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regali di Natale semplici

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Acquisti di Natale, una guida ai regali semplici


Scritto il 02 dicembre 2014

regali di Natale semplici

Sta per cominciare il corri-corri ai regali di Natale. Si sente già nell’aria.

Potete prepararvi e decidere cosa fare delle vostre vacanze di Natale e come gestire e godersi i preparativi oppure rimandare fino all’ultimo momento e poi ritrovarvi avviliti (o rinfrancati) perchè non avrete preparato nulla. Se non volete entrare nel vortice dello shopping compulsivo ma sentite come necessario fare acquisti di Natale, una guida ai regali semplici è l’ideale!

La scelta che farete è la migliore. L’importante è scegliere. Anche decidere di far finta che il Natale non esista e continuare la propria vita come se niente fosse può essere un’idea (io l’ho fatto per decenni nascondendomi dietro all’ideologia dell’ IO NON COMPRO), l’importante è che sia una scelta consapevole (e la mia non lo era del tutto. In realtà ora so che era paura di non essere felice).

Prima di tutto i regali

Se vi piace moltissimo l’idea di mantenere una certa coerenza tra il vostro stile di vita e il piacere di fare tanti regali potete decidere di optare per regali immateriali: non ingombrano, non costano un’enormità, vi obbligano a metterci del vostro in termini di creatività e tempo da dedicare agli altri e quindi oltre a fare un regalo agli altri lo fate anche a voi stessi. Ecco una lista di regali immateriali o quasi che potreste fare alle persone che amate, diciamo che il concetto è quello di fare un servizio, non vi sembra esattamente nello spirito giusto del Natale?
(confesso che alcune idee le ho tratte dalla Zen Habits holiday gift guide che è un pozzo di idee che adoro:

  • un massaggio per figli, nipoti e tutte le persone con cui hai confidenza
  • un passaggio in macchina per la nonna o i parenti più anziani, o gli amici che vanno in bici tutto l’anno spesso non per scelta
  • un sito web per un amico che sai ne ha bisogno e che non te lo chiede perchè sa che te lo chiedono tutti (se fai siti web)
  • un lavaggio di automobile per i papà, i nonni e gli amici che coltivano funghi in macchina
  • un prestito: hai qualcosa che usi poco come una videocamera o l’ultimo modello di aspirapolvere? prestalo a quell’amico che lo desidera ma non si piega a comprarlo. la prossima volta sarà lui a farlo con te.
  • organizza una gita a sorpresa e porta qualcuno che ami a vedere una cascata, a fare una passeggiata nella natura o a vedere il mare d’inverno

E per ultima cosa i regali

Se ci pensi bene l’ultima cosa di cui hanno bisogno le persone che ami sono cose, oggetti e costosi prendi-polvere inutili. Fai loro un favore, non scegliere per loro cosa mettersi in casa (assolutamente non regalare vasi, quadri, oggetti di arredamento) evita anche i libri a meno che tu non sia ultra-sicuro di incontrare il gusto di quella persona.

Sui regali mangerecci vado più cauta: se regali qualcosa di fatto in casa fai un figurone ma accertati che sia davvero buono e se il tuo portafogli ti consente qualche lusso culinario (di buona qualità e non l’ulteriore dolceria che va ad aggiungersi alla montagna di zuccheri assunti durante le vacanze) allora l’idea è proprio buona. Ma deve essere qualcosa di davvero speciale, altrimenti meglio il vecchio pacco di caffè che portava mia nonna al pranzo di Natale. Che capivi benissimo quanto il caffè fosse un vero lusso solo qualche anno fa.

 

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vivere semplice foto di sabrina d'orsi

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Un Natale al contrario


Scritto il 03 dicembre 2013

vivere semplice foto di sabrina d'orsi

Passano velocissimi questi anni, Lorenzo Pedro è in prima media, sesta classe. Zeno ha 9 anni ed Emilio, ora che ha compiuto 4 anni ha deciso di allacciarsi le scarpe da solo e mangiare senza bavagliolo. Passano velocissimi questi pomeriggi d’inverno, sempre intorno al nostro tavolo della cucina dove succede tutto.

vivere semplice foto di sabrina d'orsi

Ma dopo anni di costruzione del ritmo della famiglia, le domeniche d’Avvento, l’attesa del Natale, l’andare a letto presto, il rispetto di tante regole quest’anno abbiamo deciso di confonderci un po’ le idee e di sfruttare un lietissimo evento per farci fare un grande regalo.
Ci vogliamo scaraventare dall’altra parte del mondo, vogliamo ripartire come facemmo dieci anni fa per un posto lontano lontanissimo. Non sarà per sei mesi come l’altra volta, sarà solo per due settimane. Andiamo a Bali.

