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vivere semplice foto di sabrina d'orsi

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Un Natale al contrario


Scritto il 03 dicembre 2013

vivere semplice foto di sabrina d'orsi

Passano velocissimi questi anni, Lorenzo Pedro è in prima media, sesta classe. Zeno ha 9 anni ed Emilio, ora che ha compiuto 4 anni ha deciso di allacciarsi le scarpe da solo e mangiare senza bavagliolo. Passano velocissimi questi pomeriggi d’inverno, sempre intorno al nostro tavolo della cucina dove succede tutto.

vivere semplice foto di sabrina d'orsi

Ma dopo anni di costruzione del ritmo della famiglia, le domeniche d’Avvento, l’attesa del Natale, l’andare a letto presto, il rispetto di tante regole quest’anno abbiamo deciso di confonderci un po’ le idee e di sfruttare un lietissimo evento per farci fare un grande regalo.
Ci vogliamo scaraventare dall’altra parte del mondo, vogliamo ripartire come facemmo dieci anni fa per un posto lontano lontanissimo. Non sarà per sei mesi come l’altra volta, sarà solo per due settimane. Andiamo a Bali.

Allora invece del calendario d’avvento da scoprire ogni giorno quest’anno è arrivato il planisfero da guardare e riguardare tutte le sere. Ci sono volute ore perchè i ragazzi trovassero questa isola sperduta dell’Indonesia. Facciamo un po’ di geografia, ci siamo detti, facciamo un’esperienza nuova, anche straniante, perchè capiteremo al caldo in pieno inverno, perchè Babbo Natale sarà in mutande, perchè Emilio non ci capirà niente e forse ci farà impazzire…. anche fuori luogo forse, in questo momento di ristrettezze economiche.

Però pensando a quello che desideravamo non ci sono venuti in mente oggetti da possedere ma esperienze nuove da fare, e cosa c’è di meglio di un viaggio di famiglia, potendoselo per una volta permettere?

vivere semplice foto di sabrina d'orsi

Non si arrabbi chi ci legge, si sa che la vita cosi è facile, non lo sto negando. Ma spero possiate condividere la nostra gioia e goderne come noi godiamo delle fortune altrui. Quello che vi dico è che troviamo il tempo, lo spazio e il modo di essere grati, di non dare nulla per scontato, di continuare a vivere semplice trovando il valore vero delle cose che viviamo, avendo il coraggio di essere quello che vogliamo e possiamo essere.

 

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Il calendario d’avvento: una sfida dell’attesa

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Il calendario d’avvento: una sfida dell’attesa


Scritto il 29 novembre 2012

Ormai i calendari dell’avvento sono diventati di moda, ce ne sono anche in edicola da pochi euro per un acquisto last minute. Ma per me l’Avvento è una cosa seria, perchè ha a che fare con il tempo che decido di dedicare ai miei figli, sperando di passargli un buon esempio, o una buona pratica se volete: dedicare tempo alle cose che amiamo fare e alle persone a cui teniamo. Ecco perchè mi sono imbarcata in questa avventura: 24 piccoli doni autoprodotti per allietare che verranno aperti uno per uno nelle prossime 24 sere in attesa dell’arrivo del Natale.

Il tema dell’autoeducazione mi è particolarmente caro e colgo l’occasione del calendario d’avvento per parlarne ancora. Rifletto sul tema dell’attesa e mi sento tanto laica quanto religiosa. L’attesa del Natale è universale e muove sentimenti di pazienza, attesa , cura, sentimenti di coraggio che sono invisibili ai più. Non perchè non possano capire o vedere, forse perchè come tutte le silenti attività passa inosservata anche quando è degna di nota.

Un po’ come il lavoro che fa il fegato, che filtra e metabolizza tutto quello che ingeriamo, che silenziosamente svolge una mansione degna di cuore e cervello senza che nessuno gliene riconosca il merito. Che addirittura non si fa sentire anche quando si affatica e si ammala. Il fegato, anticamente associato al coraggio è un organo umile, silente, attento ai dettagli e troppo spesso trascurato.

calendario d'avvento

Mi sono messa all’opera nella costruzione di un calendario speciale con le parole di San Michele, sfidando la corsa al tempo e imponendomi la forza della dedizione. Rimedio omeopatico: uso la forza per trovare la forza. Non è battaglia è sfida, non è competizione è contemplazione.

