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il potere segreto delle storie - vivere semplice

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Il potere segreto delle storie


Scritto il 07 marzo 2015

il potere segreto delle storie - vivere semplice

Mi è capitato per caso tra le mani “Magellano“, riduzione per ragazzi del romanzo di Stefan Zweig. Mentre lo leggevo ho provato immensa gratitudine per la maestra che ha dato questo libro da leggere a mio figlio.

Mi sembrava che fosse proprio il modo giusto di raccontare una storia: mettere in evidenza più che le date di un’impresa storica lo sforzo, la motivazione, i patimenti di uomini che hanno lottato per i loro ideali.

Da sempre le storie sono servite per aiutare gli uomini a comprendere la vita e addestrarsi per affontarla, preparandosi al dolore, alla fatica e alla morte e intuendo che di fronte alle grandi prove non sarebbero rimasti inermi ma avrebbero trovato un punto da cui poter ripartire.

L’autore di questo libro è infatti un insegnante, una persona che ha capito davvero a cosa serve raccontare le storie ai bambini e ha dedicato un libro a questo argomento: “Il libro fondativo per incontrare l’umano, esperienze di letture ad alta voce in classe”. La teoria espressa in questo libro è ben riassunta in una lezione di Paolo Molinari, l’autore.

Storie necessarie

L’idea è che esistano delle storie fondamentali che il bambino deve conoscere, perchè lo aiutano a costruire la sua umanità, scoprire che anche gli altri hanno bisogno di amare e di essere amati proprio come noi stessi, desiderano l’infinito e hanno paura di non raggiungerlo mai proprio come noi.

Parliamo di titoli come: I fratelli cuordileone, Emil, Pinocchio, e di tanti altri che poi ho scoperto che se ne parla a lungo anche in un evento che si chiama Libroaperto organizzato da DIEFFE didattica e innovazione scolastica, centro di formazione e aggiornamento.

Questo sito contiene tante perle, come La fiaba introduce alla vita e indica la strada della felicità di Annalena Valenti l’autrice del bel blog mammaoca e lo stesso testo di Molinari a cui facevo riferimento prima. Un cerchio che si chiude.

Ritrovare la nostra umanità

Nella vita di tutti i giorni non abbiamo modo di sperimentare questa grandezza anzi spesso le possibilità incredibili che abbiamo a disposizione ci fanno soffocare nella lamentela e nella noia. In realtà abbiamo bisogno di nutrirci di qualcosa che ci aiuta ad affrontare la ricerca d’identità, che ci aiuta a raccontarci, a dirci.

Un aspetto che è andato perso nella nostra epoca e che quindi è fondamentale da recuperare attraverso il racconto è che siamo fatti di anima e corpo, dove con anima non si intende l’aspetto religioso ma la percezione che l’uomo ha sempre avuto che non siamo riducibili solo alla dimensione corporea: in noi c’e’ una natura che e’ esigenza di giustizia, di bellezza, di verità e di amore.

La dimensione eterna della vita

La vita senza la prospettiva dell’eternità è incompresibile. E questa dimensione diventa fede solo se vuole essere una risposta alle nostre domande. Ma non è obbligatorio che sia cosi, il solo porsi la domanda e lasciare aperta la risposta da un respiro diverso alla vita, la carica di mistero, di valore, di potenziale ricerca e scoperta dell’inconoscibile.

Raccontare le storie ai bambini significa dargli la possibilità di costruirsi una propria umanità, sperimentando per interposta persona (attraverso Polifemo, Gilgamesh, Omero) tutte le avventure dell’anima: la paura, la vergogna, la collera.

Sentire che nei grandi protagonisti delle storie risuonano le stesse emozioni che si trovano infondo all’animo di tutti è  fondativo, aiuta l’anima ad allenarsi invece che atrofizzarsi per mancanza di esperienza e comprensione.

Nei protagonisti delle storie c’è lo stesso desiderio di giustizia e di bellezza che ha il bambino che ascolta. Per questo le storie sono molto più potenti di ogni spiegazione razionale.