Allora invece del calendario d’avvento da scoprire ogni giorno quest’anno è arrivato il planisfero da guardare e riguardare tutte le sere. Ci sono volute ore perchè i ragazzi trovassero questa isola sperduta dell’Indonesia. Facciamo un po’ di geografia, ci siamo detti, facciamo un’esperienza nuova, anche straniante, perchè capiteremo al caldo in pieno inverno, perchè Babbo Natale sarà in mutande, perchè Emilio non ci capirà niente e forse ci farà impazzire…. anche fuori luogo forse, in questo momento di ristrettezze economiche.

Però pensando a quello che desideravamo non ci sono venuti in mente oggetti da possedere ma esperienze nuove da fare, e cosa c’è di meglio di un viaggio di famiglia, potendoselo per una volta permettere?

vivere semplice foto di sabrina d'orsi

Non si arrabbi chi ci legge, si sa che la vita cosi è facile, non lo sto negando. Ma spero possiate condividere la nostra gioia e goderne come noi godiamo delle fortune altrui. Quello che vi dico è che troviamo il tempo, lo spazio e il modo di essere grati, di non dare nulla per scontato, di continuare a vivere semplice trovando il valore vero delle cose che viviamo, avendo il coraggio di essere quello che vogliamo e possiamo essere.

 

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L’albero di alloro

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L’albero di alloro


Scritto il 10 dicembre 2012

albero di natale che rispetta la natura

Comprare l'albero di Natale oggi anno ci mette tanta tristezza, un po' come uccidere l'agnellino a Pasqua: possibile che bisogna segare via centinaia di migliaia di alberelli solo per tenerseli in casa un paio di settimane e poi buttarli al macero o farli seccare? Neanche l'opzione vuoto a perdere di Ikea ci aveva convinto.

Allora siamo andati in spedizione a Villa Panphili e abbiamo trovato un grande ramo di alloro che sembra quasi un albero. Già gentilmente tagliato e accatastato a cura dell'ufficio giardini del Comune di Roma.

l'albero di natale di vivere semplice

Lo abbiamo decorato con le solite decorazioni che conserviamo e che riutilizziamo tutti gli anni (e che portano con se tutti i ricordi degli anni precedenti, in particolare dell'albero che decorammo a Ginevra) aggiungendo ogni anno qualcosa di nuovo.

l'albero di natale di vivere semplice

Quest'anno Lorenzo Pedro ha voluto fare il presepe tutto da solo, con la natività fatta dei suoi personaggi di cera, quelli creati in prima classe, appunto a Ginevra. Quasi quasi scendeva la lacrimuccia.

presepe semplice

vivere semplice

Leggi anche:

Un vero albero di Natale fai-da-te

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Il calendario d’avvento: una sfida dell’attesa

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Il calendario d’avvento: una sfida dell’attesa


Scritto il 29 novembre 2012

Ormai i calendari dell’avvento sono diventati di moda, ce ne sono anche in edicola da pochi euro per un acquisto last minute. Ma per me l’Avvento è una cosa seria, perchè ha a che fare con il tempo che decido di dedicare ai miei figli, sperando di passargli un buon esempio, o una buona pratica se volete: dedicare tempo alle cose che amiamo fare e alle persone a cui teniamo. Ecco perchè mi sono imbarcata in questa avventura: 24 piccoli doni autoprodotti per allietare che verranno aperti uno per uno nelle prossime 24 sere in attesa dell’arrivo del Natale.

Il tema dell’autoeducazione mi è particolarmente caro e colgo l’occasione del calendario d’avvento per parlarne ancora. Rifletto sul tema dell’attesa e mi sento tanto laica quanto religiosa. L’attesa del Natale è universale e muove sentimenti di pazienza, attesa , cura, sentimenti di coraggio che sono invisibili ai più. Non perchè non possano capire o vedere, forse perchè come tutte le silenti attività passa inosservata anche quando è degna di nota.

Un po’ come il lavoro che fa il fegato, che filtra e metabolizza tutto quello che ingeriamo, che silenziosamente svolge una mansione degna di cuore e cervello senza che nessuno gliene riconosca il merito. Che addirittura non si fa sentire anche quando si affatica e si ammala. Il fegato, anticamente associato al coraggio è un organo umile, silente, attento ai dettagli e troppo spesso trascurato.

calendario d'avvento

Mi sono messa all’opera nella costruzione di un calendario speciale con le parole di San Michele, sfidando la corsa al tempo e imponendomi la forza della dedizione. Rimedio omeopatico: uso la forza per trovare la forza. Non è battaglia è sfida, non è competizione è contemplazione.

