Meglio la bicicletta dello smartphone - Vivere semplice

Meglio la bicicletta dello smartphone

usa la bicicletta invece dello smartphone. cresci meglio!
photo credit:Florian Klauer

Seguo con passione il mondo dei media: che fine faremo noi e i nostri figli dopo lo tzunami smartphone e social?

In questi anni mi sono fatta delle idee, ne parlo anche nel libro in uscita, ma ieri c’era a Roma Alberto Pellai e mi sono fiondata a sentirlo per sapere come la pensa.

Alberto Pellai è medico e psicoterapeu­ta dell’età evolutiva, ricercatore di scienze bio­mediche del­l’Università di Milano. Autore di molti libri e del sito tuttotroppopresto.it: un esperto insomma, mica come me che sono solo una mamma di tre figli maschi che ne sa un pochino di web.

Quando è il momento dello smartphone?

Parliamo di smarphone perchè qui non ci sono in ballo le telefonato c’è ben altro. Consegnare il telefonino significa mettergli in mano social, whatsapp, youtube e tutto il resto, lo sappiamo.

Il dottor Pellai ha esordito con il cappello di padre di 4 figli per cui vige la regola smartphone a 14 anni.

Una rivoluzione durata 5 anni

Con il primo figlio oggi 17enne è stato facile perchè si parla di una decisione presa 3 anni fa, per gli altri è più complicato: la secondogenita afferma di sentirsi una sfigata e il terzogenito odia la bicicletta che gli hanno regalato in prima media.  Voleva lo smartphone.

skateboard in riparazione

Insomma sembra la nostra storia

Noi abbiamo deciso che a 12 anni avremo concesso lo smartphone senza internet (solo wifi) e con contratto telefonico a consumo. Per tutti i figli e dopo la firma contratto d’uso.

Ora il figlio grande 15enne quando vede il piccolo di 8 che alle 9 di sera gioca con il mio smartphone mi chiede se mi sono bevuta il cervello. “Io andavo a letto alle 7.30 e non ho mai preso uno smartphone in mano neanche per fare una foto” dice. Ha ragione.

Se cerco di dirgli che i tempi sono cambiati non mi crede, non ne ha la percezione. In 5 anni ne sono passati 20, lo dice anche Pellai.

Se gli spiego che mezz’ora di tecnologia al giorno in terza elementare è un buon compromesso mi dice che sono una fallita perchè ho gettato la spugna. Forse ha ragione.

Se non è la bici purchè sia…

Basta che ci sia vita nei nostri ragazzi e non solo tecnologia! Il tredicenne di casa è fissato sia con lo smartphone che con lo skateboard. A forza di dirgli “metti giu quel telefonino” ha trovato un sano equilibrio tra le due cose e ora usa la tecnologia per fomentare i suoi (sani) interessi.


Per il resto passa le giornate a farsi prendere a parolacce dai vecchietti mentre va in skate sui marciapiedi. La cosa importante però è questa:

Glielo lasciamo fare!

Lo lasciamo andare al Maxi o all’Ara Pacis da solo in skate. Fa una decina di isolati sul marciapiede del lungotevere con quell’aggeggio solo per trovare una superficie liscia.

Il sabato lo portiamo al Bunker Skatepark o a Cinecittà Skatepark per assecondare la sua voglia di mettersi alla prova.

E’ una palla? Si, preferiremmo andare al cinema. Questa passione lo tiene un po’ lontano dalla tecnologia e più  vicino a se stesso. E ne vale la pena!

Se vuoi ascoltare l’incontro con Alberto Pellai ascoltala qui:

Temi dell’incontro

Pericoli e opportunità del mondo digitale.
Lo smartphone come alcool e tabacco: da vietare ai minori?
Pre-adolescenza: e se fossero i genitori il problema?
Dalla musica al cinema, dal web alla tv: difendere i ragazzi dai messaggi di un contesto iper-eccitato.
Il tiro alla fune tra genitori e figli: una precisa strategia educativa.

 

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Originariamente scritto il 18 gennaio 2018

2 Commenti per questo post

  1. Simona ha scritto:

    Ciao Sabrina. Ti seguo da molti anni, avendo molte cose in comune con te (tre figli maschi, poco più grandi dei tuoi, e tanti interessi a ragionare su come migliorare la nostra vita, per dirla in breve). Ho seguito un po’ la tua parabola, vorrei dire, sperando di non essere invadente, la tua maturazione, anche nell’uso che hai fatto di questo blog. Ti ritrovo ancora vicina su questa questione dell’invadenza di certa tecnologia nelle nostre vite. Credo sia una questione da prendere molto sul serio, ma non ne vedo tanto i presupposti, visto che mi sembra che noi adulti siamo più invischiati che mai…
    Sei stata in questi anni uno stimolo raro ed efficace nel mio essere madre cittadina e insegnante, grazie.
    P.S. Immagino tu conosca i testi di Manfred Spitzer…

  2. sabrina ha scritto:

    Grazie Simona… che belle parole. Si di Spitzer conosco Demenza Digitale ne ho fatto recensioni in vari post qui in giro..
    http://www.vivere-semplice.org/come-smettere-di-usare-il-cervello-con-i-media/

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