Essere diversi costa….

Scritto il 17 dicembre 2010

Non so se lo avete percepito nei miei post un po’ criptici a volte.  Ma ho l’ansia, perchè mio figlio in terza ancora legge male scrive male e fa male un po’ tutto. Male? Cosa vuol dire male? Male per chi? In base a quale standard?

Beh, il bene e il male esistono. Non sono mica soggettivi. Se ti dico che scrive come il cardiologo settantenne (citazione) e non azzecca neanche una doppia, possiamo mica dire che scrive bene giusto? Il fatto è che quando mandi i tuoi figli ad una scuola steineriana quelli investono un sacco di ore in incredibili attività che neanche ti immagini e imparano altro da ciò che ti aspetti, mentre sulle cose di base ovvie scontate tipo il leggere e lo scrivere rimangono un po’ indietro.

Rimangono indietro anche perchè (questo me lo diceva la maestra) non vengono corretti appositamente perchè il tipo di errore che reiterano (per esempio nel nostro caso le doppie) dice qualcosa di importante sul bambino e sui suoi lati deboli, che occorre rinforzare, curare e seguire con attenzione. acquadolce Ho riflettuto molto su quanto è faticoso scegliere un’educazione alternativa ed essere esposti al pubblico ludibrio.

Abbiamo amici che ridono di noi (forse dovrei interrogarmi su che tipo di amicizia è mai questa…) e altri che osservano e tacciono, rincuorati dal fatto che i loro figli più piccoli scrivono e leggono gia correntemente come se questo fosse l’unica cosa importante che devono fare dei bambini in età scolare…

Poi ho conosciuto una pedagoga (una volta si diceva cosi non e’ un errore, ed io lo preferisco), non della scuola steineriana ma che capisce e apprezza il metodo,  che mi ha fatto notare una serie incredibile di capacità che i nostri figli stanno acquisendo e ho pensato che dovrei smetterla di sforzarmi di pensare come tutti gli altri e cominciare a ragionare con il mio cervello.

Ho trovato conforto, sostegno e calore, sorriso e condivisione d’intenti in questo libro bellissimo e semplice che vi suggerisco: si intitola Acqua dolce, e in realtà è un libro per bambini non per adulti scritto da Andrea Bouchard maestro elementare.  Io l’ho letto a 4occhi con mio figlio,   abbiamo letto 3 pagine per uno, ad alta voce, la sera prima di andare a letto… e la lettura migliora sta migliorando migliorerà che follia affannarsi per questo…

Il piccolo libro con una carta, una grafica e un’illustrazione accurata, parla di una famiglia diversa in cui i genitori all’inizio annaspano nei dubbi e nella paura di non essere adeguati alla creatura che hanno avuto mentre in seguito trovano insieme la loro strada, fatta di ascolto, di mediazione, di osservazione. Non è un libro sulla diversità nel senso della disabilità  o dell’handicap perchè non occorre essere diversamente abili per sentirsi diversi dagli altri…

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40 Commenti per questo post

  1. marta ha scritto:

    leggo con tanta partecipazione questo post, perché sono stata una bambina diversa. diversa perché ho fatto la scuola steiner (ebbene sì), diversa perché non avevamo la tv in casa, diversa perché vivevo in una famiglia dalla struttura diversa da tutte quelle che ci circondavano. quello che dici è vero, essere diversi costa, e ti direi una cavolata se dicessi che i bambini non lo “sentono”. ma il prezzo che si paga, credimi, è irrisorio. io sono cresciuta orgogliosa del mio essere speciale, e ho capito presto che il valore che ti viene da un punto di vista che gli altri non hanno è immenso. questo commento forse non aggiungerà nulla alla tua esperienza, voleva solo essere una rassicurazione sul fatto che se ascolti il tuo intuito difficilmente puoi sbagliare. lascia perdere chi ride di te 🙂
    ti abbraccio

  2. silvia ha scritto:

    Non posso che apprezzare le tue parole ed imparare a ragionare sempre di più, ho un’amica che ha rifiutato di aiutarci in un progetto che stavamo organizzando riguardante l’apertura di una materna di stampo Steineriano perchè ha detto che nella scuola materna è bene fare la “prescrittura” e ti dico tutto!

  3. tiziana ha scritto:

    il tuo post di oggi mi ha fatto commuovere… dinanzi alla boria di tante mamme che non fanno che decantare le mille virtù dei loro figli, la tua schiettezza è disarmente e fa troppa tenerezza. il tuo bimbo imparerà prima o poi a leggere e scrivere benissimo, ma oltre a ciò saprà fare tantissime altre cose meravigliose e imparerà a sviluppare talenti e sensibilità che la maggior parte dei bambini si sognano…

  4. mammamichi ha scritto:

    Sabrina, che bello questo post! mi ci riconosco in pieno!

  5. Flavia ha scritto:

    Cara Sabrina,
    che belle cose scrivi e crei l’occasione di pensare…
    E’ vero essere diversi costa! Ma è un occasione davvero molto speciale.

