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Bambini e ragazzi non vogliono più uscire di casa

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Bambini e ragazzi non vogliono più uscire di casa


Scritto il 10 maggio 2020

Dopo due mesi di isolamento da pandemia noto che bambini e ragazzi non vogliono più uscire di casa.

Alcuni pensano che si siano adattati meglio del previsto ma ora che la chiusura si sta allentando cominciamo a vederne gli effetti su bambini, adulti e anziani.

covid-19 bambini e ragazzi hanno bisogno di movimento e non vogliono più uscire di casa

Non solo bambini e ragazzi non vogliono più uscire di casa ma avete mai visto adolescenti e bambini che giocano a nascondino insieme? Uno degli strani effetti della pandemia: regole saltate, tutto è possibile. Primi giorni di fase 2 al parco.

Perchè non vogliono uscire di casa

Bambini e ragazzi hanno reagito bene alla chiusura perchè hanno un mondo interiore pieno di vita e sono stati capaci di attingere ad esso attraverso il gioco (per i più piccoli) e le relazioni virtuali (i più grandi) cui peraltro erano gia avvezzi per mantenere un certo livello di benessere.

Ma il fatto che ora facciano fatica ad uscire mette in evidenza:

  • la paura coltivata tra le pieghe delle quotidianità
  • la svogliatezza del fare che si è impossessata di loro poco a poco a causa della perdita dei ritmi di vita
  • l’insolenza appresa dei fratelli più grandi
  • la demotivazione: le lezioni a distanza sono un ambiente freddo, difficile, poco umano.

bambini giocano all'aperto VIVERE SEMPLICE

Lezioni a distanza

La scuola pubblica ha reagito bene mostrando una capacità insperata. Chapeau!
Non è questa la sede di critiche o polemiche.

Sulla scuola steineriana mi piacerebbe avere le vostre testimonianze in merito alle lezioni a distanza: meglio lo schermo che niente?
Sono state trovate soluzioni alternative? Raccontateci.

E’ certo però che non esista un reale incontro con la classe, il tutto si semplifica in un tempo limitato destinato ad ogni bambino che a turno viene chiamato a parlare senza reale relazione tra pari.

Il fatto che non vengano registrate le assenze a queste lezioni e che i voti non valgano ai fini della media scolastica (al liceo) contribuisce a rendere sempre meno gratificante la partecipazione.

La dimostrazione è che ultimamente quasi tutti i ragazzi (e spesso anche gli insegnanti) tengono le webcam spente e anche quel poco di interazione a quattr’occhi va a rotoli, adducendo problematiche tecniche.

Hanno bisogno del mondo reale

I bambini hanno bisogno di ritrovare un ritmo quotidiano sempre uguale (perchè il ritmo è cosi importante?) che possa sostituire la forma classe data dal ritmo scolastico (alcune riflessioni sul gruppo classe come risorsa). Un tempo all’aperto insieme ad altri bambini, dove il gioco libero sia alternato ad attività ludico-educative (gare di indovinelli scientifici, staffette ortografiche, giochi di grammatica in movimento, geografica del corpo) che possano imparare in movimento, sperimentando nuovi modi di fare scuola all’aperto.

i bambini non hanno più voglia di uscire invece hanno bisogno di ritrovare i loro pari e giocare con loro

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parco giochi alla scuola steineriana di Ginevra, un luogo dove giocare davvero

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Nuovi modi per fare scuola dopo il coronavirus


Scritto il 14 aprile 2020

ripensare la scuola dopo il coronavirus? semplice: all'aperto

Siamo ancora in Fase Uno della pandemia da Coronavirus: solo mezz’ora d’aria con i bambini (leggi il mio appello durante di lockdown), rigorosamente isolati dai coetanei.
E’ giusto, si tratta di forza maggiore.

Quando ricomincerà la scuola?

Fare scuola è una delle priorità più sentita dalle famiglie, senza scuola non si può tornare al lavoro e senza lavoro… beh lo sappiamo.

Ma la scuola sarà proprio una delle ultime cose a ricominciare. E’ necessario mobilitare i nostri pensieri e la nostra creatività, cara Italia, affinchè si possano trovare modi alternativi di fare scuola, di far stare insieme i bambini e di farli imparare. Per crescere serve confronto, incontro, spazio e tempo.

Fare scuola all’aperto?

Come ho raccontato in L’asilo nel bosco (esperienza di osservazione in un asilo in Svizzera), sono quasi 15 anni che coltivo il pensiero di dare vita ad un asilo all’aperto per fare scuola in un parco cittadino. Facendo l’osservatrice presso il Wakita kindergarten di Zurigo e poi l’assistente nel bosco alla Scuola steineriana di Ginevra ho coltivato questo sogno, cosi possibile e concreto in una città dal clima clemente come Roma.

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Una struttura fatta in gomma riciclata su una spiaggia che si affaccia sul lago di Ginevra. Libera e aperta a tutti.

Fare scuola dappertutto

In questi anni ho scoperto che i bambini imparano ovunque, anzi meglio imparano di più se sono posti fuori da contesti ordinari. (Leggi dell’esperienza importata da poco in Italia della Scuola in Movimento)

Ho fatto esperienza di water-cycling con i miei figli a Villa Panphili, ho organizzato spedizioni per piccoli gruppi di bambini in giro per i boschi con qualsiasi clima e soprattutto ho studiato il modello che in nord Europa è considerato il più efficace per crescere bambini forti e sani e ho scoperto che c’è un mare di conoscenza e ci sono modalità già sperimentate solo da applicare anche in Italia. Ho anche pensato ad un centro estivo in natura, da realizzare a Villa Panphili.

Fare scuola dappertutto

Nel frattempo in questi anni anche a in Lazio sono nate realtà per fare scuola all’aperto come l’asilo nel bosco di Ostia Antica, l’asilo al mare nei pressi dell’idroscalo di Ostia o l’asilo Bosco Caffarella di Roma, ideato da Francesca Lepori della Rete di Cooperazione Educativa: sono progetti stupendi pensati da persone piene di entusiasmo e con una visione.  Hanno radici e motivazioni profonde e stanno crescendo ogni anno di più, per fortuna.

Un progetto pilota per fare scuola all’aperto

Nel 2005 ho scritto Foglienuove (scarica il pdf) un progetto che dopo essere rimasto per tanto tempo nel cassetto ho deciso di condividere qui. Un progetto pieno di ingenuità e di idealismo, certo, ma anche concreto e fattibile fin nei dettagli.

