Mar18
Fare esperienza con il colore
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Educazione, Manualità Se chiedi ad una maestra o ad una mamma: fai disegnare i tuoi bambini?
Ti dirà sicuramente di si.
Far disegnare i bambini di solito significa dire ai bambini: “disegna qualcosa”, oppure “disegnami un albero”, visto che spesso i bambini chiedono: “cosa vuoi che ti disegni?”.
Il fatto è comunque che si parte da una forma e poi si colora al suo interno.
Nei peggiori dei casi al bambino non viene neanche chiesto di inventare il contorno di un oggetto da colorare, ma gli viene data direttamente la fotocopia in bianco e nero con il disegno di un contorno… un albero per esempio. E poi “colora!!”
Nella scuola Waldorf non si usa fare cosi. Anzi di più: in queste strane scuole ai bambini non vengono date nè matite colorate, nè pennarelli, nè penne.
Ecco il motivo spiegato meglio che posso, anche se non sono nè una maestra nè un’esperta, ma solo una mamma che si chiede il perchè delle cose. (se tra i lettori c’e’ qualcuno che vuole spiegar meglio la questione è invitato a farlo nei commenti).

La caratteristica principale delle matite e dei pennarelli è che hanno la punta e la punta serve per disegnare i contorni dei disegni. In queste scuole disegnare significa sperimentare artisticamente il colore prima di tutto. Le forme o i contorni vengono dopo, molto dopo.
In effetti i contorni sono un’astrazione, qualcosa che non esiste in natura, sono una rappresentazione intellettuale, di concetto, qualcosa che alimenta il lato intellettivo dell’essere umano, non il lato artistico.
Disegnare diventa un modo per apprendere (a scuola infatti si fa presto la pre-scrittura, e il disegno spesso è un elemento didattico e non ludico) e non un modo per esprimere la proprio creatività artistica.
Invece di riempire i contorni dell’albero con il colore verde, chiedere ad un bambino di disegnare più liberamente e naturalmente campi di colore e di rintracciare in quelle distese colorate l’albero che avevano immaginato può sembrare inizialmente difficile da far capire ad un bambino, ma una volta liberata la capacità creativa presente in ogni essere umano, il disegno diventa un’esperienza di alta qualità, un’espressione artistica e ludica di grande soddisfazione.
L’obiettivo è proporre al bambino un’attività che non richieda una performance (non andare fuori dai bordi per esempio) ma che richieda uno sforzo di diverso tipo: abilitare la forza creatrice. Perchè l’adulto di domani non possa dire mai non so disegnare.
I colori di cera
I colori di cera sono morbidi e hanno un tratto molto largo che incoraggia il disegno su larga scala. Il tratto si trasforma in superficie, il bambino si rilassa interiormente se invece del “cosa devo disegnare” pensa al “guarda che bello questo colore, cosa verrà fuori”?
Inoltre usare i colori a cera significa scoprire da se i colori primari e quelli secondari (per esempio che il giallo e il blu uniti danno vita al verde), e questa può essere una scoperta assai interessante per un bambino.
In questo senso l’approccio artistico al colore nella scuola steiner è vicino alla teoria dei colori di Goethe, dove i colori vengono esperiti per le loro caratteristiche intrinseche (i colori caldi e freddi, i colori complementari, lo spettro dei colori, la relazione tra un colore e l’altro, l’effetto ottico di colori adiacenti, ecc.)
Leggi una biografia interessante e approfondita sui colori qui.
Se siete interessati a fare degli esperimenti con i colori della Stockmar cliccate qui per visualizzare i manuali in in inglese.
I colori sono i veri abitanti dello spazio. La linea non fa che viaggiarvi attraverso e percorrerlo; essa passa soltanto.
(I.Klein)
Un altro motivo per cui la punta non è adatta per il disegno del bambino è che, secondo la pedagogia steineriana, l’uso della matita appuntita o della penna “contribuisce” a forgiare il pensiero, allena il ragionamento strutturato in forma di pensiero, in qualche modo forza il bambino ad uscire dall’elemento sognante della superficie materica e introduce alla punto, alla linea, alla scrittura, al pensiero adulto.
Come esprime molto chiaramente Kandinsky (forse non a caso contemporaneo di Steiner) nel suo Punto, linea, superficie.