Siamo creature prima essere creatori

Se al bambino, in una dimensione laica e razionale del sapere, non viene mai offerto il concetto che siamo creature, non siamo padroni, sviluppa un’arroganza in cui lui è la misura di tutto e diventa cosi egoista da non vedere più l’altro, quell’arroganza che i greci chiamavano hybris ovvero l’uomo onnipotente, senza limiti.

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come far amare la lettura ai bambini

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Come far leggere i bambini


Scritto il 04 novembre 2014

Mio figlio Zeno di 10 anni non ha ancora scoperto il piacere della lettura, ed io lo lascio stare, non insisto, perchè lo so poi come va a finire… l’ho scoperto con il primo figlio che ora ha 12 anni e frequenta la scuola steineriana.

come far amare la lettura ai bambini
I bambini non vanno forzati. Imparare a leggere e a scrivere troppo presto vuol dire bruciare una tappa evolutiva. Risultato? Loro si adeguano e imparano tutto poi,appena possono, rigettano tutto e cominiciano ad odiare la scuola ed essere svogliati.
Se a 6 anni devono già leggere per compito (perchè lo dicono i grandi) quando ne hanno 12 semplicemente si rifiutano di aprire un libro. Basta guardare i ragazzi delle medie! I bambini lasciati in pace i libri li guardano eccome, e poi quando cominciano a stufarsi di guardare le immagini si sforzano di leggere.

Nella scuola steineriana si fa tutto lentamente: si va scuola a 7 anni, ci si mette un sacco per imparare a scrivere (perchè le lettere vengono introdotte con una storia che dura tutto l’anno dove ogni lettera è un personaggio con caratteristiche particolari, un umore, un carattere, prima o poi dovrei raccontarvi anche questo eh?) e quindi in terza elementare a volte ancora si legge male. Certo si fanno leggere piccole storie, nella classe di Zeno la maestra ha chiesto che ogni genitore scegliesse una storiella particolarmente bella e poi ha rilegato un libricino che ha donato per le vacanze.

Alcuni bambini imparano presto altri ci mettono di più. Nessuno giudica, qualche genitore si lamenta. I maestri tengono duro e dicono: aspettate, date tempo, poi vedrete.

Ed è vero, hanno ragione. Quando meno te lo aspetti tu genitore, tuo figlio avrà iniziato a leggere e a quel punto non smetterà più. Troverai libri ovunque, figli che chiedono per favore di accompagnarli in biblioteca… fino al punto in cui sarai costretta a dire: basta leggere, và a fare una partita a pallone no? I fratelli minori si lamenteranno perchè i grandi leggono ore e non giocano più.

I bambini sono entrati nel magico mondo della lettura con le loro gambe. Cioè al momento giusto.

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bambini a letto presto senza capricci - vivere semplice

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Bambini a letto presto e senza capricci: come?


Scritto il 21 ottobre 2014

bambini a letto presto senza capricci - vivere semplice

Ci sono bambini che fanno un sacco di storie di andare a dormire, ci mettono un’ora per addormentarsi o esigono che si rimanga al loro capezzale a raccontare favole e cantare canzoni finché non crollano privi di sensi. Di solito questi bimbi hanno dei genitori inesperti, poco strategici o semplicemente poco organizzati.

Altri invece hanno delle vere difficoltà di addormentamento, soffrono di qualche disturbo che gli impedisce di abbandonarsi naturalmente al sonno e quindi dormono poco e male. Questi bimbi hanno magari qualche problema di salute legato alla digestione o al metabolismo.

I bimbi che vanno a letto presto e senza capricci esistono, sono quelli della terza specie.