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Lo condivido perchè ho la speranza che in questo momento di dibattito sulla scuola e sulle possibili modalità di ripresa gli uffici scolastici delle Scuole Capitoline dell’Infanzia lo prendano in considerazione.

Proprio in occasione della fase 2 si potrebbe adottare come progetto pilota in uno dei grandi parchi cittadini del centro di Roma, andando al di là dei soliti impedimenti burocratici proprio in virtù di una situazione di emergenza come questa. Non ci vuole molto, c’è tutto nel progetto, pensato in origine per la scuola materna ma adattabile da subito anche per la primaria.

Di cosa hanno bisogno i bambini?

I bambini hanno bisogno di poter fare scuola ovunque, stare all’aperto e muoversi liberamente con o senza pandemia, ma se ora diventa una necessità fare scuola a distanza chissà che non sia l’occasione giusta?

Accolgo e sostengo l’invito che arriva da Francesca Lepori nel post Una scuola speciale per tutte/i e chiedo che venga data la possibilità di mettere in atto progetti di didattica outdoor.

parco giochi alla scuola steineriana di Ginevra, un luogo dove giocare davvero

Il parco giochi alla scuola steineriana di Ginevra è un luogo dove giocare davvero ed è aperto sulla strada (una strada secondaria dove il traffico ha il limite dei 30 all’ora). Non ci sono cancelli nè portoni.

Fare scuola significare anche sperimentare

Dobbiamo ripensare l’apprendimento al di fuori delle aule pollaio sfruttando spazi non utilizzati della città e strutture lasciate al degrado, applicare l’educazione diffusa e l’educazione all’aperto anche in Italia.

E dobbiamo farlo anche sfruttando progetti già avviati, non serve inventare la ruota, c’è già tutto.
E’ arrivata l’ora dell’educazione all’aperto. Coraggio!

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copertina_viveresemplice

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Di cosa parla il libro Vivere semplice


Scritto il 22 agosto 2018

Vivere Semplice il libro di Sabrina D'Orsi

Vivere semplice? Sembra un paradosso. Sono madre di 3 figli maschi: il più grande ha 16 anni, il più piccolo 8. Prima di avere figli avevo tanti interessi e una bella carriera ed ero ben poco interessata ai bambini. Poi è cambiato tutto.

La prova del 9: diventare genitore

Diventare madre è stato difficile: ero troppo perfezionista e ansiosa, volevo avere tutto sotto controllo ma sfuggiva sempre qualcosa. I bambini sembravano sempre agitati, urlavano e buttavano tutto all’aria. Vivere semplice non era certo fattibile, con queste bestioline in casa.

foto di sabrina d'orsi - vivere semplice

Sapevo solo urlare, deprimermi e poi urlare ancora. Altro che Vivere semplice! Mi sentivo un’incapace. Ci tenevo cosi tanto a fare il mio meglio, ma la mia buona volontà non serviva a niente.

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Pensavo fosse colpa mia se i miei figli erano agitati e incontenibili.
Ed era un po’ vero, a dir la verità. Ma questo lo scoprii molto tempo dopo, quando imparai ad esercitarmi quotidianamente per centrare me stessa ed essere meno reattiva, per mettere ritmo, abitudini, consuetudini che hanno reso i bambini molto più sereni, calmi e centrati.

Liberi di giocare tranquilli senza bisogno di fare sempre capricci.

foto di sabrina d'orsi - vivere semplice

Imparare ad essere le persone che vogliamo essere

Ecco da dove inizia la normalissima storia di una mamma insoddisfatta di sè che sente l’urgenza di imparare ad essere più efficace e paziente.

I nostri figli imparano da ciò che siamo

Loro imparano dalle nostre reazioni, da quella parte di noi che non controlliamo.

All’inizio è cosi difficile essere le persone che vogliamo, poi scopri che è una questione di volontà e di allenamento: è una sfida.

Una delle più belle della vita perchè alla fine ottieni un doppio risultato (e io adoro i risultati doppi): diventi una persona migliore e la relazione con i tuoi figli, come per magia, diventa armonica.

Dal mio cambiamento è scaturita accettazione e gratitudine per come sono e per il fatto di essere testimone della loro crescita.

E questa gratitudine sembra essere olio nel motore della famiglia, perchè tutti si rilassano e non c’è più bisogno di rivendicare, giudicare, accusare.

 

3 modi di creare relazioni più felici e profonde: ascolta l’intervista su Radio Cusano Campus

 

foto di sabrina d'orsi - vivere semplice

Come averlo

foto di sabrina d'orsi - vivere semplice

 

Il libro si può ordinare i qualsiasi libreria o acquistare sul sito della casa editrice con Paypal  la tua copia arriverà entro pochi giorni fresca di stampa.

Il libro è su tutte le piattaforme online come Amazon, Feltrinelli e il Giardino dei Libri. Se hai bisogno di assistenza contatta la casa editrice via email naturaecultura@tiscali.it per ricevere info su altre modalità di pagamento.

 

Mettere in atto il cambiamento

Quello che nel concreto ho fatto per mettere in atto il cambiamento è stato

  • capire cosa conta davvero per me e farne una priorità
  • trovare uno stile di vita semplice, più vicino ai miei bisogni
  • liberarmi dalle opinioni degli altri
  • imparare a pesare le parole e a non usarle come armi contundenti.

A forza di cercare ho capito che per me era importante diventare un essere umano degno di essere imitato.

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Ritmi e Abitudini

Questo significa smettere di fare una serie di cose e cominciare a farne altre. Quanto è difficile cambiare lo sappiamo tutti, ma il segreto è partire dalle cose più umane e da quelle più quotidiane:

  • instaurare sane abitudini
  • creare dei ritmi di famiglia che ci aiutano a dare una forma alla quotidianità
  • smettere di lamentarsi, di criticare e di giudicare
  • imparare a sbagliare, non essere permalosi
  • mettersi alla prova e non smettere mai di imparare

Il cervello e i sensi del bambino

Perchè i bambini hanno bisogno di adulti cosi per crescere bene?

Nel libro parlo anche di come si sviluppa il cervello del bambino piccolo, di come le esperienze  influenzano l’apprendimento e di come accompagnare il maniera adeguata la crescita del bambino in base alle età evolutive che attraversa.

A partire dai primi mesi di vita fino all’incontro con i media e i social, per aiutarli a gestire la loro identità digitale senza rimanere schiacciati dall’abuso di tecnologia.

