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il ruolo del media educator - alfabetizzare i nativi non digitali

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Imparare e insegnare con la tecnologia. In arrivo il media educator


Scritto il 15 ottobre 2014

il ruolo del media educator - alfabetizzare i nativi non digitali

L’incontro tra tecnologia e scuola non è facile: hanno montato lavagne elettroniche nei corridoi delle scuole materne, hanno dato pc e tablet ad un po’ di istituti e poi?

La scuola si adegua velocemente e maldestramente all’arrivo della tecnologia partorendo una didattica 2.0 che poi non è in grado di governare. Questa nuova didattica gli sfugge di mano, data in pasto alle menti facilmente distraibili e altamente creative degli scolari. Come fare?

I media ed i loro sostenitori devono chiedersi se offrono realmente un contributo per la formazione o se sono al servizio di interessi particolari, economici e ideologici. Se sono risorse utili devono essere offerti a tutti: e qui tocchiamo l’annoso problema del digital divide. Devono anche chiedersi se sono al servizio della salute e dell’etica delle persone, prima ancora che del loro bisogno di conoscenza.

Perchè imparare con il tablet?

Bisogna distinguere l’Educazione con i media considerati come strumenti da utilizzare nei processi educativi generali, dall’ educazione ai media, comprensione critica dei
media intesi non solo come strumenti ma come linguaggio e cultura, dall’educazione per i media finalizzato alla formazione dei professionisti dei media.

Insomma, tablet e pc in classe devono dimostrare di poter essere qualcosa di più di un ammodernamento dei metodi didattici e convincerci di non essere un’occasione ludica travestita da nuovo strumento pedagogico.

Se i nostri figli devono giocare al computer che lo facciano a casa nel tempo libero piuttosto che a scuola quando c’è un professore pagato per insegnare… oppure che quell’insegnante ne sappia davvero di tecnologie e possa offrire un’esperienza formativa con i media.

courtesy of haikudeck.com

courtesy of haikudeck.com

Un nuovo gap generazionale

Se professori e genitori rimangono indietro rispetto alle competenze che bambini e ragazzi acquistano alla velocità della luce si crea un nuovo gap generazionale.

Serve qualcuno che sappia capire, interpretare e valutare la pervasività dei media nella vita dei giovani d’oggi, la loro influenza sui modelli di vita e di consumo e come i media possono alla lunga influire nei processi democratici e nella formazione o disinformazione del cittadino consapevole, critico e libero.

Il media educator dà strumenti agli adulti che non sapendo cosa fare lasciano i bambini sempre più liberi e soli di fronte ai media.

Il compito del media educator è alfabetizzare, aiutare le persone ad usare i mezzi con autonomia tecnica e formale ma fornire anche gli strumenti per sviluppare il senso critico e la capacità di essere cittadini attivi e democratici,  utilizzando gli strumenti della semiotica per l’analisi dei testi.

Un ragazzo italiano vede mediamente tre ore al giorno la televisione, dedica altro tempo al computer, internet, videogiochi, ecc. per un totale di 4 ore e 15 minuti (rapporto CENSIS). Siamo sicuri che gli adulti di riferimento siano al corrente di come usa le tecnologie? (scusate se usoil congiuntivo credo di non poterne fare a meno)

Cosa serve ai ragazzi?

  • devono poter essere attivi di fronte ai messaggi che ricevono, sapersi creare una mappa cognitiva, sapersi chiedere chi l’ha prodotto? a che scopo?
  •  devono poter conoscere e dominare il linguaggio dei media fatto di immagini, suoni, alert, emozioni, di una forma particolare di narrazione, del montaggio, ecc. e non rimanere irretito dall’aggressività del messaggio comunicativo.
  • devono poter capire la filosofia che sta dietro ogni messaggio (commerciale, consumistico, politico, religioso) perchè i media non sono neutrali e neppure innocui.

Ed io cosa penso?

