Allergie e intolleranze alimentari - Vivere semplice

Allergie e intolleranze alimentari

Il titolo è serio ma non voglio spaventarvi: sappiate pero' che negli ultimi dieci o vent'anni la percentuale di bambini che sviluppano la dermatite atopica nei primi mesi di vita è aumentata dallo 0.05 per cento al 10 per cento. Si calcola che tra altri dieci anni un bambino su tre soffrirà di questo disagio. Ci sarà un motivo no?

Secondo il dottor Giannattasio, agronomo e medico, professore di Biochimica vegetale e responsabile del Master in agricoltura biologica presso l'Universita' di Napoli,  il bambino è sano quando è un bambino "infiammato": la salute si alterna a febbri alte, gote rosse, liquidi a profusione, moccioli, lacrimazione, congiuntivite, sudore… Il bambino sano esplelle con l'umido tutti i virus che incontra sulla sua strada e poi con morbillo e le altre esantematiche da un paio di  avvii potenti al suo sistema immunitario, preposto a proteggere l'organismo per il resto della vita.

La dermatite atopica è una sintomatologia legata alla secchezza, i nervi a fior di pelle denotano uno strato sottilissimo della cute che ha bisogno di essere unta continuamente con olio (d'oliva lui suggerisce) e scaldata. Il freddo, la sclerosi della pella, l'indurimento delle parti molli è il sintomo di un invecchiamento precoce. Il bambino atopico è a disagio nel contatto (interno ed esterno) con il mondo..

gita in fattoria

Questa e le altre difficoltà di adattamento come le allergie e le intolleranze sono il risultato di 40 anni di intrusione nel settore  agroalimentare, trasformato in industria, di più di 200mila sostanze di sintesi per la conservazione dei cibi e la produzione intensiva di carne e agricoltura.

Quindi l'uomo, che per 10mila anni aveva mangiato più o meno sempre le stesse 100 cose di colpo si trova a che fare con una tale quantità di sostanze estranee che è solo il minimo una reazione tale.

Ma se – continua Giannattasio – i bambini venissero lasciati in pace e il loro disagio gestito nel migliore dei modi senza sopprimere i sintomi con cortisonici e altri farmaci, queste reazioni di adattamento spesso regredirebbero e il bambino diventerebbe un adulto non allergico /intollerante. Perchè le reazioni dell'organismo nei primi anni di vita servono proprio a questo: imparare ad accettare quella sostanza e ad intregrarla progressivamente.

Ecco perchè l'alimentazione conta moltissimo nei primi anni di vita del bambino e noi sbagliamo moltissime cose nel modo di mangiare e nello stile di vita (momento del catastrofismo), ma sono comportamenti facilmente controllabili…

gita in fattoria

Basterebbe tornare a mangiare come 50 anni fa. Pane e latte il mattino invece di merendine e ciocomilk confezionati. Poi proteine a pranzo, carboidrati e tantissima frutta e verdura crudi. Il 70 per cento di fresco e il 30 di scatolame, non il contrario come ormai si usa fare.

Niente abuso di carne, uova e zucchero. La torta solo la domenica, latte e formaggi provenienti di allevamenti non intensivi, dove le povere mucche sono state curate con gli antibiotici per mantenere alti i livelli di produttività nonostante lo stress. E dove volete che vadano a finire i farmaci che mangiano le mucche? Direttamente nella nostra tazza.

Yougurt solo bianco intero, farine non addizionate di glutine, legumi secchi e non in scatola, niente olii di semi: è stata la produzione alimentare industriale a fregarci, ora ci sono conservanti ovunque e il nostro corpo si ribella.

Senza arrivare all'isteria della macrobiotica (con tutto il rispetto) che il dottor Giannattasio considera un regime alimentare per chi è malato davvero, ma chi di noi ce la fa a dare il pane e miele a merenda e a lasciar perdere cornetti, pizzette,  wurstel, salami, maionesi e tutte le altre cose che chiunque mangia tutti i giorni senza batter ciglio? 

gita in fattoria

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Originariamente scritto il 19 marzo 2012

8 Commenti per questo post

  1. daniela ha scritto:

    ma.. emilio in nella foto di mezzo sembra un adolescente degli anni ottanta! AHAHA ma quanto é cresciuto?!!!