Vivere semplice con la scuola steineriana

Certo che parlo anche di scuola steineriana! E racconto alcuni episodi che mi hanno fatto innamorare di questa pedagogia non convenzionale e mi ha ispirato nuovi modi di affrontare le difficoltà.
L’obiettivo non è convincervi che la scuola è migliore di altre ma favorire idee e riflessioni nuove per chi non la conosce e di raccontare a chi la conosce il mio punto di vista su questo approccio educativo prezioso e peculiare, che tanto mi ha ispirato in questi anni.

foto di sabrina d'orsi - vivere semplice

Il libro si può ordinare i qualsiasi libreria o acquistare sul sito della casa editrice con Paypal  la tua copia arriverà entro pochi giorni fresca di stampa con un costo di spedizione di 3,50 euro.

Il libro è su tutte le piattaforme online come Amazon, Feltrinelli e Il Giardino dei Libri. Se hai bisogno di assistenza contatta la casa editrice via email naturaecultura@tiscali.it per ricevere info su altre modalità di pagamento.

 

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sabrina dorsi per vivere semplice

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Bimbi in Natura: esperienze per bimbi dai 2 ai 6 anni anche a Roma


Scritto il 31 luglio 2018

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Gli asili nel bosco esistono nei paesi nordici da molti anni ma ultimamente sono sorte anche in Italia tante esperienze di asili in fattorie, scuole all’aperto, pedagogia in natura, progetti di outdoor education che sfruttano i benefici che la natura offre ai piccoli in età prescolare e scolare.

Per i piccoli stare a contatto con la natura in modo costante e non saltuario, nella calma di poter scoprire e manipolare la terra, osservare gli animaletti che la popolano e giocare a scoprire le tante varietà di piante,  non sfogliando un libro ma annusandole e toccandole è un’esperienza senza pari.

Stare in natura non solo per divertirsi

Per loro è solo divertimento ma noi adulti sappiamo che si tratta di una formidabile esposizione a stimolazioni sensoriali preziosissime per lo sviluppo cognitivo, le capacità relazionali e le abilità psico-motorie.

Insomma stando in natura i bambini imparano a fare da soli, affrontano e risolvono i loro piccoli e grandi problemi, si abituano ad essere circondati da un ambiente che varia continuamente, con il cambio delle stagioni e offre sempre scoperte nuove da fare e infinite possibilità di gioco e apprendimento.

Anche a Roma nord-ovest un’esperienza in natura per bambini

A Roma è nata da pochissimo una realtà preziosa, si chiama Piccoli Passi in Natura ed è un progetto per  bambini dai 2 ai 6 anni che si svolge dal lunedi al venerdi con orari flessibili e offre laboratori artistici, attività all’aria aperta a contatto con gli animali ma soprattutto offre la possibilità di fare davvero amicizia con tutto ciò che la natura offre.

Un progetto inclusivo per antonomasia, perchè la natura può essere fruita da tutti i bambini senza distinzioni di abilità o competenze, ognuno secondo le sue inclinazioni.

La realtà che ospita il progetto è  La Collina Storta, un centro ricreativo immerso nel verde accanto alla grande tenuta di Castel di Guido, uno spazio perfetto attività didattiche, sportive, educative di alta valenza sociale.

piccoli passi in natura

Per informazioni e iscrizioni: Collina Storta
Tel.:06 89670786 Email.: info@lacollinastorta.org
Via Giuseppe Lazzati
Adiacente zona Casalotti – 00166 Roma
I posti sono limitati, le iscrizioni sono aperte.

Cosa fanno i Bimbi in Natura?

I bambini che hanno il privilegio di stare all’aperto possono fare moltissimo: corrono, saltano, si arrampicano, fanno girotondi, nascondigli e si allenano in tanti micro movimenti come catturare formiche giganti e bruchi ignari, raccogliere fiori, infilare conchiglie, impilare sassolini, cucinare saporite pietanze di foglie e fiori.

Non c’è mai da annoiarsi perché la natura cambia ogni giorno e nella relazione con il mutamento i bambini diventano protagonisti dei loro stessi apprendimenti.

L’esperienza diretta, costante e continua della natura è comprensione del mondo.

Apre le porte dei sensi e i bambini sentono con tutto il corpo e vi s’immergono in profondità.

Esplorare lo spazio con il corpo fa nascere le amicizie, imparano a collaborare, a litigare, a fare la pace, ad accordarsi, a organizzarsi, ad aiutare chi ne ha bisogno, a chiedere aiuto, a provarci da soli, a sentire i propri limiti, a superarli, a gestire il rischio, a sostenere la frustrazione, a riconoscere le proprie emozioni…

Mentre i bambini e le bambine vivono le proprie esperienze in natura, noi adulti intorno cosa facciamo ma soprattutto cosa non facciamo?

Spesso è più difficile stare zitti che dire come faremmo noi quella torre di mattoncini, è più difficile ascoltare che urlare, comprendere che punire, mentre è più facile interferire che osservare, interrompere che aspettare!

Noi adulti intorno ai bimbinatura proviamo con tanto coraggio e affetto verso noi stessi, a fare e non fare alcune cose molto importanti! Siamo presenti ma non interferiamo, aspettiamo ma non interrompiamo, partecipiamo ma non ci sostituiamo, ascoltiamo ma non forniamo soluzioni.

Insomma impariamo dai bambini e dalle bambine tutto ciò che è davvero importante sapere!

E a Roma Sud?

Il progetto Bosco Caffarella, nato 2016, è situato nel vastissimo parco regionale dell’Appia Antica: anche qui lo spazio e il verde certo non mancano. I bambini del Bosco Caffarella fanno gite in bici, progetti didattici orientati all’ecologia e alla scoperta della natura e soprattutto imparano facendo, prevalentemente all’aria aperta. 

bosco caffarella

Per informazioni e iscrizioni: Asilo Bosco Caffarella
Tel.: 3393796137
Email: boscocaffarella@gmail.com
Casale Vigna Cardinali
Largo Pietro Tacchi Venturi,
Adiacente Via Latina – 00179 Roma
i posti sono limitati, le iscrizioni sono aperte. 

Bimbi all’aperto ovunque

Roma è una città enorme, vasta quanto 9 cittadine medie messe insieme.
Uno degli elementi importanti da valutare quando si sceglie un luogo dove i bambini passerrano qualche ora della loro giornata è la distanza da casa.

Per tutti gli altri bimbi, che vivono un’esperienza prescolare o scolare in un contesto tradizionale, quindi quasi esclusivamente a porte chiuse vi invito a leggere il post Organizzare una spedizione senza muovervi dalla città che vi incoraggerà a distribuire larghe dosi di natura e tante ore d’aria ai vostri figli, nonostante il poco tempo che avete a disposizione.

