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bambini e internet

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Avere le idee più chiare su bambini e internet


Scritto il 04 dicembre 2014

bambini e internet

Quando esce un libro che parla di bambini e media non resisto: devo leggerlo. Da esperta di comunicazione digitale sono interessata al rapporto tecnologie/bambini e ho una certa refrattarietà all’entusiasmo che vedo in alcuni genitori e maestri nei confronti della didattica digitale e dell’uso senza limiti di ogni schermo.

Perchè sono scettica?

Semplice: non è detto che perchè i bambini amano la tecnologia quella sia la cosa giusta per loro. I bambini amano più la tastiera della penna perchè la vedono usare agli adulti, perchè richiede meno sforzo (e per questo anche meno forza di volontà) ma non perchè è la cosa giusta. La cosa giusta per un essere umano in evoluzione non è uno schermo (secondo me).

i nuovi bambini - bambini e tecnologiaNon la pensa cosi Paolo Ferri, professore di Teoria e tecniche dei nuovi media della Facoltà di Scienza della Formazione di Milano-Bicocca e il fatto che sia un esperto mi rende la sua opinione interessante e da approfondire. Ecco perchè ho letto il suo ultimo libro, I nuovi bambini, come educare i figli all’uso delle tecnologie senza diffidenze e paure, ed. Bur ecco cosa dice:

  • dovremmo considerare il videogiochi non come una fonte di distrazione ma come una palestra per avvicinare i ragazzi ad un uso più consapevole e maturo delle opportunità offerte dalla tecnologia, oltre che un ottimo esercizio per le strategie di apprendimento

Sarebbe bellissimo fosse cosi, ma mi chiedo: perchè ai ragazzi piace solo stritolare, uccidere e sparare sui videogiochi (almeno i bambini che conosco io sono cosi. Forse frequento famiglie degenerate!).

Secondo me il motivo è che per loro la tecnologia non è un’opportunità di apprendimento, come vorremo noi adulti, è semplicemente un altro modo di giocare, più facile perchè devono sforzarsi meno di inventare qualcosa e dove possono credere di socializzare con mille persone senza sapere neanche cosa vuol dire questa parola.

  • i genitori hanno paura che l’eccesso di tecnologia possa ridurre la socialità dei bambini quando in realtà in ambito digitale il bambino socializza e aiuta il compagno meno competente.

Vero anche questo ma da genitore scettico dico che usare troppa tecnologia riduce le sue competenze analogiche più importanti di quelle digitali in questa fase della vita (e forse sempre). Per esempio: è giusto che i bambini usino un correttore ortografico?

L’intelligenza digitale

D’accordo con Ferri che è utile che i bambini sviluppino un’intelligenza digitale (sul come non è ancora chiaro). Concordo anche sul fatto che i media cognitivi (tablet, pc, internet) non siano media ipnotici come la tv e quindi presuppongano un uso proattivo e maggiore attenzione ma sinceramente non riesco ad essere entusiasta quanto lui.

Mancano dei tasselli…

Credo che ci sia tempo per passare le giornate davanti allo schermo: potranno farlo quando saranno più grandi.

Ora è più importante che facciano quelle cose che solo i bambini possono fare (perchè dovranno lavorare e non ne avranno la voglia): gavettoni, parkour, mille sport, guardare il soffitto, arrampicarsi sugli alberi e prendere le misure con la vita reale fatta di grazie e prego, scambi di sguardi ammiccanti, figuracce, pacche sulle spalle, rutti e scusa ho ruttato e tanto altro…

Questo libro mi ha dato molti spunti validi di riflessione, perchè anche dietro quell’ottimismo si trovano argomentazioni valide e di un certo spessore. Lo consiglio a tutte le persone che come me hanno bisogno di avere le idee più chiare su bambini e internet,  e anche eventualmente di scoprire che non sono d’accordo con l’autore.