E tu, genitore o insegnante ti sei fatto un’opinione su questi argomenti? Ti sei chiesto se sei pronto per affrontare queste tematiche con i tuoi figli o alunni? Senti il bisogno di sostegno e formazione? Dimmi quello che pensi: io dal canto mio, proprio perchè lavoro nella comunicazione web ho idee abbastanza precise sui limiti di cui i miei figli hanno bisogno per imparare ad usare bene i media senza esserne travolti. Li sperimento tutti i giorni e non c’è giorno che non impari qualcosa.

Questo testo si ispira e è in parte liberamente tratto da un approfondimento sulla media education di mediaeducationmed.it

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vivere semplice

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Com’è fatto il cervello di un bambino


Scritto il 27 aprile 2013

Mi è capitata tra le mani la spiegazione semplice, chiara e competetente di come è fatto il cervello di un bambino. Lei è una pediatra e ha tre figli. Il suo sito è un pozzo di saperi. Cosa gli serve per svilupparsi al meglio? Come e perchè alcuni stimoli lo aiutano meglio di altri a crescere in armonia. Allora ho pensato di tradurlo e metterlo giu in queste mie pagine che sono sempre più un luogo di silenziosa riflessione sullo stato dell’arte della mia famiglia.

Un bambino nasce con 10 miliardi di neuroni e passa i primi 3 anni della sua vita ad aggiungere miliardi di connessioni neurali per nutrire questi neuroni e renderli più efficaci e operativi.

Queste connessioni sono di vario tipo: quelle a ragnatela chiamate dendriti e altre più lunghe chiamate assoni che si estendono in tute le regioni del cervello.

Tanto per intenderci un bambino di 6 anni ha un cervello due terzi quello di un adulto ma ha dalle 5 alle 7 volte più connessioni tra neuroni di un bambino di 18 mesi o di un adulto (Pearce 1992).

Questo potenziali di massa dendritica viene perso per l’80 per cento verso i 10-11 anni: quello che non usiamo spesso o sempre lo perdiamo! Ma la plasticità del cervello fa si che anche l’adulto possa sviluppare nuove connessioni a costo di sforzi molto maggiori dei bambini pero’.

Verso quell’età interviene un enzima che dissolve per cosi dire le connessioni poco utilizzate.

Nel bambino in via di sviluppo c’è una progressione dello sviluppo del cervello da un cervello più primitivo (chiamato reptiliano o comunemente il cervello dell’azione) a quello limbico (quello dei sentimenti) fino al più avanzato, la neocorteccia (o cervello del pensiero).

Come si è organizzato per suddividersi i compiti di gestione della baracca… vi interessa? Ve lo spiego nella seconda parte

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Meno severi con se stessi

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Meno severi con se stessi


Scritto il 10 gennaio 2013

Durante queste vacanze ho fatto un po' di digiuno tecnologico ne avevo bisogno. Come tutti i rimedi vecchi come il mondo vi assicuro che funziona. Purifica, resetta, rinfresca e rigenera. L'avevo gia fatto la scorsa primavera, e credo sia sensato farlo almeno due volte l'anno.

figli che si riposano

Ho anche pensato molto ai buoni propositi per l'anno nuovo e quest'anno le cose sono un po' cambiate. Ho scoperto che i buoni propositi sono diventati talmente quotidiani e sempre più privi di giudizio (spregiudicati siiiiiii) che non serve più fare quelli di fine anno. L'unica cosa che ho seriamente intenzione di fare è osservare i miei goffi tentativi per:

  1. Valorizzare ogni singolo centimetro della mia enorme fortuna

  2. Montare un faro che illumina i miei pregi e metter via da parte per un po' la mia valigia piena di difetti. ne ho fatto ampio sfoggio in questi anni

  3. Godermi ciò che di bene e di male mi arriva in seguito ai miei precedenti desideri espressi (compreso il mio famoso cavallo di battaglia di gioventu: preferisco avere rimorsi piuttosto che rimpianti)

Non mi stancherò mai di dirvi ATTENTI A CIO' CHE DESIDERATE PERCHE' POI SI AVVERA E SONO CAZ..