I bambini hanno bisogno di natura, di stare all’aperto tutto l’anno, non solo durante le vacanze in campeggio! 

Segnalateci i progetti in natura per bambini

Segnalateci tutte le altre realtà presenti sul territorio romano, saremo felici inserire qui in calce l’indirizzo di tutte le realtà che offrono progetti in natura per bambini.

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aiuola vivace

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Aiuola vivace


Scritto il 15 luglio 2017

Vi ricordate l’asilo meraglioso di cui vi ho parlato tante volte? Tutti giù per terra, l’asilo che quest’anno accoglie anche i bimbi in età di materna è sempre più bello e comincia ad esserci la lista d’attesa per entrare. Se avete dei bimbi da iscrivere fatelo subito!

Volevo fare un regalo alla mia amica che lo ha ideato e fondato e cercavo un’idea originale da comprare su internet e farle recapitare direttamente a casa cosi ho trovato l’aiuola vivace per il giardino.

Che cos’è Aiuola Vivace? E’ un regalo delizioso da fare a chi ha un po’ di spazio in giardino e in terrazzo e vuole creare un’area verde e piena di fiori senza chiamare il giardiniere. Si compra in kit, te lo spediscono a casa e ti insegnano a piantare e far fiorire quest’aiuola seguendo delle semplicissime indicazioni.

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Paola e i suoi bambini hanno preparato il terreno, hanno seguito le istruzioni che si possono leggere anche sul sito di aiuola vivace e poi hanno annaffiato un pochino tutti i giorni.

I bambini dell’asilo fanno sempre piccole attività manuali in giardino, tutto l’anno. E’ sano per i bambini giocare all’aperto o imitare gli adulti che lavorano. Ecco perchè ho pensato che questo fosse il regalo ideale per loro.

L’aiuola si può piantare in qualsiasi momento dell’anno evitando i periodi in cui fa troppo caldo. Appena tornate dalle vacanze ricordatevi di andare sul sito di aiuola vivace e ordinare quella che vi piace di più. Ce ne sono di tanti tipi, non avrete che da sbizzarrirvi.

Intanto ecco le foto della preparzione, nei prossimi mesi vi terremo aggiornati su come procede la crescita dell’aiuola!

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l'anonimato e l'autoregolazione del comportamento

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L’anonimato: un ottima occasione per…


Scritto il 18 gennaio 2017

Questa è la quarta puntata della recensione del libro geniale “Demenza Digitale” un libro che dovreste leggere per farvi un’idea più concreta del fatto che ben presto, sotto l’influsso di tutta questa tecnologia, invece di diventare più smart, più interattivi e multitasking diventeremo semplicemente più scemi e disadattati. L’autore sostiene questa posizione in modo meno polemico e più argomentato di quanto piace fare a me, ecco perchè mi sono la presa la briga di raccontarvelo. (le altre puntate le trovate in calce)

Sotto il potente veicolo dell’anonimato possiamo permetterci comportamenti criticabili senza subire conseguenze, senza il timore del controllo sociale: ecco perchè, aggiungo io, internet favorisce i comportamenti asociali, il bullismo e fomenta il terrorismo. 

Tutte le abilità dell’uomo sono il frutto dell’attività di determinate zone del cervello, per esempio la capacità di adattarsi alle situazioni sociali è regolata dall’attivazione della corteccia orbito-frontale, anche l’empatia sociale ovvero la capacità di immedesimarsi nel prossimo è frutto dell’attivazione della stessa area celebrale. Un’area le cui dimensioni sono connesse in modo direttamente proporzionale all’ampiezza della rete sociale reale di una persona. In pratica le dimensioni del tuo cervello variano a seconda delle dimensioni del gruppo di persone che frequenti. Non male no?

Ora parliamo di Facebook, la più diffusa e condivisa piattaforma di interazione sociale digitale. Occorre prima di tutto distinguere quanti anni hai: se hai più di 25 anni probabilmente tra le tue conoscenze online e gli amici reali c’è una stretta correlazione (hai tanti amici quanti amici virtuali o poco meno) ma tra i ragazzi più giovani esiste un rapporto negativo tra reti sociali e digitali: chi ha molti amici virtuali ne ha pochissimi in carne ed ossa perchè le amicizie su facebook vanno a detrimento di quelle reali anche solo per motivi di tempo (o ti dedichi ai primi o agli altri, il tempo non è mai molto). Ma non è possibile fare entrambe le cose?

Se sei già un adulto avrai avuto modo di coltivare i tuoi contatti nel mondo reale e potrai continuare a farlo anche sul web ma se sei troppo giovane questo tempo ti è mancato e la rete non potrà darti la stessa occasione: quelle esperienze che sono fondamentali per un sano sviluppo psicofisico, esperienze che possono essere fatte dal vero come la regolazione del comportamento sociale, vengono inibite dall’uso massiccio dei media digitali.

Ecco perchè occorre che i bambini e i ragazzi di tutte le età escano, vadano nel mondo, facciano sport, stiano insieme e tornino stanchi a casa senza tanta voglia di incollarsi agli schermi, o almeno senza il tempo di passarci 5 o 6 ore davanti. Per quanto mi riguarda poi sostegno che i ragazzi dovrebbero avere accesso ad internet sul telefonino solo dal wifi di casa o dai wifi che trovano in giro: troppo facile avere l’abbonamento all inclusive, per poter navigare su internet anche quando sono in classe, cosi gli facciamo un vero danno!

Altri articoli che parlano di Demenza Digitale

  1. Come tenere il cervello in allenamento (e perchè si modifica costantemente)
  2. Si può smettere di usare il cervello? Alcuni pensano che gli adulti del futuro saranno più stupidi di noi.
  3. Com-prendere la realtà per imparare
  4. Memorizzare nel cervello o archiviare nel cloud?

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meglio memorizzare o archiviare nel cloud?

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Memorizzare nel cervello o archiviare nel cloud?


Scritto il 30 agosto 2016

meglio memorizzare o archiviare nel cloud?
Continuando a parlare di memoria, cervello e bambini ci sono due tipi di azioni che difficilmente riusciamo a dimenticare:

  • le attività che non vengono portate a termine
  • le osservazioni o domande aperte che sollecitano una rielaborazione interiore.

Entrambe sono tecniche usate nella retorica e in pubblicità per mantenere alta l’attenzione: l’obiettivo è interrompere sul più bello e lasciare un implicito non detto.

Memorizzare nel cervello è fatica!

