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resilienza

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Resilienza: la soluzione per tutti i problemi


Scritto il 05 gennaio 2015

Quali risorse possiamo usare, come adulti e come genitori, per mostrare che ai problemi c’è sempre una soluzione?

resilienza

La resilienza è la capacità di reagire alle situazioni difficili, ai traumi e agli stress resistendo. Spiegandosi magari ma senza spezzarsi. Questa qualità  in dotazione naturale ad alcuni materiali , studiata in fisica, pare sia anche un talento a disposizione delle persone. Basta trovarsi nelle condizioni giuste per poter esercitarlo!

La persona resiliente sa ritrovare l’equilibrio dopo uno shock esterno, sa farsi rimbalzare addosso un problema che altrimenti si trasformerebbe in disastro. Ma questa persona non fa tutto da sola: viene aiutata da elementi esterni importanti.

Cosa ci rende resilienti?

I fattori che pare ci rendano resilienti di fronte a traumi e dolori sono:

  • la solidità delle nostre amicizie
  • la qualità delle nostre relazioni sociali
  • la profondità degli affetti
  • i valori in cui crediamo

Come imparare ad affrontare gli shock?

Poiche gli sconvolgimenti della vita non sono prevedibili, cercare di calcolare tutte le eventuali possibilità che si verifichino puo’ non essere la soluzione migliore. Gli studiosi sembrano orientarsi più su un set di strumenti da mettere in campo per imparare ad affrontare gli shock e tratte beneficio dai traumi che possono aggredirci:  la resilienza è la prima competenza da esercitare.

Quali esercizi fare?

Se ogni giorno mettessimo in pratica un po’ della personale capacità di adattarsi, imparare a sbagliare senza frustrazioni, andar per tentativi senza perdere la pazienza, fare con sapienza contadina invece che con il solo intellettualismo, imparare dalle lezioni ricevute e dai fallimenti, dagli insuccessi e dalle stroncature.

Chi sono i veri super-eroi?

 

Il permaloso, il perfezionista e il maestrino possono anche stare a casa, come il fannullone e l’egocentrico.
La resilienza è un talento che premia chi si mette, testa bassa, a lavorare con quel che ha, che usa umiltà e pazienza come baluardi di vittoria, che presta attenzione agli ultimi e cerca modelli di crescita non competitivi.

Quali politiche per i governi?

La resilienza si ottiene con politiche che investono nella scuola, nella riqualificazione dei lavoratori licenziati, nelle reti di protezione sociale e nella ricerca di modelli di business più equi, attraverso cui ridistribuire porzioni più consistenti di benessere.

Mettere in sicurezza un governo significare aumentare la sua resilienza, corazzarlo di forze culturali

  • forze emotive perchè le persone sappiamo commuoversi, sensibilizzarsi difronte ai problemi degli altri
  • forze percettive perchè le persone riscoprano come guardare con occhi veri i problemi e sentirli sulla propria pelle
  • forze motivazionali perchè le persone siamo motivate a migliorare il mondo che è casa loro prima di tutto

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bambini grandi e ragazzi a letto presto si può . vivere semplice

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Bambini grandi e ragazzi a letto presto


Scritto il 22 ottobre 2014

bambini grandi e ragazzi a letto presto si può . vivere semplice

Dicevamo che i piccoli hanno bisogno di una routine del sonno, e che bisogna iniziare presto a dare calore, contatto e ritmo. Poi gli anni passano e i ritmi cambiano un po’ ma rimane il bisogno dei bambini di ritrovare un minuto di quello speciale ambiente che avevamo creato per i piccoli e starci un po’ dentro. In silenzio o con qualche racconto serale.

Hanno bisogno di andare a letto presto

I miei figli vanno a letto alle 8,30 ora che sono più grandi (10 e 12) ma fino a 3 anni fa erano le 8 di sera. Ed emilio 7,30. Ho capito che un segreto alla base di questa tempistica è stato cenare presto ovviamente. E visto che noi siamo torinesi ce lo possiamo permettere. Mangiare tutti insieme e bene e a tv spenta. I bambini hanno fame alle 7 e all’inizio preparavamo solo la cena per 3 poi io e andrea cenarvamo da soli. Ormai sono cresciuti e ceniamo tutti alle 8.

Ultimamente avevamo deciso che i ragazzi avevano uno screen time era di mezz’ora al giorno. Ed Emilio cartoni un giorno si e uno no per mezz’ora. Loro hanno cominciato a giocare con Cash of Clans tutti i giorni, e il grande era sempre indeciso se continuare a giocare o chattare su WathsApp con i suoi amici.
Insomma un giorno ho detto: secondo me state esagerando. Loro mi hanno risposto: è vero! Forse è meglio seteniamo spento per un po’.

