Sento tante mamme che parlano dei loro figli che fanno violino, pianoforte, solfeggio e volteggio (con il cavallo non con lo strumento musicale) e quanto sono bravi, e quanto di qui e quanto di la.
Quello che posso dirvi è questo. Ho evitato di dirlo in giro, ho cercato di non montare un caso, ho finito per sminuire addirittura la cosa dicendo a Lorenzopedro: vuoi fare violino? bene.
(clicca sulle immagini per ingrandirle)
Poi pero’ giuro, non ce la faccio a non postare queste immagini commoventi:
– di Emilio che all’inizio era alquanto infastidito mentre ora apprezza e se potesse pagherebbe il biglietto per il concerto ogni martedi
– di Zeno che fa il vago, fa finta che non gli importi, e poi so gia che un giorno prenderà in mano il violino e sarà gia capace a suonarlo
– di Lorenzopedro che lo vedi che fa una fatica assurda a non suonare alla velocità della luce, come fa lui qualsiasi cosa, e cerca di darsi un tono, e tira su la schiena quando passo davanti a lui, e adora la sua maestra e la tratta con tanto rispetto…
Non vogliamo che Lorenzopedro diventi un musicista, che abbia un portamento, un atteggiamento, una mente geniale, un qualsiasi cosa da musicista. Non ci importa proprio nulla. Non vogliamo il nostro Lorenzopedro cosi com’e’, con la parla romanesca, e le mani in tasca, e una voglia sfegatata di tirare due calci al pallone.
Eppure chissà perchè a Babbo Natale ha chiesto proprio un violino.
Sto imparando, a mia spese, con grande fatica, con esercizio quotidiano quasi forzato ad accettare, a lasciare che sia, a togliere aspettative e aggiungere solo puro amore ad ogni pensiero. E sto cominciando a vedere dei risultati.

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