Non ti ascoltan quando hai sete, ti stanno addosso quando bevi. - Vivere semplice

Non ti ascoltan quando hai sete, ti stanno addosso quando bevi.

Ghali è un rapper italiano di origini tunisine di 25 anni. Non ti ascoltan quando hai sete, ti stanno addosso quando bevi è una frase della canzone Habibi che, per inciso, in arabo vuol dire “amore mio” o “amato”.

Essere amati, sentiti, ascoltati è quello che vogliono i ragazzi e tutti gli esseri umani. Ma sembra quasi una banalità dirlo.

Ascolto le canzoni di Ghali da giorni e ho trovato un sacco di cose che non so sui ragazzi. Ho una fame matta di capire come sono fatti, in cosa sono diversi da noi alla loro età, come digeriscono il mondo che li circonda.

E’ fatica essere ragazzi, lo è sempre stato, me lo ricordo benissimo.

Ho conosciuto Ghali perchè Emilio 8 anni va in giro cantando: Ehi Bella, io ti conosco, tu fumi cannella… e ho maledetto questi sciocchi cantanti che mettono in bocca ai bambini parole che non li riguardano..

Poi ho ascoltato una canzone, l’altra e alla fine ho cambiato idea.
Ho scoperto che Ghali è tutt’altro che sciocco anzi i suoi testi sono utilissimi per capire un po’ del loro mondo, di cosa gli manca, cosa cercano e perchè non lo trovano. Noi non li capiamo. In particolare mi ha colpito questa frase:

Non ti ascoltan quando hai sete, ti stanno addosso quando bevi…

 

Ho pensato che ai ragazzi diamo moltissimo, forse troppo, ma magari non diamo nulla di quello che gli serve perchè non sappiamo di cosa hanno bisogno.

Ci fanno intuire che hanno bisogno di libertà, di fiducia, di essere lasciati liberi di fare, decidere a che ora tornare… ma in realtà hanno un sacco di bisogni che loro per primi non sanno formulare. E questo non vale solo per gli adolescenti, vale anche per gli adulti.

Desiderare è difficile, sapere quello che vuoi è un vero lavoro se non scegli il superfluo.

Esprimi un desiderio

Se qualcuno ti chiede cosa vorresti, di cosa hai bisogno per essere felice, che posto a sedere vuoi nel teatro della vita, tu hai le idee chiare? Pensi che tuo figlio le abbia anche lui cosi chiare?

Per noi adulti è facile: ci nascondiamo dietro i mille impegni di lavoro e ci riempiamo le giornate di telefonate e appuntamenti. I più lontani da loro stessi (la maggior parte) si lamentano dell’agenda fittissima dimenticandosi che se la sono rimpinzata da soli e si sono illusi di essere le persone più insostituibili del mondo.

Questo li aiuta a non pensare. Non pensano perchè se ne avessero il tempo non saprebbero che risposte dare ai loro perchè e che spiegazioni inventare per giustificare tutte le volte che hanno detto non ora, non posso, non ho tempo. Nessuno è più capace di dire non voglio, perchè nessuno sa più quello che vuole.

Di cosa hai sete?

Il desiderio si fa sempre più impalpabile nel mondo del click e del payless. Avvicina la tua carta di credito e sarai felice. Non mi piace affatto questo mondo in cui si compra tutto, forse l’erba è cosi desiderata perchè non si può comprare nemmeno con mastercard. Nei testi di Ghali di parla di erba continuamente. Dobbiamo parlarne?

Io voglio sapere di cosa hanno sete i miei figli e, se ci penso bene, ho bisogno di sapere sempre di più di cosa ho sete io.

Chi e cosa mi fa stare bene? In quale situazione mi trovo più a mio agio e quale bisogno appaga? In cosa sono brava abbastanza? Come posso essere utile in questo mondo?

Di cosa ho sete

Guardo com’è vestito Ghali in Happy Days e mi mette allegria, ho voglia di vestirmi colorata anche io. Adoro i ragazzi che non stanno alle regole, che la moda se la inventano, ghaliche osano, che non si vergognano mettere il cavallo alto, di essere osservati, quelli che sostengono l’imbarazzo della disapprovazione, che hanno coraggio, colore e spregiudicatezza.

Non importa se non ci piace, l’importante è che non siano tutti uguali questi nostri ragazzi nati con il codice a barre.

Perchè se sei diverso dagli altri una volta su mille ti fai notare bene e poi magari anche copiare come Ghali, ma le altre 999 ti farai prendere in giro.

Ecco perchè siamo tutti uguali e nessuno di noi sa più cosa vuole, abbiamo tutti gli stessi telefoni e guardiamo tutti le stesse serie tv.

Sembra che l’omologazione ci faccia la vita più facile invece ci annoia mortalmente.

Ecco perchè è difficile e prezioso essere diversi. Solo questo voglio insegnare ai miei figli. Solo questo.

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Originariamente scritto il 29 gennaio 2018

1 Commenti per questo post

  1. france ha scritto:

    Grazie, articolo molto bello

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