Il coraggio di sottrarre stimoli - Vivere semplice

Il coraggio di sottrarre stimoli

I bambini piccoli non hanno bisogno di stimoli. Dico sul serio, non è una provocazione: il loro più grande stimolo è essere al mondo, respirare il profumo del sugo che fa la mamma (o la tata, basta che di sugo fatto in casa si tratti e non di barattoli riscaldati), guardare fuori dalla finestra, mettere le mani dentro il cesto del bucato profumato e strofinarsi lo spazzolino da denti sui capelli facendo finta di pettinarsi. Non vi sembra abbastanza? State a sentire.

giocare con le cose vere

A ben pensarci noi adulti siamo tutti molto occupati a fare le nostre cose. L'idea di poter tenere i bambini impegnati con una moltitudine di attività ci alletta moltissimo, soprattutto se ci convinciamo (o se ci convincono) che tali attività stimoleranno le capacità di apprendimento, la sfera creativa o la manualità fine. 

In realtà quello che facciamo continuamente e proponiamo ai nostri bambini piccoli è pura distrazione: tendiamo a creare situazioni che distolgono l'attenzione del bambino su qualcos'altro, che lo tengono lontano da se stesso e dal suo reale primario obiettivo: crescere e scoprire il mondo attraverso le cose più vere che hanno intorno a se..

Questo è il motivo per cui vi dico che semmai doveste trovare un asilo in cui le maestre invece di inventarsi qualunque attività creativa, dalla più appariscente alla più finalizzata verso un preciso obiettivo, si occupassero "semplicemente" di creare un ambiente sensato, pregno di senso intorno al bambino allora avreste trovato un tesoro. (io  ve ne consiglio uno, ma è solo per chi abita a Roma Nord)

Vi parlo di una situazione quasi impossibile da incontrare e forse solo tra molti anni si giungerà a questa rivoluzione copernicana: togliere finzione e aggiungere realtà. Perchè i bambini hanno bisogno solo di questo: invece di pasticciare con la farina con l'idea che la manipolazione sia una trovata geniale non sarebbe meglio fare i biscotti e poi mangiarli a merenda o giocare con gli avanzi, per esempio i fondi del caffè, i gusci d'uovo e altre cose che finirebbero comunque nella spazzatura? (anche se come vi dirò poi si potrebbe cucinare anche con gli avanzi, e con ottimi risultati).

giocare con i fondi del caffe

Il motivo per cui si fa manipolare e poi si butta via tutto è che è molto più facile e meno faticoso. Che poi passi implicitamente il messaggio che la farina si puo' anche sprecare non importa. Tanto la farina si compra per pochi centesimi al supermercato quindi ci possiamo anche permettere il lusso di usarla con cosi poco rispetto, giusto?

Invece quello che davvero i bambini avrebbero bisogno di imparare fin da piccoli è che la farina è frutto del duro lavoro del contadino, è dono della terra, è attesa, maturazione, lavoro dal chicco di grano alla tavola. Perchè tutto cio' non viene tenuto in considerazione? Non vogliamo che i nostri figli imparino a rispettare la terra e il lavoro dell'uomo.

I bambini hanno bisogno di altro: di cura delle loro autonomie (che in pratica consiste "solo" nel dargli tempo.

Per approfondire

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Originariamente scritto il 09 settembre 2012

8 Commenti per questo post

  1. mariella ha scritto:

    Certo. Sono stata maestra per molti anni di scuola elementare e tutte le esperienze che si programmavano per i bambini non erano mai " per far finta". Ogni attività dovrebbe essere una esperienza che si traduce in conoscenza e nello stesso tempo finalinazzata. Nella  riscorperta dei   "sapori al tempo dei nonni " per fare un esempio, nulla andava sprecato. I bambini consumavano i prodotti ottenuti oppure in occasioni particolari diventavano doni da offrire per feste solenni come la Pasqua o il Natale, a genitori o parenti. Buone idee che, per quanto mi riguarda,  esoneravano le maestre dal creare i famosi "lavoretti" che mi creavano tanta ansia avendo personalmente poche capacità manuali.