Anche il nostro cervello lavora cosi: è più utile cercare di ricordare qualcosa che non si ricorda (anche fallendo) piuttosto che archiviare un contenuto che si vorrebbe aver già introiettato. Esso finirà irreversibilmente nel dimenticatoio perchè quel semplice gesto di aver messo da parte fa dire al cervello: FATTO! Ho chiuso la faccenda, posso recuperare quando ne avrò bisogno, ora passiamo ad altro. Questo discorso vi fa venire in mente qualcosa? Per esempio tutte queste pagine internet che avete messo tra i preferiti cosi poi le leggerete… oppure quel pdf che avete messo su dropbox nella cartellina urgenti perchè prima o poi vi servirà…

Il cervello non ha attivato le procedure di memorizzazione le ha solo rimandate. A quando? Ci saremo ben presto dimenticati di averle dimenticate.

Per lo stesso motivo ciò che impariamo da uno scambio di idee su un forum o un consulto virtuale rimane molto meno impresso nella memoria che non se l’incontro avviene nella realtà. L’elaborazione è più superficiale meno governabile e il risultato non è sempre soddisfacente.

concentrazione

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  3. Com-prendere la realtà per imparare

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com-prendere per imparare

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Com-prendere la realtà per imparare


Scritto il 09 agosto 2016

com-prendere per imparare

Perchè la realtà è cosi importante per l’apprendimento? Il dottor. Spitzer nel suo libro Demenza digitale afferma che bisogna com-prendere con le mani per ricordare. Perchè?

Immaginate che il nostro cervello sia diviso in tre parti:

  • la prima si occupa delle percezioni (la vista in primis),
  • la seconda si occupa della pianificazione ed esecuzione motoria,
  • la terza pensa a tutto il resto.

Queste tre sfere sono connesse attraverso percorsi bidirezionali quindi le une hanno bisogno delle altre per istruirsi a vicenda. (è la mielina responsabile della comunicazione degli impulsi nervosi che viaggia ad una velocità che oscilla tra i 3 e i 120 metri al secondo)

Già agli inizia dell’800 il pedagogista svizzero Pestalozzi diceva che l’apprendimento si deve realizzare attraverso cuore, mente e mano. Oggi dagli studi svolti sappiamo che i bambini che hanno potuto giocare con le mani e soprattutto con le dita in seguito hanno presentato competenze matematiche più elevate.

Il motivo è che i numeri e le quantità astratte per poter entrare nel nostro cervello hanno bisogno di essere comprese con la funzione tattile, di essere quindi introiettate fisicamente, vissute con il corpo per esempio saltando la corda, battendo le mani o i piedi. Proprio come si è sempre fatto per imparare le conte e le tabelline!

Un altro punto fermo degli studi recenti dice che si imparano molto più velocemente i nomi degli oggetti se tali oggetti vengono manipolati perchè la manipolazione presenta un’attivazione precoce delle zone frontali motorie del cervello. Anche questo i bambini lo sanno da sempre, chissà perchè non li si lascia semplicemente fare, invece di ficcarli davanti alla tv.

Lasciate pasticciare i bambini

Provate ad andare in qualsiasi asilo nido cosiddetto “innovativo”, scoprirete che ultimamente hanno capito che i bambini da 0 a 3 anni hanno un fondamentale bisogno di usare i sensi di base quindi mordere, spiaccicare, pasticciare, manipolare e fare tutte quelle cose che noi adulti cerchiamo di evitare che facciano.

Perchè gli educatori non si mettono in testa che come si faceva una volta aveva un profondo senso e bisognerebbe continuare a farlo? Chi innova nella scuola dovrebbe conoscere il bambino nella sua essenza e studiare come funziona il cervello. In famiglia recuperare un po’ di buon senso sarebbe sufficiente!

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Come tenere il cervello in allenamento (e perchè si modifica costantemente)

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I bambini che escono da scuola hanno bisogno di camminare

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I bambini che escono da scuola hanno bisogno di camminare


Scritto il 14 novembre 2014

doposcuola cosa fare con i bambini

I bambini che vanno alla scuola materna (e anche fino in terza/quarta elementare) hanno un unico disperato bisogno quando escono da scuola: devono camminare.

Guardateli bene, osservateli da vicino: i bambini di quest’età escono da scuola come molle impazzite, hanno un bisogno impellente di muoversi e spintonarsi tra di loro. Soprattutto i maschi. Perchè? Non si sono scalmanati abbastanza tutto il giorno?

Il motivo è che in classe sono compressi: 20 in una stanza, spesso seduti a disegnare per gran parte della giornata, infarciti di regole e divieti (necessari alla sopravvivenza del gruppo) esposti a luci al neon (anche quando fuori c’è il sole) e lasciati pochissimo a scorazzare in giardino (perchè si perde tempo, si sporcano e si fanno male).

In una classe dove il maestro non sa che basterebbe un racconto orale o una routine del riposo, o una canzoncina per calmare le acque, o dove si ascolta musica a tutto volume mentre si fanno altre 3 o 4 cose contemporaneamente per tutto il giorno il bambino si adegua certo, ma perde il suo equilibrio. Comincia ad agitarsi. E’ normale!

Cosa fare dopo scuola?

Cosa possiamo fare noi per aiutarli a ritrovare tranquillità ed equilibrio dopo un’ordinaria giornata di scuola? Invece di aggiungere altro alla giornata possiamo scegliere una semplice passeggiata in un parco cittadino, che per loro è una vera spedizione,  dove ci sia abbastanza spazio per allungare la vita e vedere solo alberi all’orizzonte, non sentire il rumore delle auto e avere la percezioni di essere immersi in un ambiente naturale, con suoni, luci e colori veri.

Non parlare mamma. Respira e cammina. Cammina per almeno 10 minuti a passo veloce, il tuo bambino ti verrà dietro incuriosito se sarai stata capace di inventarti qualcosa che crei suspance: digli che andate a fare un picnic infondo a quella collina, là dove c’è una sorpresa…

Respira e cammina

Respirare ossigena il cervello, mette equilibrio e riallinea le emozioni. Camminare mette in modo il corpo in modo composto, sensato, camminare ti porta nel mondo, ti aiuta a scoprirlo. Nel camminare tutte le tensioni scendono negli arti ed escono dai piedi, nella terra. Camminare è un’attività evoluta, complessa e composta di tantissimi elementi che diamo per scontato.

Spegni il telefonino e concedetevi un tempo esclusivo per te e per il tuo bambino, dove è il niente quello che dovete trovare. Porta una coperta e qualcosa di sano e buono da mangiare, se vuoi stupirlo con effetti speciali porta un termos con la cioccolata calda se è inverno.