  6. kosenrufu mama ha scritto:

    i miei figli vanno alla scuola steineriana, anche grazie a te, sono felice di questo e vedo loro felici, ma come te a volte affiorano dubbi che sono spinti dall’esterno, un confronto con un’ amichetta, un commento di conoscenti o la semplice visita dall’oculista a cui devi spiegare che no, tua figlia ancora non sa leggere. Credo sia normale, mi dico, mi rispondo che questo è il mio impegno, dentro dime, cercare e trovare risposte, per me e per loro. Queste riposte di solito non arrivano solo dalla mente, ma dal cuore, da quello che sento parlando con le maestre, vedendoli giocare, sentendo le emozioni che si respirano in tante occasioni all’interno della scuola. E alla fine quello che mi risuona dentro è che va bene così. sento che è la cosa giusta per i miei figli.veramente. noto in loro particolari che in alcuni loro coetanei sono già svaniti e questo mi rattrista pensado a questi ultimi. Imparo giorno per giorno ad avere fiducia, nelle loro infinite potenzialità.
    grazie come sempre di condividere anche i tuo idubbi che sono spesso punto di partenza per noi lettori.
    un abbraccio

  7. Daniela B. ha scritto:

    Bhe io sono stata una bambina “diversa”, sempre con i vestiti ed i giochi di seconda mano e “fuori moda”…quella con i genitori non laureati, quella con i nonni contadini, quella senza tv in camera e senza cellulare.Ci ho sofferto tanto quando ero più piccola, soprattutto durante le medie ed i primi anni delle superiori, dove il confronto con gli altri (anzi altre visto che eravamo classi di femmine) era era aspro e feroce.Ora sto semplicemende capendo giorno dopo giorno, quanto sono stata fortunata ad essere così, e sono sinceramente e profondamente felice dell’infanzia che ho avuto e di quello che sono ora proprio grazie all’esempio della mia famiglia.Vi sostengo con il pensiero!!

  8. mariaclaudia ha scritto:

    ciao sabri, io ho amiche steineriane a Lima che sanno leggere, scrivere e parlano benissimo pure l’inglese, quindi quando sei in dubbio, mettiti in contatto con chi dalla scuola è giàa uscito, così avrai una nuova carica per andare avanti. Pensa che in perù devono andare a scuola che sanno già leggere e scrivere, e in questo senso la scuola steineriana è ancora più rivoluzionaria laggiù no ?? io ti appoggio con tutto il cuore, se ci fosse una scuola steineriana dove viviamo noi, o dove stiamo andando ora, ci manderei Ale, ma non c’è e quindi aproffitta dela fortuna che hai.

  9. ele ha scritto:

    cara sabrina, il mio bimbo non va in una scuola steineriana, ma pubblica, e anche questo per assurdo si sta trasformando in un atto di resistenza quotidiana. Ti capisco benissimo quando parli di diversità, io ne ho parlato in un post qualche giorno fa per altre scelte che facciamo in famiglia. Mettersi in dubbio è sempre sano, ma lo è altrettanto portare avanti le proprie convinzioni e i propri principi. E mi sembra che voi lo facciate nel migliore dei modi!

  10. chiara ha scritto:

    Ho fatto la scuola steiner asilo, elementari,medie,liceo; non era ancora parificata e in 5 elementare – durante l’esame – avevo il terrore mi facessero leggere! non capitò! 🙂 in VI ancora faticavo ricordo mia nonna che mi faceva esercitare, mentre stirava, e non si accorgeva che avevo imparato a memoria il libro..per quello scorreva la lettura 😉 A volte mi è pesato il confronto con gli altri per questa cosa e per altre (niente cartella, niente libri..niente pennarelli..le ciabatte, l’euritmia)non so dirti di preciso quando il leggere non è stato più un problema..ma è successo..tra la VI e la VII direi.. !! ho letto e leggo tanto, mi sono laureata in corso. Non è vero che gli steineriani sono quelli che “non sanno nè leggere nè scrivere”
    Non avere paura di queste diversità!
    Ci sono forse altre (per lo meno per quella che è stata la mia esperienza) cose meno evidenti più sfumate e forse interiori legate alle dinamiche della “società-steineriana” che forse sono paradossalmente più importati rispetto alla vita dopo/fuori.. che non certo questa.
    Stai serena!

  11. sicampeggia ha scritto:

    Ciao Sabrina il mio gigantino ha solo due anni e io sto cercando di capire come accompagnarlo nella sua crescita, quali scelte educative fare già adesso. Leggo tanto e un pò di tutto, (ho rischiato di intraprendere il metodo Doman per l’apprendimento della matematica, per dire)ma quando mi sono imbattuta in “Come sviluppare tutti i talenti del bambino” sono rimasta toccata dal senso di rispetto e ammirazione con cui la pedagogia steineriana considera il bambino. Ne so molto poco (anzi approfitto per chiederti come posso approfondire un pò) ma la sensazione è quella che questi bambini cresceranno senza mai abbandonare la meraviglia dell’infazia e anzi la porteranno dentro per sempre e consapevolmente e potranno attingervi quando ne avranno bisogno. Secondo me i tuoi figli ti ringrazieranno e poi ormai tutti scrivono col pc che ha il correttore ortografico automatico.
    Ciao

  12. sara ha scritto:

    Mi ci ritrovo tantissimo nelle tue parole. Anch’io sto combattendo, ma sento nel profondo che cio’ che sento è giusto. Per me inanzitutto. Lo sento e percio’ devo seguire l’istinto. Anch’io ho dubbi e paure. Ma non possiamo fare altrimenti, siamo “diversi” e uniformarsi puo’ solo nuocere a noi, e ai bimbi .