Ora è una settimana che tentano di fare altro, a volte vengono in cucina e dicono: uffa mi annoio ed io rispondo loro: è normale, si chiama astinenza. Lo capiranno più avanti, per ora non è un problema. Siamo qui per questo: mettere qualche paletto in mezzo a tanto amore.

A letto presto

Credo che la routine del sonno vale anche per i ragazzi e gli adulti. Fa male a tutti lo schermo fino a tardi anche se per noi adulti è ancora peggio perchè con il computer ci lavoriamo anche.
Finire compiti e fare la cartella, lavarsi i denti, trovare il proprio pigiama, cambiarsi ritrovare una parvenza di coperte e cuscini e lasciare in pace i grandi è un diritto-dovere di ogni ragazzo.

Se poi gli adulti riuscissero a mettere in tavola anche una colazione in una cucina riordinata sarebbe perfetto. Con la sveglia che ti da tempo per cominciare un nuovo giorno, anche questo senza fretta.

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Bambini maltrattati: chi sono i responsabili?

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Bambini maltrattati: chi sono i responsabili?


Scritto il 11 ottobre 2014

Pensiamo che il mondo sia pieno di ingiustizie e che i bambini siano spesso vittime innocenti della violenza di maniaci, ubriachi e adescatori. E’ sicuramente vero, se lo dice il telegiornale, ma se guardiamo più a fondo il problema scopriamo tutt’altro.

In Italia le violenze di qualsiasi tipo sui bambini, dalla sculacciata all’abuso sessuale sono perpetrati da adulti di riferimento, persone di cui i bambini si fidano.

I bambini e le bambine vengono maltrattati dai loro genitori! Ne parla il dossier sulla condizione della bambine e ragazze in Italia e nel mondo di Terre des Hommes, un’associazione umanitaria che si occupa di fare educazione e divulgazione lavorando anche nelle scuole.

Questo dato mi è sembrato paradossale e agghiacciante. Noi genitori siamo esseri umani, e sappiamo quanto i bambini possano essere difficili da educare, gestire, governare. L’urlataccia succede, capita.
Tutti abbiamo vissuto prima o poi il momento in cui fai o dici qualcosa di cui ti penti. E poi?

maltrattamenti nei bambini

Dopo che hai sculacciato o chiuso in camera tuo figlio cosa fai? Pensi che gli sta bene e che cosi impara oppure ti sotterreresti e giuri a te stesso che non lo farai mai più?

Spesso siamo aggressivi perchè siamo stressati, stanchi, nevrosi, oppure stiamo replicando un comportamento che abbiamo subito: magari da bambini siamo stati picchiati o qualcuno ci ha umiliato. Le scusa che sappiamo darci sono sempre molto valide! Dovremmo trovare delle soluzioni più che trovare nuove scuse…

Ma è nostra responsabilità di adulti lavorare su questi aspetti, renderci conto di quello che stiamo facendo e porvi rimedio: non sono certo qui per giudicarvi perchè anche io sono una persona che ha urlato e picchiato. Si lo sono. E fareste meglio ad ammetterlo anche voi se volete smettere di farlo. Io ho smesso di farlo.

Ho smesso con l’aiuto di un corso per maestre di scuola steineriana che ho fatto perchè sentivo il bisogno di strovare gli strumenti per agire, capire come è fatto un’educatore e come è fatto un bambino, quali sono i suoi bisogni, ecc..

Quando sai chi è veramente un bambino non ti sogni mai più di dargli una sberla. Quando sai cosa vivono i bambini e qual’è la ferita che conserva un bambino maltrattato non osi mai più. Informati, questa è l’unica cosa che puoi fare per combattere il tuo problema o per aiutare qualcuno a venirne fuori.

La vera piaga è che i genitori che maltrattano non se ne rendono neanche conto, minimizzano, non danno importanza: sono loro il vero problema, perchè loro non smetteranno anzi escogiteranno sempre nuove scuse per evitare di affrontare il fatto i bambini maltrattati sono proprio i loro figli.

Oggi 11 ottobre si celebra la Gionata mondiale delle bambine, non solo quelle che vivono in Africa e vanno in spose bambine. Non solo quelle che sono costrette a lavorare o a prostituirsi. Anche la tua vicina di casa, che la senti piangere quando sua madre alza la voce e la riempi di sberle e parolacce.

Questo è un post NON sponsorizzato!