Perchè ho scelto di fare questo calendario d’avvento

Ho dorato 24 più 24 più 24 mezzi gusci di noce (tutto si fa per tre in questa casa visti i tre fratelli), ho comprato tanta fettuccia colorata alta 4 cm di raso, preziosa e con i caldi colori del Natale e ho incollato con la colla a caldo i gusci sulla fettuccia con dentro  un piccolo pensiero in ognuno. Andrà appeso in verticale, il calendario, e ogni giorno si scoprirà un piccolo tesoro.  Ho trovato lo spazio per questo dono ai miei figli, nonostante i preparativi per il Bazar di Natale della scuola steineriana e nonostante la mia silente, paziente e fiduciosa ricerca di un nuovo lavoro.

Non ho rete di salvataggio, sappiatelo, sono disoccupata come molte di voi e se mi vedete molto attiva sulla rete è perchè collaboro gratuitamente con i siti che reputo degni come Decrescita felice o Bambino naturale o su Le funky mamas e non ne faccio mistero. Non ho paura dell’austerità forzata anzi a dir la verità la cercavo da un po’ e credo che non possa che farmi bene.

Per quanto riguarda i banner che avete visto spuntare su Vivere semplice sappiate che si tratta di food per view e toys per view, ovvero scambi, baratti e visibilità reciproca, non soldi, non pubblicità occulta.

calendario d'avvento

Ma torniamo al nostro calendario d’avvento

La difficoltà di questo modello è che i gusci di noce sono cosi piccoli che è quasi impossibile trovare qualcosa da metterci dentro. Io ho messo bigliettini di gioia, caramelline, piccoli oggetti di lana infeltrita fatti con le mie mani, come coccinelle e coniglietti, mini-cioccolatini e ancora bigliettini. Ho anche trovato in rete dei bellissimi mini-mandala fatti a mano dedicati alle notti sante e li ho stampati e inseriti. Infine ho confezionato con la macchina da cucire dei mini-libricini fatti da me grandi come un’unghia e dentro ci ho messo dei messaggini d’amore.

calendario d'avvento

Approfondisci su vivere semplice:

L’avvento non è solo calendario

Avvento collaborativo 

In attesa del Natale

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Cosa fare se tuo figlio ti dice: non so cosa fare


Scritto il 11 dicembre 2011

Bambini che hanno da fare

Se i bambini sono impegnati non disturbateli per carità. Emilio che ha appena compiuto due anni pretende già di colorare i mandala come se ne avesse 5 (vede il fratello e lo imita). Io lo lascio fare, gli da una gran gioia!

I bambini e il tempo

Alla riunione di quarta classe la maestra ha spiegato iil motivo per cui quando si fanno le frazioni si studia il tempo (anzi prima l’uno e poi l’altro).  Nelle scuole steineriane durante le riunioni di classe spesso i maestri ci spiegano come si fa la didattica delle varie materie e perchè. Interessantissimo!!

Insegnare il concetto di tempo è pura astrazione. Significa spezzare in frazioni un flusso continuo e costante che è la vita. Dare un senso al flusso temporale significa capire intimamente le frazioni, senza grandi spiegazioni logiche.

A proposito di tempo, la maestra ci ha fatto notare che inzeppare le giornate di cose da fare è davvero deleterio per i bambini. Non è semplicemente una moda o una soluzione per evitare di mettersi faccia a faccia con la noia: si tratta di qualcosa di davvero che fa loro del male.

Dobbiamo tenere duro (lo dicono tra l’altro tutti i genitori di figli grandi), accettare di essere impopolari, inghiottire in silenzio quando i bambini ci dicono non so cosa fare. Dopo quella fase in cui non c’è niente  da fare arriva il fiume in piena della curiosità, dell’entusiasmo, della voglia di fare.

Tenete duro, se i vostri bambini non sono in quella fase tenete duro. Non è riempendogli la vita che impareranno ad apprezzare il mondo. A volte troppi stimoli ottengono l’effetto paradosso”.

Alcune volte all’ora di cena i bambini non smettono di fare le loro pozioni e i loro esperimenti e mi ritrovo a lasciarli fare anche se non amo molto che si facci altro mentre si mangia. Ma non sto nella pelle nel veder sviluppare i loro progetti, è cosi sacro quel momento in cui la voglia di fare si fa largo anche se nei momenti meno opportuni.

Ieri sera io e mio marito eravamo ad un concerto in cui un ragazzino di forse 20 anni con lo sguardo acceso e il viso pulito cantava i suoi pezzi in inglese, suonava la chitarra e batteva il tempo con il  piede. Lo guardavo pensando che i prossimi dieci anni saranno quelli in cui vedrò sbocciare l’individualità dei miei bambini. Non voglio perdermi neanche una virgola.