  13. Sybille ha scritto:

    Posso solo dirti che dei ragazzi usciti dalla scuola steineriana che conosco io nessuno ha avuto problemi con leggere e scrivere, anzi… (oggi vanno alle superiori e all’universitá), oltre a saper fare bene queste cose, sono capaci di fare un sacco di altre cose utili nella vita di tutti i giorni! Ma quello che piú mi piace é il loro modo di affrontare le questioni e i problemi della vita – con serietá e leggerezza, con fiducia e sicurezza nelle proprie capacitá. Mi sembrano persone che “stanno bene con sé stesse”.
    Ovviamente posso dire questo solo per quello che ne so io, ma come dicevo fra quellli che ho conosciuto nessuno se ne pente e tutti (ragazzi e famiglie) dicono che rifarebbero la scelta.
    Buon proseguimento!

  14. Letizia ha scritto:

    Ciao Sabrina! Sono una maestra elementare statale e ho un figlio, ormai quindicenne, che ha frequentato l’asilo steineriano. Solo l’asilo perchè eravamo pochissimi a volere il proseguimento dell’esperienza . Ti posso dire che è stato il periodo più significativo della sua carriera scolastica in cui il ” nutrimento ” educativo investiva tutto il suo essere.Allora mi sono innamorata della pedagogia steineriana che cerco di portare nel lavoro con i miei alunni anche se è molto difficile, visti i vincoli e i tempi che ci impongono i programmi . A proposito , attualmente ho proprio una terza classe dove insegno italiano e dove diversi bambini fanno errori di ortografia o leggono in modo non proprio scorrevole.fare schede su schede serve a poco, ho consigliato ai genitori di leggere a voce alta insieme ai figli un bel racconto prima di dormire, proprio come fai tu. Del resto Pennac insegna… Tanti auguri a te e alla tua bella famiglia.

  15. Palmy ha scritto:

    Questo post è molto bello, per la franchezza e l’apertura mentale che dimostri. Vai avanti, non ti scoraggiare, come vedi hai continue conferme anche da esperti. E poi la serenità dei tuoi figli è evidente a chi ti legge!

  16. d. ha scritto:

    Della scuola steineriana so poche cose e solo per conoscenza indiretta, quindi non posso certo esprimere giudizi. Della teoria steineriana mi convincono alcune cose di più, altre meno, o almeno: alcune le sento più nelle corde mie e della mia famiglia, altre molto meno.
    Quello che però mi ha colpita leggendo il tuo post sono le mille domande che tutti ci facciamo quando un figlio esula da certi standard.
    Il tuo forse temporaneamente, per via della scuola che sta facendo, con la forte probabilità che saprà fare bene domani quello che non riesce ancora a fare perfettamente oggi. Uno dei miei forse definitivamente, con difficoltà che dipendono da come è fatto il suo cervello, dai percorsi interni che sono diversi da quelli della maggioranza delle persone. La parola che aleggia in casa nostra è “dislessia” e ammetto che mi fa paura.
    E’ così facile, gratificante, accettare di avere figli “bravi”, che fanno le cose “bene”. I miei primi tre sono così e a volte ho rischiato di sentirmi l’artefice dei loro successi, la causa dei loro talenti… ma questi pensieri vanno presto in frantumi, se tra i tuoi figli, nella stessa famiglia, con le stesse attenzioni, improvvisamente uno ti mette di fronte alle sue difficoltà, non ti rimanda indietro un feedback positivo, in cui puoi gongolare, ma ti lascia capire che non ce la fa, che non farcela a volte non dipende dalla volontà, né dall’educazione, ma da una struttura interna pregressa. Non farcela è doloroso, per tutti. Per chi annaspa e per chi non riesce ad aiutare. Per chi vorrebbe toglierti ogni inciampo e poi non può spostare di un millimetro l’ostacolo più grande.
    Essere diversi costa, ma quando si sceglie è anche un segreto motivo di orgoglio, c’è la consapevolezza delle proprie ragioni, la convinzione rispetto alle proprie motivazioni, c’è la valutazione dei pro e dei contro. Quando questa differenza non è una scelta, costa ancora di più.
    L’unica cosa che possiamo fare è farci educare dalla realtà, verificare ogni convinzione alla luce dei fatti. Partire dalla realtà di questo figlio, in questo momento, per poi cercare un percorso. Nessuna idea, nessun metodo, né tradizionale, né montessoriano, né steineriano vale che gli si sacrifichi un bambino. Al contrario, ogni metodo dovrebbe essere uno strumento che serve al bambino.
    Tu puoi dire che la scuola che hai scelto serve a tuo figlio? Che sta curando il suo bene più profondo?
    Solo voi genitori sapete la risposta, ovviamente. Il resto non conta, né le buone né le cattive “recensioni”.

  17. sabrina ha scritto:

    grazie grazie grazie…
    non avevo pensato di chiedere a chi questa scuola l’ha fatta e ha vissuto in prima persona queste esperienze…
    grazie grazie
    sabrina

  18. linda ha scritto:

    Cara Sabrina,

    hai letto il libro di ken robinson, the element ? Hai sentito il suo discorso Do school kills creativity ?

    Stai facendo una cosa meravigliosa per i tuoi bambini.