Perchè ho scelto di fare questo calendario d’avvento

Ho dorato 24 più 24 più 24 mezzi gusci di noce (tutto si fa per tre in questa casa visti i tre fratelli), ho comprato tanta fettuccia colorata alta 4 cm di raso, preziosa e con i caldi colori del Natale e ho incollato con la colla a caldo i gusci sulla fettuccia con dentro  un piccolo pensiero in ognuno. Andrà appeso in verticale, il calendario, e ogni giorno si scoprirà un piccolo tesoro.  Ho trovato lo spazio per questo dono ai miei figli, nonostante i preparativi per il Bazar di Natale della scuola steineriana e nonostante la mia silente, paziente e fiduciosa ricerca di un nuovo lavoro.

Non ho rete di salvataggio, sappiatelo, sono disoccupata come molte di voi e se mi vedete molto attiva sulla rete è perchè collaboro gratuitamente con i siti che reputo degni come Decrescita felice o Bambino naturale o su Le funky mamas e non ne faccio mistero. Non ho paura dell’austerità forzata anzi a dir la verità la cercavo da un po’ e credo che non possa che farmi bene.

Per quanto riguarda i banner che avete visto spuntare su Vivere semplice sappiate che si tratta di food per view e toys per view, ovvero scambi, baratti e visibilità reciproca, non soldi, non pubblicità occulta.

calendario d'avvento

Ma torniamo al nostro calendario d’avvento

La difficoltà di questo modello è che i gusci di noce sono cosi piccoli che è quasi impossibile trovare qualcosa da metterci dentro. Io ho messo bigliettini di gioia, caramelline, piccoli oggetti di lana infeltrita fatti con le mie mani, come coccinelle e coniglietti, mini-cioccolatini e ancora bigliettini. Ho anche trovato in rete dei bellissimi mini-mandala fatti a mano dedicati alle notti sante e li ho stampati e inseriti. Infine ho confezionato con la macchina da cucire dei mini-libricini fatti da me grandi come un’unghia e dentro ci ho messo dei messaggini d’amore.

calendario d'avvento

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L’avvento non è solo calendario

Avvento collaborativo 

In attesa del Natale

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Avvento: Il giardino d’inverno, canti e racconti


Scritto il 18 dicembre 2007

La prima volta che abbiamo fatto “il giardino d’inverno” era il 2006.
E’ stato tutto merito della maestra emilia, una cara amica maestra della scuola Steiner di Roma che ci ha offerto meraviglioso dono, vedendo noi famiglie alle prime armi indaffarate a costruire una nuova tradizione natalizia che ci appartenesse.racconti davanti al camino
Quest’anno ci siamo ritrovati: stesso luogo (il bosco sotto il casale di Paola, a Trevignano), stesse persone più alcuni nuovi acquisti (in tutto 7 famiglie) e stessi intenti: continuare il percorso di costruzione di un periodo di attesa che prelude al Natale.
In modo laico ma non per questo ignorando quelle che sono le caratteristiche universali del Natale. Una nascita.

Durante il giorno alcuni giocavano nel bosco altri raccoglievano rami e arbusti e preparavano un grande percorso a spirale. racc2.jpgPoi siamo tornati davanti al camino e abbiamo trascorso la giornata tra giochi, grigliate, canti e racconti e abbiamo aspettato l’imbrunire.

Al momento opportuno ci siamo riuniti intorno a quel luogo magico dove la maestra emilia aveva predisposto un candela accesa e alcuni frutti e ha iniziato cosi raccontando una storia:

Tanto tanto tempo fa, all’inizio del mondo, nel buio e nel freddo dell’inverno, una donna con il suo asinello era in cammino per un lungo viaggio. Un giorno quando fu troppo stanca per continuare il viaggio decise di cercare un posto caldo e sicuro dove riposarsi. Era molto stanca e quando gli animali del bosco sentiva che c’era una donna in difficoltà tornarono nei loro nidi e raccolsero quanto potevano per portarlo a quella donna. Gli scoiattoli portarono le ghiande, gli elfi e gli gnomi del bosco portarono un cristallo per illuminare la strada, e qualcosa di caldo per dormire. I topolini portarono le riserve di mandorle e frutta secca, i coniglietti rimediarono qualche mandarino. La donna allora sentì che in quel posto poteva trovare un po’ di riposo e si fermò li per la notte. E anche noi, una volta all’anno, possiamo accendere la nostra candela alla luce di quella stella e illuminare il giardino d’inverno e sentire un po’ di quel calore e di quel riparo.giardino d’inverno 2006

Mentre gli adulti cantano “lentamente va maria” ogni bambino e adulto percorre la strada del giardino fino nel centro e accende la sua candela. nel percorrerlo per uscire lascia la sua candela accesa sul percorso, dando vita ad un rosa di candele molto suggestiva.

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