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Che cos’è la dislessia?


Scritto il 16 gennaio 2020

La dislessia è un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) che consiste nella mancata automatizzazione dell’abilità strumentale che permette al bambino di leggere. Come se dovesse riconoscere un grafema (per esempio ca e sa) come se lo vedesse per la prima volta e associarlo al concetto di casa.

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courtesy Rachel @noguidebook

Ogni volta quindi, il bambino indovina la parola andando per intuito (visto che ha un livello di intelligenza assolutamente nella norma ed è abituato ad arrangiarsi) oppure è una faticaccia, che non migliora con l’esercizio e non si risolve nel tempo.

Se si pensa che l’apprendimento è l’incremento dell’efficienza di un atto, in termini di velocità di esecuzione, precisione e minor impegno attentivo è chiaro che la capacità di mantenere gli standard di lettura acquisiti sia una delle funzioni più importanti.
Leggo piano e mi stanco, poi leggo un po’ in più e vado sempre più veloce stancandomi meno fino a che leggo con gioia e mi godo un bel romanzo. Quello si chiama incentivo.

Le persone che non hanno DSA godono quotidianamente di incentivi, perchè il loro impegno viene ripagato con l’automatizzazione delle funzioni. Leggo sempre meglio, posso studiare cose sempre più complesse e cosi via.

Per il dislessico la lettura che non si velocizza mai diventa un ostacolo enorme all’apprendimento ma non solo, è un gigantesco ostacolo per la sua autostima. Sarò stupido, pensa.

courtesy NeONBRAND @neonbrand

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@neonbrand

Per fortuna oggi ci sono tanti modi modi ovviare a questa difficoltà, come la lettura prestata o i software di lettura vocale.

La grande barriera dell’ignoranza

Il bambino o il ragazzo con dislessia viene spesso visto in classe come qualcuno che gode di privilegi ingiustificati: le misure dispensative e gli strumenti compensativi. Perchè lui ha la calcolatrice durante il compito in classe o guarda le mappe durante l’interrogazione e noi no? – chiedono i compagni.

Questi equivoci nascono perchè non si conosce la legge. La legge 170 del 2010 e le successive linee guida 12 luglio 2011 permettono agli studenti con DSA di utilizzare alcuni particolari strumenti per sostenere la loro performance scolastica. Non come meno sforzo ma per dare pari opportunità a chi, per una neuro-diversità che non è una disabilità, ha difficoltà ad automatizzare alcune funzioni come la memoria.

Degli strumenti compensativi e delle misure dispensative parleremo più avanti, per ora guardate a pag. 82 di questo pdf per conoscerli nel dettaglio

Diversi tipi di disturbo del linguaggio

Le persone con Disturbo Specifico sono circa il 4% della popolazione scolastica. Si tratta di studenti che hanno una difficoltà con la lettura (dislessia) oppure nella scrittura (disortografia nel caso di chi reitera errori ortografici oppure disgrafia nel caso di cui ha una bassa qualità del tratto grafico per questioni di coordinazione motoria, visto che come sappiamo il gesto grafo-motorio è qualcosa di molto complesso) oppure può avere una difficoltà nel calcolo, in quel caso si tratta di discalculia.
Spesso i disturbi sono associati e allora si chiama disturbo misto.

La dislessia non è una disabilità

E’ importante sapere che il DSA non ha nulla a che vedere con il ritardo mentale, l’autismo e i disturbi psicopatologici come l’ADHD. Tanto meno sono collegati ai disturbi non specifici come la sordità o la cecità che sono di origine neuro-sensoriale. Neanche lo svantaggio socio-culturale ha la benchè minima relazione con i disturbi specifici di cui parliamo.

Il DSA non può essere attribuito a problemi psicologici o relazionali però può esserne la causa, proprio perchè viene spesso frainteso, sottostimato o stigmatizzato.

Da dove arriva la dislessia?

Sulle origini del disturbo, le terapie riabilitative, il tutoraggio didattico specializzato e il lavoro di informazione e sensibilizzazione da fare a scuola e in famiglia per aiutare bambini e ragazzi a superare il tabù della dislessia e degli altri DSA saranno pubblicati altri articoli prossimamente.

Come aiutarle i bambini con dislessia

Una delle modalità più avanzate e riconosciute come efficaci negli ultimi anni è lavorare con il movimento. Tutti i bambini imparano meglio muovendosi e associando la concentrazione al divertimento ma i bambini con disturbi dell’apprendimento sono sicuramente i primi a beneficiare di questa modalità che è giunta recentemente anche in Italia e prima di tutto nelle Marche.
Speriamo che imparare con il movimento sia un metodo che verrà adottato in tutte le scuole primarie e secondarie di primo grado al più presto.

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