    Baci
    mamma indonesiana

  19. sabrina bis ha scritto:

    carissima.. non fissarti sulle singole competenze, guarda tuo figlio e chiediti se frequenta la scuola con piacere.. guardalo ancora e osserva se è un bambino sereno e curioso della vita!
    non conosco direttamente la scuola steineriana ma penso che come tutti metodi abbia dei punti forti e delle criticità: il modello perfetto non esiste, e non esiste il bambino perfetto.

    un piccolo esempio: due anni fa, nella mia provincia, la scuola pubblica ha promosso un corso sulla dislessia, rivolto alle insegnanti. alla fine del corso spuntavano come funghi bambini dislessici.. (o presunti tali!).
    io lavoro in biblioteca e arrivavano mamme ansiosissime alla ricerca di libri “speciali” per bambini dislessici (un’epidemia!).
    il mio compagno (psicologo) per alcuni mesi ha ricevuto decine di richieste di consulenza per problemi di dislessia (ma che patologia è???!) .. ovviamente abbiamo molto sdrammatizzato anche perchè il mio “psicologo” è dislessico eppure sa leggere, comprende, scrive, si è laureato e specializzato, e quando le mamme sentivano questa storia sembravano già molto rassicurate.
    certo poi bisogna fare i conti con le aspettative della società.. ma è tutto relativo, credimi, sdrammatizza, e si ti può far star meglio leggi un po’ con lui, ma non come “dovere”, ma per il semplice piacere di condividere con tuo figlio un momento speciale.

    un ricordo da bambina: in classe ogni giorno la maestra aveva un appuntamento fisso, ci leggeva poche pagine di un libro, e leggendo giocherellava con la sua collana. l’ascolto della sua voce e delle parole che scorrono sono state “la mia prima lettura”.
    quella lettura quotidiana è stato per me un dono grande .. e continua ancora oggi!

  20. claudio ha scritto:

    Ogni tanto leggo il vostro visto e lo trovo molto interessante.
    Vi volevo dare un piccolo consiglio, non avete mai pensato di raccongliere i vostri migliori post e farne un libro?
    Potreste metterlo su uno di quei siti che pubblicano i libri senza passare per gli editori (tipo lulu.com) penso che molte persone lo troverebbero utile ed interessante.
    Claudio

  21. adriana ha scritto:

    che bello questo post e tutti i commenti arrivati …posso aggiungere la mia esperienza di persona dislessica (consapevole solo da grande, visto che sono l’ultima di una fam. numerosa che per fortuna non si è mai posto il -NON-problema ). Ho vissuto la scuola con apprensione da piccola ma poi trovati gli strumenti, ho scoperto con grande allegria di potercela fare… laureata con grande orgoglio!(nonostante non mi serva a niente la mia laurea in Lingua e letteratura Brasiliana, sic!) Ora lo vivo anche da mamma ed è mooolto più complicato e (soprattutto) doloroso visto che tutte noi vorremmo sempre evitare qualsiasi incertezza per i nostri figli … Ma purtroppo non è sempre cosi … Io provo ad accompagnare mia figlia nel suo cammino, ahimè! La pazienza, non mi segue sempre (me ne vergogno!) ma sono sicura che con il tempo LEI saprà trovare il suo cammino

  22. ester ha scritto:

    Che bello avere figliche sanno fare qualcosa di DIVERSO da ciò che il mondo propone. I miei bimbi vanno a una materna normale e quanto mi stringe sentire un compagnuccio dire alla mia bimba \ma le persone non hanno le facce viola!\.
    son sciocchezze forse ma io ho avuto la fortuna di avere genitori che mi hanno insegnato ad essere libera dai giudizzi e vorrei tanto che anche i miei figli fossero così. Loro sono così meravigliosi nella loro unicità!

  23. Sara ha scritto:

    Io conosco poco il metodo Steiner, quindi non posso dire se sia valido o meno, se i bambini che frequentano queste scuole siano più o meno preparati. Però, da insegnante di scuola pubblica, mi sento di dirti: “Fai bene a insistere su questo percorso!”. Il ministero sta introducendo sempre più test, mirati a schedare i bimbi già in tenera età (che senso hanno i test INVALSI a 7 anni???), senza tenere conto dei loro personali talenti e delle loro inclinazioni. Un bimbo è considerato “nella media” se sa risolvere in un determinato tempo determinati quiz di logica, ma a nessuno importa se, magari, ha una forte propensione al disegno o alla musica o al lavoro manuale. Trovo tutto ciò tristissimo. Ora che sono mamma (Alberto ha 8 mesi), mi chiedo che tipo di percorso scolastico sceglierò per mio figlio. E, da insegnante, mi chiedo cosa posso fare per cambiare questa impostazione innaturale e forzata che la scuola pubblica sta assumendo.
    Grazie per questo post.

  24. Mammamsterdam ha scritto:

    No, non lo avevo capito che ti metteva in ansia ma evidentemente sono altre le cose che cerco nei tuoi post. Penso che ti abbiano già detto molte cose che ti direi anch’io, voglio solo aggiungere il tormentone di mia nonna: dobbiamo compatire.

    No, non tuo figlio che ha i suoi tempi e i suoi ritmi, ma gli amici che fanno fatica a capire le vostre scelte. Non lo fanno per cattiveria e neanche perché sono stronzi dentro (a aprte che dovresti saperlo tu, ma mi pare difficile che con i vostri presupposti abbiate amici del genere) ma perché sono insicuri.