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24 novembre: giornata del non acquisto

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24 novembre: giornata del non acquisto


Scritto il 23 novembre 2012

non comprare

Adbusters.org, è un collettivo americano di attivisti nel mondo dell’ambientalismo e della cittadinanza attiva. Gli stessi che organizzano il turn off tv weekend ovvero il fine settimana dedicato a sensibilizzare le persone a spegnere la tv e spendere meglio il loro tempo.

Ogni anno organizzano il  Buy nothing day (seguito dal Buy Nothing Christmas) una giornata di astensione dal consumo. L’evento ha assunto ormai dimensioni gigantesche: vi partecipano 65 paesi nel mondo, che hanno capito il senso profondo di questa iniziativa: ispirare i cittadini ad una vita più semplice, meno schiava dell’acquisto e del consumo.

Anche perchè non abbiamo più scelta: o rinunciamo a comprare o rinunciamo al nostro pianeta!!

Non a caso il giorno-del-non-acquisto si svolge proprio il primo sabato di grandi acquisti natalizi ovvero il 24 novembre 2012 ed ottiene in tutto il mondo (tranne forse che in Italia e in Burkina Faso) una copertura mediatica eccezionale anche in vista di una possibile sensibilizzazione del pubblico sulle possibilità di acquisti di prodotti verdi, autoprodotti e in generale alternativi al consumo di massa.

Insomma, non comprate, ma se proprio dovete comprate bene (verde, bio, sostenibile, fair trade, ecc).

A proposito per chi non lo conosce guardatevi Etsy, una specie di ebay dove tutti i venditori sono privati cittadini, artigiani, fanatici del fatto-in-casa, che mettono in vendita le loro produzioni artigianali.

Per approfondire su vivere semplice:

Resistete (agli acquisti compulsivi di Natale)

Io non compro

Disintossicati dalla tv

Per approfondire sul bnd:

Adbuster Hai dei dubbi? Guarda questo video.

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Perchè spegnere la tv

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Perchè spegnere la tv


Scritto il 25 settembre 2011

telebimbiLa tv piace quasi a tutti e il motivo è fin troppo chiaro: ce l’hanno propinata in tutti i modi e alla fine ci hanno convinto. Non c’è dubbio che la televisione sia un passatempo a costo zero, una babysitter dalle poche pretese, e un sottofondo per tappare i vari buchi che la vita ci presenta. E’ un aggeggio ad uso e consumo di chi non ha voglia di fare altro. Non so cosa fare? Guardo un po’ di tele. Benissimo. Ma se siamo genitori, se siamo sensibili ai temi della libertà, della motivazione personale, se vogliamo prendere il meglio dalla vita di certo la televisione è una delle prime cose che buttiamo dalla finestra. Vediamo il perchè:

Le ricerchè dicono che…

In un articolo apparso già nel  2007 su un quotidiano online scozzese (scotsman.com) sono stati pubblicati i risultati di una ricerca svolta dal dottot. Sigman sullo stretto collegamento tra ore di tv somministrata ai bambini e malattie come l’autismo e il morbo di Alzheimer, senza contare altre malattie per le quali la connessione anche indiretta rispetto all’abuso del mezzo televisivo è ormai assodato come obesità, sindrome da deficit dell’attenzione e danni alla vista. Ecco la traduzione in italiano dell’articolo. Dal sito punto-informativo.it arriva un’altra conferma, attraverso l’articolo La tv? Fa male ai giovani

Bambini e tv, costi e benefici

Per creare un ambiente sano e armonioso intorno alla nostra famiglia abbiamo ritenuto importante eliminare la tv. Stiamo parlando di una famiglia dove ci sonobambini al di sotto dei tre anni, ancora incapaci di discernere tra cio’ che è racconto, pubblicità, intrattenimento e evangelizzazione.

media

Con lo stesso intento con cui scegliamo con cura una dieta per i nostri figli che preveda l’inserimento graduale dei cibi, cosi la tv sarà qualcosa che i bambini impareranno a digerire quando avranno sviluppato le capacità critiche per farlo. turnoffA questo proposito leggi l’articolo sull‘impatto della televisione sui bambini sul Media Education (l’American Academy of Pediatrics dà addirittura dei consigli su come introdurre la tv in casa con degli step di avanzamento che permettono ai ragazzi di capire l’influenza che la tv ha su di loro, vabbè loro sono americani!!) Una tv accesa è una porta aperta sui programmi che banalizzano e sviliscono il senso della vita e che umiliano la qualità del tempo oltre che sulle pessime notizie dei tg.