Sono bimbi sereni, che tendono ad avere un comportamento funzionale perchè hanno uno stile di vita sano, dei ritmi tranquilli e più umani e dei genitori che hanno pensato a come affrontare questo delicato momento (prevenire invece di curare è moooolto più semplice). Genitori, che magari consigliati da altri genitori, hanno preparato qualcosa di speciale per l’addormentamento, una routine semplice che funziona per mandare a letto presto e senza capricci i propri bambini. Ecco quella che abbiamo inventato noi:

Ogni bambino è un bambino diverso

La routine del sonno è un strategia che inizia nei primi mesi di vita. Ogni bambino è diverso, lo sappiamo bene, ma in generale si puo’ dire che il bambino ha bisogno di

  • calore
  • contatto
  • ritmo
  • predittibilità

Se avete figli più grandi potete cercare di intervenire mettendo ritmo e quiete là dove sono state prese delle cattive abitudini che ora ci rendono impossibile la vita. Ne parlo qui

Allora calore, ecco che una bella copertina di lana stretta intorno al corpicino (quasi come una fasciatura che crea il contatto che riproduce l’utero materno), possibilmente una cuffietta in testa almeno i primi mesi perchè la fontanella aperta è una grande fonte di disagio per i piccoli e un piccolo dondolio sono sufficienti al neonato. Se c’è anche una ninna nanna lenta, ritmata, senza parole, possibilmente semplice, pentatonica, il piccolo riconosce la melodia e questo lo aiuta ancora di più.
Condizioni: stesso luogo, stessa ora, stessa luce soffusa, no alert e notifiche vibranti dal cellulare fintamente spento, no musichette, no imprevisti.

Se avete più figli

Se avete più figli di età ravvicinata il letto a castello è perfetto, perchè potete metterli a nanna insieme, il più grande sopra e il più piccolo sotto. Potete lasciare un po’ d’autonomia in più al grandicello mettendogli una lucina per sfogliare un libro se questo gli piace oppure al contrario addormentare prima il piccolo sopra e lasciare al piu grandicello lo spazio basso in modo che sia più autonomo. Noi abbiamo scelto la prima opzione perchè quando avevano 1 e 3 anni andavano a dormire insieme e questa routine è rimasta fino ad oggi che ne hanno 12 e 14.

Cura dell’ambiente

La cura estrema dell’ambiente esterno non sarà necessario per sempre ma i primi mesi è fondamentale.

Al bimbo serve un momento di incontro esclusivo con mamma o papà, un momento dove anche il pensiero è li, non solo i movimenti. Essere interiormente li al 100%: questo fa la differenza. Se ti distrai anche solo un momento per pensare che hai le zucchine sul fuoco allora salta tutto. Basta un battito d’ali del tuo cuore, il respiro che cambia ritmo, perchè il bambino si accorga che stai pensando ad altro e richiami la tua attenzione ancora e ancora.

Più ci sei al 100% e più lui saprà abbandonarsi nelle tue mani. E se inizi cosi a 1 mese di vita, a 1 giorno di vita, allora sarà tutto in discesa.

Andare a letto presto è un bisogno dei bambini

Qui vi racconto che i miei figli di 12, 10 e 4 anni vanno a letto alle 8,30 da sempre. Ora il grande legge fino alle 9 lassù, al terzo piano del letto a castello, e il secondo dice: voglio dormire, non puoi spegnere? Ma cosa avrai di cosi importante da leggere… Lui non lo sa che presto scoprirà l’acqua calda.

Zeno, il povero figlio di mezzo non ha ancora scoperto il piacere della lettura, ed io lo lascio stare, non insisto, perchè lo so poi come va a finire…

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imparare a pensare sabrina d'orsi tutti i diritti riservati

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Impara a pensare! Non fidarti solo di quello che ti insegnano


Scritto il 23 agosto 2013

imparare a pensare sabrina d'orsi tutti i diritti riservati

Ciò che è vero deve essere sperimentato. Non si puo' solo crederci. Ma se dall’Antichità al Rinascimento, da Pitagora a Keplero, aritmetica, geometria, musica e astronomia hanno indagato il numero, lo spazio, il suono e il movimento dei corpi celesti una ragione ci sarà o no?. 
Queste quattro discipline venivano già pensate e insegnate da Platone come un insieme unitario, che fondeva lo studio degli oggetti matematici con l’aspirazione filosofica al vero, al bello e al bene. 

quadrivium

Ed è proprio questo di cui mi piace parlare: il vero, il bello e il bene. Che sono i tre pilastri della pedagogia di Rudolf Steiner (della sua apparentemente strampalata importanza al disegno di forme) e che sono i tre motivi principali per:

1. Non  mentire a noi stessi e agli altri  (la verità è più vispa, più scandalosa, più folle e più invidiabile di ogni banale menzogna).

