Geronimo Stilton e la letteratura di qualità per bambini

La riscossa di Geronimo Stilton

A che età avete letto il vostro primo libro? Io ho cominciato tardissimo, forse avevo 16 anni. A casa mia giravano solo libri di barzellette e di ricette. E il giornale per fortuna ce lo faceva leggere la prof di italiano alle medie… Ecco perchè ce l’ho tanto con i libri…

Piena estate: vado in giro per casa con la ramazza, le cuffie e il lettore mp3 in tasca, ascoltandomi bellamente un audiolibro senza curarmi dei bambini che fanno le loro cose sparsi un po’ ovunque.
Cosa acolti mamma? Ventimila leghe sotto i mari.
Ah, lo conosco io quel libro, l’ho letto.
L’hai letto? E quando? 
L’ho preso in biblioteca non ti ricordi mamma? Quello di Geronimo Stilton

Mi è montata una rabbia!! Avrei voluto spiegargli che le riduzioni dei classici ad opera dei vari Geronimo e company non possono essere altro che  robaccia che farebbe ribaltare nella tomba il povero Verne e tutti quelli che hanno posato le basi della letteratura mondiale.

Anche se non l’ho letto, s’intende, il capolavoro di Stilton e parlo davvero per pregiudizio.

Subito dopo ho pensato che forse non è cosi male che mio figlio pensi di averlo letto davvero il capolavoro, perchè prima o poi gli verrà voglia di leggerne altri, e a quel punto è possibile che capisca la differenza.

Ho continuato l’audioascolto, vergognandomi anche un po’ di aver da ascoltarlo, il libro, invece che da leggerlo. Ma visti i progressi della tecnologia perchè non approfittarne almeno un po? (se qualcun altro ne vuole approfittare qui (ho corretto il link che non funzionava) c’è il link per scaricare questo e molto altro)

La letteratura di qualità

La storia delle avventure a bordo del Nautilus più o meno la conoscono tutti, ma non smetto di rimanere a bocca aperte, incantata di fronte alle descrizioni di cui è pieno questo avvincente libro.

Provate ad immaginare un fondale marino, il più incredibile e fantasioso (facciamo le rovine sommerse di Atlantide, che gia di per se solletica l’immaginazione di chiunque un minimo visionario) e poi provate a descriverle. O provate a chiedere ai vostri figli di farlo, poi leggete questa descrizione che mi sono presa la briga di riportarvi qui sotto, e avrete la misura del perchè la letteratura di qualità si chiama cosi.

E’ solo l’evocazione delle sensazioni, solo il solletico che ti viene sotto la lingua, dentro le orecchie, la voglia di essere li a provare quelle stesse emozioni che fa di un libro un buon libro, non c’è altro, non c’è altro…

Il capitano Nemo alle 11 di sera va a trovare Monsieur Aronnax e gli dice: propongo un’escursione interessante, fino’ora avete sempre visitato i fondali alla luce del sole, vi andrebbe di vederli di notte?

“..alcuni arboscelli pietrificati e contorti erano disposti a zig zag e i pesci si alzavano a frotte sotto i nostri piedi come uccelli sorpresi nell’erba alta. il blocco roccioso era crivellato da anfratti impenetrabili, di profonde grotte, di buche insondabili, al cui fondo sentivo muoversi creature di grosse dimensioni. Provavo una scossa al cuore al vedere qualche enorme antenna sbarrarmi il cammino, o qualche orrenda pinza chiudersi con fracasso nelle buie cavità. Nelle tenebre ardevano migliaia di punti luminosi erano gli occhi di immani crostacei nelle loro tane, gamberi giganti ritti come alabardieri  e squassanti le zampe con cigolio di ferraglia. Granchi titanici simili a cannoni a fusto, polpi spaventevoli intreccianti i tentacoli come grovigli di serpenti.