Fallo con regolarità, (tutti i giorni è l’ideale ma anche due pomeriggi a settimana sono ok) i primi tempi forse tuo figlio protesterà, abituato ai soliti cartoni animati o a passare un paio d’ore al parchetto sotto casa zeppo dei soliti 4 amici ma poi comincerà a rilassarsi, giocare con le pigne, scoprire quei tronchi laggiù dove può arrrampicarsi e con il tuo aiuto comincerà a dare dei nomi ai suoi alberi preferiti, a fermarsi sempre negli stessi angoli, a cercare di fare sempre lo stesso giro. Meno stimoli esterni riesci a mettere in questa esperienza e più proficua essa sarà.

Guardalo come torna a casa: più tranquillo, centrato, meno logorroico e più calmo. Stanco fisicamente e calmo interiormente esattamente il contrario di come lo avevi trovato: inarrestabile fisicamente e arido interiormente perchè troppo immerso nel mondo dei grandi, fatto di regole, di attento che ti fai male, di stai fermo e smetti di saltare e di tra poco arriva mamma..

 

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diritto all'ascolto di qualità per i bambini

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I diritti dei bambini: ascoltare per poter immaginare


Scritto il 07 novembre 2014

Il 20 novembre è la giornata Internazionale dei diritti dei bambini.

diritto all'ascolto di qualità per i bambini

In Italia c’è una radio web per bambini e ragazzi che si batte per far riconoscere l’ascolto di qualità come Diritto vero e proprio e ne ha fatto un Manifesto.

Si chiama Radio Magica ed è una Fondazione che ha come obiettivo diffondere gratuitamente audio di qualità e mettere al lavoro bambini e ragazzi per produrre i loro contenuti di qualità: una radio tutta per loro.

Perchè nell’era degli schermi ascoltare è un’attività che si fa sempre meno: ci si ascolta meno, ci si capisce poco perchè tutti noi siamo impegnatissimi a guardare qualcosa che ci rende imbambolati e passivi. Ascoltare fa bene all’immaginazione ed immaginare fa benissimo alla creatività. Spegni la tv, accendi la radio.

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Manifesto

Ascoltare audio di qualità fa bene ai bambini perchè…

  • aiuta a crescere bambini svegli 
  • bambini intelligenti perchè l’ascolto di qualità stimola le capacità logiche
  • aiuta a crescere bambini che sanno comunicare perchè stimola le competenze linguistiche
  • aiuta a crescere bambini curiosi e ricettivi verso le esperienze di ogni giorno
  • aiuta a crescere bambini che si vogliono bene aumentando la capacità di elaborare gli stimoli esterni
  • aiuta a crescere bambini che si sanno raccontare e che sanno quello che vogliono aiutandoli ad essere selettivi e concentrati
  • aiuta a crescere bambini che se la sanno cavare, bambini resilienti perchè mobilita forze psichiche e capacità di reazione difronte ai traumi sviluppando un mondo simbolico che è anche rete di protezione.

Radio Magica onlus produce programmi originali di musica, lessico, cucina, ecc e offre oltre 400 letture interpretate di libri per bambini messi a disposizione da oltre 30 marchi editoriali italiani, storie a puntate ambientate in parchi, musei, luoghi e città d’arte, mini-serie che vedono i bambini e ragazzi protagonisti di testi e messa in audio. Gratis per tutti e fruibile dal web. E ha vinto anche il Premio Andersen 2014 come protagonista della promozione della cultura e della lettura.Andate ad ascoltarla online www.radiomagica.org

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Spegni la tv, accendi la radio!

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Spegni la tv, accendi la radio!


Scritto il 06 ottobre 2014

I lettori di Vivere semplice sanno perchè non abbiamo la tv e siamo dei grandi ascoltatori di Radio. Nel  post Perchè spegnere la tv ci sono tutti i motivi della nostra scelta e qui solo qualche cenno:

  • la tv spegne la fantasia, ti fornisce un immaginario visivo già pronto, immaginare non serve più
  • l’immaginazione è la benzina della creatività e della gioia di vivere
  • Non c’è gioia di vivere se c’è noia, se passi la giornata a fare zapping e incappi continuamente nella pubblicità che di induce ad aver bisogno di quello che non hai
  • la tv è un’inutile passatempo di bassa qualità. Ci sono troppe cose incredibilmente belle da fare, da vedere, da costruire, da scoprire, per passare anche solo 10 minuti al giorno di davanti. Qualche esempio? Una spedizione in città, accendere un fuoco nel bosco senza fiammiferi, commuoversi, fare qualcosa di eccezionale.

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Noi preferiamo farci il nostro palinsesto sonoro oppure guardare al computer solo quello che ci va riducendo al minimo il nefasto zapping.

I podcast di RadioRai sono fantastici e ce n’è per tutti i gusti, ora puoi trovare facilmente sul sito i tuoi programmi preferiti di Radio1, Radio2 e Radio3 per ordine alfabetico.

Ecco quelli che preferisco:

Ad alta voce, letture di romanzi e classici fantastici per tutte le età, in qualità altissima e letti da attori e voci autorevoli. Ho riso moltissimo con le Sorelle Materassi o Gian Burrasca, abbiamo ascoltato come pazzi noi tutti insieme il libro Cuore, Mark Twain e tanti altri classici per bambini….

e domani, il 7 ottobre inizia la lettura di Le Metamorfosi di Ovidio, che in 12500 versi raccolgono e rielaborano più di 250 miti greci. Una vera e propria enciclopedia della mitologia classica che copre un arco temporale che inizia con il Caos e che culmina con la morte di Gaio Giulio Cesare e il suo catasterismo. Fichissimo!!!

Colta ma anche divertente l’offerta di RadioRai, sono orgogliosa che mio marito lavori in quella Radio che oggi compie 90 anni e che ha la potenzialità di crescere ancora tante generazioni di persone sensibili, attente, bisognose di qualità nella comunicazione.

Con tutti i pregi e difetti, se siete genitori attenti o appassionati di educazione vi dico solo una cosa: ascoltate il podcast di Radio3 su La scoperta del bambino di Maria Montessori. Io sono cosi fanatica di questo audio che faccio sessioni di ascolto condiviso nelle serate in cui invito amici a cena. Un altro modo di stare insieme.

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Il closlieu: molto più di un laboratorio di pittura

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Il closlieu: molto più di un laboratorio di pittura


Scritto il 23 ottobre 2013

Guestpost della cara amica Marta Dante:  l’attività che propone per i bambini di Roma è fantastica e innovativa. E voi cosa ne pensate?