    Perché tutti per i figli in teoria vogliono il meglio ma non tutti si fanno il paiolo a campana per cercarlo, valutarlo, sentirlo questo meglio, facendo anche sacrifici personali sulla quotidianità.

    E allora è chiaro che chi è in questa disposizione interpreta come critica implicita al proprio modo di essere il VOSTRO modo di essere che invece è e basta. E allora si fa subito a rasserenarsi perché un bambino scrive o legge prima di un altro, perché tutte le altre infinite cose sono invisibili.

    Oh, ragazza, tu ai grandi hai offerto la possibilità di vivere all’estero, di imparare un’altra lingua, avete fatto vedere ai vostri figli che ci si può mettere in gioco a qualsiasi età e in qualsiasi modo. Hai detto poco.

    Al piccolo hai offerto dei primi mesi senza andare all’IKEA, cosa che io invece ho fatto e prima di leggere quel tuo post di qualche mese fa manco mi rendevo conto (no, per dire sul sentirsi implicitamente giudicati da quello che fanno o non fanno gli altri:-))
    .

    è Bello che anche qui ti sia messa in gioco e abbia condiviso con noi quella che evidentemente è una tua preoccupazione profonda. È vero anche che in Italia mi chiedo se un bambino della steineriana finisca mai un liceo classico (ammesso che il summus della vita sia aver fatto il classico), ti confermo però che qui ad Amsterdam la figlia della mia amica ha appena iniziato e ha delle supermedie di voti.

    Insomma, la bontà delle decisioni sui figli si manifesta sul lungo termine e anche lì sarà soprattutto quello che hanno scelto loro a determinare la loro vita, esattamente come è stato per te, per me e per noi tutti.

    Quindi continua a leggere con i bambini e dio provveda, per quanto mi riguarda invidio Raperonzolo che ha iniziato a scrivere un libro con suo figlio e prima o poi ci provo anch’io, perché come lo fa lei mi sembra fantastico e lo scrivere è solo l’ultima tappa in un processo per imparare a ragionare ordinatamente.

    Cosa che magari i tuoi figli già sanno fare perché con tutte le attività manuali se non impari a mettere in fila e in ordine le varie fasi di lavoro, non concludi granché.

    Buon anno.

  25. francesca kelemata ha scritto:

    cara sabrina,come spesso accade nella mia vita,il tuo post cade a fagiolo,in un momento di stanchezza per eccessivo stress da pressione cultural sociale.
    grazie per la condivisione,a volte basta poco per sentirsi meno sole.

  26. Daniela ha scritto:

    Scusa ma gli amici che ridono di voi e che giudicano il tuo bimbo solo perche’ sta compiendo un persorso suo coi SUOI tempi, ma che amici sono?!?!!

  27. Silvia ha scritto:

    Ciao! Sono Silvia, maestra elementare e mamma di un bimbo in prima classe, nella mia stessa scuola (ma non la stessa classe!).Da diversi anni ormai seguo con interesse la pedagogia steineriana e cerco di applicarla (per quanto mi è possibile)nella vita in famiglia e a scuola… Scopro oggi il tuo blog e mi fa piacere conoscere un altro punto di vista: mettersi in gioco è sempre costruttivo, secondo me. Anch’io mi sono posta molte domande quando si è trattato di scegliere la scuola per mio figlio…Se non fossi stata così bene nel team in cui lavoro, avrei scelto l’homeschooling, con ispirazione Waldorf, naturalmente. Non ho mai spinto mio figlio ad imparare ascrivere o leggere prima di andare a scuola: ha cominciato a farlo naturalmente, imitandomi e col tempo ha imparato a leggere senza ansie e senza timori. A volte penso di essere molto più paziente come insegnante che come mamma… Comunque credo che le attività scolastiche delle scuole steineriane siano splendide, ma la vera differenza la fanno le maestre (ne ho parlato proprio in un mio post in questi giorni: http://ecodicasa.blogspot.com/2011/03/insieme-e-meglio.html)e i genitori a casa. La coerenza nell’educazione penso valga moltissimo nella crescita di un bambino.
    Condivido le vostre scelte e penso che passerò di qui spesso.
    Un abbraccio
    SilviaT.

  28. Fabiola ha scritto:

    Ho trovato ora questo meraviglioso sito. Complimentissimi.
    Ho una bimba di quasi un anno, io ho 23 anni, mio marito 29.
    QUANTO è DIFFICILE essere diversi, si e sono solo all'inizio.
    Volevo partorire in casa, purtroppo per varie difficoltà non ce l'ho fatta ma allatto mia figlia pacificamente, sta iniziando ora a mangiucchiare e preparo io i pasti, vegetariani, per lei, partendo dall'integralità dei cibi, biologici o biodinamici. 
    Fa già i suoi bisogni nella tazza perchè da quando aveva 4 mesi, l'ho messa li e bhè l'ha fatta e ne è stata contenta 😛
    Dorme con noi ed è stata tenuta almeno per i primi sei mesi sempre in fascia.
    Ora sto considerando l'idea della scuola steineriana, siccome sono sicura che sia il meglio per lei, non per come la società vorrebbe lei, da bravo consumatore zombie.
    Già la mia età e la mia faccia da bambina non mi fanno mai prendere sul serio quando parlo, vi potete figurare le montagne che ho e dovrò scalare. 
    Credo nei diritti di mia figlia, di crescere libera, questo mi basta. Credo nei suoi sorrisi, nella sua serenità. Credo nella comprensione, nel dialogo e nell'individualità.
    Tutti per uno, uno per tutti!
    Con affetto, un abbraccio
    Fabiola

  29. sabrina ha scritto:

    scusa la tua email era rimasta nascosta nello spam, l’ho letta solo ora. grazie!!

