Saluti 😉

  52. sabrina ha scritto:

    non siamo romani, siamo torinesi!

  53. adi ha scritto:

    SE DOVESSI FARE UN LAVORO A GINEVRA COME FUNZIONA? IN CANTON TICINO TI LASCIANO IL PERMESSO DI 3MESI E LI INVECE?
    GRAZIE

  54. ADI ha scritto:

    CIAO A TUTTI SE DOVESSI FARE UN LAVORO A GINEVRA CON LA MIA AZIENDA CI VUOLE IL PERMESSO? AD ESEMPIO IN CANTON TICINO CI VUOLE IL PERMESSO ED ESISTE PER 3 MESI..LI INVECE??

  55. Federico ha scritto:

    D’accordo, siete savoiardi torinesi vi sentite molto diversi da chi non è di Torino.
    Va bene.
    Ma obiettivamente il mio commento sarebbe rimasto tale fossi stato di Milano, Genova, Bologna o Firenze.
    Contenti voi.
    😉

  56. Roberto della rovere ha scritto:

    E di una noia mortale !!! La cosa bellissima sono i negozi di orologi…!!! Viverci si con tanti solidi in tasca !!! E fare la vinta che fanno le persone ricche che vivono a Ginevra !!!! Che non ti salutano e ti guardano altezzosi !!!

  57. Ornella ha scritto:

    Mi spiace leggere queste parole, e credo sia ingiusto.
    Ho vissuto in Canada, dove il rispetto, la pulizia, “grazie” e “buongiorno” sono all’ordine del giorno. Dove se una persona ti sfiora o si avvicina appena per strada, ti chiede scusa. Dove la natura è talmente bella da voler fare a meno del caos della città. Eppure ho letto cose simili, scritte da persone che non sopportano la quiete. Quiete per me non è sinonimo di noia ma di pace.
    Credo tutto dipenda da quello che ci rende più felici. A me, personalmente, il caos dell’Italia, la sporcizia, l’inquinamento acustico e il poco rispetto nel prossimo, fanno accapponare la pelle e sinceramente non vorrei mai far crescere i miei figli in questa giungla, anche perchè ci si stressa talmente tanto da accorciare la vita e diminuire la qualità delle nostre giornate.
    Io non credo si debba per forza divenire falsi, in un luogo in cui vengono imposte delle regole. Piuttosto, credo sia una crescita emotiva nel vivere in un luogo in cui il rispetto non è un’opzione ma una base di vita.
    Oltre questo, vogliamo parlare della bellezza infinita della Svizzera? e della vicinanza all’Italia, per chi non vuole rinunciare alle visite familiari e ai ritorni a casa durante le feste?
    Credo che in qualsiasi luogo nel mondo ci siano persone altezzose e altre totalmente amichevoli e pronte ad aiutare il prossimo. In qualsiasi luogo esistono i pro e i contro, ma, nonostante la mia appartenenza all’Italia, ho sempre apprezzato luoghi esteri dove si respira un minimo di apertura mentale, di possibilità e di futuro. L’Italia è destinata ad essere un luogo dove trascorrere le vacanze ma niente più!!

  58. Giulio ha scritto:

    Smettiamola un po’ di denigrare sempre il nostro paese mentre i cittadini del resto d’Europa vivono davvero nella merda delle volte eppure esaltano sempre il loro posto.
    Solo viaggiando e casomai vivendo all’estero vi accorgerete che al di là della disoccupazione, in Italia abbiamo gentilezza cortesia attenzione e siamo molto molto avanti in tante cose. Bisognerebbe che noi Italiani iniziassimo a prenderci più cura anche delle nostre strade e piazze proprio come faremo con le nostre abitazioni, perché entrambe sono le nostre case. Fuggono dalle loro città nel weekend, non fanno manco un cambio di aria nelle loro abitazioni, balconi sempre chiusi e case sempre cupi e soprattutto non parliamo della loro costruzione, cioè in Italia ce li mangiamo proprio e dai siamo sinceri. Viva l’Italia, viva il nostro modo di vivere che tutti ci invidiano, viva la nostra cultura, la nostra lingua e tutto ciò che è italiano tranne quel governo di merda che ci fa fare figure di merda permettendo a paesi che sono sempre stati indietro di parlare e vantarsi.

