Comprare l'albero di Natale oggi anno ci mette tanta tristezza, un po' come uccidere l'agnellino a Pasqua: possibile che bisogna segare via centinaia di migliaia di alberelli solo per tenerseli in casa un paio di settimane e poi buttarli al macero o farli seccare? Neanche l'opzione vuoto a perdere di Ikea ci aveva convinto.

Allora siamo andati in spedizione a Villa Panphili e abbiamo trovato un grande ramo di alloro che sembra quasi un albero. Già gentilmente tagliato e accatastato a cura dell'ufficio giardini del Comune di Roma.
Lo abbiamo decorato con le solite decorazioni che conserviamo e che riutilizziamo tutti gli anni (e che portano con se tutti i ricordi degli anni precedenti, in particolare dell'albero che decorammo a Ginevra) aggiungendo ogni anno qualcosa di nuovo.
Quest'anno Lorenzo Pedro ha voluto fare il presepe tutto da solo, con la natività fatta dei suoi personaggi di cera, quelli creati in prima classe, appunto a Ginevra. Quasi quasi scendeva la lacrimuccia.





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