  30. Patrizia ha scritto:

    Sono contenta di avervi trovati. Sola ogni giorno mi rompo la testa su come rendere mio figlio di tredici anni (attualmente in una rigida terza media di una rigida scuola che ha voluto frequentare contro il mio parere) competente e felice nel prosieguo della vita e degli studi. Ho tutti gli strumenti, ho una laurea in pedagogia e due certificazioni come Coach, sostengo molte persone nella vita e nel lavoro…eppure qui si tratta di mio figlio e nella relazione di amore diventano secondarie le mie competenze, che pur aiutano.Da ex insegnante so anche che le persone possono fare la differenza in un sistema scuola pubblico (che ideologicamente preferisco al privato) e nazionale che ad ogni livello è zeppo di incongruenze.Lui, mio figlio, è un ragazzo meraviglioso, sensibile, compassionevole, un adolescente un po immaturo che sente il suo corpo cambiare, che lotta ogni giorno per farsi accettare anche a causa della sua iperattività e disturbo dell'attenzione.Le prof dicono che non può sostenere il liceo scientifico cui lui vuol essere iscritto, perchè fermo le ore necessarie allo studio non saprà stare, perchè non si concentra, perchè è altalenante nell'impegno. Eppure in tempi e modalità dal mio punto di vista ridicole, ottiene buoni risultati. Io non voglio rubargli il futuro sminuendo le sue possibilità ancor prima di tentare e tantomeno formulare giudizi di impossibilità o profezie che si auto-avverino.   Sto in questi giorni   pensando al liceo scientifico  Steineriano . Nella nostra città esiste. Ho bisogno dei pareri di chi lo conosce dall'interno, per esperienza personale. Ho bisogno di sapere se mio figlio ne uscirà oltre che felice anche preparato per sostenere, nel caso, una scelta universitaria. Ho bisogno di capire se nella dinamicità e ricchezza di un percorso lontano dagli schemi canonici si declini anche la qualità della formazione culturale propria ad un liceo scientifico. Grazie a chi vorrà darmi una mano. Patrizia F.

  31. sabrina ha scritto:

    Patrizia grazie per aver scritto qui. Non so dirti nulla del liceo steineriano, spero che qualcuno legga,possa risponderti e darti degli elementi. Certo entrare al liceo dopo tanti anni di scuola pubblica… mi interesserebbe sapere com’è. Puo’ essere un’illuminazione come anche no. Dipende da mille varianti! Un abbraccio
    Sabrina

  32. Patrizia ha scritto:

    Grazie Sabrina…speriamo in qualche opinione.
    Nella scuola pubblica ed in particolare nella elementare che ho scelto per loro, i miei figli sono stati bene, specialmente il più giovane. Si sono misurati con i problemi che la scuola ha affrontato, con le relative ripercussioni, senza alcuna edulcorazione e ce l'hanno fatta. Io non li ho mai lasciati soli, confrontandomi il più possibile con gli insegnanti e adesso con i professori. Per il liceo si tratterebbe di operare una scelta pedagogica al fine di facilitare l'apprendimento, solo questo. Ieri comunque siamo stati in visita presso la scuola Steineriana di Milano. C'era un clima festoso perchè era il w.e. dei mercatini di Natale. Sembrava di stare in una grande casa. Buon profumo di waffeln e tanta gente. Scale e scalette che portavano nei vari ambienti, aule come stanze di casa, mobili tutt'altro che scolastici, parquet ovunque ed il suo relativo calore. Laboratori in ogni dove, gente gentile e sorridente. I miei figli hanno partecipato e girato curiosi ed attratti. Abbiamo visitato la falegnameria, la cucina, la mensa, il teatro, ogni ambiente. Siamo saliti e scesi molte volte perdendoci in quell'universo attraente ed accogliente come un rifugio. Niente, ma proprio niente in comune con tutte le scuole visitate sin qui. La signora responsabile della segreteria è stata straordinariamente gentile e generosa di informazioni. (anche circa i costi 🙁 ) Abbiamo un appuntamento tra pochi giorni per chiarirci ulteriormente le idee. Spero sempre che qualcuno ci legga e ci regali il segno della propria esperienza. Ancora grazie! Patrizia