I grandi e il senso dell’attesa

E sono qui tutta occhi, che coltivo quotidianamente l’acre beatitudine dell’attesa, cioè della mancanza nella speranza, perchè come dice Bonhoeffer, perchè chi non sa aspettare non sperimenterà mai nella sua interessa la benedizione dell’adempimento

L’attendere è un’arte che il nostro tempo impaziente ha dimenticato. Il nostro tempo vuole cogliere il frutto maturo non appena ha pintato un germoglio, ma gli occhi avidi sono ingannati in continuazione, perché il fruto, all’apparenza così prezioso, al suo interno è ancora acerbo e mani irrispettose gettano via con ingratitudine ciò che le ha così deluse. Chi non conosce l’acre beatitudine dell’attesa, cioè della mancanza nella speranza, non sperimenterà mai nella sua interezza la benedizione dell’adempimento.” D. Bonhoeffer

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babbo natale non esiste

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Babbo Natale esiste davvero?


Scritto il 07 dicembre 2011

natalenon

Ciao sono una fan del tuo blog  e ho bisogno del tuo consiglio sul Natale.

Sono indonesiana, cresciuta con un’ide del Natale molto diverso.  Non conoscevo Babbo Natale, festeggiavamo senza regali, era il momento di condividere quello che abbiamo con chi è meno fortunato. Ricordavo sempre la nascita del Gesù (sono cristiana), che mi insegna umiltà. Ero contenta.

Il problema ore è affrontare natale in Italia. Ho 2 bimbe , 3  anni  e 18 mesi. Negli ultimi anni ho fatto finta ( regali, mangiare fino alla sfinimento )  e adesso non posso più.  Secondo te , sarà grave se dico alla mia bambina grande,  non ci sarà il regalo o non esiste Babbo Natale? Il mio compagno è d’accordo con me, però ci sono i nonni , i zii, e amici.  Cosa devo fare ? Sono confusa, vorrei essere me stessa, ma cosi difficile .Grazie (firmato)

Credo che partire da una negazione forse non sia la strada più facile: Babbo Natale NON ESISTE… sembra quasi che tu voglia privarli di qualcosa.

Inizia con il dire che cosa esiste per te

Che cosa è per te il natale ANCHE e soprattutto. Quando il Natale è un momento prezioso perchè carico di gesti e significati a chi importa se babbo natale c’è o non c’è?

Se ai nonni, agli zii e alle persone che amano sinceramente i tuoi figli fa piacere cosi perchè negargli questo loro modo di dare amore?Non avrai mentito ai tuoi bambini se avrai portato quello che è vero per te, lasciando agli altri la libertà di portare “quello che vero per loro”.

Certo non piegandoti ai regali commerciali e alle scelte che fanno tutti gli altri avrai vita dura, questo è certo. Vivere semplice è molto difficile. Molto più facile è far come fan tutti. Ma ognuno deve fare i conti con la sua coscienza, poi.

Io faccio cosi…

Io negli anni ho capito una cosa: per me, interiormente, Babbo Natale esiste, ed io incarno la sua mano, la sua volontà di portare ai miei figli dei doni che aspettano tutto l’anno e che non possono ottenere in momenti diversi se non a Natale. Sono doni sudati direi, o almeno cerchiamo di fare in modo che sia cosi, perchè l’orgia dei regali a casa nostra è davvero bandita.

La letterina è una lista di 20 richieste, ne vedranno soddisfatte due a testa e finito. Il resto rimarrà come un desiderio, negli anni la frustrazione si è trasformata in compresione. I bambini stanno crescendo capendo piano piano le cose da soli… non ci sarà bisogno di dirlo che babbo natale non esiste.. perchè in realtà non sarebbe vero neanche quello.

foto: operationlettertosanta.com

Come le vere esperte in materia mi trovo a rispondere per la prima volta pubblicamente ad una richiesta di consiglio e con il permesso dell’amica che mi scrive lo faccio perchè sento che questo è un tema fondamentale di vivere semplice: il mistero.

Non parlo di misteri della fede o di misticismi parlo del prezioso dono che tutti noi viviamo ogni giorno anche se forse non ci fermiamo spesso a parlarne o a pensarci, il mistero della vita.

Che cos’è il mistero del Natale

Quello a cui si assiste in una casa dove il Natale viene celebrato (in qualunque modo si scelga di farlo) è un vero e proprio mistero. Si attivano delle forze, si mettono in atto dei preparativi, si organizzano sorprese,  tutto ciò io credo sia fatto con la sincera volontà di rendere magico un momento, di aspettare e poi fermare per un attimo lo scorrere del tempo per dare valore alla vita.

Ma se la routine della casa è impreziosita ogni giorno di piccoli gesti di gratitudine, di aiuto e di rispetto, se gli adulti intorno ai bambini sono degni di essere imitati, portano la verità sul piedistallo e celebrano la vita con l’attenzione al tempo, ai dettagli, alle parole … allora ogni giorno è come Natale. Quello che conta è come fai tutto, non quello che fai.

