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portare i bambini - vivere semplice

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I benefici del portare i bambini: quando, come, perchè


Scritto il 27 giugno 2014

Portare i bambini -  vivere semplice

Perchè quando nasce un bambino tutti si affrettano a dare consigli, suggerimenti, ricette, soluzioni? Semplice: tutti credono che la mamma sia sprovveduta ed inesperta. Ma siamo sicuri che sia davvero cosi?

I consigli degli altri

Lascialo piangere, prende il vizio, non è fame quella, latte ogni tre ore, fallo dormire in cameretta da solo al buio, non lo cullare, non cantare per lui, se lo prendi ogni volta che frigna non te lo scolli più e bla bla bla. Invece di seguire il suo instinto la mamma stordita e sempre più confusa comincia a sentirsi davvero insicura.

Sta bene solo quando è in braccio: chissà perchè!

Se te ne sei accorta è segno che il fatto semplice e naturale che i bambini stiano bene tra le braccia di mamma e papà non ti lascia indifferente. Certo è fatica! E tu lo coccoli, lo allatti, lo cambi e per te nemmeno un minuto, una doccia, un pasto caldo, una dormita, un caffè con la tua amica che forse già ha dimenticato il tuo numero. Ma sai che non durerà per sempre, lo sai!

Quando finalmente si è addormentato senti un vuoto, come una solitudine, una piccola tristezza che ti avvolge.
Strano, non dovresti sentirti liberata?

portare i bambini - vivere semplice

Seguire il proprio istinto

Alcune di noi non osano  neanche ammetterlo ma si terrebbero il bambino  in braccio sempre… non sono loro quelle strane, perchè si fa da quando esistono le madri… una volta era prassi oggi si chiama “genitorialità ad alto contatto” o babywearing.

Babywearing (portare i bambini) significa letteralmente indossare i bambini, insomma portarli addosso con il sostegno di una fascia o altro supporto porta bebè. Ergonomico veramente sia chiaro, che rispetti cioè la fisiologia del neonato e del bambino più grande e non spezzi per sempre la schiena di chi lo porta.

I bambini portati vedono soddisfatti in un solo gesto tutti i loro bisogni / riflessi primari, quelli che sono necessari alla sopravvivenza stessa (prensione palmare, suzione, calore, protezione).

Il nutrimento, il calore, il contenimento, la presenza “filtro” della mamma, essere con lei sempre e uscire nel mondo gradualmente, senza traumi, dopo aver lasciato che lo sviluppo delle risorse necessarie ad affrontare il mondo sia completato in armonia e serenità.

 

Le madri portatrici non sono schiave, sono regine.
E anche i papà

Portare i bambini -  vivere sempliceLe mamme portatrici imparano ad ascoltare il loro bambino, a interpretarne i segnali e a comunicare con lui in modo profondo, hanno le braccia libere per fare molte cose mentre il bebè se la dorme sulla loro pancia. Riscoprono in una parola la loro competenza che ora può essere ascoltata e seguita perché è la giusta risposta ad ogni domanda… e questo genera un circolo virtuoso in barba a tutti i bla bla bla!

L’antichissima pratica del portare i bambini cresce e si modifica mentre il bambino sviluppa le sue competenze motorie, emotive, relazionali e aumenta in lui la curiosità nei confronti del mondo, accompagnandolo gradualmente verso la sua strada.

Questo non è un post sponsorizzato, non è una pubblicità. Voglio presentarvi la mia cara amica Marika Cazzaniga (la trovi su FB) consulente del portare®  certificata presso la Scuola del portare®. Se cercate una persona a Roma che possa aiutarvi rivolgetevi a lei: 347.9431937 marika.cazzaniga at gmail.com

Per cercare consulenti in giro per l’Italia consultate la scuoladelportare

Portare i bambini -  vivere semplice

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Il tempo di fare la maestra

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Il tempo di fare la maestra


Scritto il 21 febbraio 2013

Dopo varie strade percorse nella vita mi trovo finalmente dove devo stare: in un asilo con bambini dagli zero ai tre anni e due maestre in un bellissimo spazio nel quartiere che mi ha accolto al mio arrivo a Roma, San Lorenzo.