2. Non abbrutirsi per esempio davanti alla tv (ho detto per esempio), perchè c'è davvero di meglio da fare nella vita e non è detto che debba essere fatto perchè è più bello ma perchè ci piace di più. (Ma noi lo sappiamo ancora quello che ci piace di più?)

3. Non rassegnarsi a pensare che se fai bene o se fai male è uguale. Non è cosi. Ognuno di noi dovrebbe fare il meglio che puo'.
Il bene è un circolo virtuoso, porta lieto fine, soddisfazione, fa quadrare il cerchio, riunisce ciò che era diviso, risale all'unità attraverso una progressiva semplificazione. Il meglio è semplicemente il meglio. Tutti sappiamo riconoscerlo.  

Di male in peggio si entra  in un circolo vizioso, che alimenta astio, guerra, delusione ed altro astio. 

La parola chiave è meglio. (l'hai letto il post su "fai il tuo meglio?")
Allora vi chiederete cosa c'entra il meglio con questo libro? C'entra che mentre lo leggevo mi sono chiesta:

se un bambino a scuola chiede alla maestra: perchè ci sono 60 secondi in un minuto e 360 gradi in un angolo? la maestra saprà spiegargli Il perchè? Questo libro si.

se un bambino arriva dalla maestra e chiede: "perchè lo zero si scrive come una O?" la maestra che avrà letto questo lirbo si avvicinerà  piano alla sua classe e con voce misteriosa comincerà a raccontare questa storia:

 

 

 

 

C'era una volta un indiano che si sedeva tutti i giorni in spiaggia per contare. Usava un ciottolo per fare i suoi conti sulla sabbia e quando aveva finito di contare riponeva il suo ciottolo sulla sabbia. Un giorno, arrivò nel posto in cui si sedeva tutti i giorni e prese il ciottolo tra le mani. Si accorse che togliendo il ciottolo dal suo posto e lasciando quindi il vuoto, il niente,  c'era una forma circolare al suo posto. Una traccia visibile a forma di O di qualcosa che non c'era più. Era nato lo zero.

Non vi piacerebbe che i vostri bambini imparassero i numeri cosi? Riflettendo sulla loro vita, su come i numeri sono tutti dentro di noi, nella nostra vita, nelle nostra membra. Le nostre dita ci parliamo del dieci, il nostro stesso io ci parla dell'unità, che è la più preziosa. Da essa si dipana tutta la matematica. Non è il risultato che conta, sono gli addendi, le individualità, noi.

Questo libro vi piacerà. Anche le illustrazioni sono fantastiche. E non vi incazzate con le maestre dei vostri figli, spesso devono seguire dei programmi ministeriali più freddi di un cadavere, magari questo libro regalateglielo senza dire una parola. Chissà che non riscaldi un po' il cuore…

 

Quadrivium
numero, geometria, musica, astronomia
Sironi editore
Prezzo di copertina: 21 euro

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La riscossa di Geronimo Stilton

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La riscossa di Geronimo Stilton


Scritto il 20 agosto 2013

A che età avete letto il vostro primo libro? Io ho cominciato tardissimo, forse avevo 16 anni. A casa mia giravano solo libri di barzellette e di ricette. E il giornale per fortuna ce lo faceva leggere la prof di italiano alle medie… Ecco perchè ce l’ho tanto con i libri…

Piena estate: vado in giro per casa con la ramazza, le cuffie e il lettore mp3 in tasca, ascoltandomi bellamente un audiolibro senza curarmi dei bambini che fanno le loro cose sparsi un po’ ovunque.
Cosa acolti mamma? Ventimila leghe sotto i mari.
Ah, lo conosco io quel libro, l’ho letto.
L’hai letto? E quando? 
L’ho preso in biblioteca non ti ricordi mamma? Quello di Geronimo Stilton

Mi è montata una rabbia!! Avrei voluto spiegargli che le riduzioni dei classici ad opera dei vari Geronimo e company non possono essere altro che  robaccia che farebbe ribaltare nella tomba il povero Verne e tutti quelli che hanno posato le basi della letteratura mondiale.