Tenersi in casa quell’oggetto brutto e invadente equivale a farsi del male da soli. E’ un ricettacolo di pubblicità, un incubatore artificiale di desideri, un passatempo-perditempo per chi non ha neanche vagamente intravisto la bellezza della vita. Non si tratta di snobismo è solo la nostra via. Una scelta arrivata in modo istintivo, senza neanche starci a pensare. Era qualcosa di cui avevamo bisogno.

Il potere dei messaggi tv

Alcune volte è possibile vedere l’impatto dei media sui nostri figli immediatamente altre volte l’influenza che i media hanno sui nostri piccoli è meno ovvio. Avete per esempio fatto caso al fatto che in tv la violenza e l’aggressività fisica, morale e verbale viene usata come normale strumento per la gestione dei conflitti? Ma non è affatto detto che questi siano gli unici mezzi a disposizione di una persona o di un bambino che deve affrontare le piccole dispute quotidiane!! Inoltre sigarette e superalcolici appaiono spesso in film visti anche dai ragazzi, come strumenti per essere più attraenti e cool e molto raramente si parla in tv di quanto le abitudini a fumare e bere siano molto pericolose per la salute.

turnoff2

E poi ci rammarichiamo se la maggior parte degli adolescenti fumano e bevono. E qui vogliamo essere blandi, perchè a dirla tutta potremmo anche parlare di tutto il sesso, le perversioni, l’istigazione al vojerismo e alla violenza che ogni giorno si palesa in televisione e nelle pubblicità. Poi ci stupiamo che gli adolescenti fanno sesso in classe, oppure girano video porno con i telefonini e se li scambiano. Forse semplicemente non hanno la misura della gravità di ciò che stanno facendo .

Scegli non farti scegliere

E ti vuoi informare su quali sono i danni che arreca la televispegni la tvsione ai bambini nei primi anni di vita allora c’e’ solo da divertirsi. Come d’incanto abbiamo scoperto che la nostra scelta istintiva di gettare la tele fuori dalla finestra proveniva da un luogo molto profondo del nostro cuore. Che neanche sapevamo di possedere. A chi dice stupidaggini, la tv è solo intrattenimento (pdf) proponiamo di leggere questo e questo articolo trovato sul sito dell’Media . Sempre su quel sito ci sono altri interessanti articoli alla voce bambini e media. Leggeteli! Non stiamo parlando di impedire ai nostri figli di guardare la tv. Si tratta solo di temporeggiare un po’. E vale la stessa cosa per il cinema, i cartoni animati da quattordicenne dati in pasto ad un bimbo di 4 ecc… ecc… Per chi non ha voglia di leggere in inglese ho trovato anche questo in italiano. Recentemente ho anche inserito un articolo su un conferenza tenuta da un medico sulla stimolazione precoce della memoria nel bambino piccolo. Leggi anche Adbusters: socio-semiotica del subvertising un saggio sulla pubblicità pubblicato da Ocula, l’osservatorio sui media e sulla società della comunicazione

Turn off week (tutto l’anno)

Spegnere la tv puo’ diventare piano piano un’abitudine: comincia a piccoli passi. Partecipa alla settimana di astensione di protesta dalla televisione, proposta ormai da molti anni da adbusters.org un sito di attivismo controculturale, che tra le altre cose organizza anche il Buy nothing day e molte azioni a livello internazionale di sensibilizzazione sull’effetto che i media e la pubblicità hanno sulla nostra vita. Se hai dei dubbi guarda intanto questo video, più in giu in questa pagina troverai anche delle fonti su cui documentarti sull’effetto della televisione sui bambini piccoli.

Approfondisci sempre a proposito della tv e dei suoi effetti sui bambini piccoli

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