Se non perdi di vista questo il Natale diventa solo un dettaglio

Sentiti libera di portare i contenuti che meglio credi verso i tuoi bambini, e trova il modo giusto, che loro possano capire e vivere comunque con gioia e apprezzamento.

foto: Petr Kratochvil

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Pre-preparativi


Scritto il 09 novembre 2011

Sento che è tempo di prepararsi, si avvicina la fine dell'anno che è un momento sempre molto pieno in casa nostra. Quest'anno ancora prima dei preparativi per il Natale siamo in fase di preparativi per il Bazar di Natale, che fortunatamente sarà il 3 dicembre. Fare tutto all'ultimo momento è una cosa esasperante, non fai in tempo a farla che è gia passata, e non hai neanche avuto il tempo di godertela. 

Sono questi i preparativi: godersi le cose nell'attesa che avvengano. (questo è anche il nostro senso dell'avvento). Ecco perchè quest'anno ho inventato i pre-preparativi, godersi già il momento in cui stai per goderti qualcosa. Arrivare prima ma non correndo, rallentando fino al punto in cui ti godi quello che non hai ancora fatto.

Allora sicuramente troveremo il tempo di fare anche quest'anno i calendari per l'anno prossimo, il calendario dell'avvento, le domeniche di celebrazione dell'avvento, con i biscotti, ecc..

Per adesso mi dedico a confezionare tanti mini-quadernini che hanno come destinazione la stanza delle meraviglie.

Si tratta di piccoli oggetti contenenti disegnini, frasette, pensierini e altre cose tenere per bimbi per per i loro genitori. 

Io e i bambini ne stiamo facendo una serie infinita e ogni volta ci viene un'idea diversa. Lorenzopedro ha fatto un mini-quaderno di equivalenze (chissà se i piccoli ci capiranno qualcosa), mentre Zeno ha fatto il mini-quaderno dell'arte e dei disegni.

"Che differenza c'è tra arte e disegni?" – gli ho chiesto io ingenua. "Ma mamma, non capisci? I disegni sono solo disegni, l'arte invece è proprio arte", – "ah, scusa Zeno è che la mamma sai…".

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L’avvento non è solo calendario..


Scritto il 01 dicembre 2010

Prima di tutto vi mostro il nostro gioiellino, inaugurato oggi con grande fermento…

Colgo l’occasione per mostrare a tutti senza indugio il casino che c’è nei letti dei bambini. (speriamo che questo post mia madre non lo veda)

Abbiamo anche festeggiato l’inizio dell’avvento con il solito gruppo di famiglie con cui ci incontriamo tutti gli anni. La prima domenica abbiamo fatto le corone dell’avvento con i rami di Tuja, le pigne e le 4 candele che andranno accese durante i pasti nelle 4 settimane che precedono il Natale.

Questo non perchè siamo ferventi cattolici ma solo perchè è davvero una cosa emozionante e carica di senso. (altre info sulla celebrazione del natale qui)
I bambini ogni anno aspettano questo momento con gli occhi pieni di luce. Abbiamo cantato le canzoni del natale mentre le facevamo e i bimbi più grandi hanno fatto la loro piccola corona da appendere all’uscio di casa…

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Calendario d’avvento collaborativo


Scritto il 01 dicembre 2010

calendario d'avvento fai-da-te

Cominciano ad essere davvero grandi i miei bambini e quest’anno ho pensato di coinvolgerli nella creazione dei calendari d’avvento, che ancora per quest’anno sono due ma ben presto dovranno diventare 3 visto che Emilio ci guarda con occhioni dal seggiolone e si chiede curioso cosa stiamo trafficando sul tavolo della cucina.

calendario d'avvento fai-da-te

Allora ho fatto i due calendari in stoffa ma ho chiesto ai bambini di incollarci sopra numeri autoprodotti. Da 1 a 24 un bel lavorone, durato un paio di pomeriggi… a fare e a fantasticare… cosa troveremo qui, cosa ci sarà li…

calendario d'avvento fai-da-te

Quando ho tirato fuori la scatola dei pezzettini di stoffa ho sentito un grande: uhuuuuuuuuhhhhhhhhhhhh.
Che meraviglia… per una volta mamma ci lascia mettere le mani nelle sue stoffe, avranno pensato!!