Davanti a quale mondo incognito e fuori del normale mi trovavo… di quale ordine facevano parte quegli articolati, dei quali la roccia era un secondo guscio protettivo, dove aveva trovato la natura della loro vita vegetativa, e da quanti secoli trascorrevano l’esistenza sul fondo dell’oceano.”

Quello che spero è che un giorno, anche lontano, i miei figli e tutti i bambini possano scoprire l’eccitazione di una descrizione fulgida, pregnante, eccellente, preziosa e possano aver voglia di scrivere le loro emozioni, il loro cammino con questo stesso entusiasmo. E se non fosse la scrittura andrebbe bene anche una sana equazione che fa girar la testa o qualsiasi cosa colga a tal punto la loro curiosità che ne siano risucchiati come in un vortice che li fa tirar tardi, li fa innamorare, li fa perdere la testa.

Il sale della vita non passa dalle riduzioni

Vorrei solo che le loro vite fossero piene di quel sale che è semplice amore per la vita, per le creazioni dell’uomo e per la creatura umana. Amore per il vivente, per il bello e per il bene, passione, interesse, voglia.  Lo so, non è poco ma io ci spero.

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Originariamente scritto il 20 agosto 2013

6 Commenti per questo post

  1. Mammamsterdam ha scritto:

    Non lo so. Due anni fa ci ho provato con la mia vecchia copia dell' Ultimo dei Mohicani, per accorgermi che quell' italiano lì per i miei figli è un' altra lingua straniera.

  2. Ludo ha scritto:

    Ho cominciato a leggere alle mie figlie da quando sono nate, oggi leggiamo individualmente ma abbiamo sempre un libro a tre, che leggiamo ad alta voce un po' per una.
    Trovo che leggere permette di volare con la fantasia, di viaggiare e di arricchire il vocabolario, e come diceva il maestro di mia figlia non é importante cosa si legge (anche Stilton), ma leggere.
    Buona estate

  3. fastifloreali ha scritto:

    …..non sò, sono un pò scettica sull'audio libro, preferisco l'antica e sana lettura; sarà che non li ho mai provati?

  4. Heidi ha scritto:

    Si, ci stiamo passando anche noi con le versioni "semplificate" dei classici tipo Piccole donne che, rido per non piangere, sono quattro topine!
    Il fatto è che forse per loro è presto (parlo della mia grande) leggere in toto uno di questi libri, macredo anche che se li leggessero molto più in là non potrebbero appassionarvisi perchè troppo lontani dalla loro realtà e dalle loro esigenze adolescenziali, così ho scelto un classico che no ha avuto riduzioni, semmai qualche versione cinematografica e glie lo sto leggendo io poco alla volta. si tratta di "La Piccola Principessa" di Burnett. La difficoltà è coinvolgere la piccola e così ognittanto intervallo con mie introduzioni facilitate su quello che accade e commenti alle poche figure presenti.

  5. d. ha scritto:

     
     
    Come sai, un argomento che mi sta davvero a cuore.
    A Mammamsterdam vorrei dire che, come per tutto, con i classici è questione di esercizio: io ho una figlia di 10 anni che ha letto (divorato, a volte riletto e poi riletto ancora) moltissimi classici, il novenne un po' meno, ma qualcuno anche lui… il primo libro di quel genere è come la prima lezione di violino o di ginnastica acrobatica, il bambino crede di non farcela. Ma a poco a poco, se si trova il titolo giusto, quello che rapisce proprio il cuore e il cervello di quel bambino, lo sforzo sarà fatto, il secondo sarà un po' meno faticoso e, nel giro di pochi tentativi, si rischia la dipendenza!

  6. lucia ha scritto:

    io sono cresciuta con le fabie di calvino. le ho lette, rilette, e ancora oggi certe situazioni mi ci riportano. fu un regalo quando mi tolsero l appendicite, avevo 9 anni e mezzo. certo, all'epoca il must era il diario di anna frank, c era bisogno di una fuga fantasy:)

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