Io e mio marito siamo, insieme ad altri, i creatori del primo condominio solidale di Roma. Un luogo un po’ magico appena dentro il raccordo. E visto che lo spazio a nostra disposizione è molto volevamo creare un ambiente  dove  i  bambini potessero esprimere artisticamente le loro emozioni… ma non sapevamo da dove partire.

Poi per caso abbiamo conosciuto Arno Stern  a Parigi e durante i dieci giorni d’incontro con lui abbiamo scoperto che stavamo per dare vita ad un closlieu.

Che cos’è un closieu?

Quando pensiamo ad un laboratorio di pittura  siamo automaticamente portati ad indirizzare l’espressione grafica dei bambini dentro la logica comunicativa in cui l’adulto vuole capire, indagare, farsi raccontare (“cos’è questo?” si chiede inevitabilmente ad un bimbo che traccia divertito su un foglio con un qualunque oggetto scrivente) dal piccolo che ha di fronte il suo mondo inesplorato (forse inesplorabile!). Quando si elimina dal tracciare – disegnare o dipingere che sia- la finalità estetico-artistica e comunicativa quel che emerge è un’altra manifestazione dell’essere umano ed è l’espressione della memoria cellulare, di ciò che il nostro corpo registra della sua formazione organica, dalla vita embrionale in poi. Pazzesco!

credits: espaceabrite.blogspot.com

credits: espaceabrite.blogspot.com

I bimbi hanno voglia (e bisogno) come i grandi di entrare in relazione e allora si piegano alla necessità dell’adulto e dicono questo è un sole, questa è mamma, questo sono io….

Come trovare altri modi di comunicare con i bimbi?

Lasciandoli tracciare in pace ciò che viene loro dal profondo, davvero da un mondo inesplorabile ed inesplorato. Dipingere al riparo e fuori dalla necessità di produrre un oggetto di comunicazione è l’esperienza che si vive nel closlieu: giocare con i colori per il piacere di farlo, stando pienamente nel presente, godendo dell’abbandono a fare qualcosa “senza utile”, senza un secondo fine.

E questo, nel nostro mondo in cui ogni azione è orientata al prodotto ed ogni prodotto è sottoposto a valutazione, non può che avvenire in uno spazio protetto.

Cosa succede in pratica nel closlieu?

Il closlieu è uno spazio di 4 x 5 metri circa rivestito di carta che col tempo si colora dello sbordare delle pennellate dai fogli che vi vengono appesi per dipingere.

Al centro della stanza c’è una tavolozza con 18 colori e tre pennelli per ciascun colore che i partecipanti utilizzano tutti insieme: s’intinge il pennello nell’acqua, poi nel colore, si va al proprio foglio a dipingere, si riporta il pennello senza doverlo lavare, sciacquare o pulire.

tavolozza grani di coloreNon ci sono aperture nel closlieu ma solo una porta attraverso cui entra ed esce solo chi dipinge e da cui non escono i fogli dipinti. (foto entra solo chi dipinge)

Io che conduco il closlieu (la praticien) sono l’unica che vi partecipa senza dipingere: il mio ruolo è di servire chi dipinge.

Sono molto rigorosa nell’invitare ad un uso corretto del materiale (fogli, puntine, colori) e nell’indicare come si usano i pennelli (per non rovinarli e perché siano sempre disponibili e del colore giusto per tutti i partecipanti) ma non esprimo alcun giudizio su ciò che viene dipinto e garantisco che nessuno lo faccia sul proprio lavoro e su quello degli altri. Né durante le sessioni – della traccia lasciata sul foglio, nel closlieu, non si parla!- né dopo: non mostro ad alcuno (se non per motivi di studio) le tracce dipinte benché archivi con cura tutti i disegni.

So che il percorso di emersione della propria memoria organica è personalissimo, nei tempi e nei modi, e, nello stesso tempo, è certo, senza possibilità di insuccesso. Non c’è errore in questo gioco. Non c’è nulla da correggere, nulla da suggerire.

 

Si può dipingere nel closlieu “grani di colore” la domenica, il martedì o il mercoledì pomeriggio dalle 17 alle 18,30. Tutto il materiale è fornito da me. Chiedo 15€ di iscrizione annuale e 40€ al mese per dipingere una volta a settimana.

Vi aspettiamo!

Condominio Solidale “La Collina del Barbagianni”
via di Casal Boccone, 208 – 00137 Roma
Cell. 328 0842948
archmartadante@gmail.com
www.lacollinadelbarbagianni.it
www.m-art-a.it
fb: grani di colore
Skype:  marta.dante

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Com è fatto il cervello di un bambino? /2

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Com è fatto il cervello di un bambino? /2


Scritto il 16 luglio 2013

il cervello dei bambini

Mi è capitata tra le mani la spiegazione semplice, chiara e competetente di come è fatto il cervello di un bambino. L'autrice è una pediatra e ha tre figli. Il suo sito è un pozzo di saperi. Cosa serve al cervello di un bambino per svilupparsi al meglio? Come e perchè alcuni stimoli lo aiutano meglio di altri a crescere in armonia. Allora ho pensato di tradurlo e metterlo giu in queste mie pagine che sono sempre più un luogo di silenziosa riflessione sullo stato dell'arte della mia famiglia. Questa è la seconda parte. La prima la trovate qui.

Nel bambino piccolo il cervello si sviluppa per gradi. Ma la progressione è sempre la stessa. Si parte dal cervello più primitivo (chiamato reptiliano o comunemente il cervello dell'azione) a quello limbico (quello dei sentimenti) fino al più avanzato, la neocorteccia (o cervello del pensiero).

Ogni parte del cervello è organizzato per suddividersi i compiti di gestione della baracca…avevo promesso sarei entrata meglio nello specifico.

Il cervello reptiliano, il più antico, è preposto a gestire la sopravvivenza: i riflessi, il controllo del movimento, il monitoraggio delle funzioni del corpo e processa le informazioni che ci giungono dai sensi.

Il cervello limbico è quello che da senso e valore ai ricordi, che mette nei cassetti della memoria quello che impariamo, che influenza i comportamenti basati sulle emozioni. Ha una forte relazione con il sistema immunitario e sovrintende la nostra capacità di autoguarigione.