Poi stamattina appena svegli mi hanno detto: e i calendari? (erano finiti ma rimasti vuoti l’altro giorno..)
Non so, ho detto io… provate a cercarli in giro per casa quando tornate da scuola. Il primo dicembre è oggi… (eccolo qui)

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In attesa del Natale


Scritto il 24 dicembre 2009

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Fortuna che Andrea sta imparando a gestire l’apertura del diaframma e i tempi di scatto, questa foto sembra fatta in pieno agosto, con la luce dell’estate, ma si tratta solo di un caldo pomeriggio di dicembre, luci dell’albero accese, e solo tanto amore ad illuminare questa istantanea…

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I bambini stanno imparando a calmare Emilio quando piange, a tenerlo in braccio, a prendersi cura di lui. E’ solo lo sguardo attento, e il silenzio, e il respiro tranquillo che Emilio ama ascoltare, è solo attenzione e cura e carezze leggere che cerca… sto cercando di insegnare loro.

In questi giorni di vacanza stiamo spesso in pigiama, scriviamo cartoline di Natale e accendiamo la corona d’Avvento, Emilio è il nostro piccolo Gesu Bambino e siamo cosi pieni di gioia…

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Tanti auguri a tutti!!

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L’attesa per tutti


Scritto il 04 novembre 2009

Il Borgnino (mio marito) non riesco mai a fotografarlo perchè quando è in casa è gia buio o forse perchè sono solo un po’ pigra. Comunque oggi l’ho beccato che diceva a Lorenzopedro che quando ha imparato bene le lettere poi gli insegna il morse…. quindi sta bene e l’attesa non sembra stressarlo più di tanto.

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Lorenzopedro dal canto suo fa i compiti e sembra contento della seconda classe anche se a volte mi parla di Ginevra e di quando potrà andare a comprare il latte da solo…

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Zeno ha voluto una mensolina vicino alletto dove tenere la sua lampada di sale, il suo gnometto e i suoi vari libretti che riempie di lettere inventate e di disegni tenerissimi. Si è fatto la culla… anche lui

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Poi c’e’ la culla vera, quella che è arrivata ieri. Un’arpa in legno costruita a mano dove i bambini fanno gia le prove di trasporto dei loro bebè…

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Lorenzopedro ha cominciato a tenere un diario, e ieri l’ho beccato che leggeva ai bebè le sue attività del giorno…

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Anche loro non stanno più nella pelle…
Una cosa che li sconvolge è: “perchè non sappiamo esattamente quando nasce il bebè?

Ci avete fatto caso che ormai tutto ciò che facciamo è altamente pianificabile? Cosa c’e’ rimasto (a parte il nascere e il morire) che non siamo in grado di pianificare esattamente? I bambini questa cosa me la ricordano ogni giorno. Per loro DEVE poter essere un’ora e un giorno preciso. Altrimenti oddio… vanno in confusione.

Allora ho pensato di dirgli che l’ora e il giorno precisi esistono, ma è il bebè che decide. E visto che il bebè ancora non parla non ce lo può dire. Come anche il suo nome. Il bebè sa gia come si chiamerà ma ce lo farà capire solo dopo il suo arrivo….

In questo modo si sono messi il cuore in pace.

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Resistere all’orgia consumistica del Natale

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Resistere all’orgia consumistica del Natale


Scritto il 13 novembre 2008

Grazie per le tante email che mi mandate, dentro e fuori dal blog, vorrei riuscire a rispondere a tutti personalmente ma scusate se non ci riesco… Oggi sono qui per incoraggiarvi ed incoraggiarmi a resistere all’orgia consumistica del Natale. A Ginevra come per tutto anche per il business di babbo natale partono con un certo anticipo.

Stamattina sono andata in un mastodontico centro commerciale per comprarmi i libri di francese per il mio corso (mi hanno promossa al terzo livello e mi hanno detto che quei libri li vendono solo li, ma è possibile?…).
Sono tornata a casa con la busta piena di:

-un pennarello viola per scrivere sui tessuti (ho intenzione di mettermi a disegnare su magliette in stile Bob Ryan)

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-un set professionale di viti-a-stop per attaccare un attaccapanni al muro
-un paio di pantaloni per lorenzopedro (era in saldo al 50%, l’ho pagato 14 franchi da h&m meno di 15 milalire, potevo resistere?)
-un set di sushi da mangiare oggi a pranzo
-dei mandarini
-ah, ovviamente i libri di francese.

Ma vi elenco sommariamente quello che ho pensato di comprare solo per un momento per poi rendermi conto che era meglio correre a casa a scrivere questo post:

– un kit di calzine di panno da usare come esclusivo calendario dell’avvento
– miliardi di ninnoli, cavolatine di lana fatte in serie, di ferro battuto, di stoffa, di pile, di tutto, da appendere sull’albero.
– lucine, panettoni, libri di fai-da-te per il natale spettacolari (meno male che leggo ancora male il francese)
– in libreria: libri per bambini che non abbiamo mai visto in vita nostra, libri di bricolage “je veux faire toute soule“, cucina con i bambini, ecc.. ecc. non voglio tediarvi.

