L’anno scorso abbiamo comprato l’albero all’ikea senza pensarci molto su. (ho un pessimo ricordo di quel tristissimo albero di natale di plastica anni 70 che mia madre tirava fuori tutti gli anni, sempre lo stesso, mai una decorazione diversa…. ufff)
Poi pero’ dopo Natale ci siamo chiesti dove metterlo, non è possibile buttar via nel cassonetto una pianta, un organismo vivente.
L’abbiamo lasciata vivacchiare in balcone, anche se ogni volta che uscivo a prendere gli stracci mi dicevo “ecco, ci voleva solo più l’albero di natale su questo balcone di un metro per due“!
Fino a primavera ha resistito, poi ha avuto una performance di crescita che ci ha fatto ben sperare.. alla fine è morto miseramente ai primi caldi.
Quest’anno ci siamo detti: non possiamo sacrificare un albero per il nostro piacere di decorare la casa….
Allora un giorno abbiamo trovato un grande ramo caduto da un pino marittimo gigantesco in Via Gregorio VII. Un pino di quelli secolari che a Roma non sono rari a vedersi. Ci siamo fermati e lo abbiamo caricato a fatica in macchina sotto lo sguardo incredulo dei passanti.
I bambini continuavano a dire: “mamma ma si può fare?” “ma certo, non stiamo mica rubando niente, stiamo dando una seconda vita a un ramo caduto, che comunque è destinato a seccare presto“.
Quest’anno non sacrifichiamo alberi alla nostra tavola, anzi è stata un’ottima occasione per costruirei insieme ai bambini una base di legno per reggere il tronco.
E poi l’abbiamo decorato, con le decorazioni di sempre e qualcuna nuova in più. Perchè ogni anno è un anno nuovo!!!


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