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In vacanza con 4 maschi: guida semiseria alla sopravvivenza

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In vacanza con 4 maschi: guida semiseria alla sopravvivenza


Scritto il 27 luglio 2014

in vacanza con 4 maschi - guida alla sopravvivenza - vivere semplice

Andare in vacanza con i maschi è disperante. Vivere con loro tutto l’anno ok, ma andarci anche in vacanza è troppo! L’anno prossimo opterò per una vacanza al femminile, voglio solo amiche con le loro figlie. Si, perchè negli anni ho sviluppato il mito che le femmine sono più intelligenti e ragionevoli, più organizzate e meno zozzone e soprattutto hanno più buon gusto. Forse mi sbaglio e vi prego convincetemi che mi sto sbagliando.

Ho 3 figli maschi fantastici e un marito meraviglioo però quel che è giusto è giusto: i maschi vivono nel caos, perdono tutto, non si lavano se non costretti e non fanno altro che ridere. Non si stancano mai, amano le barzellette ma non capiscono i doppi sensi, non cercano mai di interpretare una frase, mangiano sempre e si appassionano a cagate come i go-kart.

in vacanza con 4 maschi - guida alla sopravvivenza - vivere semplice

Questa vacanza mi è sembrata più faticosa di altre (forse lo dico tutti gli anni).
Siamo stati una settimana in uno dei campeggi più semplici e selvaggi in cui sia mai stata, ad Eraclea Minoa, tra Sciacca ed Agrigento, in Sicilia, sotto una pineta fittissima a ridosso del mare azzurro-caraibi e della spiaggia africana.

Tre ragazzini, di 12, 10 e 4 anni più un marito con la passione per la radio e le antenne sono state un vero colpo di grazia. Sono tornata con la sensazione di aver fatto tutto per loro e pochissimo per me, non ho scritto, ho letto poco e ho passato le giornate a redimere diatribe, trovare soluzioni per evitare litigi e togliere pidocchi. Altro che vacanze!

in vacanza con 4 maschi - guida alla sopravvivenza - vivere semplice

Ecco perchè

Con una caparbia senza paragoni ho chiesto che i grandi lavassero i piatti tutti i giorni (e ci sono riuscita) e ho capito perchè quasi nessun genitore lo fa: è molto più faticoso che non lavarseli da sè.

Con una tempistica esagerata li ho obbligati a fare compiti tutti i giorni  giusto per avere almeno un’oretta di tempo per leggere, dormire o stare a fissare il vuoto (i compiti della scuola steineriana sono più difficili di quelli “normali”. Rimpiango quardo ero bambina e potevo fare 40 esercizietti senza pensarci su.. loro devono leggere il Piccolo Principe e inventare personaggi che pensino, che abbiano qualcosa  da dire…insomma devono sforzarsi di usare la fantasia e di metterla nero su bianco, cosa che gli viene assai difficile)

in vacanza con 4 maschi - guida alla sopravvivenza - vivere semplice

Lorenzo Pedro il dodicenne, che di solito comincia con i tuffi il primo giorno e non lo si vede per tutta la vacanza si è preso l’otite  e non ha potuto più fare il bagno: risultato ha passato la vacanza a lamentarsi e a chiedere chi voleva batterlo a ping pong.

Metteteci in più il  detox week, ovvero astinenza da telefono, internet, social e email. E’ stata davvero dura. Posso scrivere una guida alla sopravvivenza solo perchè è passata, e sono qui a raccontarvelo in modo semi-serio. Ecco quali sono le cose non farò più:

  • andare in vacanza senza amici: la condivisione è necessaria (quando è troppo è troppo anche per una famiglia felice)
  • scegliere un luogo selvaggio e isolato: i ragazzi hanno bisogno di distrazioni, altrimenti nel nulla rischiano di trovare se stessi che è proprio quello che non vogliono fare
  • abbinare i figli full time al detox week: pessima idea. Non sapete quanto leggere le sfighe altrui su facebook possa far da placebo e sedare le imperscrutabili insicurezze che vengono ad una mamma che pensa di aver sbagliato tutto con i propri figli.

Il colpo di grazia me lo ha dato poi leggere Libertà di Franzen, che racconta la storia di una donna americana, progressista e alternativa che mi assomiglia in modo imbarazzante e ad un certo punto suo figlio adolescente che lei adora decide di andare  a vivere con i vicini, buzzurri cafoni di provincia con la spillatrice di birra in giardino e il quad. Ci voleva proprio!

