Istambul - Vivere semplice

Istambul

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Dieci anni che non faccio un viaggio da sola o con il mio compagno, e di colpo mi sono sentita più giovane di dieci anni in alcuni momenti, e più vecchia di venti in altri.

Istambul a tratti sembra San Francisco, e mi sono ricordata di quel meraviglioso viaggio fatto in California dove, partita da sola con l'intenzione di liberarmi per qualche settimana dal mio novello fidanzato (mio attuale marito) avevo dopo pochi giorni cambiato idea chiedendogli di raggiungermi, e forse proprio li avevo capito che eravamo fatti l'uno per l'altra.

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Per certi versi sono sempre la stessa, amo queste cose, l'abbandonato, il decadente, il non finito, amo i luoghi dove c'è da ricostruire, amo le potenzialità dei luoghi più che i luoghi stessi, e questo è stato cosi da sempre.

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Istambul mi ricorda moltissimo Napoli: questo camion ha bucato una gomma e si è fermato in mezzo alla strada bloccando completamente il traffico. Qualche colpo di clacson e nulla di più. Si aspetta qui, non ci si fa prendere dall'agitazione. E il tema dell'agitazione mi è caro in questo periodo. E' proprio davvero tanto inutile voler controllare tutto. Molto meglio non perdere la pazienza.

istambul

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Ad un certo punto poi abbiamo trovato una pasticceria che più che Napoli ci sembrava Palermo. Io sono entrata per ammirare l'arredamento e il signore con i baffi mi ha quasi buttato in faccia un piatto di profitterol, che si chiama profitterol anche li e ho capito che la tecnica del "io taglio una fetta, la vuoi?" funziona in tutto il mondo. Poi leggendo sulla Lonely ho scoperto che questa è una delle più note pasticcerie di tutta Istambul.

Ma si sa, noi navigatori la bussola la si tiene in tasca, non serve neanche consultarla!!

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A questo punto ho cominciato a sentirmi un po' vecchia. Fosse stato anni fa mi sarei mangiata riso e ceci dal venditore ambulante, o mangiata le cozze fresche al mercato, o ancora intrattenuta con l'ananas o il mais da passeggio che qui vendono ad ogni angolo, ma con i quarant'anni compiuti da poche settimane ho cominciato tristemente a chiedermi: "sarà lavata? E se mi prendo un accidente?"

E pensare che proprio io ero partita per l'India con due figli neonati e una boccettina di estratto di semi di pompelmo per disinfettare l'acqua che bevevamo… sono proprio cambiata si… Andrea invece no, ho dovuto obbligarlo a non mangiare le cozze….

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Ci siamo anche chiesti perchè dell'islamismo sappiamo cosi poco, e come è possibile che ogni volta che visiti una chiesa, un tempio, una sinagoga, una moschea… poi alla fine Gesu Cristo viene sempre fuori…. Perchè a scuola non ci insegnano almeno qualche rudimento di "altre religioni" in modo che possiamo non dico orientarci, ma almeno non cascare dalle nuvole ogni volta che mettiamo piede fuori di casa? E' imbarazzante. 

muslim women

E' folle anche non sapere niente del perchè le donne si devono o si vogliono vestire cosi, se solo si prova a frequentare un po' un forum di donne islamiche non è mica cosi ovvio che per loro sia una assurda privazione di libertà come per noi… ma io non ne so nulla, e che sono pure laureata in Lettere… avrei dovuto fare teologia per saperne qualcosina?

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Vado in brodo di giuggiole per queste stampe, trovate all'Aya Sofia, e ripenso alle mie origini di font-fanatica. Cos'è questa scrittura se non l'essenza stessa della grafica? (nella mia vita predente – il 1997 –  andavo pazza per i font, gli screen font,  le riviste straniere, le uniche degne di nota, e i mall (quando ancora erano una novità ed erano inesistenti in Italia). Ecco il mio magazine NO_P; no print no paper no postage)

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Insomma, ho girato come una trottola, come un derviscio rotante, ma non sono riuscita per niente a concentrarmi. Le mie chiacchiere non sono diventate conversazioni, la tensione invece di diventare dis-tensione è diventata di colpo brusca frenata (con relativo acido lattico mentale) come quando decidi che vuoi rallentare di colpo ma l'abbrivio è cosi lungo che non è detto tu ci riesca…

Ho capito una cosa in cambio, e grazie al libro che stavo leggendo durante il viaggio: che la vita è una collana di possibilità perdute (lo sapevo ma non osavo ammetterlo). E non è male finalmente liberarsi dal fardello che ci portiamo dietro, quando pretendiamo di cogliere tutto l'essenziale.

Grazie a Francesca che mi ha fatto dono di questo libro e a tutti gli altri amici che mi hanno donato parole che leggero' tutte durante l'estate (giusto per non perdere alcuna occasione).

E grazie ad Andrea, che a volte mi guarda stupito, pensando che come al solito esagero, ma che sa stare al suo posto al momento giusto e lasciarmi essere me stessa anche in due.

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Originariamente scritto il 26 maggio 2012

6 Commenti per questo post

  1. Daniela B. ha scritto:

    Ho quel libro e lo devo leggere da un po', me ne hanno parlato molto bene ed effettivamente mi ispira.Mi ispira anche Istambul, molto ho voglia di oriente e non vedo l'ora di partire per un viaggio tra tre settimane.
    Quanto al tema dell'agitazione, mi é molto attuale, ma non ho ancora trovato risposte tranne cercare di organizzarmi meglio (spesso mi agito perché devo/voglio fare troppe cose insieme) e decidre le 1 o 2 priorità del giorno, provando a non affannarmi se non faccio il resto.
    Il distensivo migliore é come sempre la natura:una passeggiata, un po' di tempo nel verde a fotografare o solo a respirare e tutto si calma.Niente merita il nostro affanno.Oggi abbiamo trovato un uccellino appena nato fuori dal nido, ma vivo, lungo il ciglio di una strada, é bellissimo, tra un paio d'ore lo portiamo da un amico ornitologo perché se ne prenda cura.
    Un abbraccio!

  2. Heidi ha scritto:

    Anche io non vedo l'ora di partire per un viaggio, sospirato da tanto!
    Per ora si attende ancora pazientemente.
    Intanbul, meravigliosa, ho dei bei ricordi!
    Ah comunque mia figlia alle elementari ha studiato le altre religioni, magari soffermandosi più sull'ebraismo che sul buddismo , ma l'importante è che le abbiano dato un'infarinatura.
    Grazie del resoconto, a presto.

  3. floriana ha scritto:

    Piccola precisazione: nella Santa Sofia trovi immagini del Cristo (e non solo) perchè prima di essere museo era una moschea e prima ancora una delle Chiese più importanti della Cristianità, l'Hagia Sophia, dedicata appunto alla Divina Saggezza. Costantinopoli, i bizantini. I Turchi hanno tinteggiato le pareti dell'Hagia Sophia nascondendo (e così involontariamente preservando..guarda l'intolleranza a volte che bei regali fa!!) i capolavori dei secoli passati. PS: bizantinista fui, molte vite or sono!! 🙂

  4. sabrina ha scritto:

    grazie  floriana!!! e grazie ai commenti di tutti, davvero

  5. cinzia ha scritto:

    sai vero che si scrive istaNbul e non istaMbul?
    che ignorante.

  6. adriana ha scritto:

    grazie Sabri,
    questo libro della Zarri lo volevo leggere e i tuoi pensieri , i tuoi consigli mi "arrivano" sempre nel momento giusto.
    grazie di Quore ;- )

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