Molti si chiederanno: e che male c’e'? Niente di male, semplicemente la pedagogia di Rudolf Steiner è attenta a non proporre prematuramente al bambino alcuna forma di stimolazione alla razionalità proprio per non sprecare quel potenziale creativo che è attivo in prevalenza nei primi anni di vita e che va assottigliandosi sempre di più man mano che si procede verso l’età adulta.
Si tratta di quella capacità di inventare dal nulla attingendo solo al proprio mondo interiore, che se ben allenata nei primi anni di vita, se lasciata libera di esprimersi e non ostacolata da altri elementi propri della vita adulta (come le scelte, il giudizio, il raziocinio), può consolidarsi e dare vita a quella speciale forma di curiosità per il mondo e capacità di inventare che ci servirà per tutto il resto della vita e che ci renderà esseri umani più critici e più liberi.
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L’hai spiegato molto bene.
Noi non li abbiamo mai usati perche non sono disponibili qui — e poi quando sono in Francia o negli USA, ho una lista spesa talmente lunga che ne trovo il prezzo un po proibitivo.
Ma sono d’accordo con questa teoria.
A volte, quando vengono degli amici a casa, si lamentano (i genitori, non i bambini!) che con quei mattoncini non si puo’ disegnare “bene”. In base alla persona che ho davanti, cerco di spiegarne il motivo oppure lascio perdere. Ora li mandero’ tutti qui…
A proposito del “non poter disegnare bene” con i mattoncini, mia figlia mi ha dato l’idea per il suo regalo di compleanno proprio dicendomi che riesce a tenerli in mano e a disegnarci molto meglio che con le matite. E tutto senza che le abbia chiesto niente in proposito.
ciao, sono capitata qui non ricordo piu’ come..volevo dirti che mi hai proprio fatto venir voglia di comprarli ! per il mio bimbo di 2 anni. adesso cerco in giro chi li vende nella mia città’ (bergamo).
grazie. monica
Ciao, ho 5 anni, mi piacerebbe colorare anche a me con questi colori. Dove li trovo a Roma? Grazie!
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ciao francesca
felice di conoscerti.
trovi questi colori da Tilopa, una libreria a Monteverde, in via Fonteiana. E quando ci vai dimmelo cosi ci facciamo un giro a villa panphili insieme!!
ciao
sabrina
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non è per cattiveria, ma in realtà, purtroppo in natura i contorni esistono: avendo ogni oggetto fisico una presenza fisica ben definita e distinta da altri oggetti si può con ragione parlare di contorno, ossia di limite, altrimenti, in effetti saremmo tutti uniti in una fantastica massa informe senza distinzioni.
Tralaltro nella società moderna sono da tempo in uso le penne, e nonostante vivere nel proprio mondo fatato sia fantastico, prima o poi anche i tuoi figli dovranno servirsene.
riguardo alla sperimentazione sul colore, inoltre, sono fermamente convinto che personalità artistiche molto più valide del beneamato Steiner amico di Madame Blavatsky contornassero le varie figure protagoniste dei propri dipinti, non vorrei sbagliare, ma credo che ci siano le prove.
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ciao luca
capisco che non sia per cattiveria, non c’era motivo di sottolinearlo. inoltre e’ ovvio che i confini ci siano (perchè purtroppo?).
non si stava parlando del fatto che non ci fossero confini nè tantomeno che i bambini non dovessero sottolinearli con le loro penne. si tratta solo di una graduale introduzione all’uso del colore, perchè se cominci a 3 anni con il pennarella a 10 anni ti sarai gia stufato di tutto e il disegno lo considererai solo una cosa da bambini. io non voglio questo per i miei figli, non so tu.
se poi consideri che ci sono personalità artistiche più valide di Steiner benissimo, tra l’altro Steiner non si è certo distinto come pittore o artista. Il suo merito secondo me è aver apportato un punto di vista inedito e valido su come introdurre i bambini all’apprezzamento del colore…
non è questa la sede per polemiche anche se velate.
fortuna che in questo mondo in subbuglio c\’è gente come voi.
Dipingo e disegno da quando mi ricordo di me, conosco Steiner da quando ho sedici anni, è l’unico insieme a Goethe e Kandinsky che abbia scritto qualcosa sui colori che abbia una qualche utilità.
Hai capito e spiegato concetti sul colore ignoti alla maggioranza di molti sedicenti pittori, anche per me il taglio del tuo discorso è stato decisamente chiarificatore e stimolante, specie perché mi trovo ad insegnare a tre bambini di meno di dieci anni e i tuoi richiami mi hanno ispirato. Grazie e a presto!