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come far amare la lettura ai bambini

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Come far leggere i bambini


Scritto il 04 novembre 2014

Mio figlio Zeno di 10 anni non ha ancora scoperto il piacere della lettura.
Lo lascio stare, non insisto, perchè lo so poi come va a finire… l’ho scoperto con il primo figlio che ora ha 12 anni e frequenta la scuola steineriana.

come far amare la lettura ai bambini
I bambini non vanno obbligati a leggere

Imparare a leggere e a scrivere troppo presto vuol dire bruciare una tappa evolutiva. Risultato? Loro si adeguano e imparano tutto poi,appena possono, rigettano tutto e cominciano ad odiare la scuola ed essere svogliati.
Se a 6 anni devono già leggere per compito (perchè lo dicono i grandi) quando ne hanno 12 semplicemente si rifiutano di aprire un libro. Basta guardare i ragazzi delle medie! I bambini lasciati in pace i libri li guardano eccome, e poi quando cominciano a stufarsi di guardare le immagini si sforzano di leggere.

Nella scuola steineriana si fa tutto lentamente

Si va scuola a 7 anni, ci si mette un sacco per imparare a scrivere (perchè le lettere vengono introdotte con una storia che dura tutto l’anno dove ogni lettera è un personaggio con caratteristiche particolari, un umore, un carattere, prima o poi dovrei raccontarvi anche questo eh?) e quindi in terza elementare a volte ancora si legge male. Certo si fanno leggere piccole storie, nella classe di Zeno la maestra ha chiesto che ogni genitore scegliesse una storiella particolarmente bella e poi ha rilegato un libricino che ha donato per le vacanze.

Alcuni bambini imparano presto altri ci mettono di più. Nessuno giudica, qualche genitore si lamenta. I maestri tengono duro e dicono: aspettate, date tempo, poi vedrete.

Ed è vero, hanno ragione. Quando meno te lo aspetti tu genitore, tuo figlio avrà iniziato a leggere e a quel punto non smetterà più. Troverai libri ovunque, figli che chiedono per favore di accompagnarli in biblioteca… fino al punto in cui sarai costretta a dire: basta leggere, và a fare una partita a pallone no? I fratelli minori si lamenteranno perchè i grandi leggono ore e non giocano più.

I bambini sono entrati nel magico mondo della lettura con le loro gambe. Cioè al momento giusto.

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bambini a letto presto senza capricci - vivere semplice

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Bambini a letto presto e senza capricci: come?


Scritto il 21 ottobre 2014

bambini a letto presto senza capricci - vivere semplice

Ci sono bambini che fanno un sacco di storie di andare a dormire, ci mettono un’ora per addormentarsi o esigono che si rimanga al loro capezzale a raccontare favole e cantare canzoni finché non crollano privi di sensi. Di solito questi bimbi hanno dei genitori inesperti, poco strategici o semplicemente poco organizzati.

Altri invece hanno delle vere difficoltà di addormentamento, soffrono di qualche disturbo che gli impedisce di abbandonarsi naturalmente al sonno e quindi dormono poco e male. Questi bimbi hanno magari qualche problema di salute legato alla digestione o al metabolismo.

I bimbi che vanno a letto presto e senza capricci esistono, sono quelli della terza specie.

Sono bimbi sereni, che tendono ad avere un comportamento funzionale perchè hanno uno stile di vita sano, dei ritmi tranquilli e più umani e dei genitori che hanno pensato a come affrontare questo delicato momento (prevenire invece di curare è moooolto più semplice). Genitori, che magari consigliati da altri genitori, hanno preparato qualcosa di speciale per l’addormentamento, una routine semplice che funziona per mandare a letto presto e senza capricci i propri bambini. Ecco quella che abbiamo inventato noi:

Ogni bambino è un bambino diverso

La routine del sonno è un strategia che inizia nei primi mesi di vita. Ogni bambino è diverso, lo sappiamo bene, ma in generale si puo’ dire che il bambino ha bisogno di

  • calore
  • contatto
  • ritmo
  • predittibilità

Se avete figli più grandi potete cercare di intervenire mettendo ritmo e quiete là dove sono state prese delle cattive abitudini che ora ci rendono impossibile la vita. Ne parlo qui

