Tutto è cominciato cosi, con l’edicola. E sempre ad opera di quei simpaticoni della Gedis Edicola, gli stessi produttori degli elastici-braccialetti. Prima hanno partorito lo skate evolution (2.90 euro) , uno skateboardino che si comanda con le mani (in america la moda si chiama finger skate, digitate su you tube questo nome e rimarrete stupiti).
Da quello sono passatilo skatepark evolution in pratica si sono messi a vendere rampe, muretti, pipe e halfpipe, proprio come per voler allestire uno stake park in miniatura. Infine hanno prodotto lo skate di legno (3.90 euro) che invece di rompersi dopo 10 minuti si rompe dopo 24 ore…
I nostri figli ci sono cascati come salami, in preda all’acquisto compulsivo che abbiamo arginato con il regalo del mese (ogni primo del mese un nuovo accessorio, che si rompe dopo un quarto d’ora ma quello è un problema tuo – dice la mamma senza perdere la pazienza)
Per fortuna i bambini si sono messi in testa che era meglio auto-costruirsi anche le rampe e quindi con l’aiuto di Andrea si sono messi al lavoro…
E a quel punto non abbiamo resistito, e il nostro video performativo l’abbiamo fatto anche noi (anzi zeno). Eccolo qui:
Dopo l’autocostruzione delle rampe, abbiamo deciso di passare agli skate veri.. ormai le tecniche erano acquisite, almeno in teoria…
all’inizio eravamo contentissimi (e anche Emilio). Abbiamo pensato: i bambini avranno qualcosa di nuovo da fare all’aperto (le passeggiate a villa panphili con il passeggino al seguito si erano fatte troppo poco selvagge ultimamente).
Invece la questione si è rivelata più complicata del previsto. A Roma non ci sono luoghi lisci, possibilmente in pendenza e al riparo da pericoli. Come si fa? Una petizione per la costruzione di uno skate park in area fori imperiali?






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