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i 3 pilastri della fiducia

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Fiducia: come si crea o si ricostruisce nelle relazioni?


Scritto il 15 ottobre 2018

i 3 pilastri della fiducia

Come si crea o si ricostruisce la fiducia nelle relazioni? Quali sono i pilastri della fiducia?

Le persone hanno fiducia in te se sentono che ci sono 3 condizioni che soddisfano i loro bisogni.

  1. empatia
  2. logica della tua argomentazione (e se tale argomentazione è ben comunicata)
  3. empatia

Andiamo per ordine:

Empatia

Le persone in generale stentano a credere che stiamo facendo qualcosa per loro, ecco perchè l’empatia è il primo ostacolo da superare per renderci credibili. Invece di fidarsi tendono al contrario a pensare che facciamo qualcosa per noi stessi, per scopi narcisistici.

L’attenzione è fondamentale per creare empatia: ma chi di noi ha tempo e attenzione da dare agli altri?

E’ un circolo vizioso: se abbiamo troppo da fare avremo meno tempo per empatizzare con gli altri e se non c’è empatia tutto diventa più difficile.

Risultato? Non ci capiamo più e ci sentiamo sempre più separati dagli altri, sempre più soli e sospettosi.

Ecco la soluzione

Capire quando, dove e a chi si vuole dare empatia e poi farlo: alzare lo sguardo e dedicarsi a quella persona, all’oggetto della nostra cura.

Una condizione imprescindibile ed essenziale è mettere da parte i cellulari, la più grande fonte di distrazione del secolo.

Questo almeno secondo Frances Frei docente di management all’Harvard Business School che spiega la sua teoria in questo Ted talk

La logica dell’argomentazione

Se il nostro ragionamento non ha un filo logico solido non c’è molto da fare, dovremo rassegnarci al fatto che non saremo credibili e quindi degni di fiducia.

Ma se, come è più probabile, la nostra argomentazione è sincera e poggia su un solido ragionamento allora dovremo cercare di comunicare i nostri motivi nel modo più stingente possibile e per farlo dovremo esercitarci.

Esprimere la propria opinione e supportarla con delle forti evidenze è il modo migliore per argomentare.

Autenticità

Il terzo e fondamentale pilastro della fiducia è essere se stessi in modo autentico e gli esseri umani hanno un fiuto particolare per sgamare gli altri.

Essere se stessi è facile quando siamo circondati da persone simili a noi, che riescono ad essere autentici e curiosi verso la verità dell’altro.

In caso contrario, se ci troviamo a rappresentare una differenza rispetto alle persone che ci circondano  allora essere se stessi diventa una vera e propria sfida.

Essere diversi

Avere il coraggio di essere diversi ci permette di essere proprio come siamo, non importa se questo significa non potersi conformare agli altri.

Essere diversi significa essere se stessi nel modo più radicale possibile: noi siamo davvero noi stessi quando non tradiamo il nostro vero modo di essere, quindi più spesso nelle differenze che non nelle somiglianze con gli altri.

Fidarsi delle proprie peculiarità corrisponde, in ultima analisi, alla possibilità che diamo agli altri di fidarci di noi, ma solo se quello che mettiamo in campo, noi stessi, è vero.

Photo by Alvin Mahmudov on Unsplash

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Ad attraversare sulle strisce si impara da piccoli

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L’uscita di bambini e ragazzi e il patto scuola famiglia


Scritto il 31 ottobre 2017

1att

Il tema dell’autonomia e della sicurezza dei figli preadolescenti è diventato affare di stato: la Corte di Cassazione sostiene che il dovere di sorveglianza degli alunni minorenni sia assoluto.

Cosa vuol dire? Che è superiore alla volontà dei genitori, quindi le deleghe che sollevano la responsabilità della scuola quando i ragazzi escono da scuola non sono valide.

Parliamo di ragazzi delle medie, non di bambini piccoli.

La libertà del 13enne è giusta o sbagliata?

Lasciare tornare da scuola i figli da soli è giusto o sbagliato? 

