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Strategie per genitori? Andiamo al sodo: la exit strategy


Scritto il 25 maggio 2014

Ricordate che vi ho parlato di strategie di comunicazione per genitori? Stavo tentando di creare un kit di sopravvivenza per genitori alle prime armi e per famiglie che hanno bisogno di qualche strumento pedagogico in più.
Ecco. Andiamo al sodo.

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L’unico motivo per il quale vorrei darvi delle dritte sulla relazione con i figli è perchè mi sto impegnando davvero molto per cercare di far funzionare qualcuna delle tattiche di sopravvivenza proprio con i miei. Per questo credo di poter condividere con voi almeno la parte migliore dei miei sforzi, quelli che hanno qualche positivo e riscontrabile risultato.

Vivere di strategie può essere sfiancante ma credo che non averne affatto sia ancora peggio. I bambini sono manipolatori, spregiudicati per eccellenza a qualsiasi età, conoscono metodi di abbattimento di un qualsiasi esercito, figurarsi un solo paio di genitori! E non lo dico con cinismo, ma nella consapevolezza e nel rispetto dei bambini e dei loro processi mentali, dei loro istinti e delle loro intuizioni spesso molto più acute delle nostre.

Per esempio: voglio il gelato. Qual’è il modo più facile per ottenerlo? Mamma impazzisce quando piango. Allora piangerò, e subito. Semplice no?

Quindi ho pensato, prima di tutto capiamo i primari bisogni di un genitore:

>>>che i figli siano collaborativi per quanto possibile. Se sono stanchi accettiamo pure che siano scorbutici ma non tolleriamo che si mettano di traverso per delle sciocchezze. Come fare? Non ditemi la tv, per cortesia.
>>>che smettano una buona volta di litigare tra di loro. Non è possibile litigare per tutto, almeno scegliamo insieme le cose per cui vale la pena arrabbiarsi e lasciamo stare tutto il resto, per dio!

Ecco una strategia: la exit strategy

La exit strategy è da usare in caso di emergenza, quando avete finito pazienza, energia e tutto il resto. E’ da usare il meno possibile (più la usate e meno potere avrà) ma sappiate che dovete poter avere l’autorità di concludere la diatriba, il capriccio, il litigio, la disputa in modo dignitoso senza spargimenti di urla e sberle, che sono la sconfitta di ogni strategia genitoriale. A volte ci vuole!

A proposito: se siete di quei genitori che dopo aver urlato o fatto una scenata riuscite ancora a dire Ti sta bene cosi impari, allora questo articolo non fa per voi, forse neanche questo sito. Mio marito ed io abbiamo imparato che quando siamo noi i primi ad urlare significa che abbiamo perso, perchè chi urla o alza le mani è quello che ha torto. A prescindere da chi ce l’abbia davvero.

La mia exit strategy è abbassare gli obiettivi, smettere di parlare, mettermi uno sguardo serio in faccia,  tirar corta la cena e metterli tutti a letto un po’ più presto del solito… senza se e senza ma. Mandarli a lavarsi i denti, pigiama e tutti in branda.  Anche se hanno età diverse e dormono tutti nella stessa stanza come i miei tre.  Si perchè quando scatta questa azione-non-negoziabile è di solito quasi buio e i bambini sanno che c’è poco da ridere.

Certo non è una strategia che si improvvisa li per li quando il figlio più grande ha quasi 12 anni. Se non l’avete almeno imbastita 6 o 7 anni fa siete fregati secondo me. O comunque dovete cercare un’altra strada.
Se avete i figli piccoli potete tutto. Basta decidere il come, il cosa e il quando. Ecco perchè la pianificazione delle criticità è fondamentale.

Per farli smettere di litigare? Beh, di quello parliamo domani.