  59. Annalisa ha scritto:

    Fuggita a gambe levate dalle “vera e autentica” Roma e approdata nella altrettanto “finta” Francia vicina.

    Leggendo il tuo articolo si ha l’impressione che esista una correlazione (probabilmente confusione di idee, significati e valori) tra efficienza e falsità. Una citta pulita, funzionale, con parchi agibili e giostre sempre nuove e funzionanti, una città con persone sorridenti ed educate, un mercato dal quale non sei costretta a fuggire perché frastornata dalle grida dello strillone di turno è un ambiente sano, è una città a dimensione umana che dovrebbe essere un modello universale. La Svizzera fortunatamente è vera, esiste nel suo perbenismo e nella efficienza, se Roma fosse stata così non sarei mai partita, faccio volentieri a meno del barista che mi manda a quel paese e del dover saltellare sul marciapiede tra una vera cagata di cane, una siringa e un sacchetto della mondezza. (Sono appena ritornata da un soggiorno romano con una tristezza infinita)

  60. Elena ha scritto:

    Gentilissima,il suo giudizio sulla città è diametralmente opposto rispetto al mio. Da romana trasferitasi a vivere a Ginevra, posso dire che anche se integrarsi non è di certo un “gioco da ragazzi”, ci sono tutti i mezzi per farlo. Corsi di lingua (anche gratuiti), case di quartiere dove partecipare attivamente ad eventi ricreativi, bellissimi musei e teatri ed innumerevoli proposte culturali, senza contare le conferenze, molte delle quali offrono uno sguardo analitico e sempre rivolto al resto del mondo. Inoltre, Ginevra è un melting pot di tantissime lingue e culture differenti tra loro, ma esiste una reale curiosità verso l'”altro” e un totale rispetto per tutti coloro che si cimentano nelle studio della lingua, così come nella ricerca di un lavoro. Quest’ultimo è croce e delizia per tutti gli stranieri che desiderano accedere il prima possibile al sistema “ginevrino”. Per esempio: lei ha provato a cimentarsi nella ricerca di un impiego? Ha avuto modo di entrare in contatto con le diverse associazioni che difendono i migranti ed loro diritti e che ogni giorno si battono affinché vengano loro riconosciute le qualità professionali che meritano? Ha visto il fermento che ruota attorno a tematiche come quelle del benessere sul posto di lavoro? Ha seguito le cause portate avanti dalle militanti “femministe” che si battono per ridurre l’orario di lavoro ed incrementare l’uguaglianza tra i generi? Il mio commento non vuole essere una critica, si tratta solo di un parere contrario rispetto al suo, ma trovo che sia giusto per i lettori desiderosi di avere delle informazioni più esaustive su Ginevra, poter avere anche un’altra interpretazione.

  61. Andrea ha scritto:

    Purtroppo non si capisce la data dei commenti, scrivo a gennaio 2020, sono Emiliano e compierò presto 30 anni.

    Personalmente ritengo che gli Italiani abbiano il carattere e la cordialità migliore al mondo.
    Durante l’università ho visto diversi paesi Europei, oltre che gli USA, e raramente ho percepito l’autenticità italiana.

    Amo l’Italia, ma la vedo senza speranze.

    – Politicamente è e resterà un vuoto di idee, con progetti MAI a lungo termine, ma solo a fini elettorali
    – Un’efficienza dell’apparato statale tra i peggiori al mondo. (Dati OCSE, non miei).
    – Sistema pensionistico che non collasserà, solo perchè ai 30 di oggi verrò chiesto di lavorare fino a 75 anni
    – Tassazione imbarazzante per i servizi proposti. Se poi sei una PIVA paghi circa il 60% di utile (regime forfettario a parte, ma quanto credete che durerà ancora?)

    La Svizzera avrà innumerevoli difetti, ma storicamente ci insegna che è un paese efficiente, con buone prospettive di lavoro e che cura i conti pubblici, ovvero i soldi dei cittadini.

    Per questo io condivido la vostra visione di “freddezza”, ma prima di parlarne così male ci penserei due volte.

  62. Samuel ha scritto:

    Quel “Bonjour Madame” che ha detto la cassiera si chiama semplicemente EDUCAZIONE,quello che voi romani non avete

Commenta questo post