Non sono più sicura che insegnare l’educazione ai propri figli, il rispetto per gli altri, le regole, l’importanza del gioco e della fantasia, la capacità di usare bene la propria libertà sia stata una buona idea. Per adesso ha sortito ben pochi effetti: mi ritrovo con tre bestioline rampanti che ridono sguaiatamente e si appendono agli alberi tutto il giorno ed io e mio marito ci guardiamo esausti pensando che rivogliamo la nostra vita di coppia in carriera senza figli.

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vivere semplice - foto di sabrina d'orsi

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La dieta del deficiente


Scritto il 27 agosto 2013

vivere semplice - foto di sabrina d'orsi

Credi che la fettina tutti i giorni sia necessaria? Certo, altrimenti come fanno a crescere sane e forti le creature? Discorsi tipici di mamme sotto l’ombrellone tra un arancino e l’altro, la pizza a pranzo e anche a merenda e per finire un bel gelatone.

Parlando di cibo il mondo si è diviso in due: ci sono quelli del mangia che cresci che sembra non vedano neanche che i  loro figli non riescono a correre in spiaggia e poi c’è la schiera dei vegetariani, vegani, crudisti e quelli del “no latte, per carità” fino ad arrivare ai fanatici del gluten-free e quelli che si vantano di aver abolito completamente i carboidrati dalla dieta, tra cui molte star americane. Ortoressici, li chiamano, quelli che vivono una vita di rinunce credendosi sani solo a costo di sacrifici inenarrabili. Non è certo il caso di mangiar solo carne fino a farsi venire la gotta ma una via di mezzo è sempre la più difficile da trovare. Basterebbe fare come si faceva quando il medico distava ore da casa: seguire il buon senso.

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Perchè spegnere la tv

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Perchè spegnere la tv


Scritto il 25 settembre 2011

telebimbiLa tv piace quasi a tutti e il motivo è fin troppo chiaro: ce l’hanno propinata in tutti i modi e alla fine ci hanno convinto. Non c’è dubbio che la televisione sia un passatempo a costo zero, una babysitter dalle poche pretese, e un sottofondo per tappare i vari buchi che la vita ci presenta. E’ un aggeggio ad uso e consumo di chi non ha voglia di fare altro. Non so cosa fare? Guardo un po’ di tele. Benissimo. Ma se siamo genitori, se siamo sensibili ai temi della libertà, della motivazione personale, se vogliamo prendere il meglio dalla vita di certo la televisione è una delle prime cose che buttiamo dalla finestra. Vediamo il perchè:

Le ricerchè dicono che…

In un articolo apparso già nel  2007 su un quotidiano online scozzese (scotsman.com) sono stati pubblicati i risultati di una ricerca svolta dal dottot. Sigman sullo stretto collegamento tra ore di tv somministrata ai bambini e malattie come l’autismo e il morbo di Alzheimer, senza contare altre malattie per le quali la connessione anche indiretta rispetto all’abuso del mezzo televisivo è ormai assodato come obesità, sindrome da deficit dell’attenzione e danni alla vista. Ecco la traduzione in italiano dell’articolo. Dal sito punto-informativo.it arriva un’altra conferma, attraverso l’articolo La tv? Fa male ai giovani

Bambini e tv, costi e benefici

Per creare un ambiente sano e armonioso intorno alla nostra famiglia abbiamo ritenuto importante eliminare la tv. Stiamo parlando di una famiglia dove ci sonobambini al di sotto dei tre anni, ancora incapaci di discernere tra cio’ che è racconto, pubblicità, intrattenimento e evangelizzazione.

media

Con lo stesso intento con cui scegliamo con cura una dieta per i nostri figli che preveda l’inserimento graduale dei cibi, cosi la tv sarà qualcosa che i bambini impareranno a digerire quando avranno sviluppato le capacità critiche per farlo. turnoffA questo proposito leggi l’articolo sull‘impatto della televisione sui bambini sul Media Education (l’American Academy of Pediatrics dà addirittura dei consigli su come introdurre la tv in casa con degli step di avanzamento che permettono ai ragazzi di capire l’influenza che la tv ha su di loro, vabbè loro sono americani!!) Una tv accesa è una porta aperta sui programmi che banalizzano e sviliscono il senso della vita e che umiliano la qualità del tempo oltre che sulle pessime notizie dei tg.

Tenersi in casa quell’oggetto brutto e invadente equivale a farsi del male da soli. E’ un ricettacolo di pubblicità, un incubatore artificiale di desideri, un passatempo-perditempo per chi non ha neanche vagamente intravisto la bellezza della vita. Non si tratta di snobismo è solo la nostra via. Una scelta arrivata in modo istintivo, senza neanche starci a pensare. Era qualcosa di cui avevamo bisogno.