Allora calore, ecco che una bella copertina di lana stretta intorno al corpicino (quasi come una fasciatura che crea il contatto che riproduce l’utero materno), possibilmente una cuffietta in testa almeno i primi mesi perchè la fontanella aperta è una grande fonte di disagio per i piccoli e un piccolo dondolio sono sufficienti al neonato. Se c’è anche una ninna nanna lenta, ritmata, senza parole, possibilmente semplice, pentatonica, il piccolo riconosce la melodia e questo lo aiuta ancora di più.
Condizioni: stesso luogo, stessa ora, stessa luce soffusa, no alert e notifiche vibranti dal cellulare fintamente spento, no musichette, no imprevisti.

Se avete più figli

Se avete più figli di età ravvicinata il letto a castello è perfetto, perchè potete metterli a nanna insieme, il più grande sopra e il più piccolo sotto. Potete lasciare un po’ d’autonomia in più al grandicello mettendogli una lucina per sfogliare un libro se questo gli piace oppure al contrario addormentare prima il piccolo sopra e lasciare al piu grandicello lo spazio basso in modo che sia più autonomo. Noi abbiamo scelto la prima opzione perchè quando avevano 1 e 3 anni andavano a dormire insieme e questa routine è rimasta fino ad oggi che ne hanno 12 e 14.

Cura dell’ambiente

La cura estrema dell’ambiente esterno non sarà necessario per sempre ma i primi mesi è fondamentale.

Al bimbo serve un momento di incontro esclusivo con mamma o papà, un momento dove anche il pensiero è li, non solo i movimenti. Essere interiormente li al 100%: questo fa la differenza. Se ti distrai anche solo un momento per pensare che hai le zucchine sul fuoco allora salta tutto. Basta un battito d’ali del tuo cuore, il respiro che cambia ritmo, perchè il bambino si accorga che stai pensando ad altro e richiami la tua attenzione ancora e ancora.

Più ci sei al 100% e più lui saprà abbandonarsi nelle tue mani. E se inizi cosi a 1 mese di vita, a 1 giorno di vita, allora sarà tutto in discesa.

Andare a letto presto è un bisogno dei bambini

Qui vi racconto che i miei figli di 12, 10 e 4 anni vanno a letto alle 8,30 da sempre. Ora il grande legge fino alle 9 lassù, al terzo piano del letto a castello, e il secondo dice: voglio dormire, non puoi spegnere? Ma cosa avrai di cosi importante da leggere… Lui non lo sa che presto scoprirà l’acqua calda.

Zeno, il povero figlio di mezzo non ha ancora scoperto il piacere della lettura, ed io lo lascio stare, non insisto, perchè lo so poi come va a finire…

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La riscossa di Geronimo Stilton

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La riscossa di Geronimo Stilton


Scritto il 20 agosto 2013

A che età avete letto il vostro primo libro? Io ho cominciato tardissimo, forse avevo 16 anni. A casa mia giravano solo libri di barzellette e di ricette. E il giornale per fortuna ce lo faceva leggere la prof di italiano alle medie… Ecco perchè ce l’ho tanto con i libri…

Piena estate: vado in giro per casa con la ramazza, le cuffie e il lettore mp3 in tasca, ascoltandomi bellamente un audiolibro senza curarmi dei bambini che fanno le loro cose sparsi un po’ ovunque.
Cosa acolti mamma? Ventimila leghe sotto i mari.
Ah, lo conosco io quel libro, l’ho letto.
L’hai letto? E quando? 
L’ho preso in biblioteca non ti ricordi mamma? Quello di Geronimo Stilton

Mi è montata una rabbia!! Avrei voluto spiegargli che le riduzioni dei classici ad opera dei vari Geronimo e company non possono essere altro che  robaccia che farebbe ribaltare nella tomba il povero Verne e tutti quelli che hanno posato le basi della letteratura mondiale.

Anche se non l’ho letto, s’intende, il capolavoro di Stilton e parlo davvero per pregiudizio.

Subito dopo ho pensato che forse non è cosi male che mio figlio pensi di averlo letto davvero il capolavoro, perchè prima o poi gli verrà voglia di leggerne altri, e a quel punto è possibile che capisca la differenza.

Ho continuato l’audioascolto, vergognandomi anche un po’ di aver da ascoltarlo, il libro, invece che da leggerlo. Ma visti i progressi della tecnologia perchè non approfittarne almeno un po? (se qualcun altro ne vuole approfittare qui (ho corretto il link che non funzionava) c’è il link per scaricare questo e molto altro)

La letteratura di qualità

La storia delle avventure a bordo del Nautilus più o meno la conoscono tutti, ma non smetto di rimanere a bocca aperte, incantata di fronte alle descrizioni di cui è pieno questo avvincente libro.

Provate ad immaginare un fondale marino, il più incredibile e fantasioso (facciamo le rovine sommerse di Atlantide, che gia di per se solletica l’immaginazione di chiunque un minimo visionario) e poi provate a descriverle. O provate a chiedere ai vostri figli di farlo, poi leggete questa descrizione che mi sono presa la briga di riportarvi qui sotto, e avrete la misura del perchè la letteratura di qualità si chiama cosi.

E’ solo l’evocazione delle sensazioni, solo il solletico che ti viene sotto la lingua, dentro le orecchie, la voglia di essere li a provare quelle stesse emozioni che fa di un libro un buon libro, non c’è altro, non c’è altro…

Il capitano Nemo alle 11 di sera va a trovare Monsieur Aronnax e gli dice: propongo un’escursione interessante, fino’ora avete sempre visitato i fondali alla luce del sole, vi andrebbe di vederli di notte?

“..alcuni arboscelli pietrificati e contorti erano disposti a zig zag e i pesci si alzavano a frotte sotto i nostri piedi come uccelli sorpresi nell’erba alta. il blocco roccioso era crivellato da anfratti impenetrabili, di profonde grotte, di buche insondabili, al cui fondo sentivo muoversi creature di grosse dimensioni. Provavo una scossa al cuore al vedere qualche enorme antenna sbarrarmi il cammino, o qualche orrenda pinza chiudersi con fracasso nelle buie cavità. Nelle tenebre ardevano migliaia di punti luminosi erano gli occhi di immani crostacei nelle loro tane, gamberi giganti ritti come alabardieri  e squassanti le zampe con cigolio di ferraglia. Granchi titanici simili a cannoni a fusto, polpi spaventevoli intreccianti i tentacoli come grovigli di serpenti.

Davanti a quale mondo incognito e fuori del normale mi trovavo… di quale ordine facevano parte quegli articolati, dei quali la roccia era un secondo guscio protettivo, dove aveva trovato la natura della loro vita vegetativa, e da quanti secoli trascorrevano l’esistenza sul fondo dell’oceano.”

Quello che spero è che un giorno, anche lontano, i miei figli e tutti i bambini possano scoprire l’eccitazione di una descrizione fulgida, pregnante, eccellente, preziosa e possano aver voglia di scrivere le loro emozioni, il loro cammino con questo stesso entusiasmo. E se non fosse la scrittura andrebbe bene anche una sana equazione che fa girar la testa o qualsiasi cosa colga a tal punto la loro curiosità che ne siano risucchiati come in un vortice che li fa tirar tardi, li fa innamorare, li fa perdere la testa.

Il sale della vita non passa dalle riduzioni

Vorrei solo che le loro vite fossero piene di quel sale che è semplice amore per la vita, per le creazioni dell’uomo e per la creatura umana. Amore per il vivente, per il bello e per il bene, passione, interesse, voglia.  Lo so, non è poco ma io ci spero.

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Il genitore perdente

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Il genitore perdente


Scritto il 12 luglio 2013

vivere semplice

Ho iniziato a leggere l’ennesimo saggio sull’infanzia, con la piena consapevolezza che dovrei fare altro invece di occuparmi sempre di bambini. Ma ormai questa mia fissazione ha perso i connotati personali (di madre voglio dire) ed è diventata una vera e propria passione. La cosa bella è che anche questa volta sono grata di averlo letto, perchè ho imparato molto e ho acuito meglio la vista:

Media e corporation praticano una sistematica e subdola disinformazione tesa a banalizzare e sminuire le paure dei genitori in funzione dei propri interessi.

Per dirla in parole povere: se sei un genitore o un maestro che si preoccupa di quanti videogame usano al giorno o di quante bibite gassate bevono alla settimana allora sei uno pieno di paure e di ansie. Se cerchi di dissuadere i tuoi figli a vestirsi con le marche da testa a piedi sei un paranoico rompiballe. Uno di quei genitori che nessuno vorrebbe avere. Un perdente!

L’invenzione del genitore asfissiante

Il sistema ha negli anni costruito un modello di genitore responsabile da odiare ed evitare, in modo da poter manipolare indisturbati  le vulnerabili emozioni dei bambini a scopo commerciale. Un esempio? In California dopo anni di battaglie era stata approvata una legge che proibiva di abbinare giocattoli in regalo con gli alimenti, minando il potere degli happy meal di Mc Donald e compagnia. Risultato? La legge non è passata perchè un vasto gruppo di genitori vi si è opposta in nome della libertà. Decidiamo noi – hanno affermato – cosa vogliamo comprare ai nostri figli, non potete imporre veti!

Si tratta di strategie cosi subdole da ingannare i genitori stessi, ancora prima dei bambini.

Vi sembro esagerata? Ne parla in modo accurato e realistico Joel Bakan, l’autore di Assalto all’infanzia L’autore è lo stesso del famoso documentario The corporation uscito per Fandango nel 2004.

assalto all'infanzia

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Nel gioco c’è il rispetto per la vita

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Nel gioco c’è il rispetto per la vita


Scritto il 02 ottobre 2012

Ho scoperto un libro bellissimo Earthways, simple environmental activities for young children edito da Gryphon House, inesistente in Italia:  90 giochi e attività semplici attività stagionali e legate alla natura da proporre ai bambini piccoli. Un piccolo tesoro.

earthways, simple environmental activities for young children - attività per bambini legate alla natura e al rispetto per la terra

L’obiettivo principale è incoraggiare i bambini a relazionarsi congli elementi costitutivi della vita: terra, fuoco, aria e acqua per sviluppare il rispetto della natura e delle creature viventi. Un rispetto per niente scontato, anche tra le famiglie attente e consapevoli.

L’uomo può scegliere se prendersi cura della terra permettendo che dia i suoi frutti oppure avere un atteggiamento di dominio e di superiorità che lo pone in grande pericolo. Perchè senza terra l’uomo non ha un posto dove vivere. Le attività che lo connettono con questa consapevolezza non sono altro che i prototipi di quello che da grande diventerà un sentimento di ecologia e rispetto per la vita che lo renderà un essere umano migliore.

lorenzo pedro gioca con i sassi

Quasi tutti i bambini hanno molta immaginazione

Spesso i bambini piccoli (fino a 6-7 anni) sono dotati di fervida immaginazione. Per loro giocare è un vero e proprio lavoro e attraverso il gioco imparano molto del mondo e di come relazionarsi con esso.  Noi adulti possiamo certo incoraggiare questa attitudine all’esplorazione mettendo a disposizione dei bambini giochi e materiali che possono evolversi insieme a loro.

Perchè proprio il sasso, la pigna,  la conchiglia…

Un cesto di pietre può essere usato per costruire un muro o una strada, le pietre possono essere mescolate in una zuppa nel gioco della cucina, possono essere usate come monete di scambio nel gioco del negozio, possono essere portate in giro su un autobus immaginario come fossero passeggeri, possono essere usate per qualsiasi necessità le circostanze del gioco richiedano. Il valore aggiunto è che si tratta di oggetti veri, pensati dalla terra per l’uomo.

fare un vulcano vero sulla sabbia? si puo’.

Oggetti difficili da rompere, unici, ognuno con il suo colore e forma, oggetti piacevoli da tenere in mano e da guardare. Queste sensazioni legate al vero sono chiare se si pensa al contrario ad oggetti progettati a tavolino, passati dall’approvazione del marketing vede in essi solo oggetti di lucro, usciti da una fabbrica chissà dove nel mondo, alcuni di questi anche imbevuti di coloranti magari tossici proibiti dalle leggi del primo mondo insomma.. non per essere esagerati però questa è la verità: cosa c’è di più green/local/politically correct/ di un sasso, una pigna, una conchiglia?

Il senso della verità

Alcuni di voi penseranno: figurati cosa gliene frega ad un bambino di questi concetti… certo che no. Ma questo è il nostro modo per instillare un senso di verità e apprezzamento per il bello e il buono, che da grande si trasformerà in gratitudine per la terra che alla lunga darà vita ad un essere umano che rispetta gli altri, la natura e se stesso. Non è un dettaglio. E’ un tassello del mosaico educativo nel quale ci riconosciamo.

zeno e la barca di legno e stoffa

Alcuni bambini no…..

Il problema è che non tutti i bambini hanno una fervida immaginazione. Se non sono stati abituati  a giocare con materiali  semplici la loro immaginazione creativa non è stata stimolata, nutrita e questi bambini hanno difficoltà ad aprirsi al gioco libero.

Quando un bambino ha passato tutti i suoi pomeriggi davanti alla tele e tutte le sue mattina all’asilo a riempire forme prestampate senza fare delle vere esperienza del colore la passività si insinua come deterrente inimmaginabile e lascia una traccia indelebile.

Spesso si sente dire dai genitori: Beh, cosa cambia, il legno è solo più bello esteticamente, e fa più piacere per i genitori circondarsi di cose carine… ma i bambini preferiscono la plastica…

In realtà i bambini che hanno poca fantasia a volte sono attratti da altre cose, come il movimento (arrampicarsi sugli alberi o saltare sul letto) oppure giocare con le cose vive (e questo ha risposto a molti dei miei interrogativi) come  l’acqua e il fuoco.

Leggi anche

A proposito di cose vive leggi: accendere il fuoco con i bambini e Bambini con le mani in pasta la recensione di un prezioso libro degli anni 70 sull’uso dei materiali naturali (legno, creta e colori) nella scuola dell’Infanzia Preparazione del Natale e più in generale le attività stagionali e i giochi legati al ciclo dell’anno come Giochi d’autunno e Riti d’inverno.

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Germogli: rivista per famiglie

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Germogli: rivista per famiglie


Scritto il 05 aprile 2011


E’ uscita da pochi mesi Germogli, la nuova rivista per le famiglie, ispirata alla pedagogia steineriana.
Il primo numero è composto da due parti: la rivista che è una raccolta di articoli sulla vita delle scuole steineriane, esperienze di maestri ed ex alunni e approfondimenti su vari temi cari alle famiglie, mentre la seconda parte è una storia a puntate per bambini (dai 9 anni in su) che ho trovato davvero geniale.
L’autrice, Giovanna Chiantelli, gia autrice di parecchi racconti per bambini e ragazzi e insegnante presso il corso di formazione antroposofico ad indirizzo pedagogico della scuola Cometa di Milano, ha avuto un’idea geniale: proporre un racconto a puntate che sia calato nella magia e nella bellezza tipica delle ambientazioni fiabesche della tradizione steineriana ma che portasse contenuti del mondo di oggi, quello in cui vivono e che hanno tanta curiosità di conoscere meglio i nostri bambini.
Non è detto insomma che una storia, per nutrire l’animo del bambino, debba essere per forza ambientata in un’epoca lontana, ma è possibile che con il giusto modo, il giusto linguaggio e la giusta attenzione si possa compiere anche questo piccolo miracolo. Totalmente riuscito.

Se anche avete bimbi più piccoli vi consiglio di acquistare la rivista e metterla da parte, per quanto i vostri bambini saranno in grado di apprezzare Le tre dame.
Per sapere dove trovarla rivolgetevi alla casa editrice Aedel Edizioni

Per conoscere meglio Giovanna Chiantelli leggi questo suo artico sul disegno di forme

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