Disturbi della coordinazione motoria e del linguaggio - Vivere semplice

Disturbi della coordinazione motoria e del linguaggio

Imparare a muoversi

Secondo il metodo steineriano alcuni disturbi sempre più diffusi nei bambini nascono da un disorientamento spaziale dovuto alla mancata conquista della propria corporeità (comprese le difficoltà di apprendimento e attenzione).

Cosa significa questo? I bambini non sanno usare con destrezza il proprio corpo perchè non hanno percorso le tappe dello sviluppo psico-motorio e sensoriale in modo appropriato oppure perchè non hanno una corretta lateralizzazione.

Il bambino delle elementari per esempio fatica a distinguere la destra dalla sinistra (orientamento), si muove poco, non ha forze (ipotonia) e non sa impugnare bene la forchetta (motricità fine).

Come tutor al servizio dei bambini ho approfondito le mie conoscenze con una specifica formazione steineriana dove ho acquisito ulteriori strumenti di aiuto e sostegno.

Si tratta delle fondamenta per uno sviluppo sano del bambino, di cui si parla raramente forse perchè viene data per scontata anche se è sempre più trascurata.

Cosa si può fare in famiglia?

In famiglia è possibile fare molto fin dai primi anni di vita: lasciar giocare i bambini nel movimenti, farli salire in piedi sul tavolo, saltare sul letto, fargli portare vassoi con dentro bicchieri, sono azioni quotidiane che servono per destreggiarsi meglio, coordinare il movimento, usare al meglio il proprio corpo.

E anche camminare nel bosco, arrampicarsi sugli alberi, sono buone pratiche per il fine settimana, a costo zero e utilissime per la motricità.

Un esempio per i più piccoli: il bambino ha gattonato verso i 9-10 mesi? Se non lo ha fatto esistono alcuni esercizi di psicomotricità finalizzati al recupero di quelle competenze motorie che non ha potuto esercitare al momento giusto. (perchè è importante gattonare?)

L’ambiente

Ciò che circonda il bambino piccolo dovrebbe essere il più possibile:

  • semplice (ambienti sgombri di oggetti, di rumori e disordine) dove al bambino sia concesso di muoversi liberamente senza farsi male
  • nutriente (cibo naturale non eccessivamente lavorato) dove non sia tentato continuamente da cibo spazzatura
  • protettivo (ma non iperprotettivo) dove gli sia permesso sviluppare la sua autonomia di movimento, il linguaggio e il pensiero secondo precisi step di avanzamento graduale nei primi 3 anni di vita

Inoltre il bambino piccolo dovrebbe essere protetto nei primi anni di vita:

  • dall’esposizione precoce a schermi e tecnologie che lo rendono passivo, interferendo nei processi emotivi e di crescita e favorendo la confusione tra realtà e realtà televisiva
  • dal bombardamento di stimoli neurosensoriali (suonerie e notifiche dei telefoni, abuso di intrattenimento video che toglie spazio alla scoperta di sè e del mondo)

e negli anni della scuola dell’infanzia ed elementare:

  • dall’influenza dello stress e ad uno stile di vita accelerato (troppi impegni)
  • dalla quantità eccessiva di opportunità (troppi giocattoli, troppa scelta) che confondono
  • dalle pressanti e precoci richieste della scuola, famiglia e società (devi studiare, fare sport e acquisire competenze per la vita)
  • dall’assenza di tempi e di spazi per il gioco libero non strutturato

Stare attenti a non cadere in queste consuetudini aiuta il bambino a mettere radici stabili nel proprio corpo e nell’interiorità per dedicare le giuste forze all’apprendimento, mettendoci entusiasmo e piacere.

disturbi visuospaziali

Qualcosa che nessuno dice

Il gioco libero non strutturato, sempre più difficile per i bambini se non assistiti da un adulto che li aiuta, oltre a liberare nel corpo l’intelligenza motoria di cui è naturalmente dotato svilupperà in lui la capacità di amare ciò che crea e lo incoraggerà ad essere sempre più ambizioso ed intraprendente nelle sue creazioni.

Il bambino lasciato libero di giocare giocherà sempre più forte, rosso in viso dall’entusiasmo, animato dalla sua stessa creatività mentre l’altro, quello davanti al canale you tube sarà sempre più molle nelle membra, ipotonico, svogliato e pallido.

Troppo tardi per essere abili?

Quel bambino avrà mai voglia di impegnarsi a leggere? Avrà mai la possibilità di sperimentare la conquista della scrittura? Troverà gioia in una vittoria simile? La vivrà come una sana sfida? Oppure preferirà lasciarsi mollemente cullare da un nuovo video correlato, coltivando una bolla di nulla nel quale si cullerà fino alle medie, quando comincerà ad essere troppo tardi per essere capaci e competenti?

Non è troppo tardi a nessuna età. Si può arrivare a prendere consapevolezza di ciò che è sano per il bambino in qualsiasi momento, l’importante è avere il coraggio di portare dei cambiamenti nello stile di vita della famiglia. Prendersi la responsabilità di fare meglio (a partire dai nostri comportamenti quotidiani) qualsiasi sia il momento in cui si inizia è l’unica possibilità che abbiamo come genitori ed educatori per fare la nostra parte.

Come prevenire i disturbi evolutivi e del comportamento

Originariamente scritto il 01 ottobre 2020

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