Resistete. Quest’anno organizzatevi per tempo: a Natale manca più di un mese, potete create decorazioni, regali, confezioni, oggetti a mano da regalare.
Sarete apprezzati, amati e soprattutto invidiati. Perchè? Non perchè avete avuto delle buone idee, non perchè avete risparmiato un sacco di soldi, non perchè siete stati coraggiosi a mettere in pratica le vostre intuizioni, ma solo e ripeto SOLO  per il fatto che avete trovato il tempo di fare tutto ciò.

Alcuni consigli per chi parte da tabula rasa, visto che in Italia il fai-da-te è ancora a un livello cosi embrionale che non ci sono molte fonti d’ispirazione.

1) disegnate con i vostri figli un calendario. con l’occasione avrete la possibilità di commentare cosa succede nei vari mesi, e quando sono i compleanni delle persone che amate, e quanti benedetti giorni ha un mese, e perchè poi ogni mese ne ha di diversi, insomma ci potete lavorare un mese solo su questo…

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(avvertenza: dai 6 anni in su si divertiranno, prima sarà un’inutile calvario per loro e una fatica pazzesca per voi obbligarli a ricopiare le lettere e i numeri ma se vi impegnate ce la farete lo stesso. poi i risultati sui vostri figli potete leggerli nell’articolo sulla stimolazione precoce della sfera intellettiva >>)

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2) La prossima volta che ricevete una scatola di cioccolatini conservatela. Potrete ricoprirla di pezzi di stoffa avanzati incollandoli a caso o facendoli incollare dai bambini e riempirla di biscotti fatti in casa per regalarla a vostra volta. Avrà più charme e riscuoterà sicuramente più apprezzamento che una qualunque scatola confezionata industrialmente…

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3) Non sapete fare a maglia ma vorreste fabbricare qualcosa di piccolo da regalare ad un amichetto dei vostri figli? Fate i gattini (clicca per il tutorial gratis), sono la cosa più semplice della terra. Occorre solo montare 16 maglie e fare un quadrato. Poi montarne altre 7 per la testa e attaccarle insieme. Usate solo lana di buona qualità, vengono molto meglio. Per chi vuole maggiori info mi scriva…
(vi segnalerò dei tutorial video online per imparare le basi…)
All’inizio ci vuole un po’ di tempo, però il risultato è assicurato. Vedrete anche bimbi grandicelli andare in giro per casa miagolando con il loro gattino in mano… vedere questi gattini che spuntano fuori dalle mani di mamma è una magia che apprezzano, se avete la pazienza di fargliela vivere. Li meraviglia tanto vedervi al lavoro per fare qualcosa con cui possano giocare… e a voi meraviglierà veder provare gratitudine ai vostri piccoli.

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Avvento: Il giardino d’inverno, canti e racconti


Scritto il 18 dicembre 2007

La prima volta che abbiamo fatto “il giardino d’inverno” era il 2006.
E’ stato tutto merito della maestra emilia, una cara amica maestra della scuola Steiner di Roma che ci ha offerto meraviglioso dono, vedendo noi famiglie alle prime armi indaffarate a costruire una nuova tradizione natalizia che ci appartenesse.racconti davanti al camino
Quest’anno ci siamo ritrovati: stesso luogo (il bosco sotto il casale di Paola, a Trevignano), stesse persone più alcuni nuovi acquisti (in tutto 7 famiglie) e stessi intenti: continuare il percorso di costruzione di un periodo di attesa che prelude al Natale.
In modo laico ma non per questo ignorando quelle che sono le caratteristiche universali del Natale. Una nascita.

Durante il giorno alcuni giocavano nel bosco altri raccoglievano rami e arbusti e preparavano un grande percorso a spirale. racc2.jpgPoi siamo tornati davanti al camino e abbiamo trascorso la giornata tra giochi, grigliate, canti e racconti e abbiamo aspettato l’imbrunire.

Al momento opportuno ci siamo riuniti intorno a quel luogo magico dove la maestra emilia aveva predisposto un candela accesa e alcuni frutti e ha iniziato cosi raccontando una storia:

Tanto tanto tempo fa, all’inizio del mondo, nel buio e nel freddo dell’inverno, una donna con il suo asinello era in cammino per un lungo viaggio. Un giorno quando fu troppo stanca per continuare il viaggio decise di cercare un posto caldo e sicuro dove riposarsi. Era molto stanca e quando gli animali del bosco sentiva che c’era una donna in difficoltà tornarono nei loro nidi e raccolsero quanto potevano per portarlo a quella donna. Gli scoiattoli portarono le ghiande, gli elfi e gli gnomi del bosco portarono un cristallo per illuminare la strada, e qualcosa di caldo per dormire. I topolini portarono le riserve di mandorle e frutta secca, i coniglietti rimediarono qualche mandarino. La donna allora sentì che in quel posto poteva trovare un po’ di riposo e si fermò li per la notte. E anche noi, una volta all’anno, possiamo accendere la nostra candela alla luce di quella stella e illuminare il giardino d’inverno e sentire un po’ di quel calore e di quel riparo.giardino d’inverno 2006

Mentre gli adulti cantano “lentamente va maria” ogni bambino e adulto percorre la strada del giardino fino nel centro e accende la sua candela. nel percorrerlo per uscire lascia la sua candela accesa sul percorso, dando vita ad un rosa di candele molto suggestiva.