  2. mammamichi ha scritto:

    Bianca e la dermatite atopica: una cosa sola. Lottiamo quotidianamente, mai ceduto al cortisone (neppure nei momenti peggiori!). La colazione: un bel giorno i miei figli mi hanno detto "L'hai capito mamma che vogliamo latte, pane e olio?!!" Sanno già tutto loro… Grazie per questo resoconto! un abbraccio!

  3. Diana ha scritto:

    Mi piace molto questo post. Lo condivido in pieno. 
    A volte credo che a tante madri piace "sentire" i nostri figli "allergici". È una specie di status symbol di oggi. Una bambina che conosco è eternamente malata e allergica, di queste condizioni dipendono l'amore e cure della sua mamma. Se non fosse "sempre" malata e allergica, la madre si dimenticherebbe di lei?.
    ".. le reazioni dell'organismo nei primi anni di vita servono proprio a questo: imparare ad accettare quella sostanza e ad intregrarla progressivamente."
    Grandi parole!
    Interessantissimo blog. 

  4. marcello ha scritto:

    Molto interessante e condivido… credo che vada aggiunta, come causa di allergie e altre belle "invenzioni" moderne, l'uso compulsivo di detergenti e disinfettanti
    Ciao

  5. Elisa ha scritto:

    Condivido in pieno tutto ciò che hai scritto e sono molto interessanti, come sempre, gli argomenti del Dottor Giannattasio.Anche io sto cercando di insegnare ai miei figli sane abitudini anche se a volte poi è difficile mantenerle. Ci può essere l'eccezione, una festa, dai nonni, al ristorante ma poi si torna a mangiare sano nella vita quotidiana per farli crescere sani e forti.

  6. ifruttirossi ha scritto:

    E'  un post interessante e fa pensare.
    Nutrirsi dovrebbe essere una cosa semplice, istintiva e invece si è trasformato in un difficile rompicapo…quando poi si aggiunge la responsabilità di nutrire i propri figli il rompicapo si complica ulteriormente…
    Il pane con l' olio salva anche me e anche il miele gode di un certo rispetto da queste parti…su altri fronti faccio più fatica.
    però non mollo
    a presto

  7. MARGHERITA ha scritto:

    È difficile identificarli, e il sospetto della loro presenza nasce solo a medici che conoscono l'importanza della relazione tra intestino e infiammazione dell'intero organismo. Gran parte delle patologie croniche che affliggono oggi la popolazione mondiale sono di tipo infiammatorio cronico. Un intestino infiammato determina la diffusione di fenomeni infiammatori anche in settori distanti. E non dipende solo dalla esistenza di intolleranze alimentari. Alcuni recentissimi lavori scientifici hanno identificato ad esempio una reazione crociata tra la infestione da Anisakis e la reazione agli acari.
    In pratica significa che un bambino o un adulto non allergici alle polveri, quando vengono infestati dai parassiti intestinali, possono diventare allergici. Un gruppo di studio del Karolinska Institutet di Stoccolma (Allergy 2001 ju1:56; 660-666) ha stabilito che le persone (numerose) infestate da un particolare verme intestinale (che si chiama appunto Anisakis simplex) sviluppano frequentemente una allergia crociata a molti degli acari presenti nell'ambiente domestico e di lavoro. Personalmente cerco di mantenere sano l'intestino dei miei bambini somministrando loro semi di pompelmo e di zucca (si trovano anche in sciroppo) due volte l'anno…e poi tanto buon senso!

  8. Luca ha scritto:

    Da considerare però che 50 anni fa l'aspettativa di vita era 67 anni x un uomo, nel 2012 è di 80 anni. Ovvio che le cause non sono solo alimentari comunque ci vuole molto buon senso, e non è facile con tutto quello che le mutlinazionali ci propinano, certo che roba come chokopops e simili non sono salutari lo si intuisce facilmente.
    Ciao e brava/i

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