La parte più nuova del nostro cervello, la neocorteccia è 5 volte più grande degli altri due messi insieme e gestisce il pensiero. Gli serve più tempo per elaborare le informazioni, è la sede della consapevolezza di se ed è l'area celebrare più promettente, quella con il più alto potenziale di crescita e sviluppo in futuro. E' anche la sede del pensiero creativo, ragiona come un computer ma se sviluppato nella maniera adeguata è anche il luogo in cui si coltiva l'empatia e la compassione.

Se, abbiamo detto, lo sviluppo del cervello è direttamente proporzionale alla mielinizzazione delle stradine percorse dai nervi (passatemi il termine non proprio tecnico), è chiaro che più si lavora nella direzione di coltivare certe abitudini mentali e comportamenti appropriati più quelle diventeranno solide certezze. Finora avete trascurato di coltivare gratitudine, ottimismo e capacità di perdonare? Niente di male. La plasticità del cervello fa si che anche l'adulto possa sviluppare nuove connessioni dendridiche a patto che si lavori un po' più sodo. La strada non sarà facile da battere come quando avevamo tre anni.

Che cos'è la mielinizzazione? Essa ha un ruolo centrale: consiste nel ricoprire i nervi axon e i dedriti con una pellicola proteica protettiva. Questo meccanismo avviene utilizzando al massimo le connessioni neuronali ovvero facendo parlare tra loro le cellule nervose. 

Ripetizione, movimento, stimolazione multisensoriale sono i fondamento per lo sviluppo del linguaggio e del pensiero

Quale tipo di stimolo è più appropriato? Non per essere ripetitivi ma di certo non la tv, caratterizzata dalla deprivazione sensoriale a vari livelli. Soprattutto perchèquesti mezzi parlano esclusivamente a udito e vista. E lo fanno a bassa qualità, visto che il tubo catodico non fa altro che sparare in faccia luce pulsata negli occhi. Ma del perchè la tv proprio non va parlo meglio qui.

 

Lasciamo perdere quello che non va e pensiamo a cosa serve davvero

Per la formazione del sistema senso-motorio la ripetizione e il movimento ritmico sono fondamentali. Le esperienze legate ai sensi sono molto importanti ma qui il problema è opposto: al giorno d'oggi vista, tatto, odorato e udito devono essere protetti dalla sovrastimolazione, visto che i bambini sono letteralmente spugne e rischiano di assorbire più di ciò che è appropriato viste le loro basse capacità di discriminare e filtrare. Scoprire poi che sono proprio gli stimoli rivolti ai 5 sensi quelli responsabili dello sviluppo del RAS (Reticular activating system) ovvero della capacità di focalizzare la nostra attenzione non sembra molto strano, in un epoca in cui è esploso il famoso deficit dell'attenzione chiamato ADHD. Ma non finiremo mai di dirlo abbastanza! 

Infine parliamo degli emisferi: sapete che il RAS è il portone tra l'emisfero destro e quello sinistro? Ecco perchè la stimolazione sensoriale è cosi importante (e con essa l'educazione sensoriale), ecco perchè i sensi hanno qualcosa a che vedere con lo sviluppo dell'intelligenza, del pensiero e del benessere di tutto l'essere umano. 

E' uscito da poco in libreria un libro che parla proprio di questo argomento, qualcuno di voi lo ha visto?

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Perchè il ritmo della vita è importante

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Perchè il ritmo della vita è importante


Scritto il 14 febbraio 2013

Che noia queste giornate sempre uguali!!

I bambini hanno bisogno di regolarità, di routine, di un ritmo da cui traggono sicurezza e lo spunto per prendere buone abitudini. Lo abbiamo imparato a forza di chiederci perchè i bambini facevano i capricci ed affinando un po’ l’osservazione sulle nostre giornate.

Spesso i bambini piccoli piangono solo perchè sono stanchi e hanno bisogno di sottrarsi dalla giornata anche se sono le sei e mezza di sera. Ma i genitori vorrebbero ancora uscire,  leggergli un libro, averli intorno calmi e tranquilli mentre si prepara la cena. E’ li che scoppiano i capricci perchè il bambino va fuori di se, non si ritrova più.

Cosa mi ha insegnato l’esperienza

Ho capito che dovevo fermarmi un attimo accanto a lui, riportarlo in uno stato di quiete e assecondare il suo bisogno. Che non significa dargliela vinta ma capire che le sue esigenze sono diverse dalle mie.

La cosa paradossale è che gli adulti spesso non capiscono il linguaggio dei bambini e associano la regolarità alla routine (vuoi far cena alle sei e mezza? siamo mica in ospedale!!)  a qualcosa di noioso e ripetitivo. Il motivo è che abbiamo perso il senso e il significato che il ritmo ha per i bambini.

ritmo

Ma che cos’è il ritmo della vita?

La più importante funzione vitale del nostro corpo è il respiro. Un infinito alternarsi di inspirazioni e espirazioni che svuotano e riempiono il nostro corpo di aria. Non potremmo rinunciare a questo ritmo neanche per pochi minuti, in tutta la vita.
Il respiro è anche l’unico strumento che abbiamo a disposizione per controllare la nostra mente. Attraverso il controllo del respiro e la conduzione di esso verso un ritmo ben preciso scelto da noi, possiamo ottenere enormi risultati sulle nostre emozioni e il nostro benessere. questa è una delle cose più importanti che ho imparato facendo yoga. E funziona!!!

Il flusso della circolazione sanguigna è un costituisce un altro ritmo fondamentale e infinito del nostro corpocircolazione sanguigna. Si serve del cuore che, ad un ritmo abbastanza stabile (4 pulsazioni per ogni respiro quando raggiungiamo l’età adulta) mantiene il sangue in circolazione costante.

Infine il ritmo che alterna il sonno e la veglia è una costante della nostra vita alla quale non possiamo rinunciare. Una delle più crudeli torture impartite in passato era proprio la deprivazione del sonno.

Perchè il ritmo è tanto importante?

Cosa distingue un sano e consapevole ritmo condotto in modo armonioso da una noiosa e banale ripetitività della ruotine quotidiana? L’attitudine, l’intenzione e la coscienza con cui facciamo nostro qualcosa che naturalmente ci appartiene già. Essere sicuri di noi, sentirci all’altezza di ciò che siamo, avere piena padronanza delle nostre emozioni.

Il problema è che occorre agire accanto al bambino nel rispetto del suo proprio ritmo e questo non e’ mai facile, visto che sempre più i ritmi degli esseri umani sono diversi gli uni dagli altri a causa della progressiva individualizzazione.

Ecco perchè è molto difficile trovare il passo giusto. Ecco perchè non si usa più farlo! Ma gli strumenti per esercitarsi sono sempre gli stessi: osservazione e pazienza.

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