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Il bazar di Natale della scuola Waldorf di Roma


Scritto il 17 dicembre 2007

Il bazar di Natale è una consuetudine diffusa in tutte le scuole Steiner-Waldorf del mondo. Si usa celebrare i vari momenti dell’anno preparando feste stagionali e tematiche nelle quali i bambini hanno occasione di incontrarsi, di giocare tutti insieme e di partecipare ai teatrini e ai canti che vengono offerti a tutti i partecipanti. (parleremo più avanti della festa di primavera e d’autunno).

bazar di natale della scuola waldorf di roma il giardino dei cedri

Anche per i genitori questo è un momento sociale importante. Un momento di condivisione e anche di grande lavoro. Perchè c’è molto da preparare: occorre allestire le aule, i laboratori, il bar e il buffet, preparare la “stanza dei segreti”(un’aula allestita con addobbi meravigliosi, tulle e tessuti preziosi dove solo i bambini in teoria potrebbero entrare per scegliere un oggetto da regalare ai loro genitori… in pratica è molto difficile tenere fuori i genitori che non resistono alla curiosità).
C’è poi da approntare il teatrino e fare le prove dei canti. Ognuno fa la sua parte. C’e’ chi vende i biglietti della lotteria finale (quest’anno il primo premio era un fine settimana per 4 in un agriturismo), c’è chi aiuta le maestre a preparare il laboratorio dei biscotti e chi si occupa di distribuire i piatti caldi durante l’ora del buffet. Tutto viene preparato a casa dai genitori e portato il giorno della festa….

Quest’anno per farmi un’idea di come si svolgono i bazar di natale nelle altre scuole del mondo sono andata a visitare l’ esperienza della scuola di Monaco (vedi il report) e sono molto felice di annunciarvi che finalmente abbiamo potuto partecipare anche alla festa della scuola dei nostri figli, “Il giardino dei Cedri” (guarda il sito della scuola).
Per quanto la nostra scuola sia piccola devo dire che la festa è stata spettacolare. Ci sono stati tantissimi laboratori meravigliosi, come quello dei rosoni di carta trasparente da appendere alle finestre, quello degli angeli, delle candele e delle decorazioni natalizi.

bazar di natale della scuola waldorf di roma il giardino dei cedri

La festa non era quindi solo un mercatino dove comprare oggetti significativi e di alta qualità come gli gnometti di lana fatti a mano di Paola, una mamma della scuola, oppure la carta da lettere fatta dai ragazzi della scuola, ma era proprio un’occasione per cimentarsi in produzioni fai-da-te e quindi anche un momento per “fare insieme”.

bazar di natale della scuola waldorf di roma il giardino dei cedri

Complimenti a tutti i ragazzi che hanno lavorato per dare vita ad oggetti bellissimi, a tutti i genitori che hanno donato il loro tempo, il loro lavoro e i loro manufatti e alle maestre che con tanta dedizione hanno preparato i teatrini, le letture, i canti e i racconti. Grazie anche agli organizzatori che si sono prodigati perchè non mancasse nulla, rendendo questa giornata preziosa. In particolare vorrei citare il lavoro di un papà della scuola che ha portato le sue produzioni artigianali in legno, una culla con la prua a forma di arpa, un meraviglioso cavallo a dondolo e una macchinina spettacolare a manovella tutta in legno ma con un complesso sistema di elastici che la rendevano mobile….

bazar di natale della scuola waldorf di roma il giardino dei cedri

Ciò che più mi entusiasma di questa scuola è proprio la voglia di creare, il desiderio di cimentarsi anche con le difficoltà del fare, l’umiltà di sbagliare, il coraggio di mettersi in gioco e la pazienza di trovare un modo di lavorare tutti insieme, ognuno con la propria individualità, ognuno con i propri difetti.
La festa è stata un successo, è venuta moltissima gente anche non della scuola e speriamo ne venga sempre di più. Queste feste servono anche ad auto-finanziare la scuola che non riceve nessun genere di sostegno statale e quindi si fonda sulle capacità economiche delle singole famiglie. Una sfida difficile da portare avanti, tenendo conto di tutte le spese che può avere una scuola che si fonda anche sulla qualità dell’ offerta.

 

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