L'età dei bambini la dice lunga: come ben sapete è nei primi tre anni che si fanno i giochi o i danni peggiori, a seconda di come la vedete. E' un'età in cui i bambini sono aperti al mondo e plasmabili al massimo da ciò che trovano intorno a loro. Potremmo far di loro ciò che vogliamo, potremmo insegnargli a leggere e lo farebbero, potremmo raccontargli la storia del mondo dalla creazione ai giorni nostri e ascolterebbero interessati, potremmo anche dargli premi e punizioni e loro si adeguerebbero. Potremmo insomma premerli fino a farli diventare tutti dei piccoli geni, ma qui si fa ben altro.

courtesy of tarastots.com

Qui non si spreme nulla anzi si salvaguarda il più possibile. Si lascia il tempo per fare. I bambini cosi piccoli sono di una chiarezza che ti lascia inerme. Loro sanno benissimo ciò di cui hanno bisogno e se li lasci in pace mettono in atto tutta la loro volontà per andare incontro a chi sono veramente. Hanno un sacco di cose di dirci (senza parole) e bisogna vedere se noi le sappiamo ascoltare. Ci parlano diritto al cuore, i loro sguardi e i loro atteggiamenti ci dicono esattamente se quello che stiamo facendo è bene per loro oppure se è frutto del nostro ego, rumore di fondo per loro.

Non so per quanto tempo durerà questa meravigliosa esperienza, in ogni caso il dono più grande che sto ricevendo è proprio questo: poter stare accanto a bambini con i quali non sono cosi emotivamente coinvolta come con i miei figli,  per capire a fondo il linguaggio dei bambini piccoli, cosa che con i tuoi figli non riesci davvero a fare fino in fondo, coinvolta e obnubilata da aspettative, paure e sovrastrutture.

courtesy of pinterest

Occorre farsi trasparenti, saper intervenire il minimo indispensabile per mettere o togliere quello che serve a facilitare il loro gioco e sottrarre giudizio, aspettative, ambizione. Scaldare dove c'è uno spavento preso o una frustrazione, consolare dove un bimbo ha ricevuto uno sgarbo da un altro, stare accanto al bimbo che piange perchè vuole la mamma senza distrarlo da quello che lui in quel momento deve e vuole provare, la mancanza lecita, necessaria.

courtesy of pinterest

Siamo qui per aiutare i bambini a provare i sentimenti che devo provare per diventare Esseri Umani dotati di compassione e capaci di amare. Se siamo disarmate e fiduciose allora avviene una magia, un'alchimia che si rinnova ogni giorno e che nutre la mia anima come non mi succedeva in ambito lavorativo da più di mille anni.

E' un privilegio poter passare del tempo con esseri umani che non subiscono ancora  il predominio della ragione e che possono per questo attingere ad altre e più potenti forze dell'essere. E' una fortuna aver avuto il coraggio di fare questo passo avanti e di accogliere la sfida di una cara carissima amica e  vivere questa esperienza di maestra. Dico maestra e non educatrice e non operatrice dopo averci ben pensato.

courtesy of pinterest

fonte immagini: PInterest

Essere qui con questi bambini non è solo un fatto di accudimento ma è proprio un prendersi cura della propria anima attraverso l'incontro cosi diretto con esseri umani cosi freschi di arrivo sulla Terra. Se lo sai cogliere si vede benissimo che hanno ancora molto di divino e pochissimo di terreno, lo si nota perchè sorridono di fronte alle nostre piccolezze e si dispiacciono dei nostri affanni, probabilmente a volte ci considerano dei marziani, impegnati come siamo nelle inezie.

Mi sento una maestra perchè lo voglio celebrare questo incontro, ai più alti livelli, dovrei dirmi cultrice della materia, ancor meglio. E perchè voglio, prometto e spero di essere semplicemente un essere umano degno di essere imitato, che sa farsi strumento, mettere da parte le sue idee preconcette e mettersi in gioco, muoversi come una piuma ed essere angelo custode, sapersi commuovere, sbagliare e meravigliare, saper tenere in alta considerazione la dignità del bambino piccolo.

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L’asilo nido ideale di Vivere semplice


Scritto il 06 agosto 2010

Se abitate a Roma e in particolare a Roma Nord zona Cassia-Corso Francia, e avete un cucciolo da lasciare ad amorevoli cure per alcune ore al giorno questo fa per voi. Ve lo descrivo a modo mio perchè conosco benissimo le maestre, il posto e tutto. Sono amiche da anni e compagne del corso di formazione per maestre di asilo nido della scuola steineriana che ho frequentato qualche anno fa.