Anche se non l’ho letto, s’intende, il capolavoro di Stilton e parlo davvero per pregiudizio.

Subito dopo ho pensato che forse non è cosi male che mio figlio pensi di averlo letto davvero il capolavoro, perchè prima o poi gli verrà voglia di leggerne altri, e a quel punto è possibile che capisca la differenza.

Ho continuato l’audioascolto, vergognandomi anche un po’ di aver da ascoltarlo, il libro, invece che da leggerlo. Ma visti i progressi della tecnologia perchè non approfittarne almeno un po? (se qualcun altro ne vuole approfittare qui (ho corretto il link che non funzionava) c’è il link per scaricare questo e molto altro)

La letteratura di qualità

La storia delle avventure a bordo del Nautilus più o meno la conoscono tutti, ma non smetto di rimanere a bocca aperte, incantata di fronte alle descrizioni di cui è pieno questo avvincente libro.

Provate ad immaginare un fondale marino, il più incredibile e fantasioso (facciamo le rovine sommerse di Atlantide, che gia di per se solletica l’immaginazione di chiunque un minimo visionario) e poi provate a descriverle. O provate a chiedere ai vostri figli di farlo, poi leggete questa descrizione che mi sono presa la briga di riportarvi qui sotto, e avrete la misura del perchè la letteratura di qualità si chiama cosi.

E’ solo l’evocazione delle sensazioni, solo il solletico che ti viene sotto la lingua, dentro le orecchie, la voglia di essere li a provare quelle stesse emozioni che fa di un libro un buon libro, non c’è altro, non c’è altro…

Il capitano Nemo alle 11 di sera va a trovare Monsieur Aronnax e gli dice: propongo un’escursione interessante, fino’ora avete sempre visitato i fondali alla luce del sole, vi andrebbe di vederli di notte?

“..alcuni arboscelli pietrificati e contorti erano disposti a zig zag e i pesci si alzavano a frotte sotto i nostri piedi come uccelli sorpresi nell’erba alta. il blocco roccioso era crivellato da anfratti impenetrabili, di profonde grotte, di buche insondabili, al cui fondo sentivo muoversi creature di grosse dimensioni. Provavo una scossa al cuore al vedere qualche enorme antenna sbarrarmi il cammino, o qualche orrenda pinza chiudersi con fracasso nelle buie cavità. Nelle tenebre ardevano migliaia di punti luminosi erano gli occhi di immani crostacei nelle loro tane, gamberi giganti ritti come alabardieri  e squassanti le zampe con cigolio di ferraglia. Granchi titanici simili a cannoni a fusto, polpi spaventevoli intreccianti i tentacoli come grovigli di serpenti.

Davanti a quale mondo incognito e fuori del normale mi trovavo… di quale ordine facevano parte quegli articolati, dei quali la roccia era un secondo guscio protettivo, dove aveva trovato la natura della loro vita vegetativa, e da quanti secoli trascorrevano l’esistenza sul fondo dell’oceano.”

Quello che spero è che un giorno, anche lontano, i miei figli e tutti i bambini possano scoprire l’eccitazione di una descrizione fulgida, pregnante, eccellente, preziosa e possano aver voglia di scrivere le loro emozioni, il loro cammino con questo stesso entusiasmo. E se non fosse la scrittura andrebbe bene anche una sana equazione che fa girar la testa o qualsiasi cosa colga a tal punto la loro curiosità che ne siano risucchiati come in un vortice che li fa tirar tardi, li fa innamorare, li fa perdere la testa.

Il sale della vita non passa dalle riduzioni

Vorrei solo che le loro vite fossero piene di quel sale che è semplice amore per la vita, per le creazioni dell’uomo e per la creatura umana. Amore per il vivente, per il bello e per il bene, passione, interesse, voglia.  Lo so, non è poco ma io ci spero.

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