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content strategy per genitori photo credits: unsplash

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Content strategy per genitori


Scritto il 28 marzo 2014

content strategy per genitori photo credits: unsplash

Una content strategy è una strategia sui contenuti che si producono per il proprio sito. Sapere esattamente quello di cui vuoi parlare e perchè, sapere quali sono i tuoi obiettivi, ecco che cos’è.
La content strategy è diversa da una strategia di comunicazione, perchè prima devi capire bene quali sono i tuoi contenuti e solo dopo puoi decidere come comunicarli.
A ben pensarci la stessa domanda potrebbero farsela anche i genitori: quali sono i valori che voglio portare nella famiglia? Quali regole, quali modalità, quali priorità. Cosa voglio per i miei figli? Come posso insegnarglielo? Quanta autonomia devo dare? Quando è meglio dare una direzione e quando lasciare che facciano da soli?

Avere a che fare con i bambini non è facile. Quando sono piccoli per un motivo e quando crescono per mille altri. Quello di cui hanno bisogno i genitori è una vera e propria strategia, ormai mi è chiaro.

Proprio io che faccio strategie di comunicazione e creazione di contenuti ad hoc per le aziende mi rendo conto che in famiglia servono strumenti simili. E non ridete, che è una cosa seria 🙂

Infondo è come essere un team, una squadra. Si potrebbe decidere insieme cosa è meglio fare e non fare anche in famiglia, ognuno dovrebbe sapere cosa fa l’altro, non per controllarlo o per giudicarlo, ma per essere aggiornato su quello che manca, su come si può guardare ad un problema con più occhi per risolverlo meglio, ecc. ecc.

Il day by day della famiglia non può essere un incubo

C’è bisogno di aiutare il figlio grande con l’inglese perchè è rimasto indietro? Serve creare una routine della nanna per il figlio piccolo perchè la sera impazzisce e non vuole mai andare a letto?

Decidiamo insieme quali sono i contenuti urgenti, prioritari, necessari e lavoriamo su quelli. Le cose in famiglia devono funzionare bene se si vuole portare a casa il risultato: vivere sereni. E poi se vai ad analizzare il workflow di una famiglia (come le cose vengono fatte ogni giorno) ti accorgi che i problemi sono sempre gli stessi:

  • non c’è condivisione degli obiettivi
  • tutti vogliono fare tutto con il risultato che a volte si entra in conflitto
  • nessuno vuole fare niente: chi carica la lavastoviglie?
  • i figli litigano, si lamentano, chiedono sempre qualcosa in più
  • i genitori non hanno tempo per gestire la quotidianità

Allora perchè non imparare dalle più accreditate teorie di content strategy per venirne a capo?
Ecco qualche dritta: intanto è importante sapere che le strategie per far funzionare meglio una famiglia sono processi in continua evoluzione, che valutano i bisogni e le possibilità effettive di ogni membro della famiglia.  Non pensiamo di voler trovare una soluzione che andrà bene fino all’anno prossimo.

Briefing e brainstorming dovrebbero essere all’ordine del giorno, magari davanti ad un bicchiere di vino e senza figli. Usare delle strategie significa avere in mente un framework concettuale generale su come vorremmo che la famiglia vivesse la quotidianità e provare a mettere in moto azioni consapevoli, ragionate. Perchè se non abbiamo pensato ad un obiettivo come faremo a raggiungerlo?

Almeno un momento di condivisione al giorno

Per esempio: vorremmo tanto ritrovarci a tavola tutti insieme almeno una volta al giorno. Che impresa! Cominciamo con l’analisi: qual’è il pasto più realistico? Colazione? Cena? Cosa possiamo inventarci per far funzionare la cena tutti insieme? Siamo onesti è impossibile. Ok, allora una volta a settimana. Possiamo almeno provarci.

Prendiamola anche sul ridere se vogliamo ma agiamo come fossimo dei manager navigati: a che ora dovremmo riuscire a tornare a casa perchè ciò sia possibile?  E chi si occupa di cucinare mentre l’altro aiuta i bambini nei compiti? Quali sono le criticità che si presentano? Quali attività,  ricerche e metodologie dobbiamo metter in atto e quali piattaforme utilizzare per la consegna del messaggio stasera ceniamo tutti insieme?

A costo di mandare un sms a tutti i membri della famiglia dobbiamo capire come ottenere il nostro risultato. Poi lavoreremo anche sulle strategie di comunicazione, ma questo è un altro paio di maniche.

Strategie: una per una

Le abitudini: pro e contro

La exit strategy: dovrai pure averne una

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