Se ne è parlato a lungo, al punto che la Ministra Fedeli si è espressa in una direzione (mandate i nonni a prenderli) e poi ha aggiustato il tiro intuendo che la frase non fosse cosi felice (si dia alle famiglie la possibilità di firmare liberatorie che sollevino da ogni responsabilità…)

Il Post come il solito ha fatto un articolo chiarissimo sull’argomento dal titolo Perché Renzi e Fedeli parlano dell’uscita dei ragazzi da scuola

bambini neozelandesi vanno a scuola
bambini neozelandesi vanno a scuola

Vari tipi di genitori

Secondo me i genitori dei ragazzi che vanno alle medie (tra gli 11 e i 14 anni circa) sono di 4 tipi:

  • gli apprensivi che pensano che i figli siano ancora piccoli per attraversare la strada da soli
  • gli ansiosi che non riescono ad associare il concetto di rischio con quello di figlio
  • i realisti che vogliono abituare i figli a conquistare progressivamente una certa libertà di movimento
  • i lassisti che qualsiasi cosa succeda sono in riunione o fuori città per lavoro.
bambini indigeni delle Filippine vanno a scuola

bambini indigeni delle Filippine vanno a scuola

Se scuola e famiglia  collaborano

Voglio ricordare ai genitori che nel mandare i figli alla scuola pubblica firmiamo il patto scuola-famiglia che è un solenne accordo di reciproca fiducia e collaborazione a tutela dei figli.
Si tratta di un vero e proprio contratto con diritti e doveri ma soprattutto fatto con l’obiettivo di risvegliare le coscienze sul tema delle responsabilità.

Lo avete mai letto? Eccolo qui il  patto di corresponsabilità scuola-famiglia, è un PDF da scaricare leggetelo, vi garantisco che non è tempo perso.

E’ un insieme di regole e norme di comportamento dei docenti, degli alunni e delle famiglie che ha come obiettivo stabilire una sana relazione di collaborazione tra le parti.

Nella scuola elementare del mio figlio piccolo il maestro si è preso la briga di leggere ad alta voce il patto scuola-famiglia nella prima riunione di classe suscitando i commenti annoiati dei genitori.

Come dire: non siamo a perder tempo, possiamo anche leggercelo da soli a casa…. 

Io l’ho trovato un gesto coraggioso, come dire: sappiamo che non lo leggereste mai di vostra iniziativa ma per noi è importante che facciate la vostra parte…

bambini canadesi vanno a scuola
bambini canadesi vanno a scuola

Ognuno faccia la sua parte

Serve la collaborazione tra scuola, famiglia e Comuni.

I bambini fin dalle elementari dovrebbero essere educati al senso civico, non basta fare educazione stradale a scuola se i genitori

  • parcheggiano in terza fila
  • non vanno a piedi neanche quando ci sono solo pochi minuti di cammino
  • non lattraversano sulle strisce e non li abituano i bambini ad usare i marciapiedi.

Il pirata della strada non è solo non rispetta i segnali e parcheggia male, il pirata è anche il genitore che attraversa dove non si può trascinandosi il figlio con tutta la cartella al seguito perchè è tardi!

Se i genitori facessero la loro parte e i Comuni avessero più cura nel segnalare percorsi pedonali obbligati, strisce pedonali visibili, zona a pedaggio ridotto (ne parlo qui).

Se cosi fosse forse non si arriverebbe a concepire una pazzia come questa: perchè andare a prendere i figli a scuola alle medie non può avere un’altro nome se non pazzia.

bambini cinesi vanno a scuola
bambini cinesi che vanno a scuola

Cosa si può fare concretamente

Da quando finalmente il mio terzo figlio va a scuola a piedi (gli altri due facevano 30 minuti di macchina ogni mattina) ho preso la buona abitudine di fare sempre lo stesso percorso, passando sulle strisce pedonali anche a costo di allungare di 5 metri qui, 10 metri là.

Lo faccio perchè presto andrà a scuola da solo, sicuramente in quinta elementare gli daremo il permesso di farlo.

attenzione, se guardi il telefono non guardi la stradaAbituarsi a non scegliere sempre la strada più corta, attraversando dove non è permesso mi pare sia molto educativo oltre che più sicuro.

Impari a non avere fretta, a goderti la strada, guardare le persone in faccia, avere rispetto degli altri, comprese le bici, le carrozzine, i disabili, le ambulanze, le macchine, impari alla fine a stare al tuo posto.

Inoltre se non hai sempre il telefono in mano quando attraversi la strada è meglio, è l’esempio che conta ed è possibile che tuo figlio cresca pensando che telefonare, mandare messaggi ed attraversare la strada siano attività che va bene fare, perchè non è pericoloso! Sicuro che vuoi che impari questo?

Se attraversi sempre dove non devi la tua passeggiata si trasforma in un percorso ad ostacoli, più rischioso e meno piacevole.

E tutto per cosa? Risparmiare 10 minuti? Non ne vale la pena.  Attraversa sulle strisce! Aspetta che il semaforo sia verde! Cammina sul marciapiede! Immagina se lo facessero tutti….

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