  2. sara ha scritto:

    ora io non volgio farmi figa nello scrivere cio' che sto per scrivere, anche perche e' frutto di una espereinza pessima di gestione di un nido e un conseguente anno di riflessioni.
    il nostro nido funziona cosi'. punta sull'autonomia, sulla crescita dei bambini in ongi loro aspetto, sulla relazione. ogni anno dobbiamo presentare al comune un progetto, che per loro dovrebbe essere l'elenco delle attvita' opportunamente giustificate con degli obbiettivi. noi presentiamo sempre lo stesso progetto, che parla delle cose dette sopr, di cio' che per noi e' importante e fonda la nostra azione educativa.. ogni anno lo rileggiamo, vediamo se per noi funziona, aggiungiamo qualcosa in base ai piccoli cambiemtni dell'equipe e ai bambini che abbiamo.
    facciamo anche attivita', certo, proponiamo dei giochi speciali ma mai fine a se stessi o per la prduzione di qualcosa da motrare ai genitori. al centro c'e' sempre il bambino e la sua quotidianita'.
    non nascondo che e' stato un lavoro enorme da fare per capire cosa non andava nella prima gestione del nido, come mai i bambini erano letteralmete schizzati e non riuscivano ad acquisire autonomie, a crescere anche nelle regole, a stare in gruppo. erano iperstimolati!
    ma e' stato anche il lavoro che piu' mi ha fatto crescere come educatrice, piu' di tutte le millemila ore di formazione.
    socuramente non siamo perfette, anzi, abbiamo molti passi da fare, anche perche' spesso l'impostazione educativa dei nidi e' molto divera da queste tue riflessioni.. si prduce, si fanno attivita' ( le sacre ativita') e si dimenticano i bambini. a volte ci sembra di combattere con i mulini a vento, ma ci riaga la serenita' dei bambini, il vederli cresciuti e pronti ad affrontare il mondo dei grandi.
    sara

  3. Piccolalory ha scritto:

    Bellissimo e verissimo spunto di riflessione, grazie!

  4. gloria ha scritto:

    Quanta semplicità ci vuole per crescere dei bambini…la stessa che serve a noi adulti per stare bene.
    Grazie: ogni tuo post è una ventata di aria fresca .

  5. Emanuela ha scritto:

    Manipolare e poi buttare via tutto mi sembra terribile.
    Oltre al messaggio di spreco materiale che sicuramente si trasmette, viene trasmesso anche il messaggio di spreco di tempo ed energie, la frustrazione per aver creato qualcosa che nessuno giudica utile (che sia cibo o decorazione), la mancanza di un senso … mi sembra proprio una pratica da evitare, sempre!

  6. ifruttirossi ha scritto:

    Ciao, sono d'accordo con te: vivere e un'avventura già abbastanza stimolante, la pasta di sale ci cresce…
    D'altra parte molto dipende da come stiamo noi grandi: se siamo disponibili a condividere cucina pentole e straccetti per la polvere i nostri figli avranno manipolato abbastanza (e anche imparato qualcosa), se al pensiero di un guscio d'uovo nella frittata o di una macchia di latte sul pavimento andiamo in iperventilazione forse è meglio delegare ad efficenti insegnanti con metodologie all'avanguardia che stimoleranno i  nostri figli in atmosfera protetta…
    Va da se che io sono per la condivisione, ho una casa che è un casino, ma piccoli aiutanti molto zelanti… 

  7. Federica ha scritto:

    Non avevo mai letto questo tuo posto, pur seguendo da un po' il tuo blog, che trovo pieno di spunti di riflessione. Ho un bimbo di due anni che mi sono sempre curata di stimolare, pensando così di aiutarlo a conosere il mondo, ma leggere queste tue parole…mi ha davvero illuminato! Forse posso rilassarmi un po' e pensare che non devo FARE niente, semplicemente stargli vicino ed eventualmente accompagnarlo se me lo chiede…sotto sotto è una cosa che sento da un po', e tu me l'hai messa nero su bianco! Anche la questione dell'uso della farina…mi ha sempre urtato l'idea di usare un bene alimentare per poi buttarlo ma nn ho mai detto niente, allora non sono pazza!!! 😉
     

  8. sabrina ha scritto:

    si lo so federica, a volte facciamo piu fatica a mettere da parte il nostro buon senso che non a seguirlo senza dare retta a nessuno. sai perchè? il buon senso è passato di moda, e seguirlo significa fare la figura delle bacucche!. goditi il tuo istinto, anche io sto imparando a farlo!

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