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Benvenuti in prima classe

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Benvenuti in prima classe


Scritto il 13 settembre 2012

Ovunque vadano i vostri figli, scuola pubblica o privata, steineriana o montessoriana, non importa. Quello che conta davvero è  l’attitudine e altre alcune cose fondamentali

  • sottrarre ansia e giudizio
  • contenere gli stimoli
  • evitare di inzeppare l’agenda di impegni
  • aggiungere cura, curiosità, pazienza
  • ascolto

Se noi genitori avessimo tutto questo credo che ogni scuola potrebbe andare bene.

Ecco cosa fanno in prima elementare alla scuola steineriana, ve lo racconto perchè è affascinante e forse ognuno di noi avrebbe voluto fare una prima cosi.

Proviamo ad immaginare una linea retta verticale dritta  – dice la maestra, una signora distinta con gli occhiali e il tacchetto – proveniente da un punto indefinito sulla nostra testa che ci attraversa, percorrendo la colonna vertebrale dal cranio all’osso sacro ed uscendo dal nostro corpo al centro dei piedi.
Immaginiamola proseguire nella terra finchè, incurvandosi, possa tornare da dove è venuta e ricongiungersi in un’ideale circonferenza che abbraccia tutto l’universo. Questo ci da la misura di come noi siamo una piccolissima porzione di quella retta infinita. Siamo in una dimensione dove alla retta si alternano solo curve che definiscono delle forme. Le forme del nostro mondo e di noi stessi.

il disegno di forme
Autore: Rudolf Kutzli
Editore: Natura e cultura

In una prima classe nella scuola steineriana si comincia per alcune settimane tracciando linee rette e curve su fogli bianchi senza righe. Si chiama disegno di forme, ed è considerata una delle materie didattiche più importanti insieme al calcolo. Ma perché tanta importanza?

Il disegno di forme viene riproposto, a progressivi livelli di difficoltà fino all’ottava classe perché è considerato un esercizio terapeutico e formativo sorprendentemente efficace. Dalla traccia delle forme primarie si passa a tutte le possibili trasformazioni di una forma semplice, per arrivare alle simmetrie, ai nodi e agli intrecci longobardi (>>) in quarta classe, alla geometria in quinta.

(Hai mai disegnato o colorato un mandala per più di dieci minuti? Ne conosci gli effetti?  Leggi qui)

Una cosa inedita e un po’ complessa da spiegare che rende questa pedagogia oggetto di  fraintendimenti è che il disegno di forme (l’ars lineandi medievale) è stato spiegato da Steiner come l’espressione di una saggezza antichissima che si è tramandata nell’evoluzione dell’essere umano e che aveva e ha come obiettivo la ricerca della consapevolezza del sè. Cosa siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?

La linea a la curva esistevano prima dell’essere umano e prima ancora della creazione del mondo.

Attraverso l’esercizio della linea retta come archetipo della forma e della curva come primo fondamentale movimento, prendiamo posto con coscienza nel mondo, acquisiamo razionalmente i concetti di collocazione nello spazio e nel tempo secondo un prima e un dopo, un alto e un basso esercitando le lateralità. Questi elementi nelle classi successive si trasformano in  simmetrie, trasformazioni delle forme,  geometria, astronomia ecc…

Se, dice Steiner,  nella linea retta è racchiusa la sfera del pensiero mentre nella curva si aprono le infinite possibilità di metamorfosi proprie della sfera del sentimento allora capiamo come l’esercizio del disegno di forme eserciti il pensiero organico vivente, un pensiero in continuo movimento, corroborato da quell’elemento prettamente umano che è il sentire e le emozioni. Un pensiero che altrimenti tende a sclerotizzarsi  nell’eccessiva intellettualizzazione di ogni conoscenza.

Mettere continuamente in metamorfosi una forma significa fare in modo che l’animo del bambino trovi un equilibrio, conformi le lateralità che sono alla base della destrezza, dell’elasticità mentale, della capacità critica e autocritica…

Per un approfondimento sul tema scaricate il pdf della studiosa Maria Angela Padoa Schioppa

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