  33. Francesca ha scritto:

    Carissime mamme, attente alla crescita e alla formazione dei vostri figli, buongiorno! Sono mamma anch'io. E maestra. Anche dei miei figli. Non isolate il vostro desiderio di "qualcosa in più" per i vostri bambini. Fate le scelte che ritenete migliori per loro, certo, ma imparate a chiedere ciò che spetta a voi e a loro anche alla scuola pubblica. Questo è il vero cambiamento, questo è "pensare con la propria intelligenza". Chiedere ad un servizio, quale è la scuola pubblica, di essere adeguato alle vostre esigenze. Non crearsene uno su misura, facendosi chiamare, anche da adulte, "bambine diverse". Non siete diverse e nemmeno i vostri figli lo sono: siete autentici. L'espressività è un diritto dei bambini, il benessere, il rispetto dei loro tempi e modi, l'accoglienza, la comprensione, lo stimolo adeguato… Non è vero che "o sei ricco dentro ma indietro con la lettura, o sei già uno scolaro modello, ma hai perso altre opportunità di crescita"! I miei alunni sono preparati, ma anche allegri, per nulla stressati, per nulla nevrotici o inibiti, per nulla giudicati dagli adulti, né condizionati da questo. Non hanno una cucina o una falegnameria e quando sono a scuola non si sentono a casa: hanno già una casa… Vogliono una scuola, e quella è la LORO scuola, che amano. Sanno inventarsi migliaia di giochi, costruirsi un ristorante, una città, un giornale con le poche cose che hanno a disposizione (per fortuna, perché la ricchezza è e deve essere altra…) e tutta la loro creatività. Tempi e spazi non mancano…! La nostra è scuola pubblica. Reale. Felice. E' così che dovrebbe essere. Chiedete, chiedete a gran voce. Non fuggite e non insegnate ai vostri figli a ritagliarsi un mondo diverso: cambiatelo!!!
    Con stima, maestra Francesca

  34. sabrina ha scritto:

    grazie moltissime per questo prezioso contributo. lo condivido al 100 per cento! con stima, sabrina

  35. Elena ha scritto:

    carissima dopo tanti anni da mamma steineriana non credo che la diversità sia da intendersi come un problema, quando la mia prima figlia ha cominciato le elementari temevo ovviamente che potesse sentirsi diversa ma lei mi ha mostrato come si considerasse semplicemente fortunata perchè aveva avuto nella vita l'occasione di crescere in un ambiente che si è preoccupato di lei nella sua interezza di essere umano…ha fatto il ciclo fino all'ottava dato che da noi le superiori non ci sono e adesso è una ragazza equilibrata, dolce e sensibile oltre che un'ottima studentessa di liceo classico. Ogni bambino ha i suoi tempi; lei che proveniva da un asilo pubblico in cui aveva ovviamente fatto prescrittura e lettura ha cominciato a leggere bene solo in quarta elementare ma è ben presto diventata una lettrice accanita  e un'ottima scrittrice, suo fratello che ha fatto l'asilo steineriano e che abbiamo tenuto lontano da ogni avvicinamento a lettura tanto che è arrivato alla prima elementare senza saperne assolutamente nulla di colpo in seconda elementare si è letto dieci libri un una settimana e il problema è semmai come riuscire a contenerlo.. Purtroppo è difficile staccarsi dai parametri di giudizio che ci impone questa società sui risultati che i nostri figli devono raggiungere nelle loro conoscenze didattiche per cui mi ritrovo sempre a dover spiegare come abbiano ricevuto tutte le competenze necessarie; la vera differenza però che vedo in mia figlia e nei suoi ex compagni rispetto alla media dei loro coetanei è la serenità nell'affrontare le situazioni anche difficili che la vita ci propone, la fiducia nel mondo, la stima degli insegnanti, l'attenzione e il rispetto per i gli altri, per i bimbi più piccoli e per gli adulti.. Il risultato raggiunto ovviamente non lo attribuisco unicamente alla scuola steineriana in generale, anche nelle scuole steineriane il maestro fa la differenza come in qualsiasi scuola; le cose credo abbiano funzionato bene grazie agli ottimi maestri e alla profonda intesa che si è instaurata tra genitori e  tra genitori ed insegnanti che hanno collaborato tutti in modo armonioso per appunto "sviluppare al meglio i talenti dei nostri bambini".
    La scuola steineriana è un'occasione anche per i genitori per crescere e scoprire tante altre famiglie con cui condividere la visione del mondo, per scoprire che ad essere diversi si è in tantissimi!
    Un bacio Elena

  36. sabrina ha scritto:

    grazie per questa bella mail!!

  37. Anya ha scritto:

    Salve ho letto adesso questo post e vorrei proprio condividere con Voi la difficoltà di ” essere diversi” io sono un’educatrice in una scuola “normale” che la pensa diversamente però…….
    Indovinate!? Sono la collega diversa, quella fuori dal gruppo , poco d’accordo con metodi che si usano da anni, poco collaborativa ecc.
    Poco importa se i bambini del mio gruppo sono sereni, si sentono visti e valorizzati e non attaccano sui fogli fotocopiati palline di velina!

  38. sabrina ha scritto:

    grazie per la tua testimonianza. non siamo pochi, anzi siamo sempre di più

  39. giovanna ha scritto:

    Ciao Sabrina, sono una mamma di 5 figli e tutti hanno frequentato le scuole steiner. I primi 2 però avevano iniziato con la scuola pubblica e questo mi ha dato modo di provare la differenza. Il mio primogenito è arrivato fino alla terza elementare prima di cambiare e il mio secondo fino alla seconda. Ho deciso di cambiare perché per le maestre/i il programma era la cosa più importante, i traguardi nelle competenze da raggiungere possibilmente prima degli altri anche; per non parlare dei compiti a casa tutti i giorni anche col tempo pieno. In prima elementare alle 19.00 era usuale avere ancora i quaderni aperti sul tavolo e praticamente senza aver giocato dopo la scuola perciò una merenda veloce e via.
    Quando lessi una locandina che pubblicizzava la scuola Waldorf Steiner mi si accese qualcosa dentro: la mia scelta è stata del tutto istintiva anche se in effetti avevo letto un libro di R Steiner sulla gravidanza e i primi mesi di vita.
    La differenza tra i programmi ministeriali e i programmi steineriani sta forse in questi aspetti principali: l’ANTROPOLOGIA cioè le tappe dello sviluppo dell’essere umano su cui si basa la scuola steiner; lINSEGNAMENTO AD EPOCHE: per 3-4 settimane le prime due ore si lavora sulla stessa materia in molti modi differenti. Questa materia viene poi lasciata riposare nel bambino per poi riprenderla mesi dopo maturata. La sensibilità dei maestri Waldorf verso il presente del bambino che ha una base nella tipica formazione degli insegnanti: l’ARTE al servizio del bambino ( la musica, il disegno, pittura, scultura, plasmare cera , vera cera d’api!, scolpire il legno, fare bassorilievi col rame, lavorare a maglia e farsi il berretto, i calzini , le pantofole per la mamma e i sandali di cuoio, cucire le marionette per fare poi il teatrino, farsi la felpa col cappuccio…) EURITMIA.
    Le materie vengono portate al bambino esattamente quando ne ha bisogno e corrispondono sempre al momento dello sviluppo che sta passando, per questo dico che la pedagogia steineriana ha base antropologica, non per niente si chiama antropo-sofia. Non è solo come dice la sig. Francesca poco sopra di chiedere di avere laboratori o più spazi gioco o più rispetto del tempo di ciascuno ecc anche se tutto ciò è già una gran cosa!!! Per es. il pensiero nel bambino di 6-7 anni non si forma con parole, ma con immagini e dunque sia la matematica che l’alfabeto vanno portati con racconti ricchi d’immagini non con spiegazioni razionali; per quest’ultime è meglio aspettare ancora qualche anno…Tra il resto facendo così verrà stimolata la capacità del pensare molto di più perché per produrre l’immagine evocata dal maestro il cervello deve lavorare eccome ed è la stessa parte del cervello che dopo qualche anno produce il pensiero in parole. Se invece diamo concetti astratti come i simboli quali sono numeri e lettere, il bambino dovrà solo memorizzare qualcosa che non capisce. Un altro es. In terza classe quando il bambino ha 9 anni, comincia a essere interiormente interessato a tutto ciò che sta fuori di lui: è l’anno dei mestieri. I bambini visiteranno il fabbro, il mugnaio, il panettiere, il falegname, il contadino, ecc e non sarà solo una visita, ma potranno seminare, segare e martellare, macinare, impastare, ecc. Inizieranno a fare geografia partendo dalla loro stanza e dalla loro classe per poi uscirne… Ci son tanti es in realtà, ma basta andare alla festa delle porte aperte e provare a …fare l’alunno!!! Cmq un mio ricordo del mio primogenito in 6° classe (1° media): 14 anni circa e iniziano a dire: “non è giusto”, per questo particolare periodo la pedagogia waldorf prevede come materia DIRITTO ROMANO. Come tutte le materie viene fatta in molti modi, tra i quali la recita, perciò ogni alunno della classe impersonava una parte tipo l’avvocato, il procuratore, il giudice, le parti offese ecc. e naturalmente ambientato nella Roma antica. Furono i ragazzi a scegliere un caso e a portarlo avanti fino alla sentenza senza venir influenzati dal maestro!
    Parlo di arte anche perché ogni lezione dev’essere a regola d’arte e questo significa che il maestro di fronte alla sua classe deve saper cogliere l’umore, il momento e modificare, aggiustare, adattare ai suoi alunni ciò che aveva preparato, per es se la classe è nervosa o tropo calma o c’è stato un litigio…Si, tutto questo conta per un maestro antroposofico.
    Insomma sembra di aver detto tanto e ancor ce nè, ma l’unico modo è cominciare ad andare alle conferenze, ai bazar di Natale, alle feste delle porte aperte.
    Sull’imparare a leggere e scrivere e far di conto: i miei figli son stati tutti diversi…I più piccoli che ancor frequentano: il quarto, 13 anni ha iniziato a leggere autonomamente a 9 e non ha più smesso…Scrive e s’inventa racconti e disegna fumetti. Non ha mai avuto problemi di matematica. Ma studiare?! è come tutti i ragazzi bisogna stargli dietro! e odia il tedesco ;-), l’inglese va già meglio…
    Il mio più piccolo 11 anni, fino all’anno scorso non voleva leggere, una gran fatica e ora ruba i libri a suo fratello. La matematica era dura per lui, ma grazie al fatto che nessun percorso formativo è escluso e perciò c’è molta concretezza nel fare le lezioni, ora si trova perfettamente a suo agio.
    C’è un’altra cosa importante: il piccolo bambino ama il mondo, ha fiducia in esso; questo amore per il mondo viene coltivato con delle poesie che vengono recitate ogni mattina.

    Ho scritto anche troppo, ma come avrai notato ho imparato ad amare e rispettare questo metodo pedagogico. Non lo giudico diverso come afferma la sig Francesca, ma piuttosto il più completo perché si rivolge all’essere umano nella sua interezza. Ci sono arrivata d’istinto, ci sono rimasta per averlo conosciuto.

  40. sabrina ha scritto:

    grazie giovanna! il tuo intervento forse un po’ lunghino, spero abbiano voglia di leggerlo in molti.

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