Tu non sei il tuo cervello, tu non sei il tuo corpo - Vivere semplice

Tu non sei il tuo cervello, tu non sei il tuo corpo

parti del cervello

Con quale parte del cervello gridiamo a nostri figli? Con quale cantiamo una canzone o chiediamo scusa o cambiamo discorso?
Perchè c’è chi riesce a darsi a mantenere la calma e chi sbraita dalla mattina alla sera?

Le nostre reazioni non  dipendono dal mondo esterno, dalle situazioni, tutto dipende esclusivamente da noi e in particolare dalle parti del cervello preposte a queste attività.

Il nostro cervello non è un organo interno come un altro. Se lo si osserva con sguardo clinico si scopre che alcune parti di esso sono molto antiche ed altre sono relativamente giovani. Il cervello è come il suolo, in cui ogni strato corrisponde ad un’era geologica diversa. E in quanto tale rappresenta perfettamente la nostra evoluzione come esseri umani.

Le varie parti del cervello

Il cervello reptiliano si trova nel mesencefalo e che risale a circa 300 milioni di anni fa.
Esso sovrintende alle nostre reazioni in caso di pericolo producendo adrenalina, cortisolo e molte altre sostanze tossiche che ci servono per reagire velocemente rispondendo con reazioni tipo la lotta o la fuga. Quando ci sentiamo in trappola (fisicamente o emotivamente) si attiva questa parte del nostro cervello che ci fa agire spesso in modo istintivo ma crea squilibri nel corpo che possono portare a fenomeni di stress o a malattie.

Il cervello limbico ha circa 100 milioni di anni e controlla le emozioni producendo molecole chiamate immunomodulatorie ovvero capaci di guarirci e di farci sentire protetti e al sicuro. Questa parte del cervello si è sviluppata in origine nei mammiferi, prima specie animale che ha imparato a vivere in gruppo proteggendo e prendendosi cura dei cuccioli, allattandoli,  nutrendoli e coccolandoli.

4 milioni di anni fa è comparsi il cervello corticale, che nonostante sia uno dei più giovani è anche il più sviluppato nel cervello umano: esso è crescito rapidamento con l’uso del linguaggio orale. Il cervello corticale viene attivato quando siamo entusiasti, ispirati, quando siamo coinvolti in attività artistiche o creative.

Se pensiamo che 6mila anni fa è intervenuta nella nostra evoluzione la lingua scritta, e poi la stampa 500 anni fa e ancora internet circa 20 anni fa possiamo immaginare come il nostro cervello si sia ulteriormente evoluto e come sia probabilmente sottoposto anche oggi ad una certa mutazione.

Il nostro cervello, sede dei nostri pensieri, non è una struttura ma è un’attività in continuo movimento.

In pratica ciò che noi tendiamo comunemente a considerare l’essenza del nostro essere ovvero l’unione di pensieri, ricordi, desideri residenti soprattutto all’interno del nostro cervello è in realtà una complessa struttura non fisica, non materiale che Deepak Chopra identifica con l’anima. Deepak Chopra è un medico indiano diventato famoso per aver promosso la meditazione in tutto il mondo identifica con l’anima.

Tu non sei il tuo cervello, tu non sei il tuo corpo.

La mente è un processo relazionale che regola il flusso di informazioni ed energia ma la soluzione dei nostri problemi non si trova allo stesso livello della nostra, non è ragionando che possiamo trovare delle soluzioni. Il livello dell’anima è più profondo e sconosciuto

L’anima ha un potenziale infinito, e’ un campo di correlazioni sincronico quindi non lineare nè consequenziale, e’ la fonte della nostra creatività. è un ambiente intenzionale ma non controllabile. Un po’ come il respiro, che non possiamo governare più di qualche istante, anche l’anima ha una sua fuzionalità indipendente dalla nostra volontà.

Nell’anima risiede la nostra consapevolezza, ovvero l’unico vero strumento a nostra disposizione per governare le nostre emozioni e trovare uno stato di benessere che ci permette di vivere in armonia.

Ma questa e’ un’altra puntata….

Grazie a My Life, ente organizzatore del convegno di Deepak Chopra, per avermi invitata alla giornata di presentazione del suo ultimo libro “Spiritual solutions”. Approfondisci qui

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Originariamente scritto il 21 novembre 2012

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