Il potere dei messaggi tv

Alcune volte è possibile vedere l’impatto dei media sui nostri figli immediatamente altre volte l’influenza che i media hanno sui nostri piccoli è meno ovvio. Avete per esempio fatto caso al fatto che in tv la violenza e l’aggressività fisica, morale e verbale viene usata come normale strumento per la gestione dei conflitti? Ma non è affatto detto che questi siano gli unici mezzi a disposizione di una persona o di un bambino che deve affrontare le piccole dispute quotidiane!! Inoltre sigarette e superalcolici appaiono spesso in film visti anche dai ragazzi, come strumenti per essere più attraenti e cool e molto raramente si parla in tv di quanto le abitudini a fumare e bere siano molto pericolose per la salute.

turnoff2

E poi ci rammarichiamo se la maggior parte degli adolescenti fumano e bevono. E qui vogliamo essere blandi, perchè a dirla tutta potremmo anche parlare di tutto il sesso, le perversioni, l’istigazione al vojerismo e alla violenza che ogni giorno si palesa in televisione e nelle pubblicità. Poi ci stupiamo che gli adolescenti fanno sesso in classe, oppure girano video porno con i telefonini e se li scambiano. Forse semplicemente non hanno la misura della gravità di ciò che stanno facendo .

Scegli non farti scegliere

E ti vuoi informare su quali sono i danni che arreca la televispegni la tvsione ai bambini nei primi anni di vita allora c’e’ solo da divertirsi. Come d’incanto abbiamo scoperto che la nostra scelta istintiva di gettare la tele fuori dalla finestra proveniva da un luogo molto profondo del nostro cuore. Che neanche sapevamo di possedere. A chi dice stupidaggini, la tv è solo intrattenimento (pdf) proponiamo di leggere questo e questo articolo trovato sul sito dell’Media . Sempre su quel sito ci sono altri interessanti articoli alla voce bambini e media. Leggeteli! Non stiamo parlando di impedire ai nostri figli di guardare la tv. Si tratta solo di temporeggiare un po’. E vale la stessa cosa per il cinema, i cartoni animati da quattordicenne dati in pasto ad un bimbo di 4 ecc… ecc… Per chi non ha voglia di leggere in inglese ho trovato anche questo in italiano. Recentemente ho anche inserito un articolo su un conferenza tenuta da un medico sulla stimolazione precoce della memoria nel bambino piccolo. Leggi anche Adbusters: socio-semiotica del subvertising un saggio sulla pubblicità pubblicato da Ocula, l’osservatorio sui media e sulla società della comunicazione

Turn off week (tutto l’anno)

Spegnere la tv puo’ diventare piano piano un’abitudine: comincia a piccoli passi. Partecipa alla settimana di astensione di protesta dalla televisione, proposta ormai da molti anni da adbusters.org un sito di attivismo controculturale, che tra le altre cose organizza anche il Buy nothing day e molte azioni a livello internazionale di sensibilizzazione sull’effetto che i media e la pubblicità hanno sulla nostra vita. Se hai dei dubbi guarda intanto questo video, più in giu in questa pagina troverai anche delle fonti su cui documentarti sull’effetto della televisione sui bambini piccoli.

Approfondisci sempre a proposito della tv e dei suoi effetti sui bambini piccoli

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Sempre a proposito della tv


Scritto il 19 maggio 2008

Stamattina ho ricevuto la newsletter dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma. Vi chiederete perchè ricevo questo bollettino informativo… veramente non lo so, credo di essermi iscritta tempo fa… quando stavo cercando di prenotare una visita all’ospedale, nella pia speranza che si potesse fare via internet. Molti di voi sanno che io faccio qualsiasi cosa via internet, anche la crema pasticcera.

Comunque, il bollettino di oggi parlava di un argomento che mi sta particolarmente a cuore: la teledipendenza dei bambini.
Finalmente qualche medico se ne è accorto – ho pensato.

E infatti devo dire che questo articolo è interessante proprio perchè è scritto da un medico del Dipartimento di Neuropsichiatria Infantile, che immagino abbia una certa credibilità.

Per leggere l’articolo clicca qui (la password dell’archivio è showarchive).

Leggetelo, evidenzia le insidie più sottovalutate del mezzo: la televisione rende il bambino un soggetto passivo, interferisce nei processi emotivi e di crescita, favorisce la confusione tra realtà e realtà televisiva, plasma l’istintualità, riduce la capacità di giudizio, disincentiva l’abitudine alla socialità ecc… ecc..

Scusate ma lo ripeterò fino alla noia: non se ne parla perchè fa MALEDETTAMENTE comodo. Per approfondire leggi qui (perchè spegnere la tv)

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