Tutti giù per terra è un nido familiare:  un luogo dove la cura, l’attenzione, l’ascolto, il rispetto e  i toni quieti sono il pane quotidiano.
Una casa vera, abitata da una mamma e un bambino di 8 anni che frequenta la scuola steineriana. L’arredamento ha tinte tenui,  è appartamento a pian terreno con il parquet naturale, un enorme giardino pavimentato con alberi grandi, una piccola foresta di bambu, una falegnameria, un piccolo orto, l’angoletto dove abita la tartaruga e la sabbier, insomma il sogno di ogni piccoletto  L’asilo è aperto dalle ore 8 alle ore 15 e accoglie bambini da 10 mesi ai 3 anni.

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Per lasciare al bambino spazio, silenzio, qualità del tempo e delle attività, saranno svolte le consuente attività tipiche di una vera casa, intervallate dalla cura delle autonomie (vasino, allacciarsi le scarpe, lavarsi le manine per prepararsi al pranzo, mangiare da soli ecc..) nel rispetto dei loro tempi, senza MAI MAI MAI mettere fretta, ma anzi curando i dettagli e ogni singolo aspetto dell’invidualità.

Il cibo è strettamente biologico e cucinato nel rispetto di uno svezzamento lento con la rotazione settimanale dei cereali, la nanna  è un momento sacro e scadenzato da una routine di canzoncine e ritornelli che abitueranno i piccoli al riposo senza problemi, il gioco sarà impreziosito da oggetti di qualità e pensati proprio per quell’età (la mia amica paola-fonte-inesauribile-di-idee prima di questo progetto di asilo ha per qualche anno messo in piedi un’attività di creazione di giocattoli di legno-stoffa e altri materiali in linea con le teorie pedagogiche steineriane…,.

Chi è interessato intanto vada a darsi un’occhiata a a TUTTI GIU PER TERRA  e  all’Associazione Semi di Futuro che si occupa anche di svolgere consulenze familiari e aiutare le famiglie che incontrano qualche difficoltà nella crescita dei loro bambini.

Per altre info più personali scrivetemi altrimenti chiamate direttamente Paola.
Per info Paola Capitini 3392125280

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La dignità del bambino piccolo


Scritto il 02 febbraio 2010

Michaela Glokler pediatra tedesca antroposofa autrice di una delle bibbie sul bambino piccolo, La salute del bambino di cui ho parlato qui, ha tenuto recentemente un ciclo di conferenze sul bambino piccolo di cui sono state pubblicate delle dispense (difficili da reperire ma se vi interessa conosco chi le distribuisce, Silvana Motta silvanamotta@gmail. com ) dal titolo: La dignità del bambino piccolo.  

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Quello del bambino piccolo è un argomento infinito, che si può analizzare da vari punti di vista.  L'autrice è una voce fuori dal coro rispetto al punto di vista steineriano, visto che sostiene la diffusione  degli asili nidi  (fino a pochi anni fa, per motivi comunque sensati e pregni di significato, il bambino era accolto nelle scuola steiner a partire dai 3 anni. Ora si comincia a prendere in considerazione sempre più il cambiamento di bisogni sociali e venire incontro alle esigenze delle mamme che devono o vogliono tornare al lavoro prima del compimento dei 3 anni).

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Adulti: esseri umani degni di essere imitati


Scritto il 13 ottobre 2006

settembre2005Fare il meglio per loro, facile a dirsi, ma che cos’è davvero il meglio per loro?
Amore, comprensione, attenzione e tempo.
I bambini hanno bisogno SOLO di questo. Forse.
Tuttavia crescere i figli è difficile, richiede pazienza, stabilità emotiva, idee chiare e una grandissima forza di volontà. Per noi leggere, studiare, parlare e confrontarci con altri genitori è servito a farci un’idea su quello che volevamo fare e non fare per essere i genitori che abbiamo scelto di essere.

Insegnare o educare? Le parole che usiamo

Insegnare (da in + signum)  vuol dire segnare, esprimere, fissare un signumun marchio, mostrare una via, ammaestrare. Secondo questa visione il bambino è concepito come una tabula rasa, un foglio bianco da riempire con giochi, passatempi e più avanti con concetti, idee, attività.

Educare (da e + ducere) vuol dire condurre, trarre fuori l’uomo dai difetti originali della rozza natura, ma anche tirar fuori dall’uomo gli abiti di moralità e buona creanza già insiti in se stesso. Questo approccio vede l’uomo come un essere dotato di un sapere che proviene da lontano, di un’intelligenza intuitiva.

L’adulto che si accosta al bambino con questa consapevolezza che può educare piuttosto che insegnare, ha la possibilità di attingere al sapere e di valorizzarlo fino a dare al bambino gli strumenti per riconoscere e usare il suo naturale sapere nel modo migliore per sè e gli altri.

L’importanza del gioco

capricciCosa c’entra questo con il gioco? Moltissimo. Abbiamo capito che il gioco non è una semplice attività psicomotoria. Per il bambino piccolo giocare è conoscere, fare, lavorare, vivere senza mai stancarsi. Andando avanti con gli anni ed entrando nella scuola il bambino scopre che lì non si gioca più e che il suo lavoro è quello di imparare le cose.

Lo studio viene quindi vissuto come opposto al gioco. Inoltre fuori dalla scuola, la tv ha quasi completamente sostituito il gioco quindi il bambino perde progressivamente la capacità di inventare i suoi giochi, di giocare con niente, cosa che in passato veniva coltivata come attività spontanea e naturale. Il gioco rafforza la volontà e l’equilibrio, sviluppa la capacità di cooperazione e di solidarietà tra bambini dando loro la possibilità di esercitarsi nelle dinamiche sociali che incontreranno quando saranno più grandi.

giocare con i legni

A proposito dei giocattoli: sono il barometro della nostra cultura. I giocattoli che diamo ai nostri figli indicano il grado delle nostre aspettative verso di loro e la considerazione che abbiamo per l’infanzia in generale. (lo sapevate che Barbie è stata creata nel 1959 da un tal signor Ruth Handler che l’ha copiata da una bambola di plastica tedesca per giochi erotici maschili?… e ora quelli della Mattel sono spiazzati perchè le Bratz, nuova generazione di bambole apparsa nel 2001 sono cosi sexy, disinibite e fanatiche della moda da far sembrare Barbie una suorina d’altri tempi!!. Inoltre il target di riferimento per Barbie era in origine 9-12 anni mentre oggi si è abbassato a 3-7 anni. Il fenomeno gia molto conosciuto in America come Kgoy (kids getting older younder) è gia arrivato anche qui, ma questo è un altro discorso

I nostri figli imitano proprio noi

Sappiamo che i bambini piccoli vivono nell’imitazione e imparano tutto ciò che sanno in questo modo. Ma cosa imitano? Ciò che si muove e agisce intorno a loro. La tv,  se quella sarà la loro abituale babysitter, i coetanei, i genitori. Questo è il motivo per cui, intuitivamente ogni genitore sa che è importante l’ambiente che circonda il bambino ed è fondamentale che sia popolato da individui che siano un valido modello da imitare.

A questo punto il mondo si divide in due: ci sono genitori che cercano di passare più tempo possibile insieme ai propri figli perchè sanno di essere un modello per loro e stanno lavorando per diventare un modello almeno decente e ci sono genitori che non hanno la consapevolezza del loro ruolo o non si sentono in grado di esperire questa responsabilità e vi si sottraggono con le scuse più ragionevoli, come il sovraccarico di lavoro, mancanza di tempo ecc…
Io non sono qui per giudicare nessuno, sto solo cercando di descrivere la realtà che vedo.

Oggi come oggi è molto facile lasciare i bambini in buone mani: le babysitter anche brave abbondano, ci sono ludoteche molto carine, ed poi c’e’ sempre la tv con un’offerta di cartoni animati molto intelligenti, documentari imperdibili ecc.. ma quanta importanza diamo all’ambiente in cui immergiamo i nostri figli? Se loro nei primi 3 anni di vita imitano cio’ che li circonda.. siamo consapevoli della qualità di ciò che gli proponiamo?

I nostri strumenti educativi siamo noi

Un valido aiuto ci è arrivato dal punto di vista antroposofico. In sintesi si tratta di questo: dovremmo avere piena consapevolezza del fatto che ogni nostro gesto o attività COSTITUISCE IN SE’ IL MODO IN CUI STIAMO EDUCANDO I NOSTRI FIGLI. Il modo in cui facciamo ogni cosa durante la giornata (dalla forza con cui impastiamo il pane alla noncuranza con cui ci laviamo i denti) riflette la nostra personalità e quello è il nostro strumento educativo.

giocare con tutto

Con il nostro fare, con lo stato d’animo che alberga dentro di noi e con i sentimenti che viviamo (espressi o inespressi che siano) trasmettiamo al bambino un modello da imitare. Sta a noi decidere cosa proporre.

Il nostro obiettivo? Porre le basi per la salute del corpo e dell’anima dei nostri figli. Dargli fiducia in se stesso e nel mondo circostante, farli sentire a loro volta esseri umani degni di essere imitati. Tutto qui.

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