Gen10
Earthways: nel gioco c’è il rispetto per la vita.
nella categoria
Educazione, Le stagioni, Manualità
Quasi solo all’estero e quasi solo in inglese (beato chi lo legge) si trovano libri meravigliosi sulle semplici attività stagionali e legate alla natura da proporre ai bambini piccoli. Ho comprato questo anni fa (Earthways, simple environmental activities for young children di Carol Petrash, editore Gryphon House, il link manda ad amazon) e piano piano sto realizzando i giochi che propone, sono più di 90 suddivisi per le varie stagioni dell’anno.
L’obiettivo principale è incoraggiare i bambini a relazionarsi con gli elementi costitutivi della vita: terra, fuoco, aria e acqua. In questo modo sviluppano naturalmente un rispetto per la natura, per la terra e per le creature viventi che non è più tanto scontata, vista la distanza che si frappone tra essa e lo stile di vita tipico di un bimbo cittadino. Inoltre queste attività creano l’accasione per imparare che l’uomo dipende dalla terra e se ne puo’ prendere cura permettendo che la terra dia i suoi frutti (beneficiando di essi) oppure può avere un atteggiamento di dominio e di superiorità che lo pone in grande pericolo. Perchè senza terra l’uomo non ha un posto dove vivere.
Le attività che lo connettono con questa consapevolezza non sono altro che i prototipi di quello che da grande diventerà un sentimento di ecologia e rispetto per la vita che lo renderà un essere umano migliore.

Quasi tutti i bambini hanno molta immaginazione
Spesso i bambini piccoli (fino a 6-7 anni) sono dotati di fervida immaginazione. Per loro giocare è un vero e proprio lavoro e attraverso il gioco imparano molto del mondo e di come relazionarsi con esso. Noi adulti possiamo certo incoraggiare questa attitudine all’esplorazione mettendo a disposizione dei bambini giochi e materiali che possono evolversi insieme a loro. I giocattoli che più si addicono a questa fase di sperimentazione della realtà attraverso l’uso dell’immaginazione sono i più semplici, ovvero oggetti che siano versatili, in grado di adattarsi alle esigenze di gioco del momento. La natura offre molti di questi materiali, reperibili facilmente e senza spesa. Per esempio, un cesto di pietre può essere usato per costruire un muro o una strada, le pietre possono essere mescolate in una zuppa nel gioco della cucina, possono essere usate come monete di scambio nel gioco del negozio, possono essere portate in giro su un autobus immaginario come fossero passeggeri, possono essere usate per qualsiasi necessità le circostanze del gioco richiedano. Inoltre il valore aggiunto è che si tratta di oggetti veri, che provengono dalla terra, che sono stati pensati “dalla terra” per l’uomo.

Oggetti difficili da rompere, unici, ognuno con il suo colore e forma, oggetti piacevoli da tenere in mano e da guardare. Queste sensazioni legate al vero sono chiare se si pensa al contrario ad oggetti progettati a tavolino, passati dall’approvazione del marketing vede in essi solo oggetti di lucro, usciti da una fabbrica chissà dove nel mondo, alcuni di questi anche imbevuti di coloranti magari tossici proibiti dalle leggi del primo mondo insomma.. non per essere esagerati però questa è la verità: cosa c’è di più green/local/politically correct/ di un sasso, una pigna, una conchiglia, il guscio di un lumaca?
Alcuni di voi penseranno: figurati cosa gliene frega ad un bambino di questi concetti… certo che no. Ma questo è il nostro modo per instillare un senso di verità e apprezzamento per il bello e il buono, che da grande si trasformerà in gratitudine per la terra che alla lunga darà vita ad un essere umano che rispetta gli altri, la natura e se stesso. Non è un dettaglio. E’ un tassello del mosaico educativo nel quale ci riconosciamo.

Alcuni no…..
Il problema è che non tutti i bambini hanno questa fervida immaginazione. Se non sono stati abituati da presto a giocare con materiali destrutturati (brutta parola tecnica del gergo pedagogico che indica materiali aperti, utilizzabili per ogni evenienza ludica) e la loro immaginazione creativa non è stata stimolata, nutrita, questi bambini hanno difficoltà ad aprirsi al gioco libero, a lasciar fluire le loro capacità di invenzione di una situazione di gioco o anche solo a lasciarsi appassionare da una situazione divertente che intravedono li per li.
Questo succede in particolare quando un bambino ha passato tutti i suoi pomeriggi davanti alla tele e tutte le sue mattina all’asilo a riempire forme prestampate con pennarelli colorati (a proposito leggi questo articolo sull’esperienza del colore). La passività è un deterrente inimmaginabile che se viene somministrato nei primi anni di vita lascia una traccia indelebile.
Con questi bambini sarà utile introdurre nuove forme di gioco con una certa gradualità, accompagnando i materiali proposti con il racconto di storie o approntando scene di gioco nel quale l’adulto stesso si renda attivo creatore di situazioni, in modo che l’imitazione possa aiutare il bambino ad attivare le sue risorse….Non sto dicendo che sia facile, non sto neanche dicendo che ci si riesce sempre…. sto solo dicendo che il significato di tutto ciò è chiarissimo e che vorrei che questa consapevolezza l’avessero tutti i genitori e gli insegnanti che liquidano l’argomento con la frase: “Beh, cosa cambia, il legno è solo più bello esteticamente, e fa più piacere per i genitori circondarsi di cose carine… ma i bambini preferiscono la plastica… ho provato tante volte a far giocare i miei figli con i legnetti, ma me li tirano dietro… “
Per finire vorrei dire che uno dei motivi per cui mi trovo a parlare di questi argomenti e a leggere questi libri è che mi sono imbattuta più volte in questi ragionamenti sull’immaginazione creativa perchè uno dei miei figli per molto tempo ha avuto difficoltà a rapportarsi con il gioco creativo. E’ sempre stato più appassionato per i giochi di movimento come correre, arrampicarsi sugli alberi o saltare sul letto, insomma fare con il corpo e non fare con l’immaginazione.
Di recente osservandolo e amandolo sempre molto ho scoperto che una cosa che attiva molto la sua immaginazione è giocare con le cose vive (e questo ha risposto a molti dei miei interrogativi): per esempio l’acqua e il fuoco.
LEGGI ANCHE su VIVERE SEMPLICE
A proposito di cose vive leggi: “accendere il fuoco con i bambini”
Bambini con le mani in pasta la recensione di un prezioso libro degli anni 70 sull’uso dei materiali naturali (legno, creta e colori) nella scuola dell’Infanzia
Preparazione del Natale e più in generale le attività stagionali e i giochi legati al ciclo dell’anno come Giochi d’autunno e Riti d’inverno. Tra le attività invernali leggi anche Facciamo i biscotti.
[…] Nel gioco c’è il rispetto per la vita: la recensione di un prezioso libro americano sulle attività stagionali legate al ciclo dell’anno e ai materiali